Associazione Italiana Sommelier | Una gestione da avviso di garanzia

di Antonio Tomacelli

W2005Non me lo auguro né faccio pronostici. Il presidente dell’Associazione Italiana Sommelier Terenzio Medri e il direttore della rivista Bibenda Franco Ricci, hanno effettivamente ricevuto un avviso di garanzia emesso dalla Procura di Forlì. Motivo? La denuncia di un ex socio Ais, Paolo Morelli, per “violenza privata”. A chi ha la memoria corta ricordo che Morelli fu cacciato dall’Ais nel 2006 (era uno dei probiviri) perchè contrario all’archiviazione di una querela che accusava il reponsabile AIS del Lazio, Franco Ricci, di gestire un’associazione in concorrenza con quella dei sommelier.

Ora, prima che lo facciano i giudici, qualcuno di voi lettori può spiegarci come è stato possibile arrivare a questo punto? Se i sommelier sono un’associazione, immaginiamo senza scopo di lucro, com’è che si finisce in tribunale? C’è qualcosa che non ci convince…

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Antonio Tomacelli

Designer, gaudente, editore, ma solo una di queste attività gli riesce davvero bene. Fonda nel 2009 con Massimo Bernardi e Stefano Caffarri il blog Dissapore e, un anno dopo, Intravino e Spigoloso. Lascia il gruppo editoriale portandosi dietro Intravino e un manipolo di eroici bevitori. Classico esempio di migrante che, nato a Torino, va a cercar fortuna al sud, in Puglia. E il bello è che la trova.

17 Commenti

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Francesco Fabbretti

circa 12 anni fa - Link

fino al 31.12 sarei socio per cui chiedo: dove le trovate queste notizie????? io non ne so nulla

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Antonio Tomacelli

circa 12 anni fa - Link

La voce di Romagna, come riportato nel link.

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Francesco Fabbretti

circa 12 anni fa - Link

Ho letto........ che posso dire??? Non ho rinnovato per ragioni già emerse in un argomento da voi precedentemente portato all'attenzione. Nulla toglie quanto io debba all'AIS Roma per la mia "iniziazione" seria al mondo del vino. Detto ciò se ci sono dati concreti emergeranno. Certo che di fondo rimane molta tristezza

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Riccardo Margheri

circa 12 anni fa - Link

Io non sono socio, e manco so se rinnoverò l'iscrizione il prox anno. Non conosco i particolari di questa storia, e non mi pronuncio in merito. Vorrei però fare qualche considerazione generale. Lo scopo sociale, il fine istituzionale dell'AIS è (sarebbe) la diffusione della cultura del vino: allora, perché il boicottaggio sistematico di tutte le altre associazioni che provano (bene, meno bene) a fare la stessa cosa? Con tutto il rispetto, non credo che un corso Fisar o Slow Food sia contro la diffusione della cultura del vino. Non mi torna, da proprio l'idea che ci sia qualcosa d'altro. Inoltre, nello statuto dell'AIS si proibisce ai membri di fare attività "in concorrenza", che altro non sarebbe che collaborare all'organizzazione di corsi, degustazioni ecc. promossi da chiunque altro. Torno a bomba: allora SOLO l'AIS ha l'imprimatur per fare (o dispensare magnanimente...) cultura enoica? In base a quale investitura? Meditate gente, meditate...

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maddalena

circa 12 anni fa - Link

se nn sei socio come fai a rinnovare????

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Simone e Zeta

circa 12 anni fa - Link

Mache ve lo dico a fare!

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Filippo Ronco

circa 12 anni fa - Link

Qui c'è un articoletto che può aiutarti ad avere un quadro di come si muovono certe cose: http://www.tigulliovino.it/blog/2006/05/ais_nazionale_bibenda_vorrei_c.html L'Associazione avrebbe secondo il mio punto di vista bisogno di affrancarsi dalla dipendenza da Ricci e trovare una nuova gestione più sana e illuminata. Ciao, Fil.

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Andrea Gori

circa 12 anni fa - Link

sono socio e continuerò ad esserlo perchè i meriti dell'AIS vanno ben oltre i difetti. Spiace che una guerra personale Ricci-Morelli finisca per ledere l'immagine dell'associazione. Che se la vedano alla spada come tra gentiluomini!

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roberto gatti

circa 12 anni fa - Link

Soprattutto Andrea, per le migliaia di sommelier che prestano la loro opera gratuitamente per il bene del vino italiano. Se c'è qualche mela marcia bisogna (bisognerebbe) avere il coraggio di toglierla di torno....

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Nico

circa 12 anni fa - Link

piu' in tema la sciabola (e lo champagne)

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grazia dipaola

circa 11 anni fa - Link

caro andrea sono assolutamente d'accordo con te, esistono realtà AIS regionali che stanno svolgendo un lavoro capillare di diffusione della cultura del vino sia a livello professionale che amatoriale. probabilmente molte cose vanno attenzionate, rivalutate,cambiate. Stiamo completando un primo livello, l'età media dei relatori è 32 anni, c'è ed è innegabile, i corsisti hanno dimostrato grande interesse edentusiasmo accompagnato da profondo rispetto nei confronti dell'AIS che, sarebbe davvero irriverente negarlo, rappresenta con autorevolezza e compentenza il mondo del vino.

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Alberto G.

circa 12 anni fa - Link

Certo molti di noi devono essere grati all'ais ,per l'iniziazioni di tanti profesionisti o appassionati .Ma il punto e, che seppur bene organizzati i corsi ais non sono gli unici ed e' naturale che si sviluppino appetiti "egoistici"da parte di tutti.Non e' giusto generalizzare,e come dice il profesionista Andrea che io stimo,ma sarebbe il caso di fare un po di pulizia all'interno per non subire attacchi continui da chi magari nel suo piccolo fa anche peggio.Certo che anche quelli dell'ais potrebbero smetterla di considerarsi il verbo nel mondo del vino (critica costruttiva). Buone feste a tutti

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andycapp64

circa 12 anni fa - Link

Buonasera, sono nuovo del blog, che trovo interessate e ricco di notizie, e sono un novizio che sta completando il primo livello del corso sommelier FISAR. Premetto che il corso mi è parso ben organizzato e quasi tutti i relatori preparati e all'altezza del compito assegnato. Però parlando con amici, navigando qua e là, mi sembra di capire che le possibilità offerte dal fatto diessere sommelier AIS sono più ampie per un lavoro non da professionista ma da appassionato che vorrebbe "arrotondare" il bilancio a fine mese. Ho pensato quindi di migrare all'AIS per completare il ciclo. Ora mi sembra di capire che in AIS bisogna per forza seguire ulteriori corsi per entrare nel gruppo di servizio, che devi essere per forza iscritto al gruppo per fare servizi, che decidono loro chi chiamare e che se ho un amico con una cantina che mi chiede un favore per una serata (anche non retribuita) non lo posso fare. Devo per forza passare ler il GDS AIS. Ma così sono gli altri a decidere per me e non mi sembra giusto. Concordo sul fatto che se non sono eventi ufficiali si debba evitare la divisa, ma impedire tutto mi sembra troppo. E' effettivamente così? Vorrei capire meglio prima di decidere cosa fare.

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Antonio Tomacelli

circa 12 anni fa - Link

Purtroppo si

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Andrea Gori

circa 12 anni fa - Link

dai antonio un pò di flessibilità esiste! se va una volta una tantum nessuno gli dice niente, magari se diventa un servizio regolare può parlarne con il resp servizi e farsi assegnare l'incarico. Spesso succede che chi procaccia un servizio sia lui stesso a svolgerlo, in uniforme ovviamente. Quanto ai corsi da seguire per fare servizio sono opzionali e decisi da ogni delegazione, a livello di statuto non sono obbligatori per svolgere servizio.

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andycapp64

circa 12 anni fa - Link

Le informazioni che raccolgo leggendo i vari regolamenti dei GDS in rete dicono che non puoi esimerti dai corsi di servizio, obbligatori per prendere - diciamo così - il patentino di appartenente alla brigata di servizio. Capisco che si debba tutelare il nome dell'AIS e evitare il rischio di trovarsi in difficoltà per servizi svolti male o disuniformità di regole o comportamenti, ma se un minimo di nozioni fossero date durante i corsi sarebbe bello e utile. Durante il primo livello FISAR vengono insegnate le tecniche di servizioe a turno gli allievi svolgono il servizio di degustazione per la lezione, seguiti da sommellier. Mi informerò meglio sulla delegazione della mia provincia e vi saprò dire.

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spirito's

circa 11 anni fa - Link

voglio rispondere a andycapp64 purtroppo è così pensa io ho fatto servizi gratis a tutta la mia provincia e nn solo,qualche tempo fa.cmq i testi che danno alla fisar sono stati scritti dai relatori dell'ais.e sono del parere che si deve cambiare il primo articolo dello statuto in associazione a solo scopo di lucro.da uon intenditor poche parole!!!!!!!!!!!!!!

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