Si fa prima a nominare senatore un cavallo che a diventare Dottori in Sommellerie

di Antonio Tomacelli

Se il Presidente della Fondazione Italiana Sommelier, Franco Ricci, scrive che “Martedì 1° Luglio arriva la prima consegna dei Diplomi, del distintivo in oro e rubino, dei biglietti da visita con il nuovo Titolo acquisito al termine del Primo Bibenda Executive Wine Master”, la prima cosa che ti viene da chiederti è: da quando esiste la Laurea in Sommellerie annunciata nel titolo?

Domanda lecita alla quale risponde bruciante il primo commentatore, l’enologo Cristiano Ponzo:
“Da quello che so un titolo di Laurea viene regolarmente rilasciato dalle università, degli enti di diritto pubblico e privato riconosciuti, operanti nel campo dell’istruzione superiore, della ricerca e delle attività culturali, in seguito ad un percorso accademico legalmente normato. Definire laureati del vino delle persone che seguono un corso a pagamento vuol dire offendere tutti coloro che hanno regolarmente completato un corso d’istruzione accademica per potersi fregiare del titolo di Dottore in Viticoltura ed Enologia!!!
distinti saluti “

Insomma, non basta scrivere “cultura” ogni tre parole, il distintivo in oro e rubino o i biglietti da visita con il nuovo Titolo acquisito per poter laureare sul serio un dottore.

Con questi benefit, al massimo, puoi proclamare senatore un cavallo.

 

avatar

Antonio Tomacelli

Designer, gaudente, editore, ma solo una di queste attività gli riesce davvero bene. Fonda nel 2009 con Massimo Bernardi e Stefano Caffarri il blog Dissapore e, un anno dopo, Intravino e Spigoloso. Lascia il gruppo editoriale portandosi dietro Intravino e un manipolo di eroici bevitori. Classico esempio di migrante che, nato a Torino, va a cercar fortuna al sud, in Puglia. E il bello è che la trova.

23 Commenti

avatar

Luca Amodeo

circa 7 anni fa - Link

Mah... Sarebbe comunque il caso di "demaiuscolarizzare" gli scritti di Ricci - e non solo i suoi.

Rispondi
avatar

alkaline

circa 7 anni fa - Link

Menomale che qualcuno se ne rende conto...io, come tanti altri, per essere Dottore in Enologia ho sudato sui libri e in lunghi tirocini (non retribuiti of course) per 5 anni, visto che ho voluto fare anche la specialistica, a tutto ci ho aggiunto un bel master in marketing del vino e scusate se pecco di presunzione quando ritengo di essere più preparata di un sommelier!!!

Rispondi
avatar

Franco

circa 7 anni fa - Link

Franco Maria Ricci chi?

Rispondi
avatar

Giuseppe Butera

circa 7 anni fa - Link

SEMPLICEMENTE IL POST PIÙ GENIALE CHE MI SIA CAPITATO DI LEGGERE DA QUANDO "FREQUENTO" INTRAVINO!

Rispondi
avatar

carolain cats

circa 7 anni fa - Link

ecco. sono incazzata come l'alkaline. uno si smazzia sui libri di vino dalla 1° superiore fino ad ottenere una laurea, si smazzia a fare corsi e corsettini sul vino legato al cibo e al territorio, sulla biodinamica, sugli annessi e connessi e poi zac! arrivano questi che con un corsetto della mutua prendono il mio stesso riconoscimento? assurdo. tutto. dal loro corso, dai distintivi in oro e rubino ai biglietti da visita col "dottor" scritto in cima. sempre fermo restando che, ok la carta studiata, letta e capita, ma serve smazziarsi anche sul campo. fare vino non è la stessa cosa che recitare una descrizione, e per vincere una guerra bisogna stare in trincea che equivale a smazziarsi in vigna, in cantina, coi clienti anche 24 ore al giorno a volte. e non sempre in modo facile o ottimale (vedasi grandine e rotture annesse e connesse) fortuna che ci sono i pearl jam a trieste và.... ps: tra il moricchio e il tummaciello a me vengono gli infarti prima dell'ora. siete peggio delle suocere :)

Rispondi
avatar

Patrick

circa 7 anni fa - Link

Non esageriamo qui comunque non si parla di zac! laurea in enologia, non è lo stesso riconoscimento. anche se per assurdo fosse davvero una 'laurea' (e ovviamente non lo è).

Rispondi
avatar

carolain cats

circa 7 anni fa - Link

a me non interessa esagerare, interessa che il mio iter scolastico/lavorativo non venga equiparato a quello di un sommelier perchè sono due cose completamente diverse. scusa se su 38 anni di vita, 25 li ho impegnati a studiare la vite in primis, il territorio, come fare vino e i vini in generale.spendendo molto più tempo e denaro che un corso di sommelier di 3 anni.

Rispondi
avatar

Ale

circa 7 anni fa - Link

Se è per questo, dopo la fine dell'esame per diventare sommelier, ha anche detto che facendo il Master si diventa amministratori delegati e direttori generali...

Rispondi
avatar

Cirenaicadoc

circa 7 anni fa - Link

Oddiomemama, fra un pò ci si metterà anche il CEPU a vendere diplomi legati al vino.

Rispondi
avatar

Forza Italia

circa 7 anni fa - Link

Si amministratori delegati, ma de che? Che Ricci ci faccia vedere le percentuali di placement del suo master.. Roba da pazzi , amministratore delegato!! Piena solidarietà' a chi ha realizzato studi lunghi e approfonditi in enologia e viticoltura...

Rispondi
avatar

Sistoiv

circa 7 anni fa - Link

Un enologo/agronomo è un laureato e ha sostenuto esami in una facoltà medio-difficile. Ergo paragonarlo ad un sommelier e/o assaggiatore e/o degustatore è penoso, come è penosa questa trovata di FIS. Però, è anche vero che in giro ci sono N enologi che non sanno assolutamente parlare di vino (ho scritto "parlare" non produrre/controllare vino) alla "massa". Sanno parlare di vino in termini scientifici/tecnici ad altri enologi o produttori. Possiedono un linguaggio da analisi di laboratorio ISO o da Ribereau Gayon ma non sono capaci di raccontare/descrivere il prosecco a mia mamma. Sono figure diverse, quelle dell'enologo/agronomo e quelle del degustatore/assaggiatore/sommelier/divulgatore.

Rispondi
avatar

Davide Marotta

circa 7 anni fa - Link

io sono uno di quelli che avranno il diploma in oggetto. La frase di Ricci non vuole indicare nei nuovi diplomati del master come dei veri laureati, non vogliamo essere ne enologi ne agronomi ma comunicatori del vino ad un livello superiore al corso per sommelier. Da qui il concetto di "Laurea" che vuole rappresentare un qualcosa di superiore di quel "diploma" da sommelier che sappiamo non essere un diploma ufficiale. Certamente abbiamo fatto un percorso intenso sulla degustazione e così come il Master non da titoli ufficiali, è vero anche che la laurea in enologia non fa diventare ottimi degustatori se non con la successiva esperienza sul campo. Massimo rispetto a chi studia anni, fa tirocini, lavora assiduamente nel mondo del vino, ma direi di smetterla con le strumentalizzazioni della parola Laurea, perchè non ho mai sentito i Periti chimici (io lo sono) o i ragionieri offendersi perchè si concede il diploma da sommelier.

Rispondi
avatar

Paolo

circa 7 anni fa - Link

Credo, gentile Marotta, che si voglia stigmatizzare il gioco di parole. "Master" è un termine che individua certi corsi, svolti anche da istituzioni private, mentre altra cosa è il titolo "Master universitario", termine riservato a corsi con determinate caratteristiche, tenuti nelle Università Quindi un "master in vino" può legittimamente esistere, anche tenuto dalla Congrega degli Ubriaconi (Im)Penitenti dell'associazione Adoratori del Dyo Bacco. Al contrario, il termine "Laurea" si riferisce solo ed esclusivamente a corsi riconosciuti (ora si dice accreditati) delle Università statali e non. Elenco sul sito MIUR, senza se, senza ma. "Laurea" e "dottore in" sono termini riservati, a differenza del termine "Master". Tutto qui.

Rispondi
avatar

Nobilone

circa 7 anni fa - Link

In palestra da mia moglie organizzano il Master in aquagym (una lezione da 110 minuti). Devo dire che è molto selettivo, io manco ce provo.

Rispondi
avatar

Davide Marotta

circa 7 anni fa - Link

Allora se rimaniamo legati alle parole crude senza dargli la giusta cornice, e non ci mettiamo un pò di leggerezza e di ironia, dico che la costituzione italiana non prevede che si possa fare senatore un cavallo, e comunque non prevede che i senatori siano nominati ma eletti, per cui Intravino dice delle boiate.

Rispondi
avatar

Fabrizio pagliardi

circa 7 anni fa - Link

Si fa riferimento a Caligola che nominò senatore il suo cavallo. Titolo per altro ironicamente molto carino, trovo.

Rispondi
avatar

Nobilone

circa 7 anni fa - Link

...E comunque i senatori SONO nominabili, almeno quelli a vita. ;-)

Rispondi
avatar

pasquina

circa 7 anni fa - Link

oltre alla laurea altro paradosso è sentire parlare di Diplomi di Sommelier per il quale è valido lo stesso discorso della laurea ....... forse sarebbe il caso di chiarire che quale sia la figura di sommelier ovvero il suo inquadramento reale (cameriere) se non sbaglio, quello invece che rilasciano le associazioni sono riconoscimento del tutto discrezionali e per di più a pagamento

Rispondi
avatar

pasquina

circa 7 anni fa - Link

oltre alla laurea altro paradosso è sentire parlare di Diplomi di Sommelier per il quale è valido lo stesso discorso della laurea ....... forse sarebbe il caso di chiarire che la figura di sommelier ovvero il suo inquadramento reale è (cameriere) se non sbaglio, quello invece che rilasciano le associazioni sono riconoscimenti del tutto discrezionali e per di più a pagamento

Rispondi
avatar

Davide Marotta

circa 7 anni fa - Link

Fabrizio, conosco la leggenda e si dice che Caligola fosse diventato pazzo perché molestato da bambino dallo zio imperatore. Ho colto il titolo come allegoria e mi è sembrato carino. Allo stesso modo stavo evidenziando che anche quella di Ricci era una allegoria ed è come se qualcuno avesse intervistato un costituzionalista per sapere se poteva essere nominato un cavallo al senato. Quindi continuare a strumentalizzare il fatto significa non aver capito, e io credo di aver chiarito, o essere faziosi. Per un giornalista è bene essere equidistante per cui se vuoi mi intervisti sul Master di Fondazione e mi pubblichi, cosi' avrai dato una pluralità di voci

Rispondi
avatar

Marco Sollazzo

circa 7 anni fa - Link

Sono pienamente d'accordo con quanto scritto sopra nel topic originale. Non è possibile equiparare una laurea triennale o addirittura magistrale con un corso Ais. Sono due cose completamente diverse e il riconoscimento è nettamente diverso, nonché la preparazione legata alla produzione, gestione e organizzazione del vino. Un qialsiasi corso non potrà mai sostituire la preparazione ricevuta in un'università dove hai una preparazione a 360° basata anche sulla consultazione del più recente materiale scientifico delle riviste di settore. Credo che su questo ci dovrebbe essere una sensibilità da parte dell'Ais e in qualche modo rimanere nel proprio ambito di divulgazione del vino.

Rispondi
avatar

Jimmy

circa 7 anni fa - Link

Premetto che non voglio entrare nella discussione laurea-diploma-master visto che mi trovo in una terra di mezzo (diploma da sommelier e laurea in lettere), mi piacerebbe sapere qualcosa di piu' relativamente a questo master in termini di comunicazione del vino in lingue che non siano l'italiano. Apprendo dalla brouchure (piu' lunga di Moby Dick) che il Master prevede una sezione chiamata L'inglese del vino che dice (cito testualmente) "Lingua simbolo della comunicazione globale, utilissima per i viaggi all'estero (!!!!), per le visite in cantine di Altri Paesi, per le fiere e le degustazioni di livello internazionali (e anche per rimorchiare le straniere aggiungerei io). Spesso anche per un degustatore (e forse per un comunicatore, aggiungerei io) e' indispensabile conoscere l'inglese per poter comunicare correttamente. In una (bravi, siate sobri) serrata lezione, forniremo i basilari rudimenti della terminologia inglese applicata al settore enologico"...........Well gentlemen, la mia impressione e' che sulla comunicazione del vino ci sia qualcosa che non va, perche' vi assicuro (vivo all'estero dal 2007) che non serve a nulla inserire parole come pumping over o rack and return in mezzo ad un inglese modello renziano (ho letto che per i non sommelier viene richiesto il superamento di un test per essere ammessi al Master, il test prevede per caso una prova d'inglese?).......altrimenti il vino italiano continuera' a parlare italiano, ve lo comunicherete fra voi, avremo superesperti capaci di spiegare (in italiano) le piu' sottili differenze fra Il Sassella e il Grumello ma non saremo in grado di competere in campo internazionale e non riusciremo, nonostante il nostro patrimonio ampelografico, la nostra storia e le nostre capacita', ad emergere e resteremo dietro a Francia, Spagna, Germania, Austria, Grecia, California, Oregon, Cile, Argentina, etc etc etc

Rispondi
avatar

Jimmy

circa 7 anni fa - Link

Tanto per restare in argomento, saranno cinque anni che il sito dell'AIS ha la versione inglese occupata da un impolveratissimo ed imbarazzato ".....coming soon....."mentre il sito di Bibenda non si e' neanche posto il problema, parafrasando Alberto Sordi ne I Vitelloni sarebbe da dire "Comunicatori....prrrrrrrrrr"

Rispondi

Commenta

Sii gentile, che ci piaci così. La tua mail non verrà pubblicata, fidati. Nei campi segnati con l'asterisco, però, qualcosa ce la devi scrivere. Grazie.