Nebbiolo Prima | Pescare nove Barbaresco 2012 dopo averne assaggiati cento (di 75 produttori)

di Francesco Oddenino

Nebbiolo Prima 2015, secondo giorno di assaggi, focus sui Barbaresco 2012: in lista 100 vini (di circa 75 produttori diversi).

Incrociando assaggi di botte fatti negli anni precedenti e le note di Nebbiolo Prima possiamo dire che la 2012 non sarà annata del secolo a Barbaresco. Del resto, pochi produttori erano intenzionati a uscire con tutta la gamma aziendale o realizzare i Barbaresco Riserva.

I vini, in generale, mi sono sembrati tendenti alla diluizione, con nasi delle volte strambi ed eccessivamente velati a causa di tecniche di cantina non equilibrate. Mi è dispiaciuto assaggiare ancora molte bottiglie con evidenti problemi di sovradosaggio del legno, sentori vanigliati e smaltati, finali di bocca amaricanti, tannini irruenti e sbuffi alcolici importanti. Non ricordo problematiche così evidenti nell’annata precedente e spero sia solo la ricerca di “aggiustare” in cantina una non eccelsa qualità delle uve e non il desiderio di emergere in un mercato sempre più vicino alla saturazione, visto il numero di nuove aziende che si sono messe a produrre Barbaresco.

Questi, comunque, i vini che mi hanno più colpito.

1) Barbaresco Rabajà 2012, Giuseppe Cortese: bel colore, vivo e brillante, ha un naso complesso nobilitato da tocchi di geranio, salvia, menta con un bel fruttato. Tannino masticabile di densità tipica del produttore, ottimo ingresso in bocca seppur di corpo medio senza un lunghissimo allungo nel finale. 89

2) Barbaresco Pajè 2012, Carlo Boffa: colore rubino brillante, piu’ intenso del Rabajà, rivela subito al naso un carattere più moderno anche se molto ben equilibrato, note di frutta matura, di intensa mineralità, speziatura dolce nobile. In bocca ha un tannino perfettamente estratto, bella lunghezza e ritorni floreali al retronasale. 89

3) Barbaresco Roncaglie 2012, Poderi Colla: anche per questo un naso floreale con geranio, minerale calcareo, pieno di energia. In bocca è dolce, con tannino importante ma rifinito anche se non lunghissimo, a tenerlo nel bicchiere si addolcisce tirando fuori belle note di caprifoglio e gelsomino. 90

4) Barbaresco Coparossa 2012, Bruno Rocca: colore scarico ma vivo e brillante, naso che inizia con una nota di riduzione per poi passare a sentori di frutta leggermente matura, balsamico da terroir, mineralità pungente, per poi chiudere su nobili note di polpa di anguria. Bocca veramente bella, con un tannino vibrante, bella acidità unita ad un medio corpo in equilibrio con il resto, si nota una mano tecnica, molto ben equilibrata, che probabilmente cerca nuove strade rispetto a quelle intraprese nel decennio precedente. 89

5) Barbaresco 2012, Produttori del Barbaresco: colore rubino classico, naso che parte sul linfatico, vegetale, per poi virare sulla frutta fresca, con un respiro alcolico presente. In bocca è più maturo della sua età, ma per questo raggiunge un bel equilibrio con un tannino saporito e un finale salato. 87

6) Barbaresco Rizzi 2012, Rizzi: colore anche qui rubino, naso che parte sul vegetale e minerale, con la frutta in secondo piano in questa fase. Ha un bell’ingresso in bocca e una certa dolcezza di fondo che viene equilibrata molto bene dalla mineralità che gioca da padrona nel finale. Tannino ben estratto, finale lungo e saporito, solo leggermente alcolico. 90

7) Barbaresco Gallina 2012, Ugo Lequio: colore rubino, naso piu’ moderno di impostazione, declinato sul floreale dolce, un filo di pasticceria, balsamico rinfrescante. In bocca ha un tannino ben estratto, buona lunghezza e un corpo che comunque riempie e rimane presente. Retronasale leggermente alcolico, ma credo sia in assestamento. 87

8) Barbaresco 2012, Tenuta San Mauro: colore rubino, parte in riduzione old style per poi ripulirsi velocemente su note vegetali e fruttate chiare, In bocca si rileva acido più che tannico, di bella lunghezza ma di corpo scarico, fa della bevibilità il suo punto di forza, anche se forse manca un po’ di ampiezza per essere equilibrato. 87

9) Barbaresco Rio Sordo 2012, Cascina delle Rose: colpisce i naso, di primo acchito classico, con fiori secchi, rosa e fruttini piccoli, che poi vira su note balsamiche più moderne. Bel tannino e acidità rinfrescante, corpo medio e vino dotato di buon equilibrio. 88

[Foto: Albeisa]

 

7 Commenti

avatar

Montosoli

circa 5 anni fa - Link

Grazie....ma leggo sempre le stesse cose di lamentele e insicurezze all'Italiana. Bisogna sempre aspettare il critico Americano per capire come va ...... Poi...Questi sono punteggi da vini bianchi......chiedere a Gori..... In pratica gli altri 91 Barbaresco.....avranno un punteggio di 80 ....circa

Rispondi
avatar

Alessandro Morichetti

circa 5 anni fa - Link

Che cavolo vuol dire punteggi da vini bianchi? Mi rispondo pure: niente. In pratica gli altri 91 Barbaresco avranno un punteggio inferiore a quelli indicati, e quindi? Il degustatore serio va, assaggia, prende nota e scrive quello che ha annotato. Il degustatore non serio va, assaggia, prende nota poi cancella, addomestica e scrive quello che ci si aspetta e non i suoi appunti. Facile facile.

Rispondi
avatar

Vinogodi

circa 5 anni fa - Link

...tranquillo, Alessandro: semplicemente non conosce Baroloonline...

Rispondi
avatar

Romeo

circa 5 anni fa - Link

Ma Rivella ?

Rispondi
avatar

Francesco Oddenino

circa 5 anni fa - Link

purtoppo non ha fornito i campioni per la degustazione

Rispondi
avatar

Romeo

circa 5 anni fa - Link

Ok, grazie .

Rispondi
avatar

MG

circa 4 anni fa - Link

Vi siete persi per strada la parte dei Barolo? :) ormai e' "old"!

Rispondi

Commenta

Sii gentile, che ci piaci così. La tua mail non verrà pubblicata, fidati. Nei campi segnati con l'asterisco, però, qualcosa ce la devi scrivere. Grazie.