Breve storia di un'(ex) avversità per il Prosecco

Breve storia di un'(ex) avversità per il Prosecco

di Simone Di Vito

Qualche giorno fa entro in un bar per un caffè pomeridiano. Prima di consumare faccio lo scontrino e una volta arrivato al bancone attendo il classico bicchierino d’acqua (che non arriverà). Quasi in contemporanea a me arriva una coppia, sui 20/25 anni: bionda, carina e sistemata lei, doppio taglio e con fare da belloccio, ma carino anche lui.

Sono le 18 circa e il banchista prova a capire cosa vogliono i ragazzi, li osserva, li studia, li squadra da testa a piedi, poi inizia con la fatidica solfa: «Caffè o Cappuccino? Succo d’arancia o Crodino?». Il Campari, poi lo spritz, ma niente, al momento solo tanti input, ma dai due escono pochi output. Ad ogni richiesta si guardano, ci pensano, sono indecisi, e con fare d’intesa rispondono ripetutamente no, no, e ancora no.

Il banchista intanto torna alla macchina e scuotendo la testa mette a fare il mio caffè. È spazientito, si gira e li guarda, poi li riguarda, e visto che siamo a Roma quasi quasi gli verrebbe quel famoso e un po’ di borgata “E allora che c…o volete?”. Ma poi arriva il lampo di genio: mi fa l’occhietto come a dire “Ce lo so io ce lo so che vonno”, torna da loro e sfodera la carta vincente «Un bel prosecchino?». I due ancora una volta cercano intesa con lo sguardo, ma stavolta sembrano più convinti, e quasi all’unisono rispondono «Ma si un bel prosecchino, grazie». Finalmente rincuorato il banchista si volta, prende una bottiglietta, la stappa e gli versa un maschietto in quegli orribili mini-flute.

Tutti contenti al bancone, patatine e arachidi (col Prosecco??), ilarità e crick crock… tutti contenti eccetto io. Mi imbarazzo, sbuffo, un po’ rosico, lì per lì non si sa neanche perché, ma ho una voglia di scappare che quasi quasi nemmeno prendo il caffè.

Da quando ho l’età legale per bere non conto le volte che ho malauguratamente incrociato il “prosecchino”. Dal primo lavoro al supermercato, i ritrovi al bar con gli amici, le bottiglie dozzinali nelle strenne dopolavoriste: per il prosecco ho pian piano sviluppato una certa avversità. Forse per la qualità inaccettabile di alcune bottiglie in commercio, ma maggiormente per via della moda che ormai lo porta sulla bocca di tutti, specialmente dei coatti (o truzzi), dei fighetti, degli stolti. Una sorta di allergia che mi provoca l’orticaria, quasi come quella per i Queen negli anni 80/90: quell “Amo i Queen” con cui la maggior parte dei miei coetanei si riempiva la bocca in quegli anni, scoprendo poi che il loro pezzo preferito era Living on my own (che era solo di Freddie, ma faceva cagare) o Radio Ga Ga (spesso da me ribattezzato come l’ex giocatore del Milan). Ecco il Prosecco mi provocava questo… e a quanto pare in parte ancora lo fa.

Ma poi scopri che tra le Radio Ka Ka, ecc, esistono anche le Liar, le Keep yourself alive, le Bohemian rhapsody dei Prosecco.
Tra tanti whisky maschio senza rischio, teschio moschio senza fischio, prosecco moscio senza senso il Prosecco buono c’è, esiste. E uno di questi l’avevo scoperto grazie ad un’amica in enoteca, seduto al tavolo, senza volerlo, senza sapere, praticamente alla cieca.
Io «Buono sto’ spumante, cos’è? Metodo classico di?» e lei «No! Prosecco da rifermentazione spontanea in bottiglia e col fondo». In me c’era stupore, piacere, curiosità. Controllai l’etichetta e «C…o è vero! Non me lo aspettavo». Questo era il Cà dei Zago, Valdobbiadene Docg e col fondo: poca solforosa e riportata sul lato dell’etichetta (non ricominciamo con ste storie eh!), dolcezza e fruttosità impercettibili, è facile, si beve da solo, ti seduce, ti conquista, e da mia prova recente oltre a non brillarti troppo neanche dopo una mezza bottiglia, piace anche a chi non capisce un c… Troppi c… forse qualcuno si offenderà, ma pazienza.

Storie di vigne e chimica, di rosé, di prosek: se ne parla sempre tanto del Prosecco, ma Diamine! Perché non sono tutti così quelli che incrocio??

Nothing really matters…

                                   

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Simone Di Vito

Sommelier Ais, ex bassista e batterista incallito, operaio di giorno, di notte invece si trasforma in un anomalo assaggiatore; appassionato di terroir, tipicità e di tutto ciò che è autentico nel mondo del vino. Coltiva il sogno di parcellizzare tutto quel che lo circonda, quartieri di Roma compresi...

17 Commenti

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domenico

circa 1 mese fa - Link

Io non ho ancora provato questa emozione. Ora lo prendo e vedo se mi redimo sulla via per Valdobbiadene. Comunque costa 12,50, mica poco. Alla fine, credo sia l'eccezione che conferma la regola.

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vinogodi

circa 1 mese fa - Link

...pev me che bevo solo Vichebouvg , 12,50 è una misevia...

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MMartinelli

circa 1 mese fa - Link

Fuor di polemica, non è forse questo il punto? Costa 12,50 mica poco.. Assicuro tutti che si possono trovare prosecchi a 2,50 a bottiglia. 12,50 online significa 7 o 8 euro in cantina. Mi sembra davvero pochissimo, mica poco.. Quando impareremo il rispetto e il riconoscimento del lavoro altrui sarà un bel giorno.

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Simone Di Vito

circa 1 mese fa - Link

Per quanto mi riguarda 7-8 euro è il minimo sindacale per un prosecco fatto bene... Anche perché Cá dei Zago a parte (che nell'ultimo anno è leggermente aumentato), per fortuna ne esistono anche altri di prosecco fatti bene, sempre intorno a questa cifra...es. quelli di Valter Miotto

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vinogodi

circa 1 mese fa - Link

...Follador e Frozza?

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Simone Di Vito

circa 1 mese fa - Link

Follador se non ricordo male assaggiato una sola volta, Frozza mai...

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Giuseppe

circa 1 mese fa - Link

uno dei motivi per cui vado sempre nella stessa vecchia pizzeria d'asporto anche se nei paraggi ne sono arrivate tante nuove altre e` perche`, mentre aspetto, il gestore con forte accento del Sud mi chiede sempre "ce lo facciamo un pinottino per ingannare l'attesa"? Ecco, lui proprio 20 anni di prosecchismo gli sono passati a lato! Non ho mai voluto chiedere ma temo che spesso mi abbia comunque servito del prosecco ma lui e` rimasto a quando il frizzantino per eccellenza arrivava da un altra uva... Sui prezzi non mi sbilancio ma, anche qui, temo che siano valide entrambe le istanze -chi critica per le aspettative di prezzo troppo basse dei consumatori -chi se ne approfitta... A conti fatti unica strada che abbiamo (che vale per qualsiasi cosa forse in questo caso ancora di piu`) e` di informarsi e, se possibile, visitare di persona per conoscere e poi facile che si capisca che il prezzo e` corretto. Buona giornata a tutit PS nella mia (piccola) esperienza noto che prezzo online e prezzo cantina ultimamente tendono a convergere sempre piu`

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marcow

circa 1 mese fa - Link

MMartinelli "Quando impareremo il rispetto e il riconoscimento del lavoro altrui sarà un bel giorno".Quando impareremo il rispetto e il riconoscimento del lavoro altrui sarà un bel giorno". __ 1 premessa. Stiamo parlando di una MERCE . Che, come tutte le merci, ha un prezzo. 2 premessa Nella RECENSIONE di una merce, di qualsiasi merce, il PREZZO e il RAPPORTO QUALITÀ PREZZO è oggetto di valutazione. 3 premessa TUTTI possono esprime OPINIONI sul prezzo e sul rapporto qualità prezzo di qualsiasi merce. E le opinioni possono essere diverse. 4 Conclusione Spesso nei dibattiti dei blog si legge la frase espressa da MMartinelli: "Quando impareremo il rispetto e il riconoscimento del lavoro altrui sarà un bel giorno". Non c'entra nulla il rispetto con il fatto che si valuti il prezzo di una merce e si esprima un'opinione su questo particolare profilo di un oggetto, di un alimento o di una bevanda alcolica. Il fatto che la critica eno-gastronomica italiana trascuri spesso la valutazione del prezzo e del rapporto qualità prezzo non significa che non è importante in una recensione. Ma significa altro e questa omissione nelle recensioni è, secondo me, una mancanza di RISPETTO nei confronti del lettore, del cliente che vuole avere tutte le informazioni più importanti per Decidere se acquistare una merce. Il prezzo non è un optional e valutarlo è importante.

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Simone Di Vito

circa 1 mese fa - Link

Ciao, mancanza di rispetto? Lo trovo un tantinello esagerato. I motivi di questa "voluta" omissione possono essere diversi, nel mio caso sono principalmente due: 1ormai nell'era di internet in cui si compra tutto dal divano credo non sia così difficile scovare e acquistare bottiglie, quindi salvo vini introvabili e/o costosissimi (che nel mio caso bevo molto raramente) penso sia marginale riportare il prezzo; 2 per la tipologia di post che scrivi, ad esempio una storiella (anche se vera) come questa non voglio sporcarla con un dettaglio certamente importante, ma allo stesso tempo venale, e questo vale anche per i dettagli tecnici come quantità di solforosa, sboccatura, suoli e vinificazione. Opinioni e scelte mie... Saluti

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marcow

circa 1 mese fa - Link

La mia era una critica, come si può evincere, di carattere più generale: alla critica eno-gastronomica italiana. E una critica all'affermazione di MMartinelli. (con la cd. teoria del rispetto) __ Non condivido la replica in alcuni punti. 1 Al lettore non interessa soltanto il prezzo ma la valutazione che il recensore fa del prezzo e, soprattutto, del rapporto Qualità Prezzo. Sono due cose diverse. 2 "Sporcare la storia con dettagli venali" lo trovo assurdo.

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BT

circa 1 mese fa - Link

stessa esperienza dell'autore. i prosecchi in giro sono sempre quegli insignificanti imbevibili con quel dolciastro al naso in apertura. quelli buoni devi andarteli a cercare col lanternino.

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MMartinelli

circa 1 mese fa - Link

Bha, non penso sia difficile da capire, mi sembra che il punto nevralgico sia proprio nell' affermazione di Domenico che pensa che 12,50 per una bottiglia di prosecco sia mica poco. Un prodotto che sta un anno in vigna e sei otto mesi in cantina dovrebbe costare meno di 12,50 e essere anche eccezionale? Oppure da una tipologia come il prosecchino ci aspettiamo prezzi più bassi? Forse che si è sputtanato il prosecco, chiamandolo appunto prosecchino e affermando che 12,50 per un vino così sia mica poco? 12,50 online, tra l'altro, 7 o 8 euro in cantina! Domenico, nulla di personale, giuro!!

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Domenico

circa 1 mese fa - Link

Probabilmente mi sono espresso male, sicuramente per eccesso di sintesi: ci riprovo. Ad oggi, ho avuto solo esperienze negative col Prosecco (o prosecchino): quel dolciastro, che si scambia per aromatico, a me non piace proprio. Dato che gli scaffali, sia fisici che digitali, sono pieni di offerte di Prosecco a 5/6 euro, ho espresso l'auspicio che, per 12,90 (ho letto meglio), questa bottiglia sia migliore della più generalizzata offerta a buon mercato. Da notare che, in quella fascia di prezzo, si trovano anche degli onestissimi metodi classico. PS: confermo anche che, ormai, i prezzi digitali sono simili a quelli in cantina.

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Giuseppe Costantino

circa 1 mese fa - Link

Finalmente ho trovato un altro a cui non piaceva nè il prosecco nè i queen. temevo di essere isolato. e pazienza se hai cambiato parere

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alberto

circa 1 mese fa - Link

Di Prosecchi di qualità ce ne sono molti di più di quel che si crede. Colfondo o autoclave dipende da quel che piace. Solo che cercare i bravi costa fatica. Sono spesso medio piccoli produttori che di fronte al Fenomeno dei numeri sembrano pochi. Poi sputtanare il prosecco cosi come il Pinot grigio il lambrusco il chianti ecc.. sembra diventato uno sport. P.S. non sono un produttore ma solo un consumatore e ho pagato l'ultima bottiglia di colfondo 20 euro direttamente dal produttore. Averne

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domenico

circa 1 mese fa - Link

Ho speso i miei, pochi o tanti, 12,90: arrivate 2 bottiglie oggi da "Callmewine". Aperto in abbinamento con sushi e cena consolatoria. Giallo dorato che lascia ben sperare, tralascio l'analisi olfattiva, data la temperatura di servizio......al palato un po' delude ma è assolutamente bevibile con discreta complessità: . Caro Simone, bell'articolo ma, non lo ricomprerei. Grazie per l'esperienza.

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Simone Di Vito

circa 1 mese fa - Link

Ciao Domenico, non ho capito se lo hai bevuto troppo caldo o troppo freddo, ma in generale cosa ti posso dire se non il classico de gustibus? Saluti

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