Non scriverò mai su TripAdvisor che a Le Jardin de Russie mancavano 5 vini su 5

di Cristiana Lauro

Pensate che le critiche negative possano essere al contempo costruttive? Soprattutto quelle rivolte a voi? O è solo una questione ciarliera che ha a che fare più con le manie di protagonismo di un narcisista grafomane che con una visione obiettiva della faccenda? Siete anche voi della scuola “taci se non puoi lodare”, o siete convinti che il valore della lode sia misurabile solo se coesiste una capacità di critica anche negativa?

Sono una cliente, non mi piace il metodo TripAdvisor, non parlo solo quando i conti tornano e rispondo per prima alla mia domanda: la critica deve essere costruttiva altrimenti è polemica sterile o semplice opinione. Solo che dobbiamo imparare ad accettarla, ché i permalosi e gli orgogliosi nella vita fan solo una rima, e nemmeno ben riuscita. Capita che sia più sincera, attendibile e produttiva una critica negativa che non un complimento. Basta imparare a distinguere le intenzioni e la buona fede della persona che ci sta dietro, ma di fronte a un grosso disservizio ritengo sia giusto esporsi e se non lo fanno gli altri lo faccio io. Non è la prima volta che mi capita un disagio simile, è successo anche altrove, ma sempre entro i confini italiani.

Eravamo in due a cena al Le Jardin de Russie, hotel 5 stelle a Roma, della catena Rocco Forte, dopo aver bevuto due ottimi cocktail nel cortile sottostante del bar Stravinskij. L’impronta di Massimo D’Addezio, partito per altri lidi è, per fortuna, ancora evidente. Servizio e ambiente ineccepibili e buona anche la cena di pesce.

Sulla scelta dei vini, ahinoi, è successo un disastro. La prima bottiglia che avrei voluto provare era accompagnata dalla dicitura a matita: “non disponibile”, e così pure la seconda. Il terzo vino che ho richiesto mi è stato portato in annata diversa da quella indicata in carta. Ho rifiutato la proposta e  scelto un quarto vino che avevo in testa: non mi è stato nemmeno mostrato in quanto non disponibile nell’annata indicata. Sfinita da questa tarantella ho scelto il quinto vino ma anche stavolta non ho avuto fortuna: non pervenuta l’annata riportata in carta.

Il sommelier, assistente di Davide Merlini, assente per legittimo turno di riposo settimanale, si è scusato adeguatamente ma il problema non sono le scuse. Un hotel di lusso non si può permettere una gaffe di questo tipo. Il sommelier che fa la carta dei vini lo paghiamo col ricarico sul conto, non è un omaggio della casa. Ė così difficile stampare ogni giorno la pagina nuova come fanno alla Pergola dell’Hilton e in molti altri ristoranti, stellati come come Glass e non stellati come Al Ceppo o Enoteca Ferrara, solo per citare colleghi in città? Lo scrivo con dispiacere, sono sincera. Che peccato!

[Foto: Peuterey City Mag]

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Cristiana Lauro

Cantante e attrice di formazione ma fortemente a disagio nell’ambiente dello spettacolo, che ha abbandonato per dedicarsi al vino, sua più grande passione dopo la musica. Lauro è una delle degustatrici più esperte d’Italia e con fierezza si dichiara allieva di palati eccellenti, Daniele Cernilli su tutti. Il suo sogno è un blog monotematico su Christian Louboutin e Renèe Caovilla, benchè una rubrica foodies dal titolo “Uomini e camion” sarebbe più nelle sue corde. Specialista di marketing e comunicazione per aziende di vino è, in pratica, una venditrice di sogni (dice).

12 Commenti

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nicola barbato

circa 6 anni fa - Link

per curiosità, ma anche per parametro, posso chiedere i nomi e le annate dei vini?

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Cristiana Lauro

circa 6 anni fa - Link

Le annate erano variabili ma recenti. Entro 5 anni dalla vendemmia e tutti bianchi. Due erano 2012. Indicativamente due friulano, un verdicchio, un fiano e un altro friulano inteso solo come zona di provenienza in quanto uvaggio di svariati vitigni. Scusami se non faccio nomi.

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nicola barbato

circa 6 anni fa - Link

nessun problema, un'idea (provo a immaginare l'ultimo) me la sono fatta. e ti ringrazio per la risposta.

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nicola barbato

circa 6 anni fa - Link

va benissimo così, un'idea (provo a immaginare l'ultimo) me la sono fatta. ti ringrazio per la risposta.

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nicola barbato

circa 6 anni fa - Link

uhm, a quanto pare non mi pubblica il commento. volevo dire grazie per la risposta, l'idea me la sono fatta.

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bruno

circa 6 anni fa - Link

Complimenti per lo stile. Questo pezzo dovrebbe essere preso a modello di come è possibile fare una critica negativa evidenziando le lacune, ma nello stesso tempo evitando di distruggere il locale, in questo caso hotel. Critica veramente costruttiva, onesta verso il lettore ma nello stesso tempo indicatrice di miglioramento per chi gestisce la struttura. Troppo spesso si leggono critiche in cui l'unico elemento in evidenza è il livore di chi scrive, animato da un'immotivato delirio di onnipotenza autoattribuito. Persone che non riescono nemmeno a capire il contesto in cui operano, si permettono di stroncare locali e imprenditori in base a reminescenze ed esperienze personali che nulla hanno a che vedere con quello che stanno valutando e al ruolo ricoperto. Anche se questa non è una recensione vera e propria lo stile e la modalità utilizzata, equilibrata ma decisa allo stesso tempo, è di insegnamento per molti/e.

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Fabio Spada

circa 6 anni fa - Link

Mi prendo il complimento anche se, confesso sinceramente, non quotidianamente aderente alla realtà. :-) Non è difficile o facile, è lavoro. Detto ciò sto per entrare in uno stato d'ansia che terminerà solo quando sceglierai la prossima bottiglia da Glass che fortunatamente sarà presente e a temperatura corretta.

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Lina Paolillo

circa 6 anni fa - Link

Complimenti come al solito per l'ennesimo intervento opportuno (quando serve) ed equilibrato anche se in una situazione come quella descritta altri avrebbero scatenato il solito putiferio. La descrizione minuziosa dei "pro" e dei contro è costruttiva e preziosa per ogni ristoratore che è ha ben presente nonostante faccia un lavoro durissimo, che la perfezione è irragiungibile ed anche non cercata in fondo. La nostra carta dei vini (i famosi due libroni) richiedono un lavoro quotidiano di "monta e smonta" e di "attacca e stacca" che spesso ci ha fatto maledire la scelta di averla fatta in questo modo ma è così apprezzata che lo si fa e con piacere e ci perdonerà qualcuno (è accaduto) che richiesta l'ultima bottiglia appena servita ad un altro tavolo ha pensato bene di "delirare" su tripadvisor che la carta non fosse aggiornata!!!! Grazie Cristiana per la sempre alta considerazione e stima che hai di me e della nostra Enoteca Ferrara.

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Cristiana Lauro

circa 6 anni fa - Link

oggesù, sogno o son desta? Un intervento di Lina Paolillo dell'enoteca Ferrara vale oro e questo fa bene al mio cuore. Cara Lina, in tanti anni a Roma ho sempre visto nel locale tuo e di tua sorella un lavoro minuzioso, quasi maniacale in senso buono, su quella carta dei vini immensa, sterminata. Cambi di pagina manuali su bei libroni che pesano come sanpietrini. Tante bottiglie, tanti libroni, tanti sanpietrini. Eppure lo avete sempre fatto. Devo ai tuoi libroni i miei bicipiti da braccio di ferro. Provare per credere

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Sergio

circa 6 anni fa - Link

provare i libroni o i bicipiti? è una minaccia, vero?

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Cristiana Lauro

circa 6 anni fa - Link

Ah!ah! Sta mano po' esse fero e po' esse piuma (Ignazio di Loyola, se non ricordo male)

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nicola barbato

circa 6 anni fa - Link

non riesco a pubblicare in risposta per cui lo scrivo qui: va benissimo così, mi serviva solo per farmi un'idea e ora ce l'ho. ti ringrazio per la risposta.

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