Che vino berrete a Ferragosto (e tutti gli altri giorni dell’anno)

Che vino berrete a Ferragosto (e tutti gli altri giorni dell’anno)

di Antonio Tomacelli

Intravino è nato nel giugno del 2009. Era un vero e proprio blog e lo facevamo in tre. Oggi siamo in trentatré (più o meno) e siamo diventati un magazine con una redazione che discute ed elabora i temi da trattare. Agli inizi non era così, non c’erano punti di riferimento sul web e la nostra “mission” era “rivoltare come un calzino il mondo del vino”.

Il problema (uno dei problemi) era: come si cambia qualcosa di ingessato se non mummificato? Una delle soluzioni fu di dare voce ai commentatori ascoltando, nello stesso tempo, i loro gusti e suggerimenti.

Nascevano così quei post che ci aiutarono a definire l’identità di Intravino e dei suoi lettori. Erano post che facevano domande semplici del tipo “che vino bevete ogni giorno” oppure “preferite il vino bianco o rosso?”. Roba molto basic, insomma, che pensavamo non ci servisse più.

E invece, qualche giorno fa, è arrivato un piccolo segnale dai commenti che ci ha ricordato come la comunità di Intravino sia cambiata nel tempo e agli storici commentatori se ne siano aggiunti altri che nel 2009 avevano magari 15 anni. Eccolo di seguito:

Vinogodi: Marcow, qual è il tuo vino preferito?

Marcow: Quelli che bevo a tavola. Nero di Troia. Rosato del Salento da Negroamaro. Critone di Librandi. Le Passule di Librandi. Il Nero di Troia è prodotto da un amico, viticoltori da generazioni che sanno cosa fare in cantina. È il vino che bevono a tavola. Gli altri sono acquistati direttamente nelle cantine del Salento e a Cirò Marina.

Curioso, vero? Uno storico lettore di Intravino, Vinogodi, chiede ad un nuovo utente, Marcow, dei suoi vini preferiti e Marcow risponde delineando il profilo di un lettore del sud, probabilmente pugliese che ama i rosati e il nero di Troia.

Questo scambio di battute è stato come quei flashback che ti riportano al passato e ti ricordano che la tua mission resta sempre “rivoltare come un calzino il mondo del vino”.

Ok, fine del pippone e torniamo alla domanda di Vinogodi: qual è il vostro vino preferito? Vogliamo sapere cosa bevete a pranzo, cena e durante la grigliata di Ferragosto. Niente sboronate, pliz, solo stralci di vita vera e vini da tavola.

E buon Ferragosto a tutti.

 

 

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Antonio Tomacelli

Designer, gaudente, editore, ma solo una di queste attività gli riesce davvero bene. Fonda nel 2009 con Massimo Bernardi e Stefano Caffarri il blog Dissapore e, un anno dopo, Intravino e Spigoloso. Lascia il gruppo editoriale portandosi dietro Intravino e un manipolo di eroici bevitori. Classico esempio di migrante che, nato a Torino, va a cercar fortuna al sud, in Puglia. E il bello è che la trova.

30 Commenti

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Rodolfo

circa 4 mesi fa - Link

Berrò Miani Friulano 2018

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Sancho P

circa 4 mesi fa - Link

Le opere complete de La Contralta. Giusto per illudermi di essere in Sardegna.

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Guido

circa 4 mesi fa - Link

Weekend di Lambrusco...sborone zero terra terra tanto. Antó fa caldo!

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Andrea Celant

circa 4 mesi fa - Link

Lubigo di Croci_la Vitovska 2018 di Milic_il Liatico Aggelis 2018 di Lyrarakis (Creta)

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Littlewood

circa 4 mesi fa - Link

Champagne fallet prevostat extra brut valpolicella 019 ca' la bionda friulano 2018 colle duga chardonnay 2000 ronco del gremiz tutte rigorosamente MG

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Michele

circa 4 mesi fa - Link

Da ristoratore il 15 sarà difficile bere qualcosa ma il 16 si fa festa: Mongarda brut Bianco asjarigato Che berrei vołentieri tutti i giorni E ho già messo in fresca un ambonnay di Beaufort che ci sono 2 o 3 cose da festeggiare

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Vinogodi

circa 4 mesi fa - Link

...essendo un periodo tristissimo, Champagne...

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Eb2323

circa 4 mesi fa - Link

Marcow non mi sembra per nulla un nuovo utente. Anzi mi sembra un cuore pulsante di questa realtà. I suoi pareri nonostante non sembri " un addetto ai lavori " è uno dei pochi motivi per cui leggo ancora questo blog. Vinogodi anche, nonostante abbiamo pareri non sempre allineati è uno dei pochi che suscita la mia stima.

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Capex

circa 4 mesi fa - Link

In ferie, una settimana fa Gamay della cooperativa del Trasimeno e Gamay di Madrevitae dato che ero appunto su quel lago. Adesso, essendo in Puglia zona murge/Gargano rosati e bianchi con parentesi di cacc e'mitte di Lucera. Bevo sempre e solo del territorio in cui mi trovo quando viaggio. Quando vivo ( in Toscana) toscani e pure tutti gli altri. Buon Ferragosto!!!

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Lanegano

circa 4 mesi fa - Link

Provato ieri sera Cirò Scala rosato 2019 : rapporto qualità prezzo eccellente, sarebbe vino perfetto da grigliata di ferragosto, bevuto freddo supporta anche la ciccia.... Io non lo berrò perchè il 15 lavoro dalle 09 di mattino alle 08 del giorno dopo ma voi, se potete, scatenatevi.... :)

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Gaetano

circa 4 mesi fa - Link

Per celebrare il compleanno di mio fratello, che compie gli anni proprio il 15 Agosto, spiedo accompagnato dal ciliegiolo di Camillo (per i raffinati), Raboso Piave rifermentato in bottiglia da me medesimo (per i duri e puri), Cabernet Franc sfuso di micro cantina del paese (per i tradizionalisti). Di riserva in rampa di lancio, Fortana rifermentato di Mariotti (Vini delle Sabbie - Bosco Eliceo)

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Giorgio

circa 4 mesi fa - Link

Una new entry scoperta una settimana fa.......Sinopia Spumante de Le Caniette.......extrabrut da bere a litri😀

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Gabriele

circa 4 mesi fa - Link

Lambrusco Leclisse... come se piovesse

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Vinologista

circa 3 mesi fa - Link

Tripletta Magnum Les 7 Vignes Tristan Hyest Rosé Bord de Marne Tristan Hyest Renaissance Vadin-Plateau Cin Cin !

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Luca

circa 3 mesi fa - Link

Credo proprio che berrò il Vidiano 2020 di Endochora Wines (Chania, Creta) - mi è rimasto in frigo e tra due giorni rientro! PS vino molto molto interessante, per 10,5€ a bottiglia...da comprarne a casse! (ma con il volo non si può)

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Vinogodi

circa 3 mesi fa - Link

...aggiornamento : grigliata con fiumi di Lambrusco: con gli antipasti Radice di Paltrinieri e Fondatore di Chiarli. Con le carni bianche : Gran Concerto Medici Ermete. Con suini e bovini: millesimato 2010 Metodo Classico Lambrusco Millesimato Lini 910 2010...tutto rigorosamente freddo di frigo

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Vinogodi

circa 3 mesi fa - Link

....per la seconda domanda ( ...e durante l' anno?) . Sgombro l' equivoco per chi pensa che bevo solo Montrachet , Chateau Latour e Romanee Conti. Nel quotidiano alterno Les Amoureuses a Monfortino, con qualche puntatina a Musigny, Krug , Lambrusco di Sorbara Leclisse di Paltrinieri, Chateau Lafite, Meursault Perrieres e Ortrugo Frizzante...

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Rino

circa 3 mesi fa - Link

Io ho stappato Sogno di Rivolta di Fattoria La Rivolta... gran bel bere a un prezzo più che competitivo

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Francesco Fabbretti

circa 3 mesi fa - Link

Sarò un po' toccatello, ma io sulla grigliata di sole costine di maiale acquistate dalla fattoria marchigiana di fiducia ci ho abbiato il Merlot 2007 di Dario Prinčič

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vinogodi

circa 3 mesi fa - Link

...ma il thread (l'unico che sta destando un poco d'interesse in questo assolato scorcio d'estate...) è valido anche per il Ferragosto dell'anno prossimo ? Così diventa il più lungo della storia...

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Marco Trucco

circa 3 mesi fa - Link

Volevo scrivervi una cosa, non so dove, la scrivo qui. Leggo Intravino da forse 10 anni. Ogni tanto mi viene in mente "è da un po' che non lo leggo, vediamo cos'hanno postato", vengo e trovo sempre qualcosa di interessante, ben scritto ed equilibrato: un pezzo su un produttore sconosciuto (a me), su una denominazione oscura (per me); una mitragliata di 42 degustazioni e punteggi di AG. Poi che succede? Penso: "che bravi, ora compro qualcosa", cerco qualche produttore/denominazione/bottiglia su Tannico, non trovo nulla o quasi, a volte c'è qualcosa su altri siti ma non abbastanza per mettere assieme un ordine, perdo la pazienza, chiudo il laptop, penso "peccato", e poche ore dopo, umanamente, ho dimenticato per sempre nomi, etichette e paesi. Posso immaginare di non essere il solo a cui capiti. Quindi quello che volevo dire è: -senza che suoni come una provocazione né una critica, ci mancherebbe altro- insomma: se un vino non è disponibile sulle principali enoteche online, che senso ha parlarne su un sito? La degustazione o l'articolo su una bottiglia che si trova solo dal produttore, o distribuita in 4 enoteche in tutta Italia, a cosa serve? Sì, capisco, la cultura del vino. E va bene. Però sempre tutti d'accordo nel dire che il vino va bevuto e goduto oltre che disquisito. Per bere il vino devo prima comprarlo. Se non è possibile questo passaggio in modo efficace, è ovvio che tanto leggere rimanga fine a se stesso. Non so se avete presente la newsletter "Le Canzoni" di Luca Sofri, direttore di ilpost.it. Ogni giorno manda una bella recensione di una canzone, e in calce c'è il link per ascoltarla su Spotify, iTunes, Apple Music o Youtube. Ecco: non vi sembra che mettere quei link sia una cosa naturale da fare? E se una canzone, d'altro canto, fosse talmente sconosciuta che l'unica speranza di trovarla è tra vinili superstiti nelle bancarelle, sarebbe sensato inviarne la recensione a 80k persone che direbbero solo "ah che peccato non poterla ascoltare?". Certo col vino è più difficile e cerco di anticipare le obiezioni. Obiezione 1: tutto il vino si trova, basta andarlo a cercare. A questo risponderei no, scusate, nel 2021, comprare qualcosa non può essere uno sforzo, dev'essere quasi un piacere. E se mi parli di vino online ma non non mi dici dove posso comprarlo (online) tanto vale che non me ne parli. E no, non devo googlarlo. Obiezione 2: eh ma non esiste un sito che ha tutto. 2bis: dobbiamo dare spazio invece proprio ai piccoli produttori ostinati che non si piegano alla logica della distribuzione disumanizzata etc etc. E dico sarà, ma se è invece è disponibile da qualche parte perché non me lo linki? E se non lo è, o tu che scrivi, ti aspetti davvero che salti in macchina, faccia 400km e vada a bussare al produttore ostinato? E' davvero più rilevante sapere se un vino faccia Allier o Slavonia, rispetto al fatto che lo possa praticamente comprare, e dove, o no? Ora- vi prego, non la prendete male- ma è che questa reazione combo "che bravi"+"peccato" ogni volta che leggo Intravino è frustrante. (E'l'impressione che spesso mi dà l'Italia quando ci torno (non ci vivo), ma non divaghiamo). Insomma avete capito: sarebbe meglio fare l'esperienza di leggere/comprare/bere, invece che leggere/dimenticare/bere altro. Non credo di essere il primo a pensarlo, sono sicuro che ci abbiate già ragionato voi e qualche motivo pur vi trattenga. Se vi va di raccontare perché, sarei curioso. Grazie! (e bravi!)

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vinogodi

circa 3 mesi fa - Link

...Marco ( mio omonimo ) sono parzialmente d'accordo . Parlare di vino , il più delle volte, ha significati molteplici , non esclusivamente di confronto sensoriale diretto . Mi spiego : cultura enoica è anche conoscere da chi ha avuto esperienza specifica . Dove possibile , chiaramente , replicarla per confrontare le impressioni e sensazioni , è il vero gioco della condivisione nell'enogastronomia, al netto del gusto personale . Non necessariamente si disquisisce esclusivamente su ciò che è fruibile direttamente o nell'immediato . Dove le variabili d'acquisto sono molteplici ed irte di difficoltà : in un blog specifico di appassionati , non stiamo parlando del banale da Grande Distribuzione Hard ( con le debite eccezioni) . Nel senso che chi ha percorso di passione più o meno lunga , ricerca l'emozione , nell'accostarsi al vino . Emozione data da aspetti ipotalamici sia di fruizione sensoriale , non necessariamente nell'immediato " il piacere dell'attesa è piacere stesso" ...e la ricerca del vino anelato è piacere stesso . Tra le variabili ricercate posso inserire la rarità, artigianalità , caratteristiche organolettiche amplificate , costo ecc. Come disquisire di Romanée Conti : per averlo devi tirare fuori assegno da 15.000 - 20.000 Euro, quindi inaccessibile ... oppure un Calvari (ormai estinto) o un SEE di Spiriti ebbri prodotto in 260 bottiglie , oppure un Montrachet di Domaine Leflaive (sintesi fra numeri confidenziali e prezzo da rogito notarile) ...per cui non se ne dovrebbe mai parlare? Sono invece d'accordissimo nel segnalare dove poter acquistare , anche se il rischio è quello di conflitto di interessi o di attentato all'indipendenza di giudizio , sempre dietro l'angolo ..

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Marco Trucco

circa 3 mesi fa - Link

Ciao Omonimo, e grazie della risposta! Hm. "Non necessariamente si disquisisce esclusivamente su ciò che è fruibile direttamente o nell'immediato". Ma in questo caso non si disquisisce mica tanto: c'è uno che scrive (chi il vino l'ha bevuto/degustato) e gli altri possono solo dire "ah, ok, mo' me lo segno". Poi però il fatto è che uno non se lo segna mica, voglio dire, non so voi, ma davvero prendete appunti? Oppure avete una memoria mostruosa che quando scegliete un vino vi fa ricordare e riconoscere un'etichetta piaciuta a Giannone due anni fa? "La ricerca del vino anelato è piacere stesso". Non so. Cercare una bottiglia online non è mica tanta gioia. Forse in astratto, ma in pratica leggere di vini che poi non trovo e comprare vini di cui so poco (ma almeno trovo) non mi sembra razionale, tutto qua. Un sito, a differenza di una guida cartacea, può fare molto di più per rendere accessibile il vino di cui parla. Di casi estremi ed eccezioni, come i vini che citi, se ne parli pure in quanto casi estremi ed eccezioni. Ma non vedo perché sacrificare sull'altare delle eccezioni la gioia di percorso normale che, almeno per me, sarebbe leggo/compro/bevo (e magari a quel punto ne disquisisco pure).

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BT

circa 3 mesi fa - Link

intravino sta al vino come il partito liberale sta alla politica. il mercato italiano é questo: https://www.corriere.it/economia/aziende/cards/vino-segnali-ripresa-il-2021-62percento-dell-intero-mercato-mano-166-aziende-italiane/grandi-aziende-hanno-contenuto-perdite-2020.shtml voglio vedere recensite le bottiglie delle prime dieci di ogni categoria sopratutto i vini di Sgarzi. eccolo l’ambasciatore del vino italiano all’estero.

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marcow

circa 3 mesi fa - Link

BT sembra rilanciare la palla di una partita (di un dibattito) che andava spegnendosi senza ulteriori momenti di vivacità. Mi sembra che anche Sisto metteva in rilievo, in un altro dibattito, il fatto che la realtà che viene disegnata dai wine blog italiani è un po'(o molto) diversa da quello che la maggioranza degli italiani beve. La NARRAZIONE è troppo sbilanciata e privilegia ed esalta i consumi di lusso. Ma questo può anche passare. C'è contemporaneamente all'esaltazione del LUSSO un disprezzo verso i consumi popolari: verso chi non si può permettere di spendere oltre il prezzo del TAVERNELLO (è un esempio, il SIMBOLO del vini pessimi). La Verità, come sempre, sta nel mezzo. Rivolgersi un po' meno ai FIGHETTI, che pure esistono e vanno coccolati, ma avere più attenzione verso la maggioranza dei bevitori italiani.

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marcow

circa 3 mesi fa - Link

A scanso di equivoci. Poiché in un altro dibattito Vinogodi fraintese il mio riferimento ai Fighetti vorrei precisare. _____ Vinogodi lo considero, prima di tutto, un grande APPASSIONATO di vino. È poi, secondo me, un ESPERTO: nel senso che non tutti gli appasionati sono esperti. Lui può benissimo recensire un vino e non lo vedo indietro a nessuno. Teoricamente sarebbe anche un ottimo critico (nel senso che ho tentato di sviluppare in vari dibattiti)(che distinguo dall'esperto) avendo quell'indipendenza economica che favorirebbe l'indipendenza del critico eno-gastronomico. ____ Può APPARIRE, in alcuni commenti, anche un fighetto ma, ripeto, per me prevalgono le prime due opinioni e soprattutto la seconda è un GRANDE APPASSIONATO di vino.

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Vinogodi

circa 3 mesi fa - Link

...non farei mai il critico. Scrivere per le guide è da enofighetti...e poi, per scrivere sulle guide bisogna dare quasi sempre 97/100 a Cervaro o Cerretalto, e io non c'avrei il coraggio...

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marcow

circa 3 mesi fa - Link

Vorrei precisare un concetto. È veramente difficile essere INDIPENDENTI È meno difficile, secondo me, se si ha una certa INDIPENDENZA ECONOMICA. Attenzione, non significa essere dei benestanti, dei ricchi. Significa, per me, che dal punto di vista economico non si dipende dal vino. Esempi sono, come ho detto, Vinogodi. Ma lo stesso ragionamento l'ho fatto in questo blog per Leonardo Romanelli che ha dedicato, con serietà, il suo impegno all'insegnamento. Penso che sia indipendente economicamente anche un grande esperto come Andrea Gori che conduce con i familiari una bella raltà della ristorazione. __ Detto questo il SISTEMA mette a dura prova l'Indipendenza nel settore della CRITICA. È troppo forte. Si rischia... veramente... di essere marginalizzati. Ma siano noi degusatori, bevitori, consumatori ecc... che possiamo fare qualcosa perché le cose migliorino.

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marcow

circa 3 mesi fa - Link

Scusate, ma devo chiarire. Non vorrei che si traesse questa conclusione dal mio commento: chi vive, economicamente, di vino(in svariate attività) non può essere indipendente. È soltanto più difficile. Stimo alcune redattrici di Intravino che svolgono un lavoro legato al vino. PS E, con questo, passo e chiudo.

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BT

circa 3 mesi fa - Link

la mia provocazione credo sia stata capita. voglio vedere commentato qui da tutti i redattori il contenuto di quell’articolo. con calma ci sarà tempo. critici indipendenti o no: quelli sono quelli che mandano in giro il vino italiano.

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