Benvenuto Brunello 2020: my two cents

Benvenuto Brunello 2020: my two cents

di Emanuele Giannone

Tremila siepi/1. Tale è stata la specialità quest’anno, non più una maratona come nelle precedenti edizioni. Per fortuna. Purtroppo. La povera 2014 non ha fatto Riserva – all’Anteprima ce n’erano tre, dico tre, tutte 2013 in uscita ritardata, tra l’altro molto seria e promettente quella di Col d’Orcia – e ci ha così alleggerito il lavoro. Io, beninteso, la 2014 non l’ho mai vilipesa e ho continuato a berne spesso e con gioia, di quella dei miei soliti noti e cari, Baricci, Le Chiuse, Fattoi, Fuligni, Le Potazzine, SanLorenzo, Tiezzi…

Tremila siepi/2. Non bastasse l’assenza della Riserva 2014, quest’anno ci si sono messi anche i paralleli. O dissidenti. O non allineati, o jugoslavi, eteronomi, antagonisti, liberi, indipendenti, fuorionda, trasgressivi… chiamateli come vi piace. Fatto sta che non c’erano, non alla Sosta, non alla Fortezza, né all’Osticcio, che suona quasi Non al Denaro non all’Amore né al Cielo, infatti è musica d’autore che quest’anno, purtroppo, nessuno ha suonato. Addio Pian dell’Orino, Fonterenza, Salicutti, Costanti, Siro Pacenti e altri, habitués e nuove accessioni (come l’anno scorso Scopeto del Cavalli). Ci siete mancati: For thou not farther than my thoughts canst move, / And I am still with them, and they with thee. Bisognerà andare a cercarli uno ad uno. Speriamo che tornino la prossima volta, tutti insieme.

Tremila siepi/3. Poi accade che, a sorpresa, tra le cantine del Benvenuto Brunello trovi Casanova di Neri con Tenuta Nuova e Ciacci Piccolomini d’Aragona col Pianrosso. The Times They Are A-Changin’.

Tremila siepi/4. Infine, eccola: introdotta da fanfare di punteggi grossi, high hopes e annunci di fasti, classicità, opulenze e pompe, soprattutto da Oltremanica e Oltreoceano, ecco la 2015. In effetti è un’annata in gran spolvero, da punto esclamativo, ci ha regalato subito molti piaceri. Ed è proprio quel subito che ne increspa il punto esclamativo in punto di domanda. Così buona già adesso, e poi? I più prontamente buoni o buonissimi, come saranno dopodomani? È classica come dicevano alcuni? Vi piacciono i classici, e quali? Siete più da Orazio o da Aulo Gellio, carpe diem o veritas filia temporis?

Velocisti. I miei preferiti per chi sceglie Orazio: tanti i 2015 già sui blocchi di partenza. Tra loro alcuni veri fuoriclasse. Spettacolo assicurato: un Grand Gala, specie per chi è abituato a sedere in tribuna e non in curva. Marroneto Madonna delle Grazie, Casanova di Neri Tenuta Nuova, Camigliano Paesaggio Inatteso, Poggio di Sotto, Ciacci Piccolomini D’Aragona Pianrosso, Piancornello, Solaria, Tassi Selezione, Talenti Selezione Piero, Villa I Cipressi Sel. Zebras, Argiano Vigna del Suolo. Dovendo comporre un podio: Madonna delle Grazie, Poggio di Sotto, Piancornello.

Mezzofondisti. I miei preferiti per chi pazienta come Aulo Gellio: Albatreti, Altesino Montosoli, Baricci, Capanna, Col D’Orcia, Collemattoni, Corte dei Venti, Cupano, Donatella Cinelli Colombini Prime Donne, Fattoi, Fattoria dei Barbi Vigna del Fiore, Fornacina, Fuligni, Gianni Brunelli – Le Chiuse di Sotto, Il Pino – Fattoria del Pino, Il Poggione, Lambardi, Le Chiuse, Le Potazzine, Pietroso, Piombaia, Salvioni, San Giacomo, San Polino, SanLorenzo. Qui non c’è podio, la corsa è ancora lunga e i migliori non escono allo scoperto. Nei primissimi giri ho ammirato Le Chiuse, Fattoi, Fuligni, Gianni Brunelli. Ma fortunatamente siamo solo all’inizio.

PS – Da giovane facevo atletica. Guardavo avidamente le gare di velocità ma, se non si fosse capito, correvo il mezzofondo.

La prova a squadre. Su Le Ragnaie mi sono inutilmente scervellato per arrivare a una preferenza. Riccardo Campinoti ha reso tutto molto più difficile sfoderando un quarto vino – Casanovina Montosoli – da prima fila. Scelgo, un po’ per simpatia, un po’ a casaccio il “semplice” 2015 annata. Canalicchio di Sopra ha corso in tandem per il primato con il base e La Casaccia, Tiezzi ha fatto altrettanto con un Cerrino elettrico, eclettico e spigoloso che sovverte la mia cronica preferenza per la Vigna Soccorso. Corte Pavone ha fatto le cose in grande con quattro prove di finezza, compostezza, soavità del ventaglio aromatico e misura nello sviluppo gustativo: la selezione Fior di Meliloto è quella che riberrei per prima.

Altri concorsi. 100/100 a Lucia Fattoi. Il suo Brunello è tra i miei preferiti, ma oltre il vino c’è la gentilezza. Ed è questa dote rara, inimitabile e fuori moda a spingerla dritta in vetta al mio Benvenuto Brunello 2020.

Emanuele Giannone

(alias Eleutherius Grootjans). Romano con due quarti di marchigianità, uno siculo e uno toscano. Non laureato in Bacco, baccalaureato aziendalista. Bevo per dimenticare le matrici di portafoglio, i business plan, i cantieri navali, Susanna Tamaro, il gol di Turone, la ruota di Ann Noble e la legge morale dentro di me.

10 Commenti

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arnaldo

circa 7 mesi fa - Link

cosa vuoi che sia Emanuele, qualcuno ha ritenuto di non esserci perchè in vacanza (detto inter nos "non ha bisogno di vendere")...altri preferiscono partecipare a mille fierette natural durante l anno perchè forse vendono qualche bottiglietta subito..altri col cambio proprieta' non si capisce piu' neanche cosa cavolo faranno. di sicuro la prima cosa certa è che aumenteranno i prezzi. E checavolo Emanuele dai........

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Emanuele

circa 7 mesi fa - Link

Analisi esauriente. Grazie.

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Giacomo

circa 7 mesi fa - Link

Condivisibile su quasi tutto.Oltre i già citati sono rimasto impressionato dalla Tenuta Crocedimezzo forse,e li torniamo,anche troppo pronto

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Emanuele

circa 7 mesi fa - Link

Mo' vado a rivedere gli appunti su Crocedimezzo. In compenso, ecco a te un progress report di dubbia utilità e nulla copertura, tanto we're (not) in it for the money: riassaggiati alla Fortezza, solo soletto, senza fretta e nella calma surreale del fuori-dal-Chiostro, Fuligni, Canalicchio d.S., Gianni Brunelli - Le Chiuse d.S., SanLorenzo, Fattoi e Vigna Soccorso. Buonissimi. Mi arrischio persino ad alzare un braccio per un istantaneo and-the-winner-is: Fuligni. Per oggi. Domani, poi, chissà.

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Sancho P

circa 7 mesi fa - Link

A parte Salvioni, il Marroneto (non solo il Madonna delle grazie, anche "il base")e Poggio di Sotto, La Casaccia di Canalicchio di sopra e il Rosildo di F Pacenti i vini che mi hanno stupito di più. Questi ultimi due, completamente diversi tra loro, ma grandi espressioni del Brunello. In mezzo a tanti vini bomboloni(non solo del versante Sud), la sorpresa Cupano, che finalmente ha trovato una quadra con l'uso del legno e a parer mio, con la 2015, ha prodotto il suo miglior Brunello. La palazzetta anno dopo anno migliora, Luca Fanti ha trovato la strada giusta: il 2016 assaggiato dalla botte si annuncia strepitoso. Albatreti e Pietroso piacevoli conferme. Poi ad un certo punto è spuntato dal nulla il mitico Rino Varaldo ed è stata caotica apoteosi.

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Emanuele

circa 7 mesi fa - Link

Facciamo che prendo i vini da te citati e mi adeguo per gioco a un nuovo idioletto del vino, tra l'altro commentato - meglio: opportunamente sbeffeggiato - giusto oggi qui su IV e ampiamente anche su FB (su FB vedere il post definitivo di Castagno): NOTE DI DEGUSTAZIONE Salvioni: e che je vòi di'? Marroneto 1 e 2: come sopra Poggio di Sotto: urge ridenominazione in Poggio di Sopra. Canalicchio/Casaccia: bòno, bòno Casaccia... ma perché, il c.d. "base" che t'ha fatto? Rosildo: lo detesto, lo odio (era finito, non potevano più servirmelo). Cupano: no surprise for me perché è tra i miei preferiti da anni (ricordo un solo anno di legno overshooting, forse il 2003 ma dovrei ricontrollare). Albatreti: confermo la tua conferma. Pietroso: esattamente come sopra, con l'eccezione della folta barba del produttore. A questo punto, tornando entro i limiti della decenza, ti chiedo di togliermi una curiosità, se hai tempo: quali sono quelli che hai trovato più duri/chiusi (come in fin dei conti si converrebbe al Brunello della lezione più "classica"? Grazie.

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Sancho P

circa 7 mesi fa - Link

Salvioni, Poggio di Sotto e Marroneto. Troppo facile, lo so, ma cè poco da fare. Il 2003 di Cupano , oggi è tanta roba. Andrea Polidoro ( a proposito di gentilezza) lo teneva nascosto, ma lo sbicchierava volentieri a chi aveva l'occhio lungo. Il Rosildo per una nota di idrocarburi bellissima che ammantava la grande complessità aromatica. Per citarne alcuni, Il 15 di San Lorenzo e de Le Chiuse di Sotto ( strepitosa la riserva 2010) li ho trovati troppo abbondanti e in debito di sfumature. Ma è solo la mia opinione.

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Littlewood

circa 7 mesi fa - Link

Ma veramente vi e' piaciuto pds?? E' x me un vino vuoto senza ne' nerbo ne' ciccia di un' annata cosi' ! Bah! Lontanissimo dalle versioni palmucciane! In un' annata come la 015 e' chiaro che ne' ha beneficiato la zona nord( baricci valdicava le chiuse il pino marroneto miglior versione degli ultimi anni ragnaie col nuovo casanovina montosoli) mi son altresì.piaciuti piancornello talenti fuligni e un sorprendente San Carlo. Su salvioni nn mi esprimo son troppo di parte...

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Emanuele

circa 7 mesi fa - Link

Sì, mi è piaciuto. Mi sono piaciuti anche di più molti di quelli che citi. Fuligni, Piancornello e i "nordici" E mi fai venire in mente che forse non ho sottolineato quanto sia buono il vino di Jessica Pellegrini.

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Littlewood

circa 7 mesi fa - Link

Ecco...con Jessica si e' parlato di fare una verticale delle 6 annate del suo Brunello....credo ne' verrà fuori una bella cosa... ...

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