La multa di 500.000 euro dell’Antitrust a TripAdvisor e le conseguenze per tutte le altre guide

di Antonio Tomacelli

L’Antitrust ha comminato una multa di 500.000 euro contro il sito TripAdvisor per pratiche commerciali scorrette. Prima di fare la Ola, il trenino e lanciare i fuochi artificiali però, leggetevi integralmente la sentenza e poi ci si rivede in fondo al post per le conclusioni:

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, su segnalazione dell’Unione Nazionale Consumatori, di Federalberghi e di alcuni consumatori, ha accertato la scorrettezza della pratica commerciale realizzata, a partire da settembre 2011 e tuttora in corso, da TripAdvisor LLC (società di diritto statunitense che gestisce il sito www.tripadvisor.it) e da TripAdvisor Italy S.r.l., irrogando in solido ai due operatori una sanzione amministrativa di 500 mila euro.

Con questo provvedimento, l’Antitrust ha vietato la diffusione e la continuazione di una pratica commerciale consistente nella “diffusione di informazioni ingannevoli sulle fonti delle recensioni”, pubblicate sulla banca dati telematica degli operatori, adottando strumenti e procedure di controllo inadeguati a contrastare il fenomeno delle false recensioni. In particolare, TripAdvisor pubblicizza la propria attività mediante claim commerciali che, in maniera particolarmente assertiva, enfatizzano il carattere autentico e genuino delle recensioni, inducendo così i consumatori a ritenere che le informazioni siano sempre attendibili in quanto espressione di reali esperienze turistiche.

A giudizio dell’Autorità, le condotte contestate violano gli articoli 20, 21 e 22 del Codice del Consumo, “risultando idonee a indurre in errore una vasta platea di consumatori in ordine alla natura e alle caratteristiche principali del prodotto e ad alterarne il comportamento economico”. L’intervento dell’Antitrust punta a evitare che i consumatori assumano le proprie scelte economiche, in ordine ai servizi resi dalle strutture turistiche ricercate sul sito, basandosi anche su informazioni pubblicitarie non rispondenti al vero. Entro 90 giorni le due società dovranno comunicare le iniziative assunte per ottemperare al divieto di ulteriore diffusione e continuazione della pratica commerciale scorretta. La sanzione amministrativa dovrà essere pagata entro 30 giorni dalla notifica del provvedimento.

Cosa vuol dire, in pratica l’Antitrust? Nulla di che, solo che da oggi in poi per poter recensire un ristorante devi andarci davvero e magari dimostrare la visita con uno scontrino.

Insomma TripAdvisor viene multato perché induce “i consumatori a ritenere che le informazioni siano sempre attendibili in quanto espressione di reali esperienze turistiche” il che non è sempre vero.

È un clamoroso stop alle recensioni false, frutto spesso di rancori o sleale concorrenza tra ristoratori, ed a quelle palesemente pompate per compiacere il ristoratore-cliente delle quali ci siamo occupati in passato.

Oddio, a pensarci bene sarebbe un grosso stop anche per qualche guida cartacea dei ristoranti che, più o meno dichiaratamente, visita gli chef ogni quinquennio.

Visite di cortesia, ovvio, ché certi scontrini bruciano le spalle e affossano i bilanci.

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Antonio Tomacelli

Designer, gaudente, editore, ma solo una di queste attività gli riesce davvero bene. Fonda nel 2009 con Massimo Bernardi e Stefano Caffarri il blog Dissapore e, un anno dopo, Intravino e Spigoloso. Lascia il gruppo editoriale portandosi dietro Intravino e un manipolo di eroici bevitori. Classico esempio di migrante che, nato a Torino, va a cercar fortuna al sud, in Puglia. E il bello è che la trova.

21 Commenti

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Alexander

circa 7 anni fa - Link

Quanto godo! Ben gli sta! :)

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Annalisa

circa 7 anni fa - Link

E' un sistema che zoppica fin dalle basi. In teoria è nato per incentivare il "passaparola", ossia "io mi son trovato bene, lo consiglio anche a te" (o viceversa), nella pratica è diventato un calderone dove l'utente può fare il bello ed il cattivo tempo senza averne responsabilità. Insomma, è comodo dire "questo posto fa schifo" solo da dietro una tastiera, quando non si può essere "identificati" e quindi non ci si assumono responsabilità su quanto detto. La stessa cosa dovrebbe valere per tutti quei "servizi" di feedback poco controllati.

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Stefano

circa 7 anni fa - Link

Basta una registrazione per dissuadere determinati comportamenti. Poi basta l'intelligenza del lettore di scartare i posti che hanno 3 recensioni entusiastiche. E' uno strumento, sta agli uomini migliorarlo o peggiorarlo. Le alternative di settore, ben pagate dai gestori, non sono certamente meno dannose.

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Alberto

circa 7 anni fa - Link

Io continuo a trovare più affidabile trip advisor rispetto a certi blog condotti da "esperti del settore"....

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Paolo

circa 7 anni fa - Link

Io mi sono fidato delle loro recensioni da quando non esisteva nemmeno il sito italiano e ho girato tutti il mondo è ho notato che i commenti alle strutture sono attendibilissimi e sempre rispecchiavano la realtà in relazione alla struttura visitata.

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Il chiaro

circa 7 anni fa - Link

E adesso che multa diamo alle varie guide che hanno incensato vinacci?

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ale

circa 7 anni fa - Link

ohibo'! ma non sono tutte reali ste recensioni?

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Tino

circa 7 anni fa - Link

Mah, se ci sono poche recensioni, quelle false certo avranno un peso. Io mi oriento solo se c'è un certo numero, e tralascio quelle estremamente negative o positive, se sono in una minoranza netta. E poi c'è sempre la possibilità di leggere recensioni in altre lingue, che saranno più genuine perche non connesse alle realtà locali. E inoltre si può anche seguire le recensioni di uno singolo. Se ne ha fatte più o meno "dappertutto" e non solo regionali, allora c'è da fidarsi di più. Riassumendo, non sono MAI stato ingannato dalle recensioni.

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Matteo

circa 7 anni fa - Link

E' il presupposto n° 1 per giudicare quel sito, ovvero la capacità di essere critici nei confronti dei commenti. L'antitrust di questo non può occuparsi perchè non sa da che parte cominciare e quindi se la prende con il sito.

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gp

circa 7 anni fa - Link

La tutela dei consumatori si basa sul principio che possano essere degli ingenui, di cui non è lecito approfittare da parte di soggetti organizzati. Questo in tutti i paesi avanzati, massime quelli anglosassoni. Quindi un sito di quel genere è tenuto a precisare in evidenza che non controlla la veridicità delle recensioni, e se non lo fa va multato. Non fa una grinza.

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Angelo Cantù

circa 7 anni fa - Link

Ho scoperto grazie a Trip Advisor ottime trattorie, ristoranti e hotel non conosciuti alle tradizionali guide cartacee. Non è poi così difficile capire se le recensioni di un determinato locale sono poco attendibili. Certo il problema dei falsi esiste, ad ogni livello, blog, guide più o meno famose, quotidiani...tutti ci siamo cascati qualche volta. Esercitando un po' di senso critico credo che Trip Advisor possa fornire informazioni molto utili.

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Tino

circa 7 anni fa - Link

Esatto! Vedremo come cambierà dopo questa multa. Penso che tirando le somme, siti come questo contribuiscono ad aumentare la qualità generale dell'offerta, giovando a tutti, utenti o no. A parte che tutelare i consumatori in ogni dettaglio li porta ad avere meno autoresponsabilità, basta guardare gli USA.

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Stefano

circa 7 anni fa - Link

Tino, un discorso liscio come l'olio. Cosa che faccio anche io. Avremo un QI da astronauti o fisici nucleari, o (cosa decisamente più probabile) spesso basta fermarsi due secondi e ragionare con un minimo di buon senso sulle cose?

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davide G

circa 7 anni fa - Link

perche' l'antitrust non multa tutte le guide di vino? voglio lo scontrino di acquisto di ogni bottiglia e la foto della commissione che ha valutato quel vino e la data di degustazione altrimenti poi la gente compra trebbiano abruzzese e crede che sia il miglior bianco d'Italia .

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Paolo A.

circa 7 anni fa - Link

Ma il trebbiano di Valentini È il miglior vino bianco italiano.

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Edoardo

circa 7 anni fa - Link

Mi sembra che si sta andando sempre più' verso un principio per il quale ogni cittadino e', come minimo, un adulto irresponsabile, o forse più' in generale un coglione. Lo Stato pensa di fare la parte dell'insegnante di sostegno, e la UE ancora peggio. Nessuno ti obbliga a usare guide, trip advisor etc etc .Guardi sul sito, vai al ristorante, se poi il posto non ti piace non ci torni. Bisognera-\' aver paura di essere multati anche se si consiglia un locale a un turista di passaggio, e poi non piace! :)

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gp

circa 7 anni fa - Link

"Se poi il posto non ti piace non torni" è un(o) (s)criterio incompatibile con qualsiasi concetto di tutela. Se si è per l'abolizione di ogni tutela e il ritorno al potere di mercato delle aziende di un secolo fa basta dirlo, senza menare il can per l'aia.

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Armando

circa 7 anni fa - Link

Basta! Basta con i coglioncelli che vanno in giro a dire merda di un ristorante, di un vino Con una estrema facilità ,con disprezzo di chi lavora anche 14 ore al giorno in un ristorante, e di chi lavora 365 giorni la vigna nel caso di un vino. E quali conoscenze hanno ,un lavoro da impiegati da 38 ore settimanali, qualche corso raccapezzato qua è la',una cinquantina di degustazioni scroccate alla meno peggio. Ed eccovi serviti tanti piccoli veronelli, che danno giudizi inappellabili ,sprezzanti. Il Veronelli vero , che ho avuto l'onore di conoscere, era un signore,aveva conoscenza e se non sapeva taceva.

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Alessandro Morichetti

circa 7 anni fa - Link

Io invece Armando credo che Est modus in rebus e basta, basta, con questa retorica: ogni lavoro - ogni! - viene giudicato. Quelli rivolti al pubblico vengono anche raccontati, consigliati o sconsigliati e l'elemento fondante è che ogni giudizio sia argomentato e civile. TUTTI i mestieri comportano sacrificio e nessun vignaiolo sta in vigna 365 giorni all'anno. Ci produce vino per vocazione, scelta o quel che sia, produce il meglio che può secondo le proprie competenze - come un ristoratore - e sta a chi si assume l'onere di parlarne trovare argomenti e modi corretti per farlo. TA non è un mio riferimento ma da avido lettore di professionisti full time con milioni di assaggi alle spalle penso che il curriculum assai spesso dice tutto e niente in assenza di altre qualità.

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Daniele

circa 7 anni fa - Link

Le recensioni di TA (come di qualsiasi altra fonte di informazione di questo tipo) vanno sapute interpretare, e non è difficile. Altri commenti a questo articolo spiegano come fare. Quello che invece ho voluto verificare è il motivo di questo provvedimento. Leggendo la sentenza si vede che il tutto è scaturito da una segnalazione dell'Agriturismo "La Vecchia" in località Dolceacqua. Sono andato a vedere le loro recensioni su TA e, come immaginavo, pare che questa struttura sia un disastro. I commenti lasciano trasparire un proprietario alquanto burbero e scortese. Su 35 recensioni ha 12 molto buono e 11 pessimo... la media già non induce a passarci una vacanza, ma il "best" sono le risposte del proprietario... A mio avviso, quindi, il signore in questione si è alterato assai perché i suoi avventori hanno giudicato negativamente la sua struttura. Uno di essi, ma lo scrive chiaramente nel suo commento, non è andato oltre alla reception. Si vede che gli bastava così per recensire il luogo... Per comodità riporto qui il link di TA alla struttura che ha originato la... tenzone: http://www.tripadvisor.it/Hotel_Review-g1566559-d1575451-Reviews-Agriturismo_La_Vecchia-Dolceacqua_Province_of_Imperia_Liguria.html#REVIEWS

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Fabrizio

circa 7 anni fa - Link

La veridicità dei post non è l'unico aspetto delle recensioni su TA e molti altri simili, personalmente ho sempre trovato poco affidabili questi giudizi perchè non conosci il livello culturale di chi scrive, insomma questi siti sono troppo frequentati da chi è alla ricerca di: "un posticino carino dove si mangia bene e si spende poco..." e spessissimo quando non sapevo dove andare, affidarmi alle recensioni di TA mi ha portato in ristoranti del tutto nella triste media italiota. L'ultimo che ho titolato su TA, un posto di Iseo in posizione invidiabile, alla mia critica che "l'olio sul tavolo sapeva di cotto" mi ha risposto che lui "l'olio mica lo cuoce"... Ha ragione chi scrive che i post su TA come in qualsiasi altro siti vanno interpretati e bisogna capire dallo stile di scrittura l'affidabilità di chi scrive. Non farebbe testo (ne bella figura) chi si lamenta delle quantità nel piatto da Moreno Cedroni, così come coloro che celebrano le abbuffate a prezzo modico... e... quanti su TA descrivono e criticano le carte dei vini? La mise-en-place? se il pane è fresco, l'olio è genuino (e nella bottiglietta sigillata), l'acqua nella bottiglia di vetro, la climatizzazione piacevole, il personale competente...? in sostanza TA e co. ci danno solo un'indicazione di massima, niente più.

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