Intervistiamo Gerard Basset, il Master in qualunque cosa riguardi il vino

di Elena Di Luigi

Gerard Basset è l’unico uomo al mondo a essere contemporaneamente Master of Wine, Master Sommelier e Master of Business Administration in Wine. Dopo gli studi in Francia, alla fine degli anni ’80 Gerard si trasferisce in Gran Bretagna dove, di lì a poco, co-fonda la catena di alberghi “Hotel du Vin”. Diventa poi il wine buyer di molti ristoranti stellati, contribuendo a fare del mercato britannico uno dei punti di riferimento del commercio vinicolo mondiale. Per il suo lavoro nell’industria dell’ospitalità nel 2011 Gerard Basset è stato insignito del titolo di Officer of the Order of the British Empire (OBE). E come se non bastasse è Decanter Man of the Year 2013.

Qual è il primo ricordo che hai di te in cantina?
La prima cantina che ho visitato è stata quella di Louis Jadot in Borgogna negli anni ‘80. Lì passai due incredibili giorni con Jacques Lardière, il capo winemaker e fu fantastico; essere con Jacques e assaggiare insieme i suoi vini fu un’esperienza affascinante e stimolante allo stesso tempo.

La cosa che più non ti piace del tuo lavoro?
In realtà molto poco. Fare il sommelier è un bel lavoro, meraviglioso.

Quale vino porteresti a una cena romantica?
Sarei un tradizionalista e porterei uno Champagne Pol Roger Cuvée Sir Winston Churchill, forse un 1999, perchè molto elegante.

Chi inviteresti a una cena ideale e quail vini serviresti?
Oltre alla mia famiglia e ad alcuni amici stretti, inviterei Robert Mondavi, il presidente francese François Mitterrand, il primo ministro britannico Margaret Thatcher, i presidenti Richard Nixon e Bill Clinton, il genio Bill Gates, il calciatore Zinedine Zidane, e poi il campione olimpionico di ice-skating Robin Cousins, il manager di Manchester United, oggi pensionato, Alex Ferguson; poi ancora il campione ciclista Eddy Merckx e infine un grande mago. Tante personalità complesse, quindi mi aspetterei un successo o un totale fallimento. Però dal momento che è un sogno mi immagino che vada meravigliosamente bene. Per quanto riguarda i vini, servirei bottiglie da “lista da sogno” quindi Champagne Dom Ruinart Rosé 1998 , Riesling di Egon Muller Scharzhofberger Spatlese 1983, Giaconda Chardonnay 2004 Romanée-Conti 1993, Barolo Giacomo Conterno Monfortino 1995, un Cabernet Sauvignon Reserve Robert Mondavi 1976, Château Latour 1961, Château D’Yquem 1976, Quinta do Noval Nacional 1931 e un Madeira Malmsey di Blandy oppure di D’Oliveira del XIX secolo. Infine servirei un bicchiere di Yellow Chartreuse prodotto in Tarragona il secolo scorso.

Quale winemaker contemporaneo ammiri di più e perchè?
Domanda difficile ma se dovessi scegliere un solo nome direi Caroline Lestimé, proprietaria di Domaine Jean-Noël Gagnard in Chassagne-Montrachet. Fa dei vini buoni e quello che più mi piace di lei è che è molto discreta e produce pensando ai clienti, non solo ai giornalisti.

Se tu potessi partecipare alla produzione di un vino del passato, quale annata sceglieresti e dove andresti a farlo?
Sceglierei il Napa Valley dei primi anni 70: quello deve essere stato un posto molto eccitante dove produrre vino in quegli anni.

Cosa temi di più per il futuro del mondo vinicolo?
Il forte riscaldamento globale e la mancanza di acqua in certe regioni.

Qual è a oggi il traguardo più importante che hai raggiunto nel tuo lavoro?
L’aver preparato molti sommeliers che poi hanno aperto ristoranti di successo e sono diventati figure importanti nel settore. Sono molto orgoglioso di averli conosciuti, guidati e di averli ancora come amici.

Quale combinazione cibo-vino hai scoperto di recente?
A una cena nel ristorante di Londra ‘Tsukiji Sushi’ a favore della campagna Discover the Origin, lo chef ha preparato una cucina fusion giapponese utilizzando anche il prosciutto di Parma e il formaggio Parmigiano-Reggiano. Ho mangiato una tartare di tonno, la cipolla rossa, myoga e foglia di shiso con l’olio tartufato, pomodoro, yuzu miso e naturalmente il prosciutto e il parmigiano, il tutto servito con un rosso di Borgogna. L’accostamento ha funzionato in modo sorprendentemente superbo.

Quale varietà di uva consideri la più sottovalutata?
Non ne sono sicuro ma direi che il Semillon rientra in questa categoria. Nella lista di vini i clienti non si eccitano all’idea di questa varietà ma poi una volta assaggiata l’apprezzano.

Se tu avessi un super potere da utilizzare nel tuo lavoro quale sarebbe?
Quello di eliminare il sentore di tappo nei vini.

Chi ti interpreterebbe in un film sulla tua vita?
Mia moglie dice David Suchet, l’attore che interpreta Hercule Poirot in televisione … Io preferisco dire Leornardo di Caprio oppure Ben Affleck.

Quali sono i profumi che preferisci in un vino?
Ribes nero, legno di cedro, tartufo, cera d’api e molti altri.

Come ti rilassi?
Leggendo un thriller.

6 Commenti

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Paola

circa 8 anni fa - Link

Master Sommelier? Sicuri sicuri?

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Marina

circa 8 anni fa - Link

"He is the reigning World Champion Sommelier and the only person ever to simultaneously hold the Master of Wine, Master Sommelier and MBA Wine honours" (http://www.gerardbasset.com/)

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suslov

circa 8 anni fa - Link

probabilmente e' pure certificato PMP e ISO-9001 ...

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Alberto G. Tricolore

circa 8 anni fa - Link

Mi sa che il vino lo porto io.

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Vittorio

circa 8 anni fa - Link

Se Chuck Norris bevesse vino si chiamerebbe Gerard Basset!

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Mauro ArdeCore

circa 8 anni fa - Link

Inviterebbe un buon numero di defunti, a quanto pare...penso che rovinerebbero l'espressione aromatica dei vini.

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