Alla fine vince Tavernello

Alla fine vince Tavernello

di Tommaso Ino Ciuffoletti

Ormai parecchi anni fa una nota società di abbigliamento sportivo tornò a sponsorizzare la squadra di calcio del Milan. Per l’occasione girò uno spot dove si vedevano filmati di alcuni grandi successi milanisti di anni lontani, in cui proprio quel marchio era sulle maglie rossonere. Il payoff della campagna era “vi ricordate cos’è successo l’ultima volta che abbiamo giocato insieme?”.

Tavernello 2020. Esce un nuovo spot su Fanpage e si apre con 3 rapide sequenze di Luca Gardini, Andrea Gori e Alessandro Pipero. Vi ricordate cosa è successo l’ultima volta che Caviro e questi 3 hanno giocato insieme? Apriti cielo! Era lo scorso novembre ed un semplice video spot per FanPage, in cui il Tavernello veniva degustato alla cieca (con Morichetti che nel frattempo rivendicava l’ideazione di un format che in realtà abbiamo tutti più o meno messo in pratica con amici e parenti) ha portato a migliaia di commenti, analisi filosofiche, proteste indignate, sacrifici umani, cani e gatti che vivono insieme, masse isteriche.

Ci fu anche l’annuncio a mezzo social di Daniele Cernilli che rinunciava ad avere Gori fra i degustatori della guida di Doctor Wine per non intaccare la credibilità della guida medesima. Ciascuno avrà avuto modo di farsi una propria idea sulla vicenda, la mia avevo provato a metterla in pagina, ma i pur pochi argomenti che mi ero azzardato a proporre sono stati sommersi da commenti che hanno avuto come principale effetto quello di ricordarmi che la Rete è bella, ma anche no.

Eppure la Rete decretò un successo di numeri per quello spot. Un successo che però stava più nell’aver sollevato le reazioni del mondo del vino italico con tutti i suoi provincialismi e piccolezze, che nell’aver creato uno spot particolarmente memorabile. Il prodotto in sè, infatti, non era niente di particolarmente eccitante. Lo scrissi allora e – con tutto il rispetto per le persone che ci lavorarono – lo riscrivo oggi.

 

 

Abbassatosi il polverone su quella vicenda i 3 protagonisti del video di Tavernello si sono goduti un compenso non male per una giornata di lavoro e il mondo ha ripreso a scorrere sereno. Fino a ieri. Quando – sempre su FanPage – è apparso il nuovo video di Tavernello con Gardini, Gori e Pipero.
Ricordandomi cosa successe l’ultima volta che giocarono insieme ero pronto ad una nuova ondata di sdegno e invece …

E invece c’è una frase che ricorda – a chi ha voglia di leggerla – che content is king. La si attribuisce normalmente a Bill Gates e significa che (almeno in teoria) i contenuti andrebbero considerati come la cosa più importante della comunicazione (e non solo).

Loro governano, il resto segue. E stavolta il contenuto e la creatività di coloro che lo hanno realizzato, hanno vinto.

Maccio Capatonda ci mette del suo e il taglio comico stavolta prende in pieno l’obiettivo: fa divertire e smonta in modo intelligente la mania descrittiva ed il vocabolario onanistico degli esperti di vino. Non vi sto a raccontare altro, andatevelo a vedere.
Sono curioso di leggere i commenti, stavolta, soprattutto di chi allora si scagliò sugli infami prezzolati. O forse no, forse non è importante. Alla fine chi ha vinto entrambe le volte è stato Tavernello.

Chapeau a loro.

 

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Tommaso Ino Ciuffoletti

Ha fatto la sua prima vendemmia a 8 anni nella vigna di famiglia, ha scritto di mercato agricolo per un quotidiano economico nazionale, fatto l'editorialista per la spalla toscana del Corriere della Sera, curato per anni la comunicazione di un importante gruppo vinicolo, superato il terzo livello del Wset e scritto qualcos'altro qua e là. Oggi è content manager di una società che pianta alberi in giro per il mondo, scrive storie alcoliche per una rivista fiorentina, vende libri, ma soprattutto produce vino clandestinamente per salvare se stesso e un intero paese.

30 Commenti

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Nicola Micheletti

circa 2 mesi fa - Link

Questo spot mi è piaciuto molto. Con la commedia fa riflettere sul fatto che il vino deve essere un piacere istintivo, non una analisi analitica. Il primo spot invece era, per me perlomeno, pessimo perché metteva alla berlina una competenza (quella di degustare in vino) in maniera abbastanza patetica (usando una truffa). Emergeva inoltre l’idea errata che un Tavernello fosse qualitativamente confrontabile con vino di prestigio. Per cui la squadra è (quasi) la stessa ma dice cose molto diverse. Per inciso non bevo Tavernello ma credo che lo spot con Maccio e i tre esperti sia ottimo per far capire che il vino deve essere prima di tutto qualcosa che ti fa stare bene.

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Stefano

circa 2 mesi fa - Link

Come avrebbe detto il grande Trap : sono totalmente d' accordo in parte con quello che dice Nicola Micheletti. Nel senso che e' vero, questo spot e' piu' divertente dell' altro, ma e' anche vero che i 3 personaggi, almeno personalmente, mi risultano sempre un po' spocchiosi e sempre con l' inclinazione a voler dire..." tanto voi di vino capite poco un cazzo"...quindi non fate i sofisti e bevete contenti il Tavernello. Sara' anche cosi' che non ne capiamo un cazzo o poco piu', ma allora sti personaggi perche' vivono di formazione, consulenze, stories piu' o meno pagate su quanto siano buoni certi vini e meno altri? Tanto se il vino buono e' anche il Tavernello che cosa si fanno a fare il culo i produttori per differenziare la loro offerta e ricerca in migliaia di vini e vinificazioni? Ecco io credo da appassionato Sommelier che la deriva di questo " appiattire" " demarzializzare" il ruolo del Sommelier professionista o comunque anche dell' appassionato formato, che si a volte e' ridicolo, ma che alla fine e" quello che compra e paga il vino, sia " pericolosa" non per noi appassionati ci mancherebbe, ma per chi vive di vino e di racconti od esperienze legate al vino, perche' Dio non voglia dovesse tornare quel " prendere in giro i pinguini di sala" che c' era negli anni 80' un domani in una Masterclass di questi personaggi o in un loro locale quando si infervorano per raccontarti un vino magari da un centello si potrebbe alzare qualcuno a dire" ao...ma la smetti di dire fregnacce e vai a berti il Tavernello" Il comico davvero divertente....forse bastava lui, ma ormai avendoli sotto contratto...che fai non li inserisci?

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Davide Bruni

circa 2 mesi fa - Link

Maccio numero uno, e sottile pure lo spot. Il tavernello poi non sarà un vino indimenticabile, ma è pulito e lineare, fatto da tecnici che conoscono l'enologia e il gusto; e rimane migliore di qualche brodaglia ossidata che ancora (ahimè) si trova in giro. Credo che ci sia materiale per riflettere, dopo aver visto il video.

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Marco

circa 2 mesi fa - Link

Brodaglia ossidata? L’ossidazione non è necessariamente un difetto...o non lo è Piu di quanto lo sia un vino fatto da tecnici (e io che pensavo chi facesse vino dovesse essere tendenzialmente un agricoltore)!!

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Maurizio

circa 2 mesi fa - Link

L'ossidazione non necessariamente, le infezioni e le contaminazioni batteriche o di lieviti che non ci dovrebbero proprio essere invece sì e purtroppo tanta gente per ignoranza sesquipedale se le sorbisce pensando sia sinonimo di chissà cosa.

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Marco

circa 2 mesi fa - Link

Per curiosità...come definiresti il gorgonzola?

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Maurizio

circa 2 mesi fa - Link

Non capisco il senso della domanda. È un formaggio eccezionale e quindi? Non è che le muffe vanno bene a prescindere. Una mozzarella ammuffita la mangeresti? Così come la botrytis non è che va bene sempre. In alcuni contesti sì, se cercata e sviluppata, in una precisa idea di vino, ma se si raccoglie uva marcia per incompetenza è tutta un'altra cosa.

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vinogodi

circa 2 mesi fa - Link

... possibile pubblicare il link di questa seconda puntata? Non riesco a trovarla...

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hakluyt

circa 2 mesi fa - Link

Se l'assunto di questo post, riassumibile nel titolo, è vero non si capisce perchè debba esistere un sito come intravino (e come decine e decine di altri similari)...

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Tommaso Ciuffoletti

circa 2 mesi fa - Link

Tavernello fa uno spot ganzo e per questo Intravino non dovrebbe esistere. Beh un commento geniale. Complimenti!

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L

circa 2 mesi fa - Link

https://youmedia.fanpage.it/video/ab/X1YKtuSwuWG1ExfW

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Lanegano

circa 2 mesi fa - Link

Visto ora. Mi accodo al 'chapeau' di Tommaso.

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vinogodi

circa 2 mesi fa - Link

...ok , questa è divertente ... e un poco subdola. Il primo messaggio era chiaramente quello che Tavernello era un grande vino , che è un falso ideologico e generalizza il concetto di discriminante da parte dell'intera platea dei beventi. Questa seconda puntata , enormemente più accattivante come dinamica ... che la stragrande maggioranza dei bevitori è "inconsapevole" e non adatta a giudicare un grande vino, quindi si accontentino di Tavernello . Come pubblicità fa decisamente più riflettere senza sbracare nel paradosso ...

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vinogodi

circa 2 mesi fa - Link

...della serie : lasciamo bere i grandi vini , quelli veri, a chi ne può trarre ispirazione e godimento cerebrale, come un film d'autore per la critica o un Leroy ai campioni celebrati del sorso enoico ... poi il popolo bue si guardi il cinepanettone e si beva Tavernello , successo garantito senza tante pippe mentali , ma grasse risate e piacere del tanto, onesto e a buon prezzo ...

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Elio Fanti

circa 2 mesi fa - Link

Eccone un altro di quelli che decide chi è del popolo bue e chi no... Mah! A me pare bue proprio chi è costretto ad ubbidire ad uno schema predefinito e rinuncia a vivere la sua passione con la sana e giusta leggerezza. In altre parole, chi è costretto a fare lo snob per farsi accettare nel suo ambito ristretto di gente che si sente più intelligente solo perché si è autoconvinta che si goda di più a bere il vino col cervello che con la bocca.

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Patrick Jane

circa 2 mesi fa - Link

Se godi solo di bocca sei monodimensionale. Doppi sensi non cercati.

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Maurizio

circa 2 mesi fa - Link

Lo spot è uno dei contenuti più interessati, benché ironico, uscito a tema di vino da anni a questa parte.

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Bernardo

circa 2 mesi fa - Link

Entrambi i video sono contenuti studiati per i social, hanno perciò come obiettivo il generare discussione e condivisione. L’anno scorso sono comunque riusciti nell’obiettivo, con una scorciatoia, ovvero dando voce all’idea pop che tutti i vini sono uguali, noi appassionati stiamo a farci le pippe mentali. Quest’anno hanno creato un contenuto di grande livello, grazie a uno dei maestri del genere, Maccio, e si vede. Io ovviamente preferisco la seconda strada, ma così su due piedi non saprei dirvi se è la più efficace. Con il primo hanno scandalizzato molti, ma che comuqnue non sono in target, mentre con il secondo sono stati meno divisivi, facendo divertire più o o meno tutti. Quanto è costato Maccio? Come hanno funzionato le due campagne comparate? Solo chi sa questi due dati (Tavernello e Fanpage.it) sa quale sia stata la campagna migliore. Io mi limito a riguardare il video con Maccio, che per me oggi è la figura più interessante della comicità.

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vinogodi

circa 2 mesi fa - Link

..secondo me nel(nei) video (i) il comico più ispirato non è Maccio . Tornando a bomba sul contenuto (messaggio) rispetto al contenitore (siparietto romanzato) non è Maccio a dare sostenibilità al messaggio e sdoganamento qualitativo del Tavernello . Non ci riuscirebbe neppure Dustin Hoffmann se ingaggiato . Maccio è solo supporto alla forma . E' il grande critico di vino che sdogana l'universalità del Tavernello sulle tavole indifferenziate del popolo bevitore. Come se si chiamasse a Gianni Canova su Best Movie di giudicare un cinepanettone con Massimo Boldi tessendone lodi sperticate ... lo candidiamo al festival di Venezia?

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hakluyt

circa 2 mesi fa - Link

"E' il grande critico di vino che sdogana l'universalità del Tavernello sulle tavole indifferenziate del popolo bevitore". Avevi scritto giusto più sopra: "popolo bue". Voce dal sen fuggita...

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Emanuele

circa 2 mesi fa - Link

... "popolo bue" che non necessita di ulteriori commenti perché rivela una tendenza di pensiero, un pregiudizio negativo nei confronti di un gruppo diverso dal proprio, un'altera rivendicazione di identità sociale. Il nucleo cognitivo di un pregiudizio si chiama, tra l'altro, stereotipo. Chi parla a ruota libera trascura il fatto che le espressioni hanno più senso della semplice somma di parole impiegate. Detestabile.

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marcow

circa 2 mesi fa - Link

Ma chi frequenta il blog sa che è una caratteristica peculiare di Vinogodi quella di ESIBIRE le sue bevute. E questa, tutto sommato, viene accettata con una certa benevolenza da molti frequentatori del blog(non da tutti). Ma spesso Vinogodi fa uscire fuori questo altro lato della sua complessa personalità. E mi chiedo quando lo sento delirare in questo modo: "Ma il Buon Bere, di cui si VANTA SPESSO, non dovrebbe migliorare l'uomo? Non dovrebbe elevarlo dalla massa?" Ma in un senso più profondo di quello che lui attribuisce al Buon Bere.

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vinogodi

circa 2 mesi fa - Link

...quoto ogni singola parola , soprattutto il "detestabile" così come l'esatta fotografia che mi ha fatto Marcow nel post successivo dipingendomi per quello che sono in realtà. E' conclamata , la mia, come una chiara forma di esibizionismo che mi porta a scrivere e aggiungere qualche volta al gusto del paradosso un poco snobistico la sommatoria di una componente persino da millantatore ( pensate davvero che bevo tutto ciò di cui scrivo? ... in fondo l'appassionato di vino è come il pescatore : pesca un pescegatto e racconta di aver lottato per ore con un pesce siluro di 3 quintali) ... ma il "popolo bue" non era una "mia" espressione dispregiativa per coloro che bevono Tavernello in quanto mi riferivo ai messaggi non tanto subliminali di quella pubblicità che tratta il bevitore di vino "da scaffale" ( trattati come popolo bue ) come popolazione non in grado di discriminare il buono , anche ridicolizzando determinati atteggiamenti della "critica" pur di raggiungere il proprio scopo comunicativo ... quindi o avete capito male voi oppure, come spesso mi capita, mi sono spiegato male io ... al netto delle antipatie personali per lo scrivente ...

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marcow

circa 2 mesi fa - Link

"Maccio Capatonda ci mette del suo e il taglio comico stavolta prende in pieno l’obiettivo: fa divertire e smonta in modo intelligente la mania descrittiva ed il vocabolario onanistico degli esperti di vino". (Tommaso Ciuffoletti) __ E se fosse questo il senso dello spot di Maccio? No, perché in certi commenti del dibattito ci sono interpretazioni che dicono il contrario. __ Anche sul primo spot che suscitò molte polemiche vedo che ci sono interpretazioni che non condivido. Mettere sullo stesso livello il Tavernello e vini(obiettivamente) più pregiati. __ Ma, attenzione, sono per la libertà di pensiero(oltre che per quella di espressione di cui abbiamo discusso) e, quindi, di interpretazione e di comprensione. L'importante è... PENSARE... possibilmente... con la propria testa. __ E vengo a un altro passaggio dell'articolo di Tommaso C. : "CONTENT IS KING". "La si attribuisce normalmente a Bill Gates e significa che (almeno in teoria) i contenuti andrebbero considerati come la cosa più importante della comunicazione (e non solo)". (Tommaso Ciuffoletti). È una frase di B G che si presta, anch'essa, a diverse" interpretazioni" che si trovano nel web e, specialmente, nei blog che trattano di marketing. La mia interpretazione: anche per me il CONTENUTO viene prima della FORMA. Ma è anche vero che a volte la FORMA è SOSTANZA. Sembrano contraddirsi queste due affermazioni. Penso che, nell'epoca contemporanea, la forma abbia un ruolo importantissimo nella "COMUNICAZIONE". Perché spesso l'uomo contemporaneo è abbagliato dall'apparenza, dalla superficie, dall'involucro esterno. E anche le sue interpretazioni... possono... "apparire"... superficiali.

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marcow

circa 2 mesi fa - Link

Vinogodi mi fa piacere che ti abbia dato l'opportunità di spiegarti meglio. Vorrei precisare che, benché polemizzi qualche volta con te, non provo affatto antipatia. Anzi. Quando ti sembra che io dica fesserie fammele notare. In modo che possa corregerle. Sulla difficoltà di essere compresi condivido. E anche sullo sforzo di facilitare la comprensione negli altri cercando di esprimersi con chiarezza Saluti.

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Luca

circa 2 mesi fa - Link

È uno spot, quindi deve portare a vendere più prodotto, non capisco questa voglia di vederci dietro chissà quale verità assoluta sul vino. Deve divertire e vendere. Punto. Così come quello precedente doveva provocare e vendere. In ogni caso è riuscito a far incazzare i più esaltati e divertire chi sa prendersi alla leggera.

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Tommaso Ciuffoletti

circa 2 mesi fa - Link

... di norma uno spot non deve "vendere" a voler essere precisi. In questo caso deve fare quello che in inglese si chiama brand awareness.

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Luca

circa 1 mese fa - Link

Be suppongo che il fine ultimo sia sempre quello di monetizzare il più possibile, no? Che sia attenzione mediatica o soldi lo scopo dovrebbe essere quello di guadagnare suppongo. Se dovessimo analizzare così a fondo gli spot delle auto cosa diremmo 😂 In ogni caso come diceva il buon vecchio Bill Hicks, le pubblicità sono la incarnazione del male.

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Marco Anichini

circa 2 mesi fa - Link

Vedo un Maccio Capatonda al Top della sua evoluzione, maturo, in una delle sue annate migliori, bene affinato durante il TGCasa del Lockdown. Il video presenta evidenti picchi di eccellenza, perfettamente in linea con le peculiarità del suo carattere. Inimitabile parossistico paradosso di sé stesso, lascia che siano i commenti a parlare di ciò che voleva parlare. Specchio dell’animo umano: riflette, senza riflettere, per far riflettere. 97.

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BT

circa 1 mese fa - Link

maccio capatonda sul cortrometraggio non sbaglia, mai. il cinema non lo sa fare ma quello è diverso.

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