Il meglio della settimana in cui è terminata una importante edizione di Master Chef*

Il meglio della settimana in cui è terminata una importante edizione di Master Chef*

di Alessandro Morichetti

I post più letti degli ultimi sette giorni.
1 – L’esperienza di un oste coi vini naturali vale più delle profezie di tanti esperti.
2 – Encry, la prima verticale 2009-1996 dello Champagne “italiano”.
3 – Dopo Benvenuto Brunello 2016, altre note alternative (tutta un’altra musica).
4 – Anteprime toscane 2016: arriva la Riserva 2010 per il Brunello di Montalcino.
5 – Cronache dall’anteprima del Montefalco Sagrantino 2012 (e la bellezza di alcuni assaggi 2006).
6 – Birre al glifosato in Germania. Controcanto all’analisi del Corriere della Sera.
7 – Anteprima Vino Nobile di Montepulciano 2016: nuovo logo e nuovi orizzonti.
8 – Vin Santo del Chianti e Cohiba, 50 di questi anni e di questi abbinamenti.
9 – Domande da panico: qual è il Prosecco di Valdobbiadene con il miglior rapporto qualità/prezzo?
10 – Vinitaly a costo zero. Entra anche tu con i nostri consigli tattici.

* La transizione dell’alta ristorazione da godimento e segno d’elezione dei pochi a oggetto di curiosità e desiderio dei molti è compiuta. Più grazie a Master Chef e i suoi cuochi rockstar che a piatti, ambiente, servizio e stelle. Il grande cuoco/restaurant man è diventato icona di qualcosa che è passato dall’essere caro a solo costoso, però ambito, cercato, bramato. Solo pochi andranno a mangiare da Cracco o Cannavacciuolo ma la svolta è che i molti non li percepiranno più come alieni.

Interessantissima e molto condivisibile l’analisi di Tommaso Melilli su Studio: “Masterchef visto da un cuoco“. Seguono un paio di estratti.

“La quinta edizione di Masterchef è stata quella della svolta narrativa. A partire dai giudici. Con l’arrivo di Antonino Cannavacciuolo, “lo chef che ha unito l’Italia”: perché è napoletano ma lavora in un ristorante piemontese. Fino allo scorso anno, alle selezioni, all’aspirante concorrente venivano chiesti “rapidi cenni biografici”, ma soprattutto quale fosse la sua idea di cucina. Quest’anno, il tono era più che altro questo: «Com’è la tua vita? E perché vuoi cambiarla?».”

(…)

“Il fatto è che la svolta narrativa e esistenziale sta lentamente trasformando i giudici in life coach, tanto che ogni giudice ha ormai i suoi protégés, che sostiene, accompagna e accarezza. Da questo punto di vista il migliore in assoluto è evidentemente Bastianich, che in questa edizione è riuscito a convincerci di parlare arabo e di avere un dottorato sull’ateismo tedesco. Di gran lunga il più dotato in termini di improvvisazione, regala attimi di puro Forrest Gump.”

 

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Alessandro Morichetti

Tra i fondatori di Intravino, enotecario su Doyouwine.com e ghost writer @ Les Caves de Pyrene. Nato sul mare a Civitanova Marche, vive ad Alba nelle Langhe: dai moscioli agli agnolotti, dal Verdicchio al Barbaresco passando per mortadella, Parmigiano e Lambruschi.

1 Commento

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Francesco Garzon

circa 6 anni fa - Link

maionese con la mano... Da provare !

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