Così degustò Luca Gardini, il sommelier campione del mondo

di Alessandro Morichetti

Ascoltare un numero uno fa sempre impressione. Il pensiero che un concorrente sia il migliore della sua categoria elettrizza. Luca Gardini, sommelier romagnolo trapiantato nel ristorante Cracco a Milano, si è laureato campione del mondo di categoria nella competizione organizzata a Santo Domingo dalla WSA (Worldwide Sommelier Association). Godere della sua notevole performance sul palco non esime dal ricordare un paio di aspetti: la WSA federa un numero limitato di nazioni – l’assenza della Francia ha fatto dire a qualcuno: “Peccato sembri un po’ come giocare un’olimpiade di basket senza gli Stati Uniti” – e il campionato mondiale si è tenuto in lingua italiana.

Dettagli a parte, i concorsi per sommelier attirano, fanno parlare  e dividono: utili per alcuni, esercizi di stile per altri. E d’ora in poi, nessuno chieda più: “ma voi sommelier dove li sentite limone, melone giallo, menta secca, sedano, finocchio selvatico, foglia di pomodoro e saponetta di Marsiglia?”. In vini come quello degustato da Gardini, che domande. Check it out. Viva l’Italia e tanti complimenti al vincitore.

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Alessandro Morichetti

Tra i fondatori di Intravino, enotecario su Doyouwine.com e ghost writer @ Les Caves de Pyrene. Nato sul mare a Civitanova Marche, vive ad Alba nelle Langhe: dai moscioli agli agnolotti, dal Verdicchio al Barbaresco passando per mortadella, Parmigiano e Lambruschi.

40 Commenti

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kenray

circa 11 anni fa - Link

mi confermano dalla regia (the stoppani's) che il ragazzo ha dei numeri da circo equestre; peccato che il premio sia svilito dall'assenza di andrea gori come competitor. propongo un heads up.

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alessandro bocchetti

circa 11 anni fa - Link

mah, sembra Albanese ;-) la solita litania incessante di ritrovamenti... l'immancabile tamarindo... eucalipto e rabarbaro. Voglio sapere come sta un vino, che storia mi racconta, quale approccio del viticoltore e della vigna. Non di cosa sa e quali profumi esotici posso ritrovarci... Questo modo, tutto italiano, di degustare, autoreferenziale e un poco onanista mi sgomenta ogni volta. Siamo dalle parti di Gozzano e di un'approccio piccolo borghese al vino... Cmq è un parere personale, ma giusto :-D. siamo dalle parti di "cazza la randa" continuiamo così, facciamoci del male ;-) ciao A

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Francesco Fabbretti

circa 11 anni fa - Link

non è nelle mie corde, ma è tagliato e preciso come uno schiacciasassi! Chapeau. so che sembra imbalsamato ma in una competizione di questo genere non c'è spazio per l'allegria, l'emozione e il colpo di teatro.

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alessandro bocchetti

circa 11 anni fa - Link

mah, Fabrizio non si tratta de emozione o allegria... si tratta proprio di un linguaggio vecchio e respingente... La mia paura è che continuando così faremo del vino una cosa sempre più lontana e antipatica, nella migliore delle ipotesi di nicchia... Ciao A Ps che sia deciso come uno schiacciasassi è fuorididubbio...

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Franco Ziliani

circa 11 anni fa - Link

bravissimo Gardini jr. un fenomeno che sembra quasi programmato per trionfare nei concorsi. Francamente io preferisco l'approccio più rilassato e rilassante, più discorsivo e tradizionale, di un Nicola Bonera, fresco vincitore del Concorso del miglior sommelier d'Italia, che racconta le sue emozioni e testimonia la sua umanità in questa lunga intervista: http://www.sommelier.it/archivio.asp?ID_Categoria=7&ID_Articolo=2099

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N.S.N.

circa 11 anni fa - Link

Alessandro, si direbbe sei pienamente entrato nello spirito "slow wine". Show di Albanese incluso. Considera che: 1. la degustazione di Gardini è stata ineccepibile. Tu saresti in grado di assaggiare e descrivere un vino con tale precisione e rapidità? potresti elencare, e prima ancora conoscere e avere tale familiarità, con così tanti descrittori? la risposta è sì o no. 2. quoto Fabbretti: in una competizione tra sommelier questo si chiede. Infatti da Federer e Nadal, tu cosa aspetti? che giochino il loro migliore tennis, oppure che si sfidino in una gara di punto croce? problema di metodo elementare ma, a quanto pare, non scontato. 3. trovo il tuo approccio alla degustazione un po' svilente. Parlo ovviamente della degustazione 'da sommelier', ovvero a livello di professionisti che devono conoscere, presentare e descrivere un vino. E' evidente che il vino, ed il piacere di consumarlo, non si possono ridurre ad una sterile elencazione di aromi. Tuttavia non è accettabile una 'livellazione inversa', cioè un approccio che, passato il decennio del "tecnologicamente perfetto", oggi si lanci alla ricerca del vino "puzzo ma ho una storia e sono radical chic (cit.)". Questo approccio è sterile come quello degli anni duemila, modaiolo ed in ultimo parziale. Non accresce l'educazione del consumatore ma foraggia il mercato di una nuova moda, inevitabilmente destinata a tramontare fra un paio di lustri. Quindi, non basta essere completamente immedesimati nello Zeitgeist per potere dare un giudizio complessivo. Ogni buon vino ha delle radici di storia e ragioni, ma non può essere considerato buono se non in virtù di un'oggettiva qualità. Polarizzare questo binomio vuol dire fare il gioco degli affabulatori o delle industrie. ti saluto.

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alessandro bocchetti

circa 11 anni fa - Link

dire che io sono entrato nello stile slow wine, me sembra un poco forte ;-) informati... Personalmente quattro anni fa iniziavo le lezioni sul territorio dei patti territoriali dell C.E. proiettando il filmato di albanese... debbo pensare che gli amici di slow wine mi hanno copiato o si siano immedesimati :-D Ma per favore non diciamo corbellerie. Vedi qui sopra si ha il difetto di far dire a chi scrive quello che noi pensiamo e non viceversa. Mai detto (ne pensato) che Gardini non sia bravo, che faccia la sua parte secondo le regole e quello che gli hanno insegnato... anzi anche meglio! Quello che sommessamente dico (e penso) è che questo linguaggio del vino non sia interessante, il mantra incessante di ritrovamenti non interessi e abbia come effetto allontanare sempre più dal vino, Vedi caro acronimo, non credo che sia una moda degli anni duemila, credo che sia uno stile che ha le gambe lunghe, parte da soldati e poi giù giù, passando anche per francia e inghilterra arriva fino a noi oggi! Sarà svilente, ma mai quanto una lunga giagulatoria di profumi, il vino è molto di più: narrazione, cultura, ermeneutica, profumi, sapori, evoluzioni, emozioni... Ciao A Ps i vini che puzzano non li sopporto, per non mi sta neanche simpatica l'idea di tecnologicamente perfetto :-D

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alessandro bocchetti

circa 11 anni fa - Link

Nader e Federer... che rimpianto per Pete Sampras ;-) e per il serve and volley! ciao A

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Francesco Fabbretti

circa 11 anni fa - Link

Alessandro, ad un concorso si chiede questo. Saper descrivere con esattezza il vino che ti viene proposto. La capacità di coinvolgimento del consumatore è tutt'altra storia. Magari si può coinvolgere qualcuno anche senza avere una capacità critica così dettagliata o, pur avendola, non c'è bisogno di sciorinargliela tutta addosso. Quella però è attitudine personale che non può essere insegnata, nè valutata.

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alessandro bocchetti

circa 11 anni fa - Link

Francesco, ma chi ha mai detto altro... quindi alla fine siamo d'accordo:-D ciao A

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Alessandro

circa 6 anni fa - Link

Luca Gardini è l'ennesimo personaggio che dicendo di sentire un profumo (asfalto caldo) te lo fa sentire davvero. Potere della suggestione. E tutti come caproni ad aggrottare stupiti la fronte.

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Emiliano

circa 11 anni fa - Link

Intanto chi ama bere e conoscere il vino, lo fa comunque. La competizione non mi sembra il contesto più adeguato per sviluppare un approccio al piacere di bere.

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Gianni Fiorella

circa 11 anni fa - Link

Trovo il suo commento superficiale e inutilmente negativo. Allo stesso modo, allora, lei dovrebbe criticare Bolt perche, pur avendo vinto con tempi record, corre in modo sgraziato e anacronistico. Oppure la Ferrari perchè il rosso è demodeè e nulla dice. Ma insomma, provi un pò a riflettere: lei preferirebbe forse essere servito a tavola da me, che magari l'accolgo con un grugnito,le rovescio il vino sui pantaloni, ho le ascelle che puzzano e le verso il vino come, dove e quando mi pare e, ad eventuali domande, le rispondo "...sò una sega, io..."Oppure sceglierebbe uno che la accoglie inmodo adeguato, preparato, svelto di mano e che serva il vino con maestria e,a domanda,sa ripondere ed intrattenere con eloquio? Io non ho mai visto un Sommelier, al ristorante, degustare come si fà nei concorsi dove l'unica cosa che serve è la preparazioen, l'aver studiato e l'aver passione. Dio ci salvi dai criticoni e da chi sà sempre tutto senza dover mai studiare e confrontarsi. Amen!

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TERROIR

circa 11 anni fa - Link

Sesso senza Amore...

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bordeaux79

circa 11 anni fa - Link

Certo che il ragazzo fa impressione..france toccherebbe invitarlo in enoteca e fargli assaggiare il morellino new entry..

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Mr. R

circa 11 anni fa - Link

Ma quale vino ha degustato si sa?

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hans!

circa 11 anni fa - Link

parrebbe il malandrino di cataldi madonna... correggetemi se ho preso un abbaglio!

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Ivano Antonini-EnoCentrico

circa 11 anni fa - Link

Intervengo per dovere di precisazione. Punto 1-Le fasi della semifinale e la finale del mondiale WSA erano composte, come tutti i concorsi, da diverse prove ed a ciascuna veniva attribuito un punteggio. Ad alcune di esse (compreso il test), veniva chiesto al candidato di utilizzare una lingua a scelta tra italiano, francese, inglese e spagnolo. Mentre per le altre il candidato doveva utilizzare una lingua che non fosse quella della propria nazionalità. Quella del video, è la degustazione della finale che prevedeva la prima opzione, mentre la degustazione in lingua era una delle prove inerenti la semifinale. Luca l'ha quindi svolta in italiano, Milan in inglese e Hector in spagnolo. Le "prove di servizio" della finale invece dovevano essere in lingua e se cercate bene su You Tube, troverete il video con la decantazione che Luca ha fatto in inglese. Punto 2-Lascio fuori ogni commento, visto che non le conosco personalmente e non posso entrare nel merito, su quanto riguarda invece le vicissitudini avute in passato in seno al vertice dell'Associazione e che hanno portato alla successiva "scissione" e quindi la conseguente uscita dell'AIS dall'ASI e la nascita della WSA. Ma queste problematiche hanno purtroppo visto come principali "vittime", proprio tutto il gruppo di persone che si impegna da anni per questi concorsi. Abbiamo assistito impotenti a tutto questo e aggiungiamo anche che ci sono state letteralmente chiuse le porte in faccia all'Europeo ed il Mondiale ASI, visto che in questi concorsi è fatto espressamente divieto di partecipazione ai concorrenti di tutti i paesi che hanno svolto un concorso WSA. Quindi i Gardini, gli Antonini, i Martini, i Bonera, ma anche i Krajic e via dicendo non potranno mai confrontarsi con i Basset, i Basso, i Poussier, i Larssonn ecc. Punto 3 e chiudo. Oggi, le normative AIS, prevedono che possono partecipare alla selezione italiana per scegliere il candidato italiano per la partecipazione al mondiale WSA, soltanto coloro che hanno vinto il titolo nazionale.

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roberto gatti

circa 11 anni fa - Link

Hai partecipato anche Tu mi pare a questa competizione ( o lo scorso anno ) ? Una domanda..... curiosità personale : da chi era composta la commissione che giudicava i concorrenti, ne conosci i nomi ? Se ci puoi informare Te ne sarò grato ! Ciao e grazie

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Ivano Antonini-EnoCentrico

circa 11 anni fa - Link

Perdonami, ma purtroppo non sono tenuto a risponderti. Puoi sempre provare a inviare una mail alla segreteria della WSA, non credo che abbiano problemi a soddisfare la tua richiesta.

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roberto gatti

circa 11 anni fa - Link

Grazie Ivano, ho provato a chiedere alcune informazioni alla associazione Wsa, se mi rispondono ne sarò contento. P.S. ) Ti lascio la mia email personale nel caso : contact@winetaste.it

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falletto

circa 11 anni fa - Link

Se analizzo tutto quello che ha detto (ho potuto sopportarne solo la metà), sparando un termine dopo l'altro, mi viene in mente l'italiano della supercazzola! Vi prego pietà! Perché hanno abrogato la 180?

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Nelle Nuvole

circa 11 anni fa - Link

Uhm.. e' sabato sera e voi siete tutti a sgavazzare in giro e brutalizzare il sommelier di turno. Io invece sono reduce da non so quante ore di viaggio e da una cena leggera e solitaria accompagnata dal sorriso gentile di una ragazza che mi ha servito il vino. Al posto della grappa, mi sono sorseggista la prova di Luca Gardini, senza audio, per cause di forza maggiore. Prima impressione, il ragazzo e' teso e concentratissimo nella sua gestualita', qui siamo all'apice del body language. Non si tratta di presentare un vino, ma di passare l'esame e vincere. Occhei, lo dico, tanto il week-end non mi legge nessuno, la prova muta del giovine mi ricorda tanto Silvan o quell'altro mago che ogni tanto occhieggia nel mio raro zapping fra i salotti televisivi (Giucas Casella?). Il suo modo di guardare il bicchiere che poverino non ce la fa piu' a forza di giravolte, sembra quello del suddetto mago in attesa del risveglio dall'ipnosi. Chiedo venia, sono piu' che certa che Luca Gardini si sia strameritato il titolo, anche se per i francesi non vale niente. La professione del sommelier e' estremamente seria e per me si concentra su due aspetti fondamentali - selezione dei vini da mettere in carta e sua continua messa a punto. Quindi la possibilita' di aggiornarsi, di avere un budget a disposizione e di essere preso sul serio da chi ha messo i soldi nel ristorante. - presentazione al cliente di una scelta personale adeguata al menu e realtivo servizio. In questo caso il sorriso e l'empatia contano moltissimo e anche sapere misurare fino a che punto arriva il proprio ego rispetto a chi ti paga la bottiglia. In Italia "non frequento" purtroppo il mondo della ristorazione. All'estero ho una certa esperienza, ahime' la maggior parte dei sommeliers incontrati e' sempre stata di nazionalita' francese o svizzero-tedesca e persino giapponese. Tutti pero' molto ben preparati sul vino italiano, il miglior complimeto lo ha avuto da un professionista francese in Inghilterra che ha dichiarato coram populo " solo due vitigni non mi hanno mai deluso, il Nebbiolo e il Riesling" not bad for a bloody frog! Qundi congratulazioni a Luca Gardini, e al piacere di vederlo al lavoro piu' rilassato, con uno sguardo diretto e sorridente e non l'occhio fisso di chi deve prendere in tutti i modi trenta e lode. e anche un invito alle varie associazioni di categoria per continuare a spingere la professionalita' dei tanti ragazzi e ragazze interessati, senza litigi fra le diverse sigle.

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massimo sacco

circa 11 anni fa - Link

Complimenti a Luca che il titolo l'ha vinto e sudato sul campo, poi si possono fare tutte le polemiche che si vuole ma alla fine il vincitore del concorso WSA é lui. Per quanto non é riconosciuto dai Francesi ( che nonostante ci lavoro mi stanno......) é vero come é vero che non é riconosciuto dagli altri 50 paesi membri dell'ASI. Lo scopo é sensz'altro quello di fare crescere i ragazzi in qualsiasi associazione sono, poi un giorno succederà come nella boxe: la riunificazione dei due titoli ed allora ne vedremo delle belle!!! PS) peccato per una prova di degustazione nella lingua madre, io é la prima volta che vedo un concorrente esprimersi nella propria lingua sia in degustazione che in prove pratiche

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Vini&Cretini

circa 11 anni fa - Link

I complimenti a Gardini sono ovviamente dovuti, ma la discussione aperta qui è un'altra, mi sembra. La domanda vera che non vogliamo dire è questa: ma l'ufficio del sommelier svolto come vediamo nel video, l'analisi tecnica e fredda del bicchiere, tesa più alla valorizzazione dell'analisi stessa che non alla valorizzazione del vino nel bicchiere (non si sa che vino sia!), avrà benefici sull'immagine, sulla rispettabilità, e non in ultimis sulle vendite del nostro vino?? Questa è la domanda. Insomma: il vino è una grande poesia, da grandi emozioni, fa muovere gli animi e crea sincerità ("in vino veritas"), ma per moltissimi che ne parlano, ne discutono e fanno il corso di sommerlier è semplicemente il proprio lavoro. E' "Business": e qui siamo arrivati a voler comprendere se questo distinguersi in chi sa, chi comprende le caratteristiche tecniche fino all'ultimo profumo terziario aiuti o no a sviluppare il business oppure con il linguaggio, per sua natura, tecnico, difficile, poco comprensibile e talvolta sinceramente troppo pretestuoso tutto questo porti i consumatori ad allontanarsi, i messaggi e le passioni dei produttori a diventare incomprensibili e infine a considerare il vino come un qualsiasi composto chimico di cui conoscerne la composizione e magari l'utilizzo (abbinamento al cibo), come fosse una medicina per l'influenza. Beh, sinceramente, la conoscenza della parte tecnica è importante, ma a livello commerciale e aggiungerei di soddisfazione personale, riuscire a raccontare un vino soltanto per la sua storia, per le sensazioni che dà alle persone e non per i profumi e gli aromi che contiene, sia molto più proficuo per lo sviluppo di consumatori consapevoli e appassionati. E' soltanto l'opinione di un Cretino, perdonatelo..

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Andrea Gori

circa 11 anni fa - Link

benvenutissima l'opinione però voglio solo farvi notare che nessun sommelier sano di mente si mette a fare in sala quello che gli chiedono di fare sul palco! Lo stesso Luca si mette ad elencare profumi e particolarità del vino se e soltanto se il cliente lo richiede, altrimenti ne accenna alle caratteristiche principali che lo rendono ottimo su un certo piatto oppure per una certa circostanza. Un breve cenno alla sua storia e chi lo produce e poi il vino viene versato e bevuto. Il tutto in 20 secondi di interazione con il cliente. Ma saper cosa sintetizzare di tutto quello che si potrebbe dire di un vino, nei concorsi non viene richiesto!

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armin kobler

circa 11 anni fa - Link

guardando il video sembra che tutti i campioni gli piacciano proprio... cmq mi interesserebbe sapere la ripetibilità di giudizi sensoriali così dettagliati. o basta sparare?

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Davide Cocco

circa 11 anni fa - Link

Ecco, questa è una bella, bellissima domanda. Ciao.davide

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Antonio De Rosa

circa 11 anni fa - Link

A ME NON PIACE. TRASMETTE ANSIA .. concorso o no.

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Leonardo

circa 11 anni fa - Link

Faccio una domanda da neofita senza voler fare nessuna polemica. Ma come fate tutti a dire che è preciso, che è uno schiacciasassi senza nemmeno sapere quale vino è? Lui trova un sacco di descrittori ma, senza sapere che vino è, come si fa a dire che sono precisi? E la giuria come fa? Si presume che abbiano la stessa capacità degustativa del concorrente se non meglio. E se il concorrente spara tre o quattro riconoscimenti che la giuria non ha trovato? Lo penalizzano oppure dicono "bravo questo qua senti quanti ne ha beccati"? Nel secondo caso quindi basta andare decisi e fieri fregandosene della correttezza o meno di quello che si dice? Boh. Io parlo da neofita ma faccio fatica a capire come si possa valutare una performance del genere (del signor Gardini ma anche degli altri concorrenti). Un grazie a chi potrà darmi delucidazioni

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Andrea Gori

circa 11 anni fa - Link

non vengono giudicati il numero di riconoscimenti (che uno può anche in teoria tralasciare) quanto invece la capacità di descrivere un vino dimostrando che lo si è "capito" e si è riconosciuta la tipologia

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Vinogodi

circa 11 anni fa - Link

... sono contrario a queste "gare" ...

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Athos CavoloVerde

circa 11 anni fa - Link

Primo. Se volete mettere in discussione l'utilità e la validità di una competizione per Sommelier d'accordo sul discuterne, ma mettere in discussione la competenza di Gardini significa che volete sparare contro qualcuno a tutti i costi. Punto secondo. Normale che in una competizione che si intitoli "campionato del mondo" si vada all'estremo del dettaglio. Capisco che in un ristorante mai un sommelier starà mezzora la tavolo del cliente a descrivergli il vino in quel modo. Punto terzo, il più importante. Trascurate, o fate finta di non sapere, che il concorso ha previsto numerose prove, e non solo la degustazione vista in video, tra cui una serie "estrema" di domande che devono comprovare l'effettiva competenza (ne vedete alcuni esempi qui http://www.cavoloverde.it/public/articoli/cronaca/268-luca-the-best.asp) maremma...

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Athos CavoloVerde

circa 11 anni fa - Link

... mannaggia ... senza parentesi http://www.cavoloverde.it/public/articoli/cronaca/268-luca-the-best.asp :-)

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enzo pietrantonio

circa 11 anni fa - Link

Sesso senza Amore, trovo che questo sia il commento più adatto a questa discussione. Lo dico perchè si può contestare il concorso, la sua valenza, le modalità di approccio richieste in questa performance e tutto il resto. Sento di appartenere anch'io a quella parte di amanti del vino che credono che questo non sia il metodo più adatto per avvicinare il comune mortale, neofita interessato, al mondo del vino. Detto ciò sento che alcune precisazioni siano dovute. Cosa fa nella vita il giovane Luca Gardini? Fa di mestiere il Sommelier. E credo lo svolga egregiamente alla corte di un grande della Cucina italiana. Piaccia o no Carlo Cracco. Quali sono le capacità e le competenze che un bravo sommelier deve avere per lavorare in un grande ristorante? Essere padrone di un lessico pertinente, saper descrivere in maniera precisa e rapida un vino,individuare il suo stato evolutivo, gli eventuali difetti, proporre il miglior abbinamento cibo-vino. Questo secondo il mio personale giudizio. Credo che questo ragazzo dimostri di saper fare tutto ciò in pochi minuti e con una certa maestria. Negarlo mi sembra davvero poco onesto. In definitiva penso che Gardini sia un abilissimo sommelier degustatore che difficilmente, un giorno, pubblicherà un avvincente e seducente Romanzo del Vino...

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piccolo pricipe

circa 11 anni fa - Link

Ma alla fine che vini erano?

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gentili

circa 11 anni fa - Link

sembra un esorcismo piu che un interpretazione del vino. Non si sa se è il sommelier ad interpretare il vino o il contrario. In questa seduta di spiritismo dobbiamo credere che il numero vincente é uscito sotto la mano del grupier

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