Confini. I rossi del Collio, più o meno

di Emanuele Giannone

Se dei bianchi più o meno si sa, per i rossi del Collio e della Vipavska Dolina può senz’altro bastare il meno, fatta eccezione per i pochi produttori antonomastici e gli sparuti enofili transfrontalieri. Al confronto con quelli di altre zone, i Merlot e Cabernet di qui destano minore curiosità. Risultano poco allettanti per la corrente enocratica di maggioranza, sostenitrice del primato varietale e delle classifiche. I vini migliori, oltretutto, possono raggiungere prezzi eccedenti la soglia del dolore. Così, i più continueranno a ignorare rossi molto buoni e non stereotipati, rappresentanti fedeli di una zona vocata e delle sue molte sottozone: vini probabilmente destinati a restare dominio di frequentatori del limes, di qualche idealista forestiero e di pochi altri enciclopedisti, sensibili all’argomento dell’identità territoriale ovunque essa alligni.

Dei bianchi-per-caso di Klinec e Mlečnik più o meno si sa, grazie anche alla puntata precedente. Sui loro rossi, meno noti e reperibili, mi soffermo qui. Di Mora (Klinec), la Riserva da uve di merlot e doppio cabernet, ho riassaggiato il 2006: denso, scuro, profondo ed energico dopo l’incipit mimeticamente morbido. Grande ampiezza: in più passaggi successivi cacao e amarena, cannella, cardamomo, mirtillo, mora di gelso, prugna, bacon, note affumicate e speziate. Vino disteso e rotondo, pieno ma non pletorico. Non pesa: lo sviluppo è tutto slancio ed effusione, invita e coinvolge con variazioni di frutto scuro, sottobosco, amarena, cola, sale rosso e una sottolineatura minerale che ricorda ferro e pietra. Ugualmente perfuso di alcoli e tannini nel lungo, vivace quarto tempo. In perfetto equilibrio. Il 2009, primo di due assaggi dalla botte, è oracolare: rivela poco e per simboli. Tutt’altra impressione al palato, che è profondamente marcato dai tannini avvolgenti e vellutati, dal corpo ragguardevole, dai ricordi avvincenti di cassis, amarena, prugna, spezie scure e rauchwurst. Infine il 2011: tanto compresso da svolgersi, più che in aromi, come presenza e prestanza impresse al palato e nella memoria. Il picco verso il finale ed è confortante: acidulo, nello stesso sano e irruento tono del frutto rosso fresco.

Di Valter Mlečnik ho riprovato il Merlot 2006, vino dall’evoluzione avvincente e oscillatoria: granitico e spinoso ai primi assaggi, poi irrequieto, quindi nuovamente algido e muto. Così arriviamo a due anni fa. All’inizio del 2012 è sbocciato in un fiore austero ed elegante, maturato in un frutto succulento e fragrante, rosso e nero. Buonissimo, soprattutto per la rorida carnosità, una polpa fresca e acidula, corroborante; e per il tannino levigato che avvolge e conchiude finemente le sensazioni gustative. Piace di un piacere diverso, non minore, da quello del suo fratello magro: il 2005. Questo è più esile e flussile, nudo e teso, un ricordo di frutto letteralmente scarnito all’osso: infatti è ciliegia col suo osso, come quello tenuemente amaro e dolciastro. Un vino-lupo, magro, nella sua magrezza carico di tutte brame.

Foto: storie del vino

Emanuele Giannone

(alias Eleutherius Grootjans). Romano con due quarti di marchigianità, uno siculo e uno toscano. Non laureato in Bacco, baccalaureato aziendalista. Bevo per dimenticare le matrici di portafoglio, i business plan, i cantieri navali, Susanna Tamaro, il gol di Turone, la ruota di Ann Noble e la legge morale dentro di me.

10 Commenti

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andrea jermol groppi

circa 8 anni fa - Link

Benchè per troppo tempo sia stato il rosso da tavola per antomasia, il Merlot, sul Collio, è l' unica uva a bacca rossa che in effetti riesce a dare vini decisamente interessanti. La sua presenza è ben consolidata nel tempo e da molti vignaioli è considerata alla stregua di un vitigno autoctono. Anche se poi alla prova dei fatti non c' è un produttore che ne fa il proprio vino bandiera. Nella categoria "prezzi eccedenti la soglia del dolore", ( ma neanche tanto visto che siamo sulla ventina di euro ) il mio preferito da anni è quello di Raccaro . Ma a Dario non bisogna dire che il suo è un Merlot pazzesco perchè se no si incupisce e ti dice che lui fa grandi bianchi ( verissimo) e che il Merlot ( 1000 bottiglie) non conta nulla. Atteggiamento comune a molti altri grandi bianchisti del Collio. Quello di Sgubin, sempre a Cormons è per me il campione del rapporto qualità prezzo. Ma anche in questo caso non viene certo considerato da Renzo il suo cavallo di battaglia. Quindi, se " i più continueranno a ignorare rossi molto buoni e non stereotipati" sarà sicuramente perchè "poco allettanti per la corrente enocratica di maggioranza" ma anche perchè gli stessi produttori nel Collio ( a parte qualche rara eccezione come Coser ) non ritengono di puntare su vini che non siano quelli classici bianchi che hanno reso famosa questa doc.

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Emanuele

circa 8 anni fa - Link

Risposta che mi fa oltremodo piacere perché cita due vini e due produttori che seguo con grande interesse. Mi dà anche modo di precisare che non era mia intenzione esaurire con questi due produttori il Collio e la Vipavska Dolina nelle loro versioni in rosso. Non a caso... (la risposta continua con la replica al commento successivo)

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gian paolo

circa 8 anni fa - Link

pienamente daccordo su Raccaro, però a Cormons per me c'è un'altro grande Merlot ...Ronco del Gelso.nell'annata giusta perfetto meglio di tanti francesi con la F maiuscola e poi fa i vini bianchi più buoni d'Italia.Mitico Giorgio Badin! ciao GP

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andrea jermol groppi

circa 8 anni fa - Link

Grazie Emanuele, aspetto con piacere le tue cronache! @ Giampaolo: concordo su Badin, adoro il suo Pinot Grigio che bevo dopo 3-6 anni, apprezzo sempre più la sua Malvasia e il suo Tocai è un classico, ma conservo con cupidigia ancora un paio di bottiglie del suo splendido Merlot 2006. Mi sai consigliare qualche annata più recente all' altezza? P.S Badin però è dalla parte sbagliata della ferrovia.....

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gian paolo

circa 8 anni fa - Link

per il merlot ricordo un 99 da favola ..conservo ancora la bottiglia vuota, come le altre :) -su tutti per me sia tocai 97 che Latimis pari annata-l'ultima annata del Merlot presentata a questo vinitaly me lo ricordo veramente buono e di sicuro avrà un grande avvenire.però nn mi ricordo l'annata ..ciao gp

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Michele Semprini

circa 8 anni fa - Link

Ciao Emanuele! Recentemente sono stato in Slovenia, zona Vipavska Dolina, e ho provato il vini di Batic.. molto interessanti! Per quanto riguarda i rossi.. l'Angel 2007 mi è sembrato veramente un campione di razza! Comunque la zona è davvero splendida, meriterebbe sicuramente maggiore considerazione..

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Emanuele

circa 8 anni fa - Link

... non a caso è trascorso poco tempo da una mia visita a Miha Batic (e ad altri lodevoli interpreti dell'opera in rosso) della quale parlerò a breve, impegni di lavoro (l'altro) permettendo. Già, perché devo chiudere con i saluti dal cantiere Navantia di Puerto Real, Cadice. Con la prospettiva non sgradevole di poter finalmente visitare tre o quattro bodegas in zona, tra la stessa Cadice, Jerez e Sanlucar de Barrameda. Hasta luego.

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Emanuele

circa 8 anni fa - Link

Ve ne butto là altri quattro assaggiati più volte e con risultati altalenanti, ma buoni in molti casi: i due Simcic, Edi e Marijan; Movia; e poi Buscemi coi suoi tre monovitigni da uve non tutte sue, e proprio per questo criticato da molti. Critica che, per analogia, dovrebbe portare alla conclusione che Bouchard e Jadot non sono vera Borgogna.

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Carlo

circa 4 anni fa - Link

Agosto 2017, aperta una (unica) bottiglia di Mora 2006 per paura si perdesse in a...o, invece ancora ottimo con i suoi 25 mg/l di solforosa dichiarati in etichetta. Complimenti agli autori, del vino e degli articoli che mi han fatto scoprire queste gioie. W il rosso!

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Emanuele

circa 4 anni fa - Link

Grazie Carlo. Anche a me è rimasta una sola bottiglia in cantina. Spero che abbia tenuto come quella di cui hai raccontato nel tuo commento. W il rosso!

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