Il meglio della settimana in cui tutto il team de L’Espresso Vini è stata silurato (e menzogne varie)*

Il meglio della settimana in cui tutto il team de L’Espresso Vini è stata silurato (e menzogne varie)*

di Alessandro Morichetti

I post più letti degli ultimi sette giorni.
1 – Vini Espresso | Fuori Rizzari-Gentili, dentro Paolini-Grignaffini. That’s all, folks.
2Il Consorzio Tutela VS Osteria Monte Baldo a Verona: vietato promuovere l’Amarone.
3Chi ha parlato di Prosecco nelle bottiglie di Moet&Chandon taroccato?
4E’ morto Giacomo Tachis, l’enologo di Sassicaia, Tignanello e Solaia.
5Krug 2002 e la teoria dei big data per spiegare una vendemmia complessa.
6Il Verdicchio fra Jesi e Matelica, il libro di Francesco Annibali.
7Krug 2002.
8Le anteprime toscane a modo mio: Caprili a Montalcino.
9L’alcol test ai maestri di scuola. Ora, però, facciamolo anche ai legislatori.
10La cantina ideale? Per carità, non fatevi consigliare da Martha Stewart.

* I collaboratori lo hanno appreso casualmente e i diretti interessati non hanno meritato nemmeno una telefonata ma come sempre succede – nel fine rapporto tra l’Espresso Vini e il team Rizzari-Gentili – hanno ragione i pragmatici ben informati: la guida non stava in piedi, troppo “anticonformista”, poco ligia al potere e agli investitori pubblicitari. Quelli dell’Espresso fino ad oggi non sono mai scesi a compromessi e questo era il loro marchio distintivo, unendo competenza, grande esperienza e fastidiosa estraneità al jet set. Fervono ricostruzioni fantasiose da più parti ma tra amici, amici degli amici e spettatori interessati c’è poco di cui andare sereni. Meglio leggersi l’intervista odierna di Carlo Macchi ad Ernesto Gentili (suoi i virgolettati che seguono) su WineSurf.

Sintetizzo i punti salienti:
– l’unica avvisaglia è stata una telefonata di Enzo Vizzari al Gentili in gennaio: “mi diceva solamente che la direzione dell’Espresso aveva deciso di cercare altre strade relative al settore vino”. È stata l’unica comunicazione, poi il vuoto, almeno fino al post “ufficiale” di Luciano Pignataro dell’altro ieri.
–  Le vendite. Fortemente ridimensionate rispetto alle 35.000 copie del 2007, hanno risentito di vari fattori ma “la forza commerciale dell’Espresso non è mai stata usata a vantaggio della guida vini. Anche se sono due canali importanti, la guida usciva solo in edicola e in libreria, non prendendo mai in considerazione gli altri tipi di vendite, che alla fine sono quelle che fanno guadagnare un editore.” Nessuna proposta di vendita alle aziende – prassi comunissima presso le altre guide – nessun movimento presso grossi gruppi farmaceutici o di altro genere che spesso personalizzano il prodotto per la clientela: “il nostro ruolo era quello di fare bene la guida, non di venderla”.
– Menzogne. Così Gentili definisce frasi tipo “una linea editoriale esclusivista che ha lasciato fuori tanti protagonisti del vino italiano”. E qui enuclea uno degli aspetti che più hanno fatto amare questo prodotto editoriale (grassetto mio).

Se mai è stato proprio il contrario: abbiamo avuto il merito di far emergere una moltitudine di produttori, nuovi e di lungo corso, mai presi in considerazione dalla critica al tempo dominante e allineata, immediatamente pronta però a mutare apparentemente forma per rivendere come proprie queste scoperte. I protagonisti che abbiamo lasciato fuori sono quelli “Se non mi premi non ti do più il vino” o quelli abituati a contrattare le valutazioni dei propri vini. Se il nostro esclusivismo è questo, allora siamo fieri di essere “esclusivi”.

Si chiude un ciclo e se ne apriranno altri, non muore nessuno. Purtroppo, a molti mancherà un prezioso strumento di consultazione cui anche i colleghi di altre testate – dal Gambero Rosso a Slow Wine – hanno tributato un meritato riconoscimento.

[Credits: WineSurf]

 

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Alessandro Morichetti

Tra i fondatori di Intravino, enotecario su Doyouwine.com e ghost writer @ Les Caves de Pyrene. Nato sul mare a Civitanova Marche, vive ad Alba nelle Langhe: dai moscioli agli agnolotti, dal Verdicchio al Barbaresco passando per mortadella, Parmigiano e Lambruschi.

5 Commenti

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Sergio

circa 6 anni fa - Link

Ma no è che sta montando un caso un po' per nulla? certo, destini personali a parte ovviamente. Però da quanto tempo gli Ottimi erano responsabili della guida? l'editore non può decidere di cambiarli? lo scrivi tu stesso, "non muore nessuno". PS: qualche esempio di piccole scorrettezze anche degli Ottimi e dei loro collaboratori mi pare si possa rinvenire pure tra le righe della loro guida, no? non vorrei scriverli per forza....

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Alessandro Morichetti

circa 6 anni fa - Link

Non muore nessuno ma viene meno quella che per quanto mi riguarda era la voce più autorevole per una serie di ragioni. A margine, reputare costoro degni di massima considerazione non significa dire che gli altri sono tutti prezzolati. In mezzo ci sono tutte le sfumature tra il bianco e il nero ma quando fa comodo stiracchiare i concetti succede anche di leggere questo.

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wine princess

circa 6 anni fa - Link

Mi auguro che Ernesto Gentili, Fabio Rizzari e collaboratori vari possano decidere di dar vita ad una nuova Guida fatta per conto loro, continuando a seguire i criteri che hanno sempre adottato e che ritengo estremamente utili, corretti ed efficaci. Personalmente sono disposta sin d'ora a pagarla anche 100 euro e pure anticipatamente, a scatola chiusa, se questo può giovare, perchè la fiducia è fiducia e per il semplice consumatore è un concetto fondamentale che sta alla base di tutto, punto e basta. Buona domenica.

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Franco

circa 6 anni fa - Link

Un mercato che non esprime voci diverse, e spesso anche in contrasto, non è un mercato interessante. Certo, qui l'unica e sola verità non viene detta. La Guida era realizzata per informare o per fare soldi? Se era realizzata per informare le vendite non devono interessare, se era realizzata per fare soldi è giusto che a fronte di una diminuzione delle vendite cadano le teste dei responsabili. Questo però, per correttezza, l'Editore dovrebbe esprimerlo all'inizio di un progetto. Avanti la prossima, quindi.

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Vinogodi

circa 6 anni fa - Link

...è più forte di me: mi dispiace a prescindere. L'impegno era innegabile, il prodotto apprezzabile . Purtroppo hanno prevalso logiche economiche, ma fa parte della vita. Stima incondizionata ...

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