Food truck e vino? Quattro idee possibili

di Fiorenzo Sartore

Quello che una volta era il camioncino del porchettaro oggi si chiama food truck. L’inglesismo di questa rinominazione del lavoro in stile decrescita felice non mi perturba: se è lecito, cioè, lamentare il fatto che i lavoratori siano costretti a inventarsi impieghi fantasiosi, è pure vero che tocca fare di necessità virtù, con spirito costruttivo, quindi food truck suona bene. Magari se non avete ancora visto Chef, il film, rimediate.

D’altronde come scrive qui La Cucina Italiana, “negli States sono nati come risposta anticrisi agli affitti sempre più cari delle metropoli”. Nell’articolo in questione, che fa riferimento all’esperienza di Zibo, ci sono consigli logistici e di tipo più specificamente foodie. Da parte mia mi piaceva integrare con qualcosa riferito al vino: quali vini vorremmo vedere su un food truck? Ecco una possibile elencazione di tipi. Chiaramente poi tutto dipende dai menù, questa è una specie di dream list.

Ci sarebbe, anche, il mare magnum delle birre, ma lascerei ad altri quelle indicazioni.

1. Rosso con le bollicine, cioè Lambrusco. Questo è il primo vino che mi viene in mente per quel genere di consumo veloce e probabilmente poco liturgico. Il mio suggerimento va su un lambrusco della zona Parma, che enfatizza il frutto, il colore concentrato: poi in estate si serve pure fresco (oppure freddo), ed è un compagno ideale su molte preparazioni da consumo easy. La tipologia più secca e austera, verso Modena, è meno nelle mie corde ma nel caso vi qualificherà bene nei confronti degli eno entusiasti verso quel genere.

2. Bianco con le bollicine, manco a dirlo: Prosecco. Qui piuttosto che una versione extra dry di Prosecco, che può essere segnata da una morbidezza eccessiva, direi meglio un rifermentato in bottiglia che abbia asciugato completamente gli zuccheri – quindi sì, una versione col fondo. Assieme all’aromaticità del vitigno questo vino dovrebbe avere scatto e freschezza. Quanto al colore opaco, funziona sempre molto come elemento spiazzante per chi ancora non lo conosce. Tutti gli altri invece saranno contenti. Parola magica (per me): “vino gastronomico”.

3. Rosso fermo magari turbo-aromatico. Sempre nell’ottica della bevuta veloce e spensierata può essere interessante proporre rossi con una verve aromatica molto personale (immaginiamo l’abbinamento con elementi speziati, per esempio). Ci sono alcuni campioni niente male della tipologia, che hanno tutti la giusta carica di insolito. Per esempio il brachetto secco, o il Lacrima di Morro d’Alba. Oppure l’aleatico laziale (Gradoli) secco (tipo questo). Oppure ancora il Ruché di Castagnole Monferrato (che si pronuncia ruké, non ruscié). Se piacciono i rossi floreali, sarà un trionfo.

4. Bianco fermo e modaiolo, uno a caso: riesling. Certo, ci sarebbe anche il gewürztraminer, ma diciamolo sottovoce: un po’ ha stancato. Forse è meglio andare con qualcosa meno ridondante e più facile agli abbinamenti. Riesling con acidità tagliente, quindi, e magari un po’ di idrocarburi al naso (perché in effetti certi ricordano il kerosene, ma non è brutto come sembra). Qui uno può spaziare in mezza Mitteleuropa con varianti in Alto Adige e pure in Oltrepò, purché sia il clone teutonico che è più duretto.

Postilla finale: quale bicchiere usare. Com’è fatto un calice da degustazione più o meno lo sappiamo tutti. Immagino però che nel food truck ci siano problemi di spazio quindi l’uso di un bicchiere ingombrante non è facilissimo. Io oserei quindi sovvertire un po’ questa cosa rilanciando il vecchio bicchiere da osteria, quello che a Genova chiamiamo gotto, che fa, pure lui, decrescita felice. Soprattutto sdrammatizza. Poi comunque qualche calice nascosto tenetelo, non si sa mai.

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Fiorenzo Sartore

Vinaio. Pressoché da sempre nell'enomondo, offline e online.

8 Commenti

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Gianni Morgan Usai

circa 6 anni fa - Link

Gotto uber alles...! ( Volkswagen not included..)

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Sergio

circa 6 anni fa - Link

e qualche bella Schiava, che va giù a damigiane? però volevo chiederti dove posso trovare Brachetto secco: non l'ho mai incontrato

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Fiorenzo Sartore

circa 6 anni fa - Link

tra quelli reperibili c'era Scarpa, credo lo faccia ancora

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Gianni Morgan Usai

circa 6 anni fa - Link

Imperdibile, doverosa citazione, il Bianco sulfureo di Genova -Coronata... Vino a 4 tempi...

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Stefano Cinelli Colombini

circa 6 anni fa - Link

Viva il cibo da strada, è tempo che si abbini al vino. Ma per ottenere questo risultato non si può passare dal bicchiere di vetro. Certo il bicchiere di plastica è antiestetico, non è politicamente corretto e siamo tutti pieni di pregiudizi, ma come fa un furgoncino (o un bar) a gestire il lavaggio di centinaia di bicchieri nell'ora di punta? Se insistiamo su "o il vetro o morte" ci neghiamo con le nostre mani un mercato da milioni di bevitori. E forse da centinaia di milioni. Perché Intravino non fa una genialata, e lancia una sfida ai suoi lettori e all'industria; progettiamo tutti insieme un "bicchiere da degustazione" di plastica, ovviamente impilabile. Necessariamente, per via degli spazi e degli stampi. Ricordiamoci che anche il cristallo dalla forma classica che usiamo ora non è sempre esistito, è stato inventato per fare fronte a una necessità; non è una verità di fede, il vino esisteva prima di Riedel e esisterà dopo. Non ha senso idolatrarlo.

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Sergio

circa 6 anni fa - Link

ci sarebbero le tazze, tradizione da rispolverare; risolto il problema spazio, rimane quello lavaggio però

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Denis

circa 6 anni fa - Link

La plastica ha un paio di problemi non da poco: 1. è usa e getta. Significa nella famosa ora di punta, sacchi di plastica da smaltire. Per nulla pratico e antistorico. Bisogna stare un pochino attenti all'ambiente, no? 2. un bicchiere di plastica costa, e bisogna farlo pagare in qualche modo perché non ti torna indietro come il vetro. E il costo, se si producesse un bicchiere di plastica buona (diciamo da degustazione) e impilabile non sarebbe proprio bassissimo, in rapporto ad un bicchiere di vino che magari costa 2 euro. Secondo me la soluzione è un sistema innovativo per lavare i bicchieri di vetro con le seguenti caratteristiche: Lavaggio di un bicchiere alla volta, in modo che si possa lavare immediatamente dopo l'uso prima che lo sporco si fissi. Lavaggio in acqua bollente, per ovvie ragioni e con il minimo utilizzo di detersivo (o anche senza!). Il lavaggio deve durare pochissimi secondi... 3-5... non di più. Mi viene in mente quell'aggeggio che si usa per sciacquare i bicchieri della birra prima del servizio. Ecco, una cosa del genere che lavi e sterilizzi in un attimo, in particolare dove si poggia la bocca... e il gioco è fatto!

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Denis

circa 6 anni fa - Link

Come bianco con le bollicine ci vedrei bene anche la malvasia secca dei colli piacentini. Leggermente abboccato, sa proprio di bibita... Per quanto riguarda i rossi un bel grignolino profumato di ciliegia e lampone (bricco del bosco?). Ottima scelta il ruchè! Sottovalutatissimo!

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