Annullate per frode le nomine dei nuovi Master Sommelier. Tutto il mondo è paese (purtroppo)

Annullate per frode le nomine dei nuovi Master Sommelier. Tutto il mondo è paese (purtroppo)

di Pietro Stara

Appuntarsi la spilla del Master Sommelier ha per molti, anche se non per tutti, lo stesso valore che poteva avere per Anatolij Vasil’evič Liapidevskij fissare sul bavero della giacca quella dell’ “Eroe dell’Unione Sovietica”; o per lo statunitense William McGonagle la “Medal of Honor”; o per il sottoscritto una semplice spilla da balia dopo aver fatto, a dovere, le pulizie di casa. L’esame di Master Sommelier è stato spesso definito “la prova più dura di cui non si è mai sentito parlare”. Dalla sua nascita, nel 1969, solo 274 persone hanno superato l’estenuante esame, che comporta anni, a volte anche decenni, di preparazione. Per un professionista del servizio al vino è il coronamento di una carriera. Se qualcuno volesse dare un’occhiata alla trafila del master, esame compreso, questo è il link giusto. Oppure questo.

E, giusto per capirci, queste sono alcune delle regole imposte ai corsisti:

Se un candidato non supera alcuna parti dell’esame, e con un punteggio inferiore a 30% in qualsiasi disciplina, il candidato deve immediatamente fare una pausa di studio di almeno 2 anni.

Se, al secondo tentativo dell’esame, il candidato non raggiunge nuovamente il punteggio minimo richiesto in nessuna parte, e ottiene un punteggio inferiore al 50% in tutte le discipline, il candidato deve fare una pausa di studio di almeno 2 anni per prepararsi ulteriormente per gli esami futuri. (Questo significherà che il candidato non ha completato lo studio in maniera appropriata a partire dall’anno precedente). Fonte in Pdf.

Quest’anno, però, è successo un fattaccio: l’organo amministrativo dell’esame, la Court of Master Sommeliers (CMS), il cui President Emeritus è nientemeno che Gerard Basset, ha annunciato che invaliderà i risultati di una parte dell’esame: in una lettera del 9 ottobre inviata a tutti i sommelier master, il presidente del CMS Devon Broglie, il cui nome è un destino almeno in Italia, ha scritto che il consiglio direttivo aveva “ricevuto una relazione da un consulente legale esterno che un membro del Tribunale dei Master Sommelier Americhe rivelò informazioni riservate pertinenti alla parte di degustazione dell’esame del Master Sommelier Diploma Examination del 2018 prima dell’esame”. Broglie non ha nominato il maestro sommelier responsabile della violazione delle informazioni, anche se sembra probabile che la persona possa essere stato uno dei supervisori (proctor) d’esame. I proctor sono dei maestri sommelier che hanno seguito un rigoroso processo di formazione supplementare, che dura in genere circa quattro anni.

Pare, da alcune indiscrezioni, che l’esecutore sia stato intercettato e che oltre ad essere privato di ogni carica, distintivo e riconoscimento, passerà alcuni anni nella prigione di Azkaban dove sono rinchiusi i sostenitori di Lord Voldemort e i sommelier fuorilegge. Soltanto un candidato su 24, quindi, è diventato SM: il signor Morgan Harris ha avuto il permesso di tenere il distintivo perché fece il suo esame di degustazione l’anno scorso. L’annuncio toglie il titolo di SM a 23 dei nuovi sommelier, quattro dei quali lavorano nella Bay Area: Andrey Ivanov (Bliss Wine Imports), Scott Barber (Green Pin Wines), Vincent Morrow (il futuro ristorante One 65) e Robert Ord (recentemente, Treasury Wine Estates). Il costo per sostenere ogni esame è di $995. Il 10 ottobre, il CMS ha annunciato che i 23 candidati avranno due possibilità di ripetere l’esame, uno più tardi nel 2018 e un altro in primavera o estate 2019. (Fonte).

Infine due numeretti, così tanto per darli: che la spilletta MS non sia solo una patacca di cui fregiarsi nelle feste di ex-alunni fradici di shottini lo dicono alcune evidenze salariali: secondo un sondaggio della GuildSomm del 2017 un sommelier avanzato negli Stati Uniti guadagna uno stipendio medio di $87.000, mentre un master guadagna in media $164.000. L’unica magrissima consolazione è che ogni tanto tutto il mondo è paese, soprattutto se si parla di frodi.

[Immagine – Crediti]

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Pietro Stara

Torinese composito (sardo,marchigiano, langarolo), si trasferisce a Genova per inseguire l’amore. Di formazione storico, sociologo per necessità, etnografo per scelta, blogger per compulsione, bevitore per coscienza. Non ha mai conosciuto Gino Veronelli. Ha scritto, in apnea compositiva, un libro di storia della viticoltura, dell’enologia e del vino in Italia: “Il discorso del vino”.

4 Commenti

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Leone

circa 3 anni fa - Link

Che Storiaccia! Un esame da tana delle tigri. Ora me lo vado a vedere Best!

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vinogodi

circa 3 anni fa - Link

... io attendo con ansia il Master of Housewife oppure il Master of Notary per poter esprimere più compiutamente un mio giudizio di merito... PS: anche quello dei "mechanical engineers" sembra che stia spopolando nelle frange professionali più evolute ...

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Gigi

circa 3 anni fa - Link

Veramente guardando Somm gia' si vedeva lontano un miglio che il MS e' un posticcio trofeo da amici degli amici. Ho lavorato per anni negli USA e mia moglie ha insegnato alla Northwestern University e quel che posso dire e' che la meritocrazia americana e' una chimera immaginaria

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Marcus J.

circa 3 anni fa - Link

si vede che non hai capito molto dal film allora... uno che definisce 'posticcio' l'MS non sa di cosa sta parlando

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