Dalle 18 è aperto Eataly a Milano. Mi vedete nella selfie con Oscar Farinetti?

di Cristiana Lauro

Milano, sveglia alle 6.30 e giù in palestra ad espiare, a mondare il peccato. Non voglio toccare cibo per tutto il giorno. Stasera qui si svolgerà un evento importante cui tengo moltissimo e devo andare necessariamente a pancia vuota, nell’invito era specificato: qualcosa da assaggiare ci sarà.

Capperi di Salina! E chi se la perde un’occasione del genere. Signori, la stampa che conta alle 18 di oggi è convocata da Eataly, in piazza XXV Aprile, che aprirà le porte al popolo solo la settimana prossima. Ma tutti quelli che contano sul serio potranno visitare questa sera Eataly in anteprima, condotti per mano da quel genio di Oscar Farinetti. Io ci sarò perché non conto e non ho mai contato, ma mi bacia la fortuna da quando ero piccola. Tié!

Ovviamente, per l’occasione, mi sto facendo sistemare come si deve nel salone degli eredi di Aldo Coppola. Bevo tisane depurative da stamane e faccio tutto ciò che posso per essere al massimo della forma, dopo aver smaltito i bagordi alcolici di ieri sera in una sauna che, temo, mi toccherà pagare nuova; l’ho mollata che sapeva di barrique di dodicesimo passaggio, non va più bene nemmeno per una base spumante di falanghina, metodo Solera. E vabbè, pazienza, un problema per volta, intanto mi occupo di questa sera e arriverò digiuna, immacolata, possibilmente libera.

L’avverbio è importante perché  in caso di débâcle ipoglicemica sarò costretta a mangiare prima qualcosa, ovvio, ma l’obiettivo di contenimento è fissato sul 40% in meno rispetto ai miei standard abituali, inutili, eccessivi e soprattutto nocivi per la salute e per l’ambiente. Insomma a me la parola libero piace, per quel che conta io l’appoggio. Addirittura sarei per l’estensione del termine anche ad altri prodotti confezionati. Pane libero, pasta libera e biscotti liberi, perché no? Anzi, facciamo così: panettone libero, pandoro in porta, attaccanti i torroni e non se ne parli più!

L’apertura di Eataly a Milano non è un evento da poco, dopo il successo di New York e di Roma le aspettative alte sono ben fondate, la macchina è oliata, gira e propone offerte diverse a seconda del caso. A Roma c’è molto spazio per la birra artigianale, ad esempio, soprattutto home made, mentre a New York ho sentito più Peroni nell’aria. Ma son donna di mondo e se non batto ciglio a Manhattan a casa di palati fini che preparano l’amatriciana col prosciutto cotto, figuriamoci cosa me ne importa di una birra che ha ben poco da spartire con l’artigianalità.

Sono curiosa di vedere Eataly a Milano e di sapere chi farà lo show cooking per primo. Forse il vincitore di Masterchef, nonostante le polemiche? E chi lo sa, ma non vedo l’ora di esserci, son sincera. Anche se per un attimo, un po’ di corsa, quando ho letto quella mail di convocazione con la postilla di garanzia: “qualcosa da assaggiare ci sarà” ho sperato che l’invito me l’avesse inviato il mio amico Rocco Siffredi. Lui sì che è un artigiano.

[Post in aggiornamento. Appena ho foto, le aggiungo: torna numeroso].

Un Oscar concentratissimo

Oscar, colto da una renzite acute, mentre arringa la stampa

Il nuovo che avanza. Cino Tortorella, detto “il Mago Zurlì”: che fine ha fatto la rottamazione?

Considerazioni finali dalla vostra inviata: Piu di 300 dipendenti. Il posto è molto bello e i lavori sono stati eseguiti grande cura e buon gusto. Rispetto a Roma è  più raccolto, meno dispersivo. Non ha quell’aria da capannone. Ogni sera ci sarà spettacolo e si suona: al teatro Smeraldo hanno suonato Woody Allen, Celentano, Gaber, Jannacci e non so se mi spiego.

Parere personale: molto meglio di Roma. Abbiamo anche provato un po’ di cose molto buone fra cui il pane, i fritti di Torrente (sperando rimangano buoni, non come a Roma) battute di carne buonissime. E Birra Nastro azzurro, a proposito di artigianalità.

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Cristiana Lauro

Cantante e attrice di formazione ma fortemente a disagio nell’ambiente dello spettacolo, che ha abbandonato per dedicarsi al vino, sua più grande passione dopo la musica. Lauro è una delle degustatrici più esperte d’Italia e con fierezza si dichiara allieva di palati eccellenti, Daniele Cernilli su tutti. Il suo sogno è un blog monotematico su Christian Louboutin e Renèe Caovilla, benchè una rubrica foodies dal titolo “Uomini e camion” sarebbe più nelle sue corde. Specialista di marketing e comunicazione per aziende di vino è, in pratica, una venditrice di sogni (dice).

4 Commenti

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stefano bonilli

circa 7 anni fa - Link

Io non conto proprio un cazzo, mai ricevuto l'invito per l'inaugurazione. O forse sono sulla lista viola...? :-D

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Cristiana Lauro

circa 7 anni fa - Link

Stefano tu conti troppo è diverso. Altra categoria ;-)

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Giovanni Solaroli

circa 7 anni fa - Link

Beh, meglio te di Julia Roberts

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Lavinia

circa 7 anni fa - Link

sei un genio! quando mi accorgo che hai scritto qualcosa, mi precipito! Grazie :)

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