7 regole auree per diventare un perfetto sommelier

di Vincenzo Donatiello

I sacri testi di mamma AIS vedono in umanità, professionalità, tecnica e cultura le doti salienti del perfetto coppiere. Bene, e poi? Come si fa a crescere andando oltre il giallo paglierino con riflessi dorati, evidentemente abbastanza armonico? Come si diventa un provetto Wine Specialist? Avrei pensato un percorso in 7 tappe.

Leggi | La pratica è parte imprescindibile di un sommelier, ma senza teoria, senza una base, senza fondamenta si diventa dei castelli di carte da gioco pronti a cader giù al primo soffio di vento; quindi leggi, leggi, leggi. Il web è fucina di articoli, blog e newsletter pieni di enunciazioni vinose. E la carta stampata? Non dimenticare di costruire la tua piccola grande biblioteca enoica, il piacere di sfogliare un libro, osservarne la scelta delle immagini, toccarlo, sapere che è lì che ti aspetta ogni qualvolta tu abbia voglia di chiedere qualcosa è impagabile e non c’è Intravino che tenga!

Bevi e mangia Ecco la pratica! Assaggia ogni volta che puoi, ma non solo vino. I prodotti alimentari, la cucina dei grandi chef o della trattoria sotto casa ti rifocillano, ma sono anche la prima ed unica palestra per affinare il palato, slegarlo dalla routine e portarlo verso nuove esperienze.

Viaggia Muoviti, macina strade su strade, accumula chilometri ed esperienza. Là fuori ci sono migliaia di cantine, manifestazioni, minuscole o faraoniche, che ti aspettano. Il movimento è una delle parti fondamentali del sommelier-professionista e del sommelier-uomo. Nessuno ti verrà a cercare se tu per primo non cerchi loro. Tessi la tua rete di contatti: produttori, distributori, enotecari, ristoratori, colleghi, semplici appassionati, cercali, raggiungili, ci sarà sempre un calice pronto nei tuoi confronti.

Cresci Questo riguarda l’uomo in primis ed il professionista poi. Sii umile, ma non accondiscendente. Sii umile con i vini che assaggi, dal mostro sacro all’entry level da GDO, ogni vino ha qualcosa da raccontarti, elimina il pregiudizio dalla tua testa, lasciaglielo fare. Sii umile con chi hai di fronte, non puoi mai sapere chi sia, cosa fa, quanta esperienza abbia, da dove viene e dove andrà. Dall’enologo al cliente, dialoga con loro, non guardarli mai dall’alto verso il basso, approcciati agli altri nello stesso modo in cui vorresti si approcciassero con te, cerca di essere disponibile al massimo che puoi, ma non piegarti mai a qualcosa che possa toccare la tua dignità: non è vero che il cliente ha sempre ragione, il cliente NON ha mai torto e la questione è estremamente diversa.

Allenati Lo studio è allenamento, la degustazione è allenamento, raccontare un vino o un abbinamento è allenamento. Carpe Diem, non perdere l’attimo fuggente, devi essere costantemente sul pezzo. Il mondo del vino si muove a ritmi frenetici, cerca di non perdere il passo.

Divertiti Stai per intraprendere una carriera bellissima, togli quel muso da funerale dalla faccia, sorridi, la gente deve vederlo, sentirlo, percepirlo che ti stai realmente divertendo e che la prima cosa che vorresti fare è coinvolgerli. Gioca con gli abbinamenti, sperimenta, cerca sempre di andare oltre tutto quello che hai visto e provato fino ad un istante prima.

Impara a fare le coccole | Coccola le tue bottiglie, ognuna di loro ha il suo tempo esatto di consumo, aspettala, proteggila, assecondala, e quando decidi di aprirla, ascoltala e scrutala con sensibilità. Fai lo stesso con i tuoi clienti, dal gourmet all’enostrippato al neofita, spesso hanno fatto tanta strada per cercarti, raggiungerti, sorridigli e osservali: un gesto, talvolta, può dirti più di tante parole, regalagli un’esperienza preziosa, indimenticabile, dagli ciò che hai e ciò che sai e prendi lo stesso da loro. Se sai farne tesoro, poi, funziona anche con l’altro sesso ;-).

Tra un servizio e l’altro, ho meditato queste 7 regole e non escludo di aver perso qualcosa per strada perché non si finisce mai di imparare. Suggerimenti?

 

37 Commenti

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baccus

circa 9 anni fa - Link

ingoiare il vino, coglierne l'ebbrezza, e non sputarlo ..

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Raffaele Pagano

circa 9 anni fa - Link

E' un piacere leggere Vincenzo Donatiello, su Intravino. Complimenti.

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Raffo

circa 9 anni fa - Link

Beh,diciamo che per arrivare a diventare un Luca Gardini,talento e studio a parte,ci sono un paio di mosse segrete che io e lui e pochissimi altri conosciamo...he he...ciao Luca,ciao Vincenzo!

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dazerovini

circa 9 anni fa - Link

Beh come dico sempre io, che da 5 anni sono sommelier in ristoranti (ho 26 anni), "la mia categoria mi sta maledettamente sulle palle!". Leviamoci quell' aurea altezzosa di dosso e parliamo di vino e vignaioli, non di fantascienza.

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lorenzo

circa 9 anni fa - Link

umiltà e voglia di imparare, sempre, sono queste le cose che contraddistinguono un '' bravo sommelier '' da un ''cagone qualsiasi''. Il lavoro che abbiamo scelto di intraprendere è forse tra i più belli che possano esistere perché ci permette di essere dei divulgatori, come tali dobbiamo essere informati su ciò che diciamo e non dire fesserie. Come ha scritto Vincenzo, non possiamo mai sapere chi abbiamo di fronte. Quoto in toto le regole auree succitate, e le aggiungo alle mie :)

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Nomeigino

circa 9 anni fa - Link

complimenti per la sua risposta

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Lorenzo Abussi

circa 9 anni fa - Link
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Daniele

circa 9 anni fa - Link

Wow che articolo dai contenuti imperdibili!!

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DarioSpezza

circa 9 anni fa - Link

Bisogna Bere, e spendere, tanto e sempre! Parlare e muoversi il più possibile.

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Davide B.

circa 9 anni fa - Link

Lo step successivo a questo articolo a questo favoloso articolo caro Vincenzo...sono le 7 fasi del Sommelier...è un bel po' che me le studio... Stammi bene

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Bruno

circa 9 anni fa - Link

Veramente un bel post. Visto che sicuramente verrà letto da molti addetti del settore approfitto per porre un semplice quesito, e cioè, sto frequentando il III livello AIS a Roma, augurandomi di essesre promosso mi chiedo come posso continuare in seguito ad approfondire il mondo del vino? sicuramente le regole formative e di comportamento di cui parla il post sono fondamentali. Quale suggerimento dareste su come muoversi a chi come me ha interesse nel contribuire alla promozione e divulgazione del territorio valorizzzandone le sue peculiarità. Preciso che non sono figlio di.....nipote di..... e non ho quindi amicizie influenti che mi inseriscano in un contesto collaborativo di crescita come potrebbe essere una testata on-line o simili realtà Saluti e grazie se vorrete rispondermi

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Alessandro Morichetti

circa 9 anni fa - Link

Caro Bruno, a Roma ha ogni ben di dio a disposizione. La didattica di Porthos, i corsi specialistici di Bibenda, tante enoteche da visitare e persone competenti cui chiedere, eventi a non finire. Poi serve bere tanto e in buona compagnia, confrontarsi laicamente ed affinare gusto e favella. E si consoli, anche qui nessuno è figlio di... O meglio, figli si ma di... ;-)

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Vincenzo Donatiello

circa 9 anni fa - Link

Caro Bruno, Alessandro mi ha anticipato, dandoti una risposta esaustiva che condivido appieno. Saluti

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Maria Teresa Bertocco

circa 9 anni fa - Link

Eccola qui,la gang di maschetti da superuomo tribuno,ed eccola qui zecca che becca che guidava il Kawasaki 750.Le mie colleghe dove sono?Le lascio perdere a trastullarsi nei loro piagnistei,nel rifugiarsi nella spalla sicura del collega che le protegge,o nel minigonnarsi da bambole.Sapendo di aspettarmi una valanga di critiche successive,almeno so di poter guardare in faccia chi incontro,e domandargli ,ma quanto forte sei nel web?Grazie Federico Graziani,Ivano Antonini,Giuseppe Palmieri per avermi fatto comprendere,a suon di legnate,che non si scarabocchia nelle bacheche altrui se non si conoscono le persone,ma ogni lezione ,per quanto dura,difficile è sempre una grande lezione.Viaggiare a 210 in una moto ,non è da tutte,saper tener la moto nelle curve ancor piu difficile,peggio ancora cadere una sola volta,ed essersi rotta solo il dito mignolo.Il mondo del vino non differisce,saper scalare le marce,senza frenare,non da tutte.

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Chiara

circa 9 anni fa - Link

Una donna che per dimostrare di essere all'altezza dei maschi in sala deve dire che guida una Kawasaki 750 a 210 km all'ora in curva ha già fallito nel suo intento primario, confermando invece che per potersi confrontare lavorativamente con l'universo maschile bisogna fare le cose che fanno gli uomini con lo stesso atteggiamento testosteronico. Viva la femminilità di chi sa stare in sala forte del suo essere una persona che non ha bisogno di mettersi in competizione con gli uomini, con l'umiltà di voler apprendere ogni giorno qualcosa di nuovo e la gioia di volerla condividere con chi la circonda, aggiungendo quel pizzico di dolcezza che rende le donne così speciali.

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Nicola Manferrari

circa 9 anni fa - Link

brava chiara! ben detto! e sai cosa ti dico io che sono uomo e faccio vino da tanto per mestiere? che quell'approccio che tu chiami maschile, quello dei 210 all'ora non consente di coglierlo un vino nella sua essenza. loro credono di sapere ma lanciati a 210 all'ora vanno a cercare i 210 all'ora anche nel vino, perché altrimenti a quelle vorticose velocità non riuscirebbero a vedere niente. Ricordi la "bella tartaruga" la canzone di bruno lauzi? “la tartaruga un tempo fu un animale che correva a testa in giù come un siluro filava via che ti sembrava un treno sulla ferrovia" rende, no? ma avvenne un incidente e da quella volta la tartaruga rallentò così che trovò la felicità, e con quella un bosco di carote e un mare di gelato che prima correndo non aveva mai notato. vedi, credo che per coglierlo un vino nella sua essenza bisogna privilegiare il momento dell'ascolto, e per fare ciò bisogna assecondare quella parte femminile che c'è in ciascuno di noi. la capacità di ascolto è prerogativa delle mamme, che hanno ricevuta in dote dalla natura - o meglio dall'evoluzione - tale caratteristica speciale utile a comprendere meglio i loro cuccioli al fine di avere più chances di portarli alla vita adulta e così di far sopravvivere il proprio corredo genetico. Infatti i vini grandi bisogna saperli ascoltare perché non gridano, ma ti parlano piano. raccontano storie intense in tono pacato, prediligono la forza e aborriscono la violenza. sì, hanno un modo femminile di parlare. e forse una donna se decide di restare donna ha qualche possibilità in più di comprendere. l'aggressività, il testosterone di cui parli non aiutano a com-prendere i cuccioli, piuttosto aiutano a difendersi dai leoni. la degustazione non può essere un atto guerriero, un confronto dove privilegiare il momento dell'offesa, del giudizio, quanto piuttosto un accoglimento. faceva dire antoine saint de exupery alla volpe nel mentre si rivolgeva al piccolo principe: non si conoscono che le cose che si addomesticano. Un vino che portandolo alla bocca lo accogliamo come ospite nella nostra casa, per forza lo dobbiamo addomesticare se lo volgiamo com-prendere. Le donne che “naturalmente” sono più brave in questo, perché dovrebbero vestire la corazza del guerriero?

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AG

circa 9 anni fa - Link

OTTAVO: Non diventare Luca Gardini.

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Maria Teresa Bertocco

circa 9 anni fa - Link

Probabilmente Chiara,non hai mai vissuto l'esperienza di entrare in un contesto che è stato sempre e solo maschile.Devo dire che per me è stata una onorevole esperienza,ma avere i nervi saldi,non da poco.Non nego che la dolcezza debba essere di carattere femminile,ma poche son le donne Maitre che si mettono in costante discussione.E la cosa sinceramente non mi dispiace,come non mi dispiace di essere nuovamente un'apripista ai commenti.Dovevo lanciare un sasso perchè uscissi?

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Manilo

circa 9 anni fa - Link

Bello sto post capita a ciccio, il 13 Dicembre ho l'esame finale io so Fisariano e posso garantirti che gli Aisiani se sentono superiori, forse ce l'hanno più lungo. Comunque gente come Morichetti, che conosco solo facebokkiando e Giannone, Pietrobattista che ho avuto il piacere di conoscere personalmente, stanno molto con i piedi per terra e potrebbero stare inalto, ad avercene di questi comunicatori. Le 7 regole le applico già da l primo livello, non sarò mai un sommelier da sala, campo di altro, ma nel frattempo son diventato segretario di delegazione, ho creato già un evento da vitigno autoctono e mi diverto a fare verticali con annesso produttore, ho già in mente di crearne uno di alloctono, sono un pò talebano, non bevo international e sto molto indietro con la Francia, me brucia ancora la testata de Zidane, a me e Materazzi :). Io addirittura ultimamente cerco anche di sfornellare, pensando al vino che ci voglio abbinare. Vincenzo lei che pensa sono enostrippato, io son solo che mi diverto.

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Vincenzo Donatiello

circa 9 anni fa - Link

Carissimo Manilo, il primo a considerarsi "enostrippato" è il sottoscritto...

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Manilo

circa 9 anni fa - Link

Allora riprendo da qui, la mia non voleva essere una polemica con tro gli Aisiani, le mie amicizie sono più Ais che Fisar,al contrario di chi si sente pizzicata nell'orgoglio, la mia voleva solo essere una riflessione, su ciò che dice Vincenzo "umiltà"che trovo disgustoso,questi spero pochi celolungo,maitre,e quelli che sentono l'odore del muschio selvatico bagnato dal mare, io non sarò mai al livello del mitico Armando Castagno, ma la mia voglia di comunicare vino e di far avvicinare gente a bere bene, è di pari passo, spero che la polemica con la Bertocco finisca qua.

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Gio

circa 9 anni fa - Link

Solo una piccola riflessione : ma uno deve essere umile perche' non sa chi ha di fronte ?

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Vincenzo Donatiello

circa 9 anni fa - Link

ottima riflessione. Comunque no, assolutamente no. L'umiltà è una dote da tenersi stretta e far propria, a prescindere da chi ci troviamo di fronte. Non voleva essere questo il mio pensiero. Saluti

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NomeMau

circa 9 anni fa - Link

Colgo il post di Gio come una provocazione e mi permetto di ribadire che l'umiltà paga sempre e comunque, chiunque si abbia difronte (e a tal proposito il buon Morichetti è stato testimone di una scena penosa alla degustazione del Barolo Monprivato di G.Mascarello all'ultima edizione del Merano Wine Festival) e non è da confondere con la sottomissione al cliente. Condivido a pieno le riflessioni di Vincenzo soprattutto quando dice che "il cliente non ha sempre ragione bensì non ha mai torto", la capacità dialettica di un sommelier sta anche nella padronanza della lingua italiana, dunque non solo della materia enoica e nella capacità di argomentare le proprie tesi. Concludo ricordando a tutti quelli che si occupano di vino di non dimenticare che noi siamo i nobili messaggeri di un operato ben più complesso del nostro che è quello del vignaiolo e della natura e a tal proposito cito:"...Il vino è il canto della terra verso il cielo…”Luigi Veronelli

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Maria Teresa Bertocco

circa 9 anni fa - Link

Aisiano prossimo all'esame del terzo,ti invio una risposta di una collega che non sono io e della quale non posso fare il nome perchè mi chiede di mantenere l'anonimato.Ovvero....certi maschi devono scrivere che ce l'hanno piu lungo per mantenere la propria superiorità che non hanno,sopprattutto quando sentono la necessità di scriverlo nel web.Come dire...se fosse vero non lo scriveresti.In piu,ti deve bruciare il fatto che le donne da dna hanno piu orgasmi degli uomini (che la collega ti sia maestra di umiltà).Saluti

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Manilo

circa 9 anni fa - Link

Son sicuro di quello che dici, anchio preferisco le donne hanno molto più orgasmi di me,l'importante è non averlo lungo, è come il vino più persiste e più rimane, prosit.

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Maria Teresa Bertocco

circa 9 anni fa - Link

Per fortuna non sono entrata in Fisar....ci mancava il frustrato pseudo how long I have....

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Manilo

circa 9 anni fa - Link

Ti invio una risposta di una mia collega Fisariana,che non posso fare il nome forse sei tu la frustata e sicuramente te la senti calda, bevi e non ci pensare.

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Bruno

circa 9 anni fa - Link

Provo tristezza per questa polemica Ais Fisar che spazia tra sentimenti negativi al limite del frustrante e che certo non fa il bene del vino, sopratutto se a manifestarlo sono proprio le figue che dovrebbero divulgarlo. Per quanto mi riguarda io non nutro nessuna ambizione di supremazia maschi contro femmine Ais contro Fisar. Trovo ridicolo non riuscire ad imparare dai nostri cugini d'oltralpe che è necessario fare sistema - termine abusato ma necessario - e ci attardiamo a polemiche di cortile e battibecchi fini a se stessi. Per quanto mi riguarda cerco di avvicinarmi al vino in maniera semplice per svelare le sue complessità ed ogni scoperta nuova mi entusiasma raccordando territorio, storia di questo magnifico paese e tradizioni popolari miste al lavoro e al sacrificio della gente che le ha portate con sudore fino a noi. Credo che noi dovremmo trasmettere questi valori invece di battibeccare su chi è più figo. Nulla di personale con chi ha scritto sopra ho solo preso spunto da questa discussione simile a tante altre che non fa altro che allontanare la gente dalla figura del Sommelier invece di vederlo come un accompagnatore e nello stesso tempo fa credere alla gente che il vino sia cosa per pochi. e non parte integrante della loro cultura......almeno queste sono le mie personali considerazioni che ripeto non vogliono bacchettare nessuno Saluti

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Vincenzo Donatiello

circa 9 anni fa - Link

Bravo Bruno, non posso che condividere ogni singola parola che hai scritto... ...Machismo, maschilismo, celolunghismo...fa veramente tristezza vedere e leggere tutta questa frustrazione!! basterebbe veramente poco, ovvero basterebbe non prendersi troppo sul serio.

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Maria Teresa Bertocco

circa 9 anni fa - Link

Fisariano....portati all'esame il righello prima della prova.Direi che Manilo ti si addice come nome.chiederò alla tua collega dovessi incontrarla.

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Lorenzo

circa 9 anni fa - Link

... ed aggiungo a quanto detto sopra. Altra regola aurea : '' odiare i Talebani del vino, quelli del sotuttoio hobevutotuttoio. Volete un esempio di persona vinosa? Armando Castagno, cultura sul vino, direi sconfinata, accademica, enciclopedica. Non l'ho mai e dico mai atteggiarsi. Lui è il mio esempio, sia anche il vostro. una prece. :)

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Antonello Maietta

circa 9 anni fa - Link

Vorrei fare i complimenti all'ottimo Vincenzo per quanto ha scritto. Si tratta veramente di un gradevole e coerente vademecum da utilizzare quotidianamente. E' un peccato quindi graffiarlo con polemiche inutili, anche se il vino è ottimo e la tovaglia è di Fiandra, le gocce che cadono si trasformano lo stesso in una macchia che questo piacevole articolo non si merita. Per dirla tutta, pochi giorni fa il primo a farmi gli auguri (sinceri) di buon compleanno è stato il caro Mario Del Debbio. E quindi? Bravo Vincenzo!

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Maria Teresa Bertocco

circa 9 anni fa - Link

Giustamente come sottolinea Lei Presidente,le tovaglie di fiandra non dovrebbero esser macchiate.Cio che mi ha colpito dell'articolo di Vincenzo è ancora un utilizzo della terminologia Uomo.Dispiace che nel 2012,non ci si sia ancora adeguati a un dizionario che comprende anche la figura donna.Rileggendo l'articolo,non credo di sbagliarmi.Come non credo di sbagliarmi sul fatto che non vi sia stata a posteriori alcuna traccia femminile di commento che sottolineasse cio.Probabilmente,le mie uscite son sempre alquanto irruente,ma goliardiche o di provocazione che muovano o aprano a un dibattito.Forse di risposta,alla goliardia di altri colleghi,ai quali è maggiormente consentito cio.Non esula quindi la nostra professionalità da quanto scritto sopra,ma adeguarsi a un linguaggio moderno di scrittura donna-uomo uomo-donna sarebbe suggeribile.Altrimenti vedremo sempre la figura femminile oscurata,se non addirittura eclissata dall'intervento costante di un qualsivoglia giudizio arbitrario basato sul "ti macchio la tovaglia di fiandra",anche se non ti conosco.Questo è fb.E questo dispiace.Ma il lavoro va avanti comunque,e con impegno.Non ho scordato il suo compleanno,ma anche inviare auguri di Buon Compleanno a colleghi sia vicini,che lontani,ha generato in svariate occasioni,motivo di critica.E allora siamo nuovamente punto a capo,il collega lo puo fare,la collega no.Il collega puo permettersi illazioni,la collega le deve subire.Ci vorrà tempo,pazienza e forse una nuova generazione perchè gli equilibri si stabilizzino,e fb non viaggi a numerologie decise solo a tavolino,che non solo demotivano,ma anche tolgono entusiasmo di trasmettere nuovi dati,perchè essi assorbiti automaticamente.Nella mia recente esperienza in Francia,credo di aver imparato nuove cose.Ma mi riservo di darne comunicazione prima che qualcuno senta la necessità di attribuirsi un merito non proprio.Un cordiale saluto,Buon Compleanno,e mi scuso per il ritardo nel farlo.

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Simone e Zeta

circa 9 anni fa - Link

Vorrei che il passaggio verso la perfezione (termine orrendo) fosse una nuova visione del cliente da parte del sommeliers. Dalle bocche dei più, compreso la mia, si è spesso realizzata la richiesta di un nuovo linguaggio come se lo snellirsi di una descrizione ritenuta barocca e ferma alla didattica Ais/Fisar fosse sufficiente a stabilire un giusto e gradito taglio nella comunicazione del vino. Sono convinto come molti che la preparazione, il linguaggio e la comprensione di un vino da parte di alcuni sommeliers abbiano spesso rappresentato un filtro all'avvicinarsi al vino e non un ponte, una certificazione di buona comprensione senza la quale la bevuta sarebbe divenuta sterile. Credo che il sommelier debba sviluppare un momento di ascolto, di comprensione del linguaggio, dei gusti, delle obiezioni dell'ascoltatore; cercando così di arrivare ad una definizione comune del vino, più vicina ad entrambi

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luigi

circa 9 anni fa - Link

vorrei fare i miei piu' sentiti complimenti a vincenzo conosciuto durante la festa a Vico , persona affabile e mostruosa dal punto di vista professionale , e vero il suo articolo ha fatto bingo ed a molti collegghi sommelier fischieranno le orecchie . bravo Vincenzo . Saluti da Vico Equense .

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vincenz

circa 9 anni fa - Link

Cresci : abbandona quel linguaggio "oscuro" da iniziati. Togliti le vesti di "sacerdote". Ricordati che non sei un dio. Non imporre un vino. Non perdere tra una bevuta e l'altra il senso della realtà. Non diventare uno spaccatore di vini.

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