Brunello di Montalcino 2016, la vera grande annata è qui

Brunello di Montalcino 2016, la vera grande annata è qui

di Redazione

La 2016 è la migliore vendemmia di sempre a Montalcino, di certo la migliore dal 2000 a oggi. Le quasi 9 milioni di fascette consegnate nel 2020 dal Consorzio per altrettante bottiglie di Brunello sono lì a dimostrare la grande fiducia che il tessuto produttivo ripone sul futuro nonostante i lockdown dei mesi scorsi, in tutto il mondo. Un dato superiore alle bottiglie immesse sul mercato nel 2019 (+12,22%) e alla media degli ultimi 5 anni (+4,3%).

A giudicare da questi fatti non c’è mai stato momento migliore per produrre vino a Montalcino e i responsi dei bicchieri del nostro “BenvenutoBrunello” confermano la bellezza del momento che sta vivendo il vino da queste parti, immune anche agli scandali dei prezzi discount che affliggono altre prestigiose DOCG italiane.

L’annata è stata caratterizzata da tanta pioggia, mai così tanta dal 1916, nei primi sei mesi e con una primavera fredda. L’estate è scorsa bene con molti sbalzi di temperatura e diverse perturbazioni. Nonostante un anticipo di ripresa delle viti l’invaiatura è iniziata il 20 luglio in tempi regolari e anche la vendemmia è stata in tempi canonici: a  settembre il clima ha alternato notti fredde e giornate assolate perfette per la maturazione che hanno permesso a chiunque di arrivare alla propria raccolta ideale. Quello che si nota è proprio questo, una grandissima qualità complessiva e pochissimi vini sotto l’eccellenza. Altra nota da rimarcare è il continuo fiorire di selezioni di vigna e di territorio in notevole controtendenza con il Consorzio che non ama sentire parlare di zonazione. La sensazione è che comunque per il pubblico il gusto dei singoli territori e versanti di Montalcino sia molto chiara e quindi bene così.

N.d.r.: Si ringraziano per la realizzazione di questo tasting il Consorzio del Brunello di Montalcino e tutte le cantine che hanno aderito.


Brunello di Montalcino DOCG – Annata 2016


Nota di redazione: i testi e i punteggi sono di Andrea Gori, seguiti, dove indicato, da quelli di Emanuele Giannone (E) e di Leonardo Romanelli (L).

Col d’Orcia
Ampio rosso gustoso sapido e solare, sorso con mandorle, fico e sapidità ben calibrata, ottimo il finale saporito e dolce. 92

Il Poggiolo
Terra Rossa, sottobosco e pan di zenzero, ribes rosso e nero, lamponi e senape, schiuma da barba mentolata, sorso un po’ riarso con punte di amarognolo piacevoli. 87 L 92 E 91

Mocali
Ampio, speziato con cumino, curcuma e rabarbaro, bocca che rilancia e appaga, molto carica e strutturata con rimandi di legno e di erbe aromatiche, tannino soffice e carnoso, bella lunghezza. 93

Elia Palazzesi Collelceto
Balsamico ed etereo, fruttato, pepe, menta e sale. Sapido, sottile e armonico, tannino di agilità ed elenganza notevoli. 92 E 88

Podere Brizio
Arancia rossa, pepe, camemoro e macchia mediterranea. Frutto che incalza, redime e gigioneggia, croccante e dall’agilità finale ben dosata. 93 E 89

Canalicchio di Sopra
Arancio, mirtillo, pepe e zenzero, grande slancio e sottigliezza, tannino forbito, sorso tambureggiante. 92

San Polo
Sottile, diafano, etereo, sapido e ferroso. Sottobosco, prugna, pepe, ribes nero, finale candito e molto lungo. 90 E 92

Poggio Landi
Menta e ribes nero, rosso di lamponi e di fragole, ampio e sostenuto il sorso, si rivela appena aspro al palato e non con molta dinamica. 87 E 93 L 93

Le Macioche
Balsamico, fruttato, ricco ma non eccessivamente materico, danza nel palato in agilità e piacevolezza, bellissimo il finale. 94 E 87

Palazzo
Cumino, salvia, mallo di noce e lamponi in confettura, ribes rosso e pepe, sorso allegro, pimpante, succoso e dai tanti risvolti goderecci. 94 E 90

Fornacina
Ferroso e marino, macchia mediterranea poi mirtillo e susine, brillantezza e sapidità, centro bocca esile ma finale raffinato. 93 E 92

Talenti
Floreale e piccante, carattere polveroso e saporito, sapido e minerale, non molto frutto ma classico e netto, rigoroso e tambureggiante nel tannino, fine e sostanzioso. 95 E 90 L 90

Aisna
Sottobosco, menta e sale, cesellato: è vecchio stile nei modi ma di sostanza moderna e ficcante. 91

Altesino
Nocciole, mandorle, ribes rosso e nero, susina, zenzero e mirtillo, finale terremotante, succoso e distinto, eleganza e piacevolezza tipica dell’annata. 93

Mocali Le Raunate
Carnoso, scuro, denso e piccante: mallo di noce, resina, sottobosco, macchia mediterranea, lamponi, anice e finocchietto. Sorso piacevole e poco più. 87 E 94 L 92

Palazzo Cosimo
Sottobosco, radici, confettura di arancio rosso e di zenzero. Sorso elegante, etereo e saporito, bello il finale. 92

Poggio di Sotto
Distinto, fulgido e ficcante. Lamponi, ribes rosso e nero, spinge e soddisfa, lunghissimo, dinamico, roccioso e solare. 97 E 93

Val di Suga
Energico, ricco ma anche delicato al naso, sorso importante all’inizio che poi si sfibra, con tannino non irresistibile, polveroso a tratti. 88 E 85

Poggio Il Castellare
Gommoso, saporito, croccante e netto, dalla bocca semplice e scattante, pulita. 87 E 93

La Gerla
Senape, menta, zenzero, cumino e sale, dal sorso raffinato e pepato ma con una scabrosità di tannino che non aiuta il finale. 88 E 94 (lento, chiuso, compresso, molto serio)

Canalicchio di Sopra La Casaccia
Sontuoso, ricco e invitante: ribes nero, lamponi in confettura, prugne, susine. Grande precisione, soddisfa e riempie ma senza mai perdere in eleganza e in nitore, lunghezza e dinamicità continue. 96

San Polo Podernovi
Incenso, ribes rosso e nero, menta e salvia, colonia inglese, cumino e zenzero. Seduce e coccola con un lato dolce e struggente ma con tannini dirompenti e fitti, per gli amanti del gusto pieno una manna dal cielo ma piacevolissimo per tutti per il ritmo sinuoso e per la lunghezza. 96 E 90 L 92

Montosoli Altesino
Fragole in confettura, ribes, zenzero e menta, arancio fresco e agrumi canditi. Sorso dal ritmo splendido, dal tannino roccioso, solare, intenso e di una eleganza raffinata che emerge nel lungo finale. 98 E 94 L 95

Val di Suga Vigna Spuntali
Sottobosco, arancio rosso, fragole e canditi. Elegante e misurato, lamponi, iodio e sale, dal tannino cesellato e dal finale che entusiasma. 95 E 93

Rabissi
Gommoso, iodato e vulcanizzante, acidulo più che acido, dal sorso polveroso e dalla verve fruttata. 84

Aisna Camponovo
Lavanda, ribes rosso e nero, rose, sagrestia e lamponi. Bocca che esplode e seduce, tannino fitto e fine, finale mentolato e balsamico. 96 E 88 L 92

Poggio di Sotto Tenuta San Giorgio Ugolforte
Frutto rosso, smalto, amarena, lacca e tabacco. Dalla bocca distinta, netta e tambureggiante, con finale croccante, dolce e che allunga a dismisura. 95

Albatreti
Amarena, humus, ribes rosso, muschio fiorito, lavanda e gelsomino, grande slancio nel finale sapido, terroso ma anche dolce e forbito. 95

Il Poggiolo
Senape, roccia e sale, sorso piccante e deciso caratterizzato da leggere tostature fruttate, chiude saporito e senza fronzoli ma con tanta sostanza. 90 E 85 L 87

Val di Suga Poggio al Granchio
Polpa e menta, frutta di bosco e zenzero, tabacco e pepe emergono nel finale e chiudono in scioltezza, sorso sfaccettato ed efficace. 93 E 88

Tenuta Le Potazzine
Floreale, sontuoso, dal frutto croccante, fine e speziato. Sottobosco e menta, riarso e acceso, bocca cangiante, piccante, balsamica e che allunga a dismisura la sua portata. 97

Poggiarellino
Arancio e agrumi canditi, rose e noci, bocca sottile, esile ma ficcante e speziata. 90 E 86 L 88

Casisano
Rotondo e roboante, sostenuto e preciso, note di china, tabacco anice, sorso tra amarene e lamponi, finale roccioso e saporito ma non lunghissimo. 93 E 85 L 90

Pietra
Floreale e fruttato rosso, fragolina di bosco, rose, incenso, sottobosco e resine. Sorso importante e ricco, finale esplosivo e sontuoso. 95 E 90 L 90

Val di Suga Vigna del Lago
Lamponi e ribes rosso, prugne, zenzero, tabacco, piccante e snello. Finale allegro e agrumato, energico ed elegante che scalpita e seduce, femminile e aggraziato. 97 E 95

Beatesca
Ricco e scuro, mallo di noce, miele di castagno, rafano. Bocca smorta con tannino vivace ma in fase calante. 86 E 84 L 88

Salvioni La Cerbaiola
Ampio, ricco, massiccio e scuro, torrefatto, piccante, mentolato. Sorso verticale ma ingresso un po’ pesante, ma il lato scuro e ricco viene piano piano asciugato da una piccantezza e rigore tannico impressionanti fino alla bellissima dolcezza conclusiva. 97 E 95

Tenuta di Sesta
Mallo di noce, cumino, zenzero, lamponi e succo di visciole con bergamotto. Sorso con tabacco e lavanda, tannino ricco e saporito. 93 E 91 L 95

Pinino
China e cola, lavanda e amarene, talco. Bocca di energia, succo di frutto denso e finale balsamico a raffrescare bene. “Un bel vino piccolo”. 94 E 91

Collemattoni
Assolato e floreale, rose e confettura di visciole, senape e lunghezza ben commisurata su tenuta del frutto. 91 E 93 L 94

Padelletti
Ricco, elegante e distinto, rosmarino, pepe e ginepro, bocca di stoffa fine e vellutata, non lunghissimo. 90 E 83 L 86

Il Poggiolo Bramante
Canditi e confettura di ciliegie, pepe e tabacco, bocca agile e appuntita, ritorni balsamici molto belli e ariosi. 94 E 95 L 92

Tenuta La Fuga
Naso freschissimo di ciliegia e nocciolo di pesca, divertente gioco tra malto e caffè. Nel complesso naso molto intrigante. Bocca elegante, precisa e succosa, piacevolezza immediata di frutta matura e tannini morbidi, tabaccosi; tensione in diminuendo.  91 L 89

Armilla
Selvatico e umbratile, pepato e carico, bocca di bella presa e costanza, finale allegro e fine. 90 E 96 L 92

Pinino Vigna Pinino
Floreale di rosa, lavanda, incenso, mirra e tabacco, frutto squillante di mandarino e fragola, noce di cola. Preciso, terremotante e affilato il sorso, deve svilupparsi negli anni ma ha rigore e precisione bellissimi. 96 E 93 L 92

Poggio Nardone
Ricco, festoso, classicheggiante, saporito e ricco, lunghezza e stile, canditi e tabacco, fruttino zuegg ben tratteggiato. 92 E 89 L 89

Le Chiuse
Dolcezza e armonia, saporosità rarefatta, menta, tabacco, glicine e albicocca. Al sorso emerge corazza e tannino rigoroso, saporito e netto che lo sosterrà nel prossimo futuro, finale ammantato di grazia. 97

Fattoi
Scarno ed esile già dal naso ma quello che c’è è splendido: rose bulgare, liquirizia, amarene e visciole, mirtillo, tannino piacevolissimo scattante e con finale indefinito. 96 L 93 E 94

Tenuta Buon Tempo
Fruttato dolce tra fragole e ribes rosso in confettura, carnoso ricco e denso, sorso con tannino che lo anima bene ma finale pare strozzato appena. 89

Tassi Franci Franca Tassi
Amarena e tabacco, liquirizia e pepe, ginepro, intensità non enorme al sorso ma molto commisurato alla sua dimensione. 88 E 91

Le Ragnaie Casanovina Montosoli
Ampio balsamico, floreale, succulento e agrumato, piccante, bizzarro e selvatico a tratti ma ti conquista con il suo carattere in un secondo e non ti molla più. 96 E 94 L 94

Uccelliera
Sfidante ardito e imperioso, solare energico, lamponi e fragole, sorso tellurico splendido, ficcante e divertente, più sottile di altri anni e forse per questo ancora più affascinante. Finale lunghissimo. 97 E 93 L 95

Sassodisole Sasso di Luna
Arancio rosso, amarene, visciole e cumino, ingresso fine e delicato, poi alcune note verdi si affacciano nel finale appena asciugante di tannino in evoluzione. 86 E 92 L 88

Capanne Ricci
Sottile gessoso e salino, amarene e canditi, sorso vinoso, ricco e materico, finale di visciole, more di rovo e tabacco, convincente. 92

Corte Pavone Loacker Fiore del Vento
Floreale rosa e fragola matura, vaniglia e pepe, emerge con suadenza baldanzosa, palato ricco pepato e lunghissimo, dolce e saporito allo stesso momento, macchia il palato ma con grazia e stile. 95 E 90 L 91

Baricci
Mentolato e scolpito nella pietra, ribes rosso e pepe nero, grande succo di mirtillo e visciole, sorso che incalza e dispiega il suo ritmo in maniera convincente. Finale sontuoso e denso, materico ma sempre arieggiato da freschezza giusta. 96

Tassi Franci Franco Colombaio
Fruttato intenso e definito, humus, garofano e spezie dolci. Bocca armonica, amarena e ribes in primo piano, pieno e profondo, tannino fine, giovane e croccante. E 93 L 89

San Lorenzo
Fragole in confettura, ribes nero e rosso, lavanda e rosa marocchina, al sorso è mirabile equilibrio di ricchezza, passione e rigore. Sapido, controllato, stupefacente il finale compostissimo e fine eppure sovrabbondante di energia. 96

Le Ragnaie
Stiloso, dolce ma piccante, pepe nero, mirtillo e ribes, sorso che tratteggia benissimo l’annata, ricchezza senza strafare, bellissimo finale. 96 E 92 L 93

Banfi
Ricco e sincero, mallo di noce, amarene, cumino, sorso tranquillo, saporito e fruttato fino al finale speziato. 90 E 92 L 93

Loacker Corte Pavone Campo Marzio
Ferroso e dolcissimo di fragole e pere con cioccolato, sorso ricco pieno e divertente cui manca un poco di rigore tannico per essere trascinante. 93 E 90

Tassi Franci Franca Giuseppe Tassi
Sontuoso floreale di magnolia e rosa, amarene e fragole in confettura, piccantezza e salvia. Sorso succoso e dinamico, finale ricco e intenso. 93

La Fiorita NO Natalie Oliveros
Dolce di ribes rosso e ginger, pesca melba, fragole, succo di visciole, sinuoso e sottile il sorso con bella dolcezza in evidenza. Tannino che cede dopo qualche secondo ma è grande la piacevolezza mentre scorre nel palato, sempre. 95

La Fortuna Giobi
Agrodolce e marinato, iodio sale e ribes rosso. Bocca dal sorso appuntito e levigato, frutto si perde un poco ma il finale ha stile e sapidità. 90 E 86 L 88

Le Ragnaie Vecchie Vigne
Dolce e muschiato, lavanda e prugna, rosmarino, mallo di noce e ferro. In bocca il tannino è piccante, arioso e con un tono di eleganza rara e ben dosata, più semplice di altri anni ma sempre rimarchevole. 95 L 93

Fanti
Ribes rosso e nero, succoso denso e ficcante, sorso ricco e dal tannino fine preciso e dinoccolato. 88 L 93 E 93

Banfi Poggio alle Mura
Elegante scuro e speziato, tabacco, colonia inglese, mughetto, cipria , tostatura elegante, prugna e caffè. Sorso di bello slancio e armonia, scuro ma fresco e dinamico. 95 E 86

Ventolaio
Evoluto, gessoso, iodato e con floreale di campo rosso e bianco, bocca fine e sottile. Tenue ma di carattere il finale 88 E 84

Solaria Patrizia Cencioni
Smerigliato e appuntito, scuro e ricco, cassis e prugna, senape e amarene. Sorso ricco e materico con spunti di freschezza balsamica ben tratteggiati nel finale , tannino che guarda lontano. 95 E 92

Corte Pavone Loacker Fior di Meliloto
Deciso floreale, rosa, viola, ribes rosso e tabacco. Sottile deciso e ampio il finale di bella levità e tannino definitissimo. 93 L 91 E 88

Le Ragnaie Fornace
Ricco e opulento, viola e lavanda, mirto e alloro, rosmarino e ginepro, sorso ricco e materico, speziato e arrembante. Bocca ferrosa e sontuosa con finale fruttato e punteggiato da tannino fitto e carezzevole. 96 L 92 E 90

La Poderina
Torrefatto e fruttato, bosco e mirtillo. Bocca di grande dolcezza, caramello e cola, il tannino emerge bene nel finale speziato. 93 L 90 E 90

Lambardi
Fragola in confettura e pepe nero, lamponi e miele di acacia, cuoio e liquirizia, bocca completa, ricca e dinamica con finale in crescendo 94

Carpineto
Tostature e frutto rosso vivo e vitale, lunghezza e piacevolezza tannica con finale aggraziato. 92 E 94

Uccelliera Voliero
Ricco e carico nel naso anche se il colore è limpido e tenue, rosa canina, bacche rosse e nere, tamarindo. Sorso che fa emergere spezia e balsamico, tannino stupendo per grana e definizione. 96 E 94

Sassodisole
Viole e liquirizia, diretto e immediato frutto rosso, lamponi e mela. Bocca precisa, carezzevole e delicata con forza nel finale. 91 L 93

La Fortuna
Ingresso ampio, ricco e carnoso, cola e mirtilli, senape e resina, finale di densità e saporosità. 91

Castelgiocondo
Viola e mela, senape, squillante ribes rosso, bocca di polpa e sottigliezza, tannino dal bel grip. 92 L 95

La Fornace Origini
Sontuoso e ricco, ciliegie duroni e sacrestia, ferroso ed ematico. Sorso dinoccolato preciso tannicamente superbo e dal finale lunghissimo. 96 L 93 E 92

La Fiorita
Delicato floreale, ribes nero, rosmarino e macchia, bocca piccante e dal bel ritmo sapido, chiude in allegria ed eleganza. 93

Fanti Vallocchio
Ribes nero e rosso, mela e zenzero, ritmato e gustoso il sorso con tannino ben colto a dirigere il traffico. 93 L 90

Caparzo la Casa
Affascinante quadro olfattivo di frutto nero e balsamico, peonia odorosa e rosa. Bocca serica e compatta, dolce levigata ma che non stanca mai per via della bellissima acidità e ricchezza. 95 L 92 E 92

Villa Le Prata
Amarene, visciole, ribes nero e olive tostate, sorso intricato e ricco di rimandi tostati e fruttati scuri, tannino da attendere ancora un poco. 88 L 90 E 84

Patrizia Cencioni 31 anni Solaria
Dolcezza di ciliegie, vaniglia, canditi di agrumi, fico nero, mandorle e poi tanto balsamico. Il sorso è bello imponente ma anche dolce e sfaccettato con finale tra timo, ciliegia e alloro; tannino preciso. 94 E 91

Barbi
Frutta di bosco, ribes rosso, ferroso ed ematico, molto classicheggiante. Sorso di bel frutto e nitidezza, pepe nero e lavanda lo concludono dopo una bella corsa del tannino 92 L 94 E 91

La Magia
Naso sottile e delicato tra mela, amarene e fichi neri con mandorle, sorso dinoccolato fresco sapido e con dolcezza ben distribuita dal ricco tannino serico e pulsante. 95 E 87 L 93

Caparzo
Viole e floreale di campo rosso, humus e salsedine, timo rosmarino e pepe nel finale veloce ma che resta impresso. 92 L 94

Villa Poggio Salvi
Naso piccante, saporito e molto rosso, melograno e tamarindo, sorso di buona importanza tannica, piuttosto fine ma non lunghissimo. 89 L 91

La Fornace frutto molto scuro e dolce, mirtillo cassis e liquirizia, cacao del Madagascar e rose passite, ampio il sorso con piccantezza, datteri, tannino che incalza 90 L 93

Banfi Vigna Marruccheto
Rosa e ambra, resine e sottobosco, mela rossa, amarena, ohud e musk. Sorso di ricchezza stupefacente, corpo e struttura dinamiche, tannino che diverte e allunga la beva in un rivolo di dolcezza e acidità. 97 E 86 L 94

Barbi Vigna Fiore
Lavanda e arancio rosso, mandarino candito e confettura di ribes, carattere solare, crisantemo. Sorso arcigno e roccioso, frutto a ondate sapide, tannino agile e netto. 95

Tenute Silvio Nardi
Sapido e fruttato rosso, lamponi e ciliegia, tanto carattere al palato, netto pulito, concentrazione e rigore 93 E 86

Tiezzi Poggio Cerrino
Frutta dolce e speziata, rustico e sottobosco, bel ritmo e tannino, bocca ampia dolce e piccante, finale di bella lunghezza. 92 E 95

Villa Poggio Salvi Pomona
Floreale rosso e frutto molto ricco, balsamico e pepato, sorso di bella materia e spessore. 93 E 91

Tenute Silvio Nardi Poggio Doria
Intensità di more e lamponi, sorso dirompente, ricco, fruttato scuro e con rimandi balsamici di timo, aneto, alloro, finale squillante. 97 E 93

Podere Le Ripi Amore e Magia
Floreale di campo, fieno, humus, lieve salamoia, sorso di spessore carnoso e sfaccettato, brusco e deciso, carattere naturale e selvatico in buona evidenza. 94 E 91

Capanna
Rose e lamponi, tamarindo e pepe, arancio e resina, in bocca ha grazia turgore tannico ed eleganza 93 E 91

Tiezzi Vigna Soccorso
Rugginoso ematico e sottilmente fruttato, more di rovo e mela rossa, tocco di rusticità ma soprattutto dolcezza sopraffina. Passo dei grandi al palato e finale da applauso. 95

Castello Tricerchi
Arance e lamponi in confettura, visciole, miele di castagno, palato sontuoso con tannino splendido e affusolato, finale candito e agrumato con ultima nota di alloro ben tratteggiata. 94 E 90 L 90

Giodo
Lamponi e ribes rosso, ricco, piccante, elegante, sottile e sapido con lunghezza e stile, sensazioni marine. Marca il sorso con nettezza e distinzione, sontuoso, diretto solare e luminoso. 99 L 97 E 96

La Magia Ciliegio
Ribes rosso e nero, mirtilli e more, sorso fitto che si muove ad ampie falcate, finale in crescendo. 96 E 93

Podere Le Ripi Cielo d’Ulisse
Frutto rosso in confettura, pepe, resine, ambra e camemoro. Sorso scattante e agile, non molta materia ma carattere e stile si riconoscono. 90 E 95

Le Gode
Torrefazione, caffè, mora, mirtillo in confettura, sorso ricco e sontuoso, molto deciso , tannino da districare. 88 E 86

Castello Tricerchi a.d. 1441
Incenso, pepe e lamponi in confettura, arancio rosso, sapido e ficcante il sorso, tannino splendido e rimandi balsamici e mediterranei che si allungano per minuti. 96 E 95 L 93

Franco Pacenti
Rustico e selvatico all’inizio poi svela mela rossa, canditi, ciliegie sotto spirito, sorso serrato ma non lunghissimo. 89 L 88 E 93

Tenute Silvio Nardi Manachiara
Gessoso e iodato, rosa, viola e senape, sorso serrato sapido con frutto che esce a ondate, bello cangiante, saporito e fruttato con dolcezza sottile. 97 E 94

Il Poggione
Scuro e pepato, more di rovo e mirtillo, pepe nero, sorso roccioso e nitido, scorre con energia sapidità e intensità bellissima. 94 L 92 E 96

Le gode Vigna Montosoli
Resina e salamoia poi tanto frutto solare, fragole in confettura, lavanda, ginepro e incenso, sorso che abbisogna di vetro ma che svela squarci di grande piacevolezza. 93

Tornesi
Amarena e vaniglia, pepe nero, mallo di noce e castagna, sorso piacevolmente ricco e con tannino ben presente. 88

Cerbaia
Dolcezza di more, fragole e lamponi, piacevolezza e gusto, sorso denso e materico, ampio balsamico e tannino in grande equilibrio. 93 E 88

Pietroso
Sottile balsamico, ribes rosso, lamponi selvatici, sorso aggraziato, snello il tannino ma si fa sentire sempre in maniera mirabile, grande beva 95 E 93

Matè
Lamponi, ribes rosso, senape, frutto un po’ scarno al palato, tannino con qualche ruga. 88 E 91

Argiano
Saporito e croccante, leggero, delicato, bocca elegante e netta, lunghezza e dolcezza intrecciate in maniera precisa 93 E 90

Corte dei Venti
Ricchezza e pulizia, snello, agile rosa, viola, liquirizia, more di rovo. Sorso robusto ma lieve, finale lunghissimo e fine, rimandi balsamici e piccanti ad ogni dove. 97

Argiano Vigna del Suolo
Lamponi, mentine e ribes nero, carnoso, sapido, sontuoso nel suo incedere, dolce eppure piccante e sapido salato, lunghezza e piacevolezza tannica fuori scala. 98 E 96

Terre Nere
Serafico e sottile, ribes rosso e arancio, ciliegia e tabacco, allunga e diverte con un carattere contadino piacevolmente elegante e un sorriso sornione che ti si dipinge in viso mentre lo bevi. 96 E 87 L 90

Cortonesi La Mannella
Ribes nero e cassis, cardamomo e sandalo, confettura di ciliegie pepe e resina, gusto piccante e saporito, grande tannino e piacevolezza 93 E 88 L 95

Cava d’Onice Sensis
Ribes nero e rosso, liquirizia, densità e piacevolezza, gusto tosto e scuro ma con impalcatura tannica che regge benissimo. 92 L 94

Cortonesi La Mannella I Poggiarelli
Ricchezza estrattiva e cromatica, pepe, sandalo e balsamico, sottobosco, macchia mediterranea. Sorso potente ma con grazia sopraffina 96 L 93 E 88

Cava d’Onice Colombaio
Selezione, ricco, pieno e netto, curcuma e pepe, mirtillo in confettura, cassis, anice, finocchietto. Sorso di impatto e sostanza, ricchezza e dettaglio. Per chi piace il vino deciso e tosto, decisamente consigliato 95 E 92

 

38 Commenti

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Littlewood

circa 6 mesi fa - Link

Io mi stupiro' sempre non per i punteggi bassi ma per i punti che prende Giodo....mah...forse son io che non capisco....

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Emanuele

circa 6 mesi fa - Link

Buonasera e grazie per il commento. Messa così, non saprei che cosa dire. Stupito: perché?

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Littlewood

circa 6 mesi fa - Link

I vini di Ferrini sono tecnicamente perfetti nulla da dire...ma e' questo il punto...son vini piu' di tecnica che di altro...e io in un sangiovese di montalcino cerco altro

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Emanuele

circa 6 mesi fa - Link

Grazie per la precisazione. Ora comprendo la tua riserva. Io penso che tutti i vini, a Montalcino e in generale, siano vini di tecnichE (plurale voluto). La tecnica è uno strumentario a disposizione degli interpreti e non una stereotipia; a ogni interprete, il suo impiego dello strumentario secondo cultura, passione, gusto e orientamento commerciale propri. Certo: è possibile - e accade - che da mezzo la tecnica divenga fine e il fine sia quello di vini prodotti come da prontuario, corrispondenti a un'idea predefinita (a un project o a un sales plan). Fatti "according to the book". Ipercorrettismi enoici. Questo non mi pare il caso dei vini di Ferrini, ma si tratta della mia impressione, di un giudizio di gusto che vale come il tuo, lo confuta ma non lo nega. Ciò che interesserebbe ora me e, credo, altri lettori, sarebbero alcuni esempi di quale sia "l'altro che cerchi" sub Monte Lucini. Caratteristiche che apprezzi e/o esempi di aziende e vini che le esprimono.

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Littlewood

circa 6 mesi fa - Link

Emanuele siamo d' accordo tutto e tecnica! Senza tecnica nn poti bene una vigna senza tecnica forse nn viene bene nemmeno l' aceto...pero' quello che intendo io e" che devo piegare la tecnica al rispetto del territorio cioe' io nella bottiglia voglio trovare quella specifica caratteristica che quel terreno esprime e non un vino perfetto dai tannini levigati e cesellati ma che non mi riportano a nulla . Voglio la terrosita' montosoliana dei vini di Baricci la profondita' delle chiuse o di valdicava. La mineralita' spettacolare e l' integrita' del frutto dei vini di quella che ora dopo la scomparsa di Soldera penso sia la miglior azienda di Montalcino cioe' pian dell' orino. La solarita' dei pds di palmucciana memoria ( ora se pur buoni x me nn sono che un pallido ricordo) Io capisco che a vini come quelli di Giodo o di Neri didatticamente non si possa fare appunti ma x me gli manca quel quid che mi fa scattare la scintilla. Faccio un' esempio che nn centra niente con montalcino...poco tempo fa un prestigioso panel di degustatori anglosassoni ha giudicato miglior vino del mondo un' amarone fatto a due passi da casa mia...ora il vino e' buono buonissimo (un po' come il de buris...) Ma cavolo! Di anima valpollicellese li dentro non ce n' e' un grammo! Poi per carita' i miei sono solo pareri e sempre solo di vino si parla eh....

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Emanuele

circa 6 mesi fa - Link

Grazie. Rispondo qui al tuo ultimo commento perché pare che non si possa farlo di seguito a quello. Che le tecniche siano nella loro applicazione ideale un "servizio" anziché uno scopo e che la loro migliore applicazione sia al servizio di caratteristiche distintive - l'impronta di un luogo particolarmente vocato, l'impronta di un'annata particolare e così via - e per la loro distinzione/espressione, è pacifico e mi sembra che il tuo preambolo lo richiami bene. Gli esempi che porti, tra l'altro, mi sono particolarmente cari e chiari. Basti dire che tra tutti questi assaggi il mio preferito è stato probabilmente uno che interpreta eminentemente la tua "terrosità montosoliana" compendiando, com'è proprio dei grandi vini, caratteristiche teoricamente inconciliabili: potenza e classe, slancio e sostanza, concentrazione e finezza. Lo stesso vale per la solarità dei PdS storici, sebbene io ne trovi traccia anche in quelli post-Palmucci (e, a questo proposito, la valentia e lo "spirito di servizio" della nuova mano come della vecchia trovano riscontro nella prova superba di Ugolforte, recente accessione nella mirabile bacheca di Claudio Tipa con Tenuta San Giorgio). A titolo personale e a ulteriore esempio aggiungo il Vigna Soccorso di Tiezzi con quello che Armando Castagno definì oramai molti anni fa - ma la definizione resta azzeccatissima - "profilo aromatico levantino". E i buoni esempi certamente sarebbero ancora molti. Ciò posto, visto che di tecnici eminenti comunque si tratta, è concesso che oltre il servizio si voglia indirizzare il risultato verso uno stile. E convengo con te sulla possibile minor fascinazione, o soddisfazione, di un vino nato nel segno di una cifra stilistica. Se questa ecceda sconfinando in forzatura e artificio, ce lo dicono il gusto personale e il confronto tra giudizi di gusto: secondo il mio il Giodo non è un vino "artato", un esercizio di stile; ma, torno a dire, il mio vale né più, né meno del tuo. Per finire: assecondando il gusto, a Montalcino darei naturalmente la mia preferenza ai vini più austeri, ritrosi, profondi e "sospesi" in gioventù, giustamente "irrisolti" eppure coerenti e presenti. L'assaggio alla cieca, tuttavia, comporta il lusso di poter apprezzare senza preconcetti e bias la grandezza di vini altri da quelli che più convergono alle nostre inclinazioni. È utilissimo e divertentissimo.

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Attilio

circa 5 mesi fa - Link

Sono d'accordo. Assaggiato giodo non sembrava un Brunello. Stile classico trovato nel Brunello di Perticari sassetti 2016

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Andrea

circa 6 mesi fa - Link

La schiuma da Barba Mentolata è Proraso o Gilette? Perché c'è differenza eh

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Andrea Gori

circa 6 mesi fa - Link

Decisamente Proraso, più di territorio

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Leonardo Romanelli

circa 6 mesi fa - Link

Una precisazione. Quando manca l'iniziale mia o di Emanuele è perchè il voto corrisponde a quello di ANdrea

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Alvaro pavan

circa 6 mesi fa - Link

Mi chiedo se non sia avvenuto un mutamento genetico nel sangiovese grosso viste le note, ricorrenti, di cassis/ribes.

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Emanuele

circa 6 mesi fa - Link

Ah, questa è buona! Non erano certo ricorrenti, ma neanche così rare. Il ribes nero era ad es. una sorta di marchio distintivo del Brunello di un'azienda situata lungo la strada per Castelnuovo d. A., poco prima di S. Antimo (non più così nel 2016. Mistero); quello rosso è un riconoscimento piuttosto diffuso.

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Gaetano pirso

circa 6 mesi fa - Link

Lieviti selezionati!!

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Andrea Gori

circa 6 mesi fa - Link

Più che i lieviti, diverso uso del legno e frutto più fresco e maturo

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Sancho P

circa 6 mesi fa - Link

Fa piacere il 95' al Brunello di Gaetano Salvioni. Oramai non sbaglia più un colpo, e soprattutto ci dà la possibilità di bere un grande vino ad un prezzo accettabile. La pandemia mondiale, ci ha privato anche del piacere di "benvenuto Brunello"

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Alvaro pavan

circa 6 mesi fa - Link

A proposito di Gioco: andiamo a vedere le schede tecniche di due annate agli antipodi, la 16 attuale e la 14. Stesso volume alcolico, stessa acidità. Ma allora, che senso ha parlare di annata quando la tecnica, altro non può essere, tira una linea dritta?

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Andrea Gori

circa 6 mesi fa - Link

Giodo è versante sud e può permettersi di fare pochissime bottiglie. Nel 2014 per poche bottiglie la maturazione era più che sufficiente e anche completa mentre la 2016 era decisamente più fresca di 15 o 17

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Alberto

circa 6 mesi fa - Link

Una domanda per i recensori: come mai in un articolo in cui si parla di miglior annata di sempre i voti medi che avete dato sono meno alti di quelli che dopo Benvenuto Brunello 2020 avevate dato alla 2015 ? Problema di metrica relativa o di valore del voti avulso da una logica ripetitiva? Mi spiego meglio: non volete andare oltre un certo numero col voto massimo e tutto si adegua da lì in giù con nuovi paradigmi ad ogni annata o il 95 del 2016 equivale al 95 del 2015 ?

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Emanuele

circa 6 mesi fa - Link

Alberto, prenditela con me: i punteggi dell'anno scorso erano espressione della Allumfassendweinverkostungs- und Bewertungsmaschine (*) in solitaria. Quest'anno ho dato i voti anch'io, anziché prenderli. E coi voti ci vado piano: non per rigore supercilioso, piuttosto per inclinazione "spelleriana". Apprezzo molto W. Speller e il suo costume di tenersi accorto nei punteggi in prima uscita, per poi tornare in tempi successivi a riassaggiare, riconsiderare, rivedere i giudizi.

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Alberto

circa 6 mesi fa - Link

Capisco Emanuele che le esagerazioni di Luca Gardini o Suckling non abbiano senso, ma dire "questo vino mi è piaciuto" con un voto alto è una cosa che il lettore si aspetta. Dopo sta ad ognuno di noi interfacciare la cosa con la propria opinione sulla cantina e sulle filosofie produttive, ma a chi non ha l'opportunità di frequentare assiduamente Montalcino giova avere dei giudizi decisi che, seppur attraverso un poco condivisibile voto, dovrebbero trapelare con un piglio che ho trovato più chiaro l'anno scorso che quest'anno, anche per la disparità spesso mostrata dai tre recensori.

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Emanuele

circa 6 mesi fa - Link

Alberto, comprendo la tua obiezione ma indulgo strenuamente in un mio inveterato viziaccio: il mio pieno rispetto per il lettore esula dal considerare nello scrivere le "cose che il lettore si aspetta". Corro volentieri il rischio di scrivere senza rincorrere aspettative o, più generalmente, gradimenti. In tutto questo, trovo più interessante e stimolante valutare le obiezioni che le approvazioni. Valga quanto sopra anche come ringraziamento a te per l'interesse e per aver sollevato la questione. Dopo questa premessa, il punto: forse abbiamo punti di vista ed esigenze diversi nel formarci un giudizio. La tua critica è fondata e non aprioristica (altro grazie); tuttavia, ai fini di un giudizio personale derivato da quelli altrui, io troverei altrettanto utile - e anzi, personalmente lo trovo anche più utile - un trio che cantasse anche per intervalli armonici dissonanti. Per me funziona bene come nella teoria musicale (o per i rudimenti nei quali la conosco): la stasi armonica, o consonanza, appaga; la dissonanza è un movimento armonico che suona momentaneamente discordante - traduco così la tua "disparità" - e deve alfine risolvere su una nuova, non immediata consonanza. Trovo ammissibili e lecite entrambe le forme/formazioni di giudizio. Generalmente trovo più appassionanti i vini ai quali mi pongo in relazione nella seconda ipotesi. Per chiuderla in burla, ho amato e descritto molti vini-Schumann ma ora amo e indago più volentieri i vini-Stravinskij.

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Alberto

circa 6 mesi fa - Link

Emanuele, sei un grande, mi hai dato delle risposte bellissime. Pensare al grande Igor, o a Richerd Strauss, a Webern (di ascoltare Langsammer Sazt non mi stanco mai) o a ... Frank Zappa (mio grande idolo) a proposito di vino, mi apre orizzonti nuovi e te ne ringrazio. Mi viene in mente anche tutta l'arte astratta, che io adoro e di cui io sono nel mio piccolo un umile interprete, da ingegnere astrattista. L'entusiasmo della scoperta è sempre più sopraffino che il dover condividere un giudizio lusinghiero, ma la mia lunga militanza mi consente di leggere tra le righe quando non posso, da illuminista convinto, fare l'esperienza diretta e questa vostra lettura a 3 mani mi ha lasciato qualche dubbio in più rispetto alle certezze e questo ha indubbiamente il suo fascino. Grazie per il bellissimo stimolo che mi hai donato. P.S. paradigmi di polo opposto dell'omogeneità sono Giodo e Vigna Marruccheto!

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Emanuele

circa 6 mesi fa - Link

(*) NOTA: vedere articolo "Kraftwerk Live a Benvenuto Brunello 2018" qui su Intravino.

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Alvaro pavan

circa 6 mesi fa - Link

Forse, Andrea, oltre il diverso uso del legno, anche e soprattutto l'uso di tannini selezionati in abbinamento ai lieviti. Ho sentito fermentazioni condotte in acciaio che venivano fuori aromaticamente come avessero soggiornato in barrique di primo legno... cose che noi umani... Sia chiaro, da un punto di vista edonistico, piacere puro, ma...

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Emanuele

circa 6 mesi fa - Link

Acuta, anzi, acutissima osservazione. Da tenere bene a mente. Grazie Alvaro.

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Gaetano pirso

circa 6 mesi fa - Link

Leggendo il libro del professore riguardante le molecole odorose non parla di ribes nero nel sangiovese grosso, potrebbe essere un aroma fermentativo da lievito selezionato e aminoacidi a temperatura controllata ,molto tecnico quindi .a livello di molecole odorose varietali si parla di viola e rosa(sostanze terpeniche) ,amarena(b-damascenone)e scorze d'arancia (nerolidolo)

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MP

circa 6 mesi fa - Link

Sempre interessantissime queste panoramiche. Bravi! Ho però un una perplessità sulle scale. Sarebbe impossibile e sbagliato pretendere una valutazione univoca ed incontrovertibile, ma quando sulla stessa etichetta ci sono escursioni tipo 87 - 94, 96 - 90, o 90 - 83, rimango molto perplesso. Significa che 2 professionisti stanno valutando lo stesso vino eccellente oppure mediocre. Spiazzante per il lettore no?

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Andrea Gori

circa 6 mesi fa - Link

direi che è spiazzante se non si approfondisce la conoscenza dei recensori... in genere si finisce per avere un palato simile a qualcuno e ci fidiamo di quello

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marcow

circa 6 mesi fa - Link

MP "ma quando sulla stessa etichetta ci sono escursioni tipo 87 -- 94, 96 -- 90, o 90 -- 83, rimango molto perplesso. Significa che 2 professionisti stanno valutando lo stesso vino eccellente oppure mediocre. Spiazzante per il lettore no?" __ Penso che questa sia una delle rivelazioni più interessanti dell'adozione di nuove procedure nella degustazione del vino. Spero che si prosegua ulteriormente sulla via dell'innovazione. Certo, alcuni lettori potrebbe rimanere un po' disorientati. Ma penso che, in breve tempo, leggeranno i diversi punteggi come un dato positivo che stimola un approfondimento personale.

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MP

circa 6 mesi fa - Link

E' tutto bello, tutto affascinante e tutto auspicabile, ma ci vedo tanti spazi di dubbio e libera interpretazione che non sono poi sempre così positivi. Il modello "uno vale uno" sta definitivamente naufragando (alè!) e alla fine a rimettere a posto i cocci si chiamano quelli che le competenze le hanno certificate. Tornando al tema degli innovativi approcci alla degustazione e conseguenti scale di valori, suggerirei un commento flash personalizzato a supporto del punteggio, perchè è vero che io sono vecchio e monotono, ma non riesco proprio a pensare che "Rosa e ambra, resine e sottobosco, mela rossa, amarena, ohud e musk. Sorso di ricchezza stupefacente, corpo e struttura dinamiche, tannino che diverte e allunga la beva in un rivolo di dolcezza e acidità. " per te sia 97 e per me 86. Dai ;-)

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Francesco Romanazzi

circa 6 mesi fa - Link

Ciao MP, mi trovo assolutamente d'accordo con te, soprattutto dalla riga 5 alla 9. Sull'ultima riga però dissento: mille volte mi è successo di leggere commenti elogiativi e condivisibili di tanti vini che invece a me, dopo averli assaggiati o bevuti, hanno lasciato un'impressione finale piuttosto distante, tale da giustificare una ipotetica differenza di dieci centesimi. Gli esempi sarebbero innumerevoli. Spero di essere stato chiaro.

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marcow

circa 6 mesi fa - Link

Interpretare il "pensiero" degli altri è... molto più difficile... di una degustazione. Ma ci provo. 1 A me "sembra" che MP non mette in discussione che si possano avere VALUTAZIONI DIVERSE(e anche di MOLTO) (v il commento di Francesco Romanazzi che io condivido) ma rimane perplesso quando i degustatori sono degli ESPERTi. Se fosse questa la giusta interpretazione del suo pensiero(ma posso sbagliarmi) probabilmente MP ha una concezione degli esperti che potrebbe differire da quella di altri appassionati di vino. Dotati di una grandissima OBIETTIVITÀ che non si lascia influenzare minimamente dal MITICO GUSTO PERSONALE. Volendo concludere, MP non fa un'osservazione sbagliata ma basta spostare di qualche millimetro il proprio PUNTO DI VISTA(e, quindi, anche la nostra personale concezione di ESPERTO DEGUSTATORE) per vedere queste DIVERSITÀ di punteggio... in alcuni vini...come un'espressione genuina del gusto personale che, signori, esiste...anche negli... esperti. A maggior ragione non trovo assolutamente strano il ragionamento di Francesco Romannazzi(quando non sibritrova in alcune valutazioni) ____ 2 Penso (ma posso sbagliarmi) che anche le risposte interessanti di Emanuele e di Andrea Gori, nel dibattito, vanno nella direzione di valorizzare e stimolare l'INDIPENDENZA del degustatore a cui si rivolgono, mi sembra, con un NUOVO SPIRITO: "noi da esperti valutiamo per te, degustatore-consumatore, i vini. E il fatto che qualche volta i punteggi sono diversi non ti deve confondere. Perché sei TU, e solo tu, a decidere, poi, QUALE VINO ACQUISTARE o continuare a bere. Noi siamo soltanto al tuo servizio per ORIENTARTI ma non per persuaderti. E se due punteggi sono diversi questo va visto come una controprova che non ti stiamo influenzando per fini commerciali. ____ La proposta di MP di avere dei sintetici chiarimenti sul perché ci sono punteggi molto diversi non è fuori luogo ma, forse, non facilmente praticabile.

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hakluyt

circa 6 mesi fa - Link

Resto perplesso quando leggo Gori che scrive "direi che è spiazzante (una valutazione molto dissimile fra tre assaggiatori) se non si approfondisce la conoscenza dei recensori". A questo punto, visto che io (e immagino la stragrande maggioranza dei lettori di Intravino) non "conosco" Gori, Romanelli e Giannone, a cosa mi serve una recensione come questa, con una forchetta di valutazioni così ampia ???

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marcow

circa 6 mesi fa - Link

Caro Hakluyt, il commento completo di Andrea Gori è questo: "direi che è spiazzante se non si approfondisce la conoscenza dei recensori… in genere si finisce per avere un palato simile a qualcuno e ci fidiamo di quello" (A. G.) ____ Come vedi, manca, nel tuo intervento, la parte finale: "… in genere si finisce per avere un palato simile a qualcuno e ci fidiamo di quello" __ Ed è proprio su questa frase che ho "interpretato" il pensiero di Andrea Gori. Senza non era molto chiaro... per me...cosa volesse dire quando scrive : "è spiazzante se non si approfondisce la conodlscenza dei recensori" Ancora adesso, dopo la tua "interpretazione" ho dei dubbi su cosa volesse dire veramente Gori. Ma, come ti dicevo, ho puntato sulla frase finale, da te omessa, e l'ho interpretata nel senso che ho detto nel commento precedente. ____ Vedo che abbiamo OPINIONI DIVERSE sul fatto che ci siano punteggi diversi. 1 Quindi, quando leggi i punteggi di UN SOLO DEGUSTATORE(es. Andrea Gori) lo prendi in consideerazione e fai tue le SUE VALUTAZIONI... senza pensarci due volte. 2 Se, invece, Andrea Gori, degusta con Emanuele Giannone e Leonardo Romanelli vai in TILT. :--)) Saluti cordiali

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hakluyt

circa 6 mesi fa - Link

Non colgo la tua obiezione e neppure il significato della tua "interpretazione" del commento di Gori. Dato per scontato che non conosco nessuno dei tre, non capisco come possa "fidarmi" di uno o dell'altro. Io di vino ci capisco poco (forse si è capito, eh...), mi pare comunque di aver compreso che un punteggio di 86 segnali un vino "mediocre" (e sono gentile...) e un punteggio di 97 un vino "assai di molto buono". Passami le due definizioni, anche se non sono rigorosamente "da sommelier". Resto quindi spiazzato da una recensione come quella del Banfi Vigna Marruccheto, che dà appunto una forchetta 86-97. Ben 11 punti... Tu cosa ci capisci ??? Lo compro o lascio perdere ??? Immagino che a questa domanda Gori e Giannone mi risponderebbero in maniera opposta. O no ???

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Alberto

circa 6 mesi fa - Link

Il dibattito era inevitabile, perchè, ribadisco, la recensione a tre mani è un po' troppo disomogenea e non consona per una testata rispettabile e che stimo come Intravino, da cui , visti i precedenti, mi aspettavo indicazioni più unitarie e meno disorientanti. Ciò soprattutto quando coi titoli si intende celebrare un'annata per la quale il lettore, dopo l'incipit, si aspetta un elenco modulato di eccellenze nell'eccellenza (ci sono da considerare anche i prezzi nel senso di prezzo basso- voto alto = da comprare e via così) . Poi la politica editoriale la sa solo, ovviamente, l'editore. Ed il singolo lettore valuterà l'opportunità se non guardare la testata ma approfondire la conoscenza del singolo degustatore (Mah!) Di sicuro per i giudizi sul Brunello 2017 avrò molte meno aspettative da queste recensioni rispetto a quelle che avevo su quelle relative al 2016 in base a ciò che avevo constatato nel 2015. Mi toccherà di affidarmi a Suckling !!! (ahahahah)

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Riccardo Poli

circa 6 mesi fa - Link

Gent.le Redazione, ma i punteggi dei Brunello 2016 selezione usciranno? Tipo il 'Tenuta Nuova' di Casanova di Neri o il 'Madonna delle Grazie' de Il Marroneto. Grazie

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BT

circa 6 mesi fa - Link

ma li avete bevuti tutti? non avrete mica "sputato" quella meraviglia!

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