La notizia da non credere. Rolland: “Nossiter mi ha drogato durante Mondovino”

di Alessandro Morichetti

Nel film Mondovino di Jonathan Nossiter, uscito ormai più di dieci anni fa, il “cattivo” era impersonato dal flying winemaker più famoso del mondo, Michel Rolland. Proprio lui, il consulente competente e ricercato, spregiudicato e ambizioso, che ammalia e porta i vini al successo. Come Riccardo Cotarella che nel 2004 a Report disse “Sono il Dio del vino”, Rolland è qualcosa di simile ma moltiplicato ics volte.

Insomma, dopo tutto questo tempo il nostro eroe se ne esce con la trovata più estemporanea del vino mondiale negli ultimi 30 giorni.

Alice in Wonderland ha tradotto per noi tutta l’intervista su La Revue des Gros Vins de France.

Michel Rolland: “Sono stato drogato durante le riprese di Mondovino” (trad. Intravino)

Si torna, a freddo, su una questione che dieci anni fa aveva turbato il mondo del vino. Lo facciamo con un’intervista esclusiva ad uno dei personaggi più controversi del documentario “Mondovino” di J. Nossiter, Michel Rolland, che racconta la sua, stavolta definitiva, versione dei fatti.

LRGVF: – Buongiorno Michel Rolland, perché ha deciso di raccontare tutta la verità sulle riprese di Mondovino a dieci anni di distanza?

MR: – Ho avuto bisogno di tempo per accettare i miei errori, per accettare di essere stato ingannato da Jonathan Nossiter.

LRGVF: – Cosa è successo, dunque?

MR: – Durante le riprese Jonathan è stato molto gentile e cortese. Ci siamo scambiati idee sul terroir e sul lavoro e gli ho spalancato le porte sulla mia vita professionale. Da quelle lunghe ore di lavorazione del documentario, ore in cui lui mi seguiva davvero ovunque, era nata quella che credevo essere un’amicizia sincera e fraterna. Fino a quando non mi invitò, una sera dopo una degustazione, al Coconut di Libourne. Conoscevo il Coconut dai tempi della mia giovinezza, perciò non ci ho trovato nulla di male. Jonathan ha voluto che bevessi assolutamente una caipirinha per festeggiare i progressi del suo lavoro. Dopo quell’unico bicchiere sono diventato per le due settimane successive un’altra persona. È proprio in quelle due settimane che Jonathan si è dedicato al montaggio.

LRGVF: – Come può affermare di essere stato drogato?

MR: – Chi mi conosce sa che non sono così arrogante, che non tratto la gente con quella sufficienza. Non mi sono mai comportato in quel modo con i miei clienti. Normalmente visito le cantine con cui collaboro spostandomi con la mia Citroen AX bianca e mi trovo bene così. Mi prendo il tempo per poter discutere con i maitre-de-chai, di capire i vini. Giro sempre in tuta e scarpe da ginnastica e mi ci sento a mio agio, così da poter calpestare le vigne e degustare i vini delle diverse aziende di cui sono consulente. Dopo avermi drogato, Jonathan Nossiter ha fatto spettacolo del mio lavoro e questa è una cosa insopportabile e manichea.

LRGVF: – Come va oggi?

MR: – Ho voltato pagina e questa intervista non è altro che la postfazione di questo romanzetto d’avventura. Oggi voglio dedicare tutto me stesso alla mia unica professione, la consulenza enologica. Ho impiegato molto tempo a riprendermi. Ho trovato rifugio nella mia passione, il modellismo. (Ndr. La costruzione di modellini di biciclette, per lo più di fiammiferi.) Poi ho tirato la testa fuori dall’acqua e oggi posso dire che va molto meglio.

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Se siete arrivati fin qua, avrete capito che La Revue des Gros Vins de France è un blogghetto satirico che si diverte a mettere in giro panzane, e adesso pure noi. Ma ci pareva troppo divertente, prima che le autorità chiudano per sempre l’autore nella Bastiglia.

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Alessandro Morichetti

Tra i fondatori di Intravino, enotecario su Doyouwine.com e ghost writer @ Les Caves de Pyrene. Nato sul mare a Civitanova Marche, vive ad Alba nelle Langhe: dai moscioli agli agnolotti, dal Verdicchio al Barbaresco passando per mortadella, Parmigiano e Lambruschi.

15 Commenti

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Paolo

circa 6 anni fa - Link

"prima che le autorità chiudano per sempre l’autore nella Bastiglia." Naturalmente parliamo della riproduzione della Bastgiglia fatta con i fiammiferi, neh? gh!

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Alessandro

circa 6 anni fa - Link

Secondo me faceva meglio a stare zitto. Sarei comunque curioso di sapere se la Citroen AX la guida personalmente o con l'autista....

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Sergio

circa 6 anni fa - Link

una droga che ha effetto per 2 settimane... la voglio! e voglio anche la caipirina del Coconut; e anche la tuta e le scarpe da ginnastica di Rolland. Ma soprattutto vorrei l'indirizzo del fantomatico LRGVF, se non ci sto già navigando or ora...

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Montosoli

circa 6 anni fa - Link

Ammetto che anche io sono stato drogato....da Intravino !

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Stefano Cinelli Colombini

circa 6 anni fa - Link

Geniale satira, i francesi purtroppo ci battono anche in quella. Da noi tutto è seriosamente plumbeo, si sparano balle pazzesche con faccia serissima e tutti le prendono ufficialmente sul serio con aria composta. Anche la protesta in Italia è seriosa, sventurato paese!

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maurizio gily

circa 6 anni fa - Link

Per memoria, non mi risulta che Cotarella abbia mai detto di essere il Dio del vino. Io di quella trasmissione ricordo un'altra definizione (non sono un mago, ma molto di più), e la ricordo bene perché la commentai su Millevigne. In seguito Cotarella, che non conoscevo, mi telefonò per fornirmi la sua versione dei fatti (furbizie e malizie di regia e montaggio) che pubblicai dandogli sostanzialmente credito (non apprezzo molto il "metodo report"), anche se con un titolo un po' canzonatorio (Mai più mago) perché la frase comunque gli era uscita e perdonarlo del tutto non si poteva. Fu anche l'unica volta che ebbi un contatto con il maestro.

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Nic Marsél

circa 6 anni fa - Link

il maestro in senso un po' canzonatorio? ;-)

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sergio

circa 6 anni fa - Link

"non sono un mago, ma molto di più" (Cotarella) . Penso che sia peggio dell'altra "IO sono un DIO". Sono quegli sgambetti dell'inconscio che rivelano...molto...ma molto... su chi è Cotarella, come uomo e come enologo.

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Sergio

circa 6 anni fa - Link

scusa caro omonimo, però chi lo conosce parla di una persona molto disponibile e che non se la tira per nulla (magari i blogger di Intravino mi smentiranno). Se poi non ti piacciono i suoi vini, è un altro discorso...

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sergio

circa 6 anni fa - Link

Scusa, Sergio, innanzitutto ho polemizzato con Maurizio Gily che ha tentato di dimostrare l'infondatezza della frase attribuita da Intravino(e non da me) a Cotarella: " Io sono un Dio". Le parole precise sono di Cotarella, e riportate qui nel dibattito da Maurizio, sono queste: "Non sono un mago, ma molto di più". Mi è sembrato che il rimedio sia peggiore del male.Tutto qui. . Ora mi dai la possibilità di spiegarmi meglio. L'enunciato di Cottarella è formato da 2 parti: . La seconda parte "ma molto di più" è l'espressione dell'IO ipertrofico, della grandezza narcisistica di Cotarella, che è stata intelligentemente ripresa ed amplificata da Intravino per fare dell'ironia su Cotarella("Io sono un Dio").(Non c'è travisamento del pensiero di Cotarella ma amplificazione) Ricordo che non è la prima volta che Intravino mette a nudo le contraddizioni ed i limiti di questo enologo venerato da molti. . La prima parte "Non sono un mago", invece, secondo me, Intravino non l'ha presa in considerazione, nell'ironia verso Cotarella. Io vi ho letto invece dei messaggi che, inconsapevolmente, l'inconscio di Cotarella si è lasciato scappare. Chi è un MAGO? Cosa fa un mago?.

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cernilli

circa 6 anni fa - Link

Forse posso dare un contributo per far capire meglio il contesto. In una delle prime interviste a Riccardo Cotarella che feci nei primi anni Novanta per il Gambero Rosso, titolai ironicamente il pezzo come "Il mago di Orvieto". Ovviamente la cosa procurò a Cotarella battute e prese in giro da parte dei suoi colleghi enologi. E' da lì che nasce la storia. Quando lui dice di non essere un mago ma "molto di più" è perché considera i maghi ben poca cosa e poi gli ricordano quell'episodio che non gli piacque molto. Poi lui è uno strenuo sostenitore della ricerca scientifica in enologia, quanto di più distante c'è dalla magia.

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bruno

circa 6 anni fa - Link

.....forse un po' troppa ricerca scientifica...

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Dario

circa 6 anni fa - Link

Più che altro sostenitore della ricerca enologica sul Merlot...

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maruka

circa 6 anni fa - Link

io mi concentro sulla foto: Rolland assomiglia a Oliviero Toscani... e il bicchiere come mai è così stretto all'imboccatura?

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elena

circa 6 anni fa - Link

Grande, grandissimo Rolland!! Avrà studiato diverse dichiarazioni di Scaiola per congegnare una trovata così geniale...

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