Champagne che ho amato: R.D. 1996 Bollinger. E quelli che non: N.P.U. 1996 e 1999 Bruno Paillard

di Cristiana Lauro

Ha ragione Fabrizio Pagliardi: è difficile ammettere che una bottiglia costata un occhio della testa non sia poi così buona. Che poi, se lo pubblichi da qualche parte, smettono di invitarti alle degustazioni, porca paletta! Nei giorni scorsi, Bruno Paillard ha presentato a Roma e Milano la sua testa di serie, N.P.U. 1999, ultimo millesimo in commercio di una somma cuvée che ha riscosso pareri contrastanti. Ad esempio, a me non è piaciuta. Ho la mia parte di colpa e mi sta bene. Mi sono presentata in clamoroso ritardo, senza invito, quindi imbucata e, per distrazione, fretta e cialtroneria, non ho capito se si trattasse del 99 a.C o d.C.

No, perché quel naso era veramente oltre, quasi stagionato con sentori di miele e mele gialle mature in assenza totale di freschezza. È lo stile della casa, frutto di una ricerca precisa, estrema e coraggiosa in verità, che cerca e trova un carattere unico. N.P.U. ’99 esce a due anni dalla sboccatura quindi sfida la freschezza e la domina perché qualcuno a casa ha deciso per lui, mica per errore. Si tratta di una scelta, che piaccia o meno. Fior di palati lo hanno apprezzato e a me il confronto piace sostenerlo coi grandi, mica coi quaquaraqua’, per dirla col collega Sciascia cui rinnovo la stima :-). Insomma, prediligo il riposo al letargo ma rispetto la scelta.

Alcune sere fa, con un po’ di amici, abbiamo aperto N.P.U. 1996, millesimo decisamente felice, anche se qualcuno, da ultimo, s’è stufato e inizia a mettere in discussione ciò che prima era dato per assioma. Con N.P.U. la faccenda cambia e, purtroppo, il ’96 anticipa clamorosamente quello che il ’99 spiega senza indugi. Bottiglia perfettamente conservata con un naso molto maturo, miele sopra una punta di glicine, tutt’altro che articolato. In bocca l’ingresso è ampio, ha volume, pure troppo, al punto di imporsi sgraziato. Squilibrato, poco armonico e, sul finale, asciuga con un’acidità notevole che, tuttavia, non invita la beva e, visto il prezzo, men che meno l’acquisto.

Per rappacificarmi con le grandi bottiglie e in tema con l’annata, ho aperto R.D. 1996 Bollinger: sublime. Avevo bevuto un ’97 un po’ cotto di recente e credevo che R.D. di Bollinger non avesse più nulla da dirmi ma toppavo alla grande. Degorgiato a settembre 2011, nel bicchiere si presenta giallo intenso e brillante. Naso classico molto carico da cavalleria, nel senso che cavalca, devi tenergli le briglie, accidenti! Lievito, crosta di pane fragrante e un ammaliante contrasto fra opulenza e acidità. È largo ma anche lungo e lavora bene sul richiamo del sorso successivo. Una grandissima bottiglia che avevo, ahimé, dimenticato.

N.P.U. e’ certamente un vino estremo che separa le posizioni del pubblico e sulle opinioni c’è poco da arrovellarsi perché il giusto non esiste e il gusto personale non è una questione di buon senso. Non esiste un solo modo per sentire le cose. Anche il vino ha più di una voce.

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Cristiana Lauro

Cantante e attrice di formazione ma fortemente a disagio nell’ambiente dello spettacolo, che ha abbandonato per dedicarsi al vino, sua più grande passione dopo la musica. Lauro è una delle degustatrici più esperte d’Italia e con fierezza si dichiara allieva di palati eccellenti, Daniele Cernilli su tutti. Il suo sogno è un blog monotematico su Christian Louboutin e Renèe Caovilla, benchè una rubrica foodies dal titolo “Uomini e camion” sarebbe più nelle sue corde. Specialista di marketing e comunicazione per aziende di vino è, in pratica, una venditrice di sogni (dice).

18 Commenti

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jovica todorovic (teo)

circa 9 anni fa - Link

temo che R.D. 1996 sia stata l'ultima grande cosa seria fatta dalla Maison Bollinger. Dopo di che tanto cinema e poco altro. Non ho ancora assaggiato la 1999 ma temo che ci sia ben poco di cui entusiasmarsi. Mi sembra che Bollinger abbia intrapreso un percorso decisamente rindondante e, ma forse sbaglio, antistorico. Ricchezza, abbondanza e tanta, troppa imediatezza

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SirPanzy

circa 9 anni fa - Link

Purtroppo ti quoto... Purtroppo perché é sempre stato nel mio cuore. Non solo RD ma anche GA...

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jovica todorovic (teo)

circa 9 anni fa - Link

anch'io me ne rammarico perchè ho sempre amato si RD che la Grand Année. La mia è un atriste osservazione da amante tradito :-(

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Alessandro Bocchetti

circa 9 anni fa - Link

Rindondante fa molto ridere, ma è onomatopeico... :D Npu, che dire? Perplesso, tanto! Poi è nato vecchio, come certi ragazzi con i pantaloni khaki e la riga di lato ;) Ciao A

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jovica todorovic - teo

circa 9 anni fa - Link

caro bocs, potrei dire che è voluto. potrei dirlo ma non farollo. mi sa che mi metto un nuovo nick "REfuso"

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jovica todorovic - teo

circa 9 anni fa - Link

immediatezza - mi sono perso una "m" scusino :-)

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Simone e Zeta

circa 9 anni fa - Link

Se non erro 300 a scaffale e 400 al tavolo, giusto?

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Cristiana Lauro

circa 9 anni fa - Link

Simone, non saprei, ho lasciato il buffo. Periodo complicato, ho a che fare con gente che non scherza... :-) ma a te e' piaciuto NPU '96? Non si vince una mazza, puoi anche non rispondere.

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Simone e Zeta

circa 9 anni fa - Link

Ti rispondo che non riesco più a trovare il link dell'articolo dove avevo letto questi prezzi, da qui la mia domanda. Non posso assolutamente dire che mi sono trovato davanti un vino da non bere, concordo tuttavia sulla tua descrizione specialmente sul finale di bocca. Concludendo un bel prodotto, non stratosferico. Per correttezza dico che la mia valutazione tiene conto pure delle mie preferenze; Accanto ad una buona acidità non amo polposità, cremosità e grassezza ma un corpo più atletico. Stile Jacquesson, insomma. PS: Non voglio innalzarmi a gran conoscitore di Champagne, visto che non lo sono, le mie sono sensazioni.

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fmartini

circa 9 anni fa - Link

RD1996 € 175,00 LA GRANDE ANNE' €105,00 fonte Millesima

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Marco

circa 9 anni fa - Link

Concordo con il suo finale e le dirò che leggendo la sua recensione ho notato che non si discosta molta da quella di Alberto Lupetti http://www.lemiebollicine.com/, diciamo che le particolarità dello champagne in questione da lei non vengono apprezzate, per esempio: “polpa finemente matura ma mai eccessiva” di Lupetti vs “quel naso era veramente oltre, quasi stagionato” di Lauro. Da qualche parte avevo letto che i vini di Paillard soprattutto il NPU sono champagne non facili, per intenditori. Per un consumatore medio è ancora può complicato avvicinarsi a bottiglie del genere, solitamente certi prezzi dovrebbero mettere d’accordo tutti.

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Francesco Fabbretti

circa 9 anni fa - Link

L'N.P.U. '99 non mi ha entusiasmato ma il '96 e l'assemblage di base '96 sono nel mio cuore intensamente. Non riesco ad emozionarmi altrettanto con altri champagne.... forse RD'96 degorgement 2011. Ma è questione di gusti. l'unico sospetto che mi punge è che molti blasonati commentatori eterei e cartacei confondano un filino la freschezza (i 2 novantasei ne hanno a iosa) insita in un vino con la mancanza di acidità quasi totale che lascia al palato solo un "fresco disimpegno". Se devo spendere quelle cifre voglio qualcosa di più, altrimenti mi basta un qualunque blanc de blancs di base con un perlage molto fine e senza materia complessa (non solo mi basta, ma mi piace e spesso ne faccio uso). Tornando a Paillard, per capire cosa intendo per freschezza, basta paragonarlo a un Selosse Còte Faron (ex CONTRASTE) o un Ouriet V.V. Francaises. Su invito di un amico mi è capitato proprio questa situazione.... devo dire che la differenza si sentiva eccome per quanto riguarda la freschezza. Poi, personalmente, non mi piace il Salon.... ma questo è gusto personale

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Fabrizio pagliardi

circa 9 anni fa - Link

Il 99 non l'ho ancora provato per il 96 condivido quello che ha scritto Cristiana. Aggiungo però che a Pagliardi lo stile Pajard di base non piace.

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Cristiana Lauro

circa 9 anni fa - Link

Ah!ah! Applausi :-)

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Filippo Brombin

circa 9 anni fa - Link

Che dire Cristiana, ti do perfettamente ragione. RD 96 semplicemente fantastico.Purtroppo do anche ragione a teo.. Assaggiati la settimana scorsa da Meregalli tutti gli altri vini della Maison non convincono più! ( tra l'altro la confezione della Grande Anneè per il lancio dell'ultimo James bond è abbastanza opinabile!!!)

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Vittorio Vezzola

circa 9 anni fa - Link

A me RD 1999 è sembrato un grande champagne, per niente pacchiano, complessità e finezza senza ostentazione, dai commenti che leggo è invece una specie di segno di decadenza della maison. Proverò il '96 se me ne capita l'occasione.

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SirPanzy

circa 9 anni fa - Link

Come RD 99? Nessuno lo ha definito pacchiano. Volevi dire N.P.U.?

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Alberto

circa 7 anni fa - Link

Sto bevendo un Rd 1996, io sono un cultore bollinger, avendo avuto la fortuna di bere anche vieil vigne di varie annate , in questo momento trovo che sia molto maturo , ma che conservi ancora le caratteristiche tipiche di questo grande champagne ! Aggiungo che adoro anche tutta la gamma jaques selosse, che ho anche bevuto alcune bottiglie di clos de menil di annate varie ed altre bottiglie di champagne esclusivi e rari , tutte grandi bottiglie , anche molto care , però quello che mi da rd a livello emozionale ed olfattivo, non l'ho mai sentito in altri champagne se non in selosse, quindi x me rd rimane un mito !

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