Con Oscar Farinetti (e Bruno Giacosa) in copertina sul Wine Spectator mi sento orgogliosamente italiano

di Alessandro Morichetti

Ne ha già parlato WineNews ma voi col cavolo che lo leggete. Bravi! Caproni. Ordunque, Wine Spectator è una pubblicazione di riferimento a livello mondiale e sfogliarla ogni tanto aiuta a capire dove tira il vento. In America e non solo fa vendere ancora vino. Ebbene, chi ti porta in copertina il numero di aprile in uscita? Ta daaaan: Oscar Farinetti!! Ma si, proprio lui, il baffo d’oro, mr. Eataly. Spernacchiato oggi per quel furbetto magma del vino libero, supporter ieri di Matteo Renzi alle primarie del PD, candidato domani (chissà) a un qualche Ministero perché l’alto profilo imprenditoriale serve, Natale Oscar Farinetti (cacchio, anche io vorrei scrivere la letterina a un Babbo Natale così!!!) è un personaggio discutibile solo a partire da alcuni punti fermi che mi accingo ad elencare:

1) A Novello non risultano Bunga-Bunga. Lo avrei saputo e mi sarei infiltrato per amor di conoscenza. Niente, il silenzio assoluto. Una casa normale con una famiglia normale con i piedi ben piantati per terra: una cantina a un figlio, un negozietto ciascuno agli altri, ordinaria amministrazione, zero festini, zero gossip, zero trasgressione della legge. Che noia!

2) Oscar Farinetti è un imprenditore. Non è un mecenate, non è Madre Teresa. Crea impresa e reddito. Ha avuto una love story coi frigoriferi ma il rapporto alla lunga si è raffreddato. Non lo conosco personalmente ma il baffo è una simpatica canaglia e se arrivano gli americani a descriverlo come colui “che porta il wine & food italiano negli angoli del mondo”, io mi ci ritrovo. Eataly ha deviato il traffico di New York diventando la terza (TERZA) attrazione cittadina e sorrido quando Farinetto jr Nicola parla di “evento gastronomico più importante della storia dopo l’ultima cena”. Dirigendo un attrezzo del genere a 27 anni (ora 29), hai tutto il diritto di gasarti ed esagerare. “La rivista americana celebrerà anche quella che chiama “la visione del futuro” dell’imprenditore di Alba, segno che anche per gli stranieri Oscar è ormai una importante figura del panorama italiano“.

3) Roma non è stata costruita in un giorno, né a forza di chiacchiere, ma ho sacro rispetto del discernimento. Nessuna apologia di Farinetti, quindi. Prime forniture a prezzi stracciati, livello di spesa poco basic, qualità con alti e bassi, 263 commenti per una cacio e pepe da 20 euro, il camion della Despar davanti all’ingresso… Ce n’è per tutti ma io non sono manicheo né democristiano. Ogni grande impresa porta con sé storture e imperfezioni, genio e paraculaggine, un nome fenomenale (Eat+Italy) e prodotti italiani. Si possono fare molte critiche sensate ma è giusto contestualizzarle, insomma.

4) ITALY’S Champion. Potremmo farci una tesi in Analisi del Contenuto, perché il claim dice già tutto. C’è un campione, che è Farinetti, ma in capital letters c’è un paese, questa Italia, e vicino non ci sono parole tipo “disastro”, “escort”, “vergogna”, “impresentabile”. Farinetti è la testa di ponte di un sistema, è la simpatica canaglia che attira le luci della ribalta. Dietro c’è quell’italianità spesso dimenticata, caotica, svalutata. Ma se l’Italia profuma di buono è anche grazie a gente come Farinetti. Poi magari io bevo Mascarello o mangio la pasta di Valentini, ma fatemi dire: un americano xxxl medio, con la Barilla, puo’ ringraziare il cielo e baciare per terra.

5) Bruno Giacosa, Maestro of Nebbiolo. Dopo fotocopertina e segnalazione di oltre 750 vini giudicati c’è lui, Giacosa Bruno “il genio di Neive”, una pietra angolare di Langa, forse il più grande selezionatore di uve nella storia del nebbiolo. Il tandem Farinetti (uomo di mondo, imprenditore, affabulatore) – Giacosa (uomo di terra, langhetto di poche parole, spontaneamente silenzioso per far parlare i vini) è talmente strampalato e impensabile da risultare appassionante ed esaustivo.

E che nel mese di aprile il mondo del vino abbia questa duplice faccia langhetta, piemontese, italiana, a me piace molto.

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Alessandro Morichetti

Tra i fondatori di Intravino, enotecario su Doyouwine.com e ghost writer @ Les Caves de Pyrene. Nato sul mare a Civitanova Marche, vive ad Alba nelle Langhe: dai moscioli agli agnolotti, dal Verdicchio al Barbaresco passando per mortadella, Parmigiano e Lambruschi.

10 Commenti

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mattee

circa 9 anni fa - Link

Per una volta non è uno straniero a far soldi con le nostre tradizioni..vedi Starbucks, Pizza Hut, LVMH, Inditex, Volkswagen etc. Abbiamo bisogno di imprenditori come Oscar in questo paese! Pensate se Eataly fosse nato da un Russo ad esempio, avrebbe potuto spacciare per italiana pasta belpaese prodotta in Lettonia e formaggio biancolatte siberiano..non sarebbe stata la prima volta..

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Massimo Billetto

circa 9 anni fa - Link

Piace moltissimo anche a me.

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Giovanni Solaroli

circa 9 anni fa - Link

Bravo Ale!

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Paolo Carlo

circa 9 anni fa - Link

Si, sono d'accordo, l'analisi è calzante, bravo Alex.

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La Dame

circa 9 anni fa - Link

Bello, mi piace. Il pezzo e il contenuto. E sono anche d'accordo perchè non tutti i "paraculi" vengono per nuocere. Keep pushing Alessandro.

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Giovanni Solaroli

circa 9 anni fa - Link

bella questa dei paraculi. te la posso rubare?

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faxdigit

circa 9 anni fa - Link

Okay, meglio questo nel mondo che altri stereotipi (bunga bunga, mafia, pizza e mandolino), poi, se posso, io scelgo altro. Perchè tante, davvero tante, "bufale" (e non di latte stò parlando) il market platinato è pieno. Obbietto anche sul fatto che sia un market per tutti (non è così), ne ammiro la grandissima, centratissima, capacità di comunicare, di marketing. Studio da vicino questa grande capacità, davvero grande in tutti i suoi aspetti, poi buona parte degli "Alti cibi" li lascio agli altri.. Preferisco la ricerca tra le pieghe della qualità, conoscere chi fà qualità( e non ha la verità in tasca) e chi è vero. Il resto è uguale uguale a Mc D. né più, né meno.

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suslov

circa 9 anni fa - Link

tutto bene tranne il punto 1. per essere davvero il mio campione dovrebbe trasferire in langa grandi campionesse quali la minetti e la polanco. allora si sarebbe un grande !

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Antonio Tombolini

circa 8 anni fa - Link

L'hai rilanciato oggi, and proud of it, così oggi l'ho letto. È il peggior pezzo su Eataly che mi sia capitato di leggere. Il giorno che onvece di bullartene te ne vergognerai chiamami: allora, e solo allora, ti offrirò con piacere un bicchiere di quello buono (il ché significa scelto da me, ovviamente).

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Alessandro Morichetti

circa 8 anni fa - Link

Cercai i tuoi pezzi ma link non funzionanti, all'epoca. Eataly è solo una parte del ragionamento e di posizioni critiche sul tema ce ne sono in quantità. È interessante il tuo punto di vista, magari poi si scopre che è poco fondato o comunque discutibile ;-). Quanto al vino, dai nemici mi salvi dio ma ai kurni boys ci penso io. PS: piuttosto, come fare per rileggere La Grossa Distribuzione?

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