Boscarelli e il senso del cru a Montepulciano

Boscarelli e il senso del cru a Montepulciano

di Andrea Gori

Una famiglia genovese, un cru come quello di Cervognano non ancora riconosciuto come dovrebbe, un’azienda che Angelo Gaja stesso voleva acquistare in tempi non sospetti. La storia dell’azienda della famiglia De Ferrari a Montepulciano è ricca di aneddoti e intrisa di artigianalità, con la nuova cantina che sta rinascendo a misura delle ambizioni dei fratelli Luca e Nicolò Boscarelli che proseguono il lavoro iniziato dal nonno Egidio Corradi nel 1962 che coinvolse fin da subito la figlia Paola e suo marito Ippolito de Ferrari.

Paola è stata una delle prime donne del vino e anche oggi è una presenza costante al fianco dei figli che qui hanno trascorso gli anni più belli sviluppando un amore percepibile e struggente per queste terre fin troppo deprezzate e bistrattate da altri coltivatori della zona. Luca e Nicolò si rifanno alle origini etrusche che per primi coltivarono in queste colline e qui tra i 3o0  e i 400 mt slm hanno sviluppato una invidiabile conoscenza di suoli giaciture esposizione, arrivando a sfruttare al meglio i terreni per ottenere il miglior sangiovese opportunamente supportato da mammolo e in minima parte da cabernet sauvignon e merlot dove serve.

Qui arrivano le prime barrique dalla Borgogna e qui si individua uno stile luminoso, vibrante e sincero del grande sangiovese che oggi pare essere il faro di tanto lavoro nella terra dei poliziani.

Gli assaggi in cantina delle botti di varie dimensioni e provenienza sono tanti ma perfetti per farsi un’idea di quello che sta andando in commercio e soprattutto sulle prossime annate in arrivo. La 2019 si mostra fresca e delicata, più fine con frutta ben definita e struttura delicata. Stupiscono gli assaggi della Vignagrande, del sangiovese “sopra ufficio” con polpa e gusto, agile e croccante, la potenza sontuosa della Vigna del Nocio (che dà il nome al loro vino cru più famoso) e anche il cabernet che segue il sangiovese della zona come stile abbandonando ogni idea pirazinica.

La 2018 è invece annata pià intensa e fruttata scura, con belle riserve più importanti della 2019, senza perdere in piacevolezza. Dalla 2018 del vigneto “Sottocasa” sontuoso e con lieve erbaceo al bellissimo e ricco Costagrande (che per ora finisce nel sangiovese 100% Nobile facente parte della Alliance con altre aziende) e infine il Nocio,  teso e ricco con eleganza pazzesca fatta di  freschezza e suadenza, dal tannino con trama diversa da tutti altri.

Ma ovviamente sono gli assaggi dei vini già in bottiglia a darci le indicazioni più precise.

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Boscarelli Rosso di Montepulciano Prugnolo 2019 da sangiovese e mammolo, guizzante, sapido, fresco, dinamico e saporito, grande frutto e sorso accattivante. 91

Boscarelli De Ferrari Igt Toscana 2019 (in pratica un Rosso di Montepulciano con saldo di cabernet e merlot) ricco e speziato, caramello e frutto di bosco ad arricchire, grande bocca e piacevolezza,  vino da beva ruffiana ed elegante come pochi. 90

Boscarelli Vino Nobile di Montepulciano 2018 sontuoso e ricco, guizza, scalcia e carezza, succoso, saporito, prugne e mirtilli, tabacco dolce, lunghezza che intriga. 92

Boscarelli Vino Nobile di Montepulciano 2017 annata statica, poco ritmo, molto frutto, c’è stato da lavorare molto, tanta selezione ma viene ripagata da ritmo e intensità di spessore. Acidità pimpante e un succo di visciole che fatica ad abbandonare il palato, ottimo. 93

Boscarelli Vino Nobile di Montepulciano Riserva 2017  (etichetta bianca) una bella idea di dolcezza e tanto frutto nero, viola e rabarbaro, una idea di oud, anice e finocchietto, tannino di rango e un bel finale di croccantezza in cui emergono di nuovo mirtillo e tabacco dolce già preconizzati all’olfatto. 93

Boscarelli Vino Nobile di Montepulciano Riserva 2017 Costagrande Alliance Vinum  selezione di vigna con terreno di marna calcarea con abbondante argilla e una contenuta percentuale di terreni rossi sabbiosi, il nome deriva dal fatto che si trova su una  costa riparata che mediamente può portare un lieve anticipo di maturazione seppur esposta a nord-ovest. Naso di impressionante floreale e frutta, ricchezza, pepe, ampiezza, amarene visciole, agilità e grande ritmo e potenza avvolgente. 95

Boscarelli Vino Nobile di Montepulciano Riserva 2017 Nocio  Da una vigna di proprietà dal 1988, a est dal corpo aziendale, 4 ettari ad un’altitudine compresa tra i 350 m e i 280 m s.l.m. su terreni di origine alluvionale con caratteristiche strutturali differenti e   zone sabbiose e argillose ben distinte tra loro, tanto che viene vendemmiata in tempi diversi. Oggi è impressionante il  floreale solare, teso, fine, di viola e lavanda, balsamico di timo, melograno e arancio poi frutto più scuro pepato, con mirtillo, senape e sottigliezza che si disvela al sorso insieme ad un tannino finissimo. Il finale sostiene una leggerezza del tutto opposta al crisma dell’annata risultando in qualità all’altezza della sua fama. 97

Boscarelli Vino Nobile di Montepulciano Riserva 2017 Sottocasa (etichetta nera) da uve piantate su terreno sassoso ricco di argilla rossa di origini alluvionali. Naso ricco e sontuoso con lato dolce, piccantezza e polpa di mirtillo con pepe, prugna in confettura e resine, bocca di ampiezza, calore e sostanza, sontuoso e ricco ma non si avverte mai davvero l’idea di pesantezza. 93

 

Il Nobile di Boscarelli lo trovi da Italvinus (sponsored link)

Andrea Gori

Quarta generazione della famiglia Gori – ristoratori in Firenze dal 1901 – è il primo a occuparsi seriamente di vino. Biologo, ricercatore e genetista, inizia gli studi da sommelier nel 2004. Gli serviranno 4 anni per diventare vice campione europeo. In pubblico nega, ma crede nella supremazia della Toscana sulle altre regioni del vino, pur avendo un debole per Borgogna e Champagne. Per tutti è “il sommelier informatico”.

2 Commenti

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Stefano

circa 2 mesi fa - Link

"Oud" è un sentore nuovo o l'avevi già usato per qualche assaggio?

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Andrea Gori

circa 2 mesi fa - Link

l'ho usato per la prima volta a Montalcino un mesetto fa! Grande occhio, bravo!

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