Biondi Santi Riserva 2015 e l’annata 2016 proseguono la definizione moderna del Greppo

Biondi Santi Riserva 2015 e l’annata 2016 proseguono la definizione moderna del Greppo

di Andrea Gori

Cambia la data di Benvenuto Brunello ma non cambia il rituale della visita al Greppo per capire cosa succede in casa Biondi Santi. Dopo le novità a ripetizione degli ultimi anni, ovvero, il riposizionamento del Rosso, la nuova etichetta della Riserva e le prime magnum nonché i nuovi ettari acquistati, c’è ovviamente un momento di assestamento e consolidamento delle posizioni compresa l’uscita ritardata rispetto ai vini del resto della DOCG. Il numero delle bottiglie è stazionario perché ci sono ben 5 ettari recentemente reimpiantati con materiale ampelografico proveniente dalla nursery di famiglia, il lavoro principale è sugli small data di vigna e terreni via via che le vendemmie mostrano le relazioni intime tra suolo e uva, una mappatura finissima e dal dettaglio impressionante che guiderà Federico Radi e il team di cantina nei prossimi anni.

Gli assaggi in cantina seguono la stessa liturgia ma ogni volta è confronto vero anche sul futuro della denominazione e il suo ruolo sul mercato. Vini che emanano rispetto e fascino e che stanno attraversando una fase importante della loro definizione, ponendosi a metà tra la scomparsa di Franco Biondi Santi (l’ultima vendemmia la 2012)  e la breve ma significativa stagione di Jacopo Biondi Santi alla guida dell’azienda (2013-2016) prima che EPI ne prendesse il controllo.

foliage biondi santi
Rosso di Montalcino Tenuta Greppo Biondi Santi 2018
Lucido e saporito, ribes rosso, lamponi, anguria, amarene, freschezza dinamica ed energia muscolare flessuosa. Annata molto piovosa, cinque o sei volte più che gli ultimi anni. Mandorle e succosità. Sensazioni sapide molto spiccate, ciccia poca ma non serve, c’è scatto e ripartenze continue, carrube e resina, magro e asciutto ma con piacevolezza sempre distintiva. Molto più stile da Brunello che rosso, delicatezza e finezza, scarno ed essenziale come l’annata impone ma sempre basato su piacevolezza. 93

Brunello di Montalcino Tenuta Greppo Biondi Santi 2016
È stata un’annata anni ‘80 fuori dal tempo, con eleganza e ritmo, estate asciutta ma non calda, vento da nord a inizio agosto. Il naso è ricco e screziato, cipria e ribes rosso, amarena e lavanda, tono di tabacco e intensità fruttata ben presente, mallo di noce, cassis, china, melograno, carrube, lavanda e resina. Il sorso con tannino splendido e sontuoso, ritorno nel fresco classico, dolcezza ben presente ma non come tratto principale, procede progressivo e sussurrante, ferroso ematico, ruggine, fragrante il sorso ma lama acida ancora non lo fa concedere appieno. Il 2016 più indietro che possiate bere oggi (pensando anche ai recenti assaggi dell’annata) ma la stoffa e la materia che ruggiscono sotto sono impressionanti. Annata d’attesa eccome, ma che sarà ripagata con gli interessi. 96+

Brunello di Montalcino Riserva Tenuta Greppo Biondi Santi 2015
Un’annata calda ed esplosiva con piogge ad agosto è tenuta in un ottimo settembre. Grado alcolico 14,5% forse il più alto sempre per BS (la mano di Jacopo si sente), carrube more e cassis, amarena e tamarindo, tabacco e pepe, sottobosco scuro, mandarino, felci e humus. Al sorso si percepisce struttura, integrità, corpo e ancora tanta freschezza, opulenza ma non così esagerata, tanta la lunghezza e verticalità. La progressione tannica è bellissima senza sfiorare l’amaro, vino da abbinare di certo e forse non del tutto godibile da sé. Godereccio e salino nonostante tutto, profondità e articolazione sono molto diverse dalla 2016. Oggi questa riserva è un ottimo ponte per chi non conosce BS a questi livelli e vuole avvicinarsi allo stile senza scottarsi in tannino e acidità. In ogni caso ha vita davanti a sé notevole e l’assaggio della 2015 lo scorso non lo faceva presagire affatto, una bellissima sorpresa. 98

 
riserva 1985 biondi santi
 

Brunello di Montalcino Riserva Storica Tenuta Greppo Biondi Santi 1985
Colore stupefacente, cuoio mela e melograno, caffè e cacao, rugginoso delicato eppure forzutissimo, acciuga e fungino iniziale, si avvertono bene i tannini della memoria, la spezia va sul balsamico, “mirra, incenso e oro”. Al palato il tannino pare immobile “come un giapponese sull’isola”, tratto comune a molti 1985, serrato ancora ma mallo di noce e sottigliezze acide, bergamotto e pepe nero, sottilissimo nel centro, vino da abbinamento e sostanza , tannino che pulisce alla grande, sottigliezza e distinzione. 94

Andrea Gori

Quarta generazione della famiglia Gori – ristoratori in Firenze dal 1901 – è il primo a occuparsi seriamente di vino. Biologo, ricercatore e genetista, inizia gli studi da sommelier nel 2004. Gli serviranno 4 anni per diventare vice campione europeo. In pubblico nega, ma crede nella supremazia della Toscana sulle altre regioni del vino, pur avendo un debole per Borgogna e Champagne. Per tutti è “il sommelier informatico”.

10 Commenti

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Dott.Conti alias rudy

circa 2 mesi fa - Link

Per un soffio abbiamo scansato l'amaro, che fortuna

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Francesco Romanazzi

circa 2 mesi fa - Link

Grazie per il tuo commento, prezioso contributo alla discussione.

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Dott.Conti alias rudy

circa 2 mesi fa - Link

Prego... beeeeee ,il gregge è permaloso, avercene di aziende come bs,eleganza allo stato puro

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Marcello Sensi

circa 2 mesi fa - Link

Lungi da me il voler aprire un altro fronte ( sono ancora impegnato con le ultime schermaglie del post su benvenuto Brunello 2021 ) pero' colpisce la quasi totale mancanza di commenti a questo articolo. Per me e' la tangibile conferma dell'inesorabile declino di BS, ormai superato da nuove ( e vecchie ) realta' ilcinesi. Stat magni nominis umbra...

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Montosoli

circa 2 mesi fa - Link

Stanno facendo l’impossibile per resuscitare il morto….ma anche raddoppiando i prezzi ! Forse e meglio smettere di fare Brunello…e declassare tutto a Rosso di Montalcino con la fascia 🍷🇮🇹😎

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Marcello Sensi

circa 2 mesi fa - Link

Quando si dice CARO estinto...

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Littlewood

circa 2 mesi fa - Link

Beh dire che bs sia defunto direi che e' na' cazzata...anzi in vigna Stan lavorando moooolto meglio di una volta per cui ...

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Marcello Sensi

circa 2 mesi fa - Link

Suvvia, non se l'abbia a male! Probabilmente lei e' maggiormente addentrato nella materia e in tutto cio' che ruota intorno alla lavorazione della terra... Complimenti per la sua raffinatezza lessicale.

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Nelle Nuvole

circa 2 mesi fa - Link

Commento, anche se quando vengono Franco e Jacopo Biondi Santi mi addoloro. L'aggiornamento illustrato nel post da Andrea Gori indica che Il Greppo e i suoi vini stiano andando nella direzione giusta, le/le persone incaricate della produzione sono capaci e professionali, così come gli addetti alla commercializzazione. Io auspico, sinceramente e di cuore, che il futuro prossimo e quello lontano siano rosei e felici per l'Azienda Biondi Santi. Azienda, appunto, non famiglia. La differenza è in questo, lo smalto mitico e iconico che rivestiva la nomea dei vini Biondi Santi non c'è più.

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Nelle Nuvole

circa 2 mesi fa - Link

Oops, mi sono mangiata una parola, "...vengono nominati Franco e Jacopo Biondi Santi...", mi scuso.

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