Come funziona l’inflazione dei centesimi nel vino? Lo spiega in un tweet Wojciech Bonkowski

Come funziona l’inflazione dei centesimi nel vino? Lo spiega in un tweet Wojciech Bonkowski

di Alessandro Morichetti

L’unico casino con Wojciech Bonkowski, giovane e brillante giornalista polacco che gira sempre col suo set di calici da degustazione, è scriverne correttamente il nome. Per il resto, grandissima preparazione e grande padronanza della lingua italiana. Ricordo che un paio di anni fa a Nebbiolo Prima mi parlava delle Marche del vino molto meglio di quanto non avessi saputo fare io.

Scorrendo i suoi tweet live da #BenvenutoBrunello ho trovato questo: siccome un’immagine vale più di mille parole, qualsiasi commento è superfluo.

 

Punteggi alto –> Vieni citato in prima posizione dalle aziende –> Gli altri cercano di superarti per essere citati e punteggiano più alto.

Manca una freccia: –> Il consumatore se la piglia in quel posto.

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Alessandro Morichetti

Tra i fondatori di Intravino, enotecario su Doyouwine.com e ghost writer @ Les Caves de Pyrene. Nato sul mare a Civitanova Marche, vive ad Alba nelle Langhe: dai moscioli agli agnolotti, dal Verdicchio al Barbaresco passando per mortadella, Parmigiano e Lambruschi.

15 Commenti

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Rossano

circa 5 anni fa - Link

a me pare un'arguzia molto brillante ma di sostanza non so quanta ce ne sia

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Alessandro Morichetti

circa 5 anni fa - Link

Tanta. Non ricordo minimamente dove né perché ma lessi tempo fa di come i punteggi di Parker fossero cresciuti negli anni, proprio per questo meccanismo. E ovviamente, essendo una corsa al rialzo, c'è uno che spara più di te. Trsiteeeezza.

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Samuele

circa 5 anni fa - Link

Cui prodest?

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Alessandro Morichetti

circa 5 anni fa - Link

Superficialmente, giova a chi deve vendere sul mercato i propri ratings e giova anche alle aziende che sventolano punteggioni. Superficialmente però. A farne spese è l'ultima ruota del carro.

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Stefano Cinelli Colombini

circa 5 anni fa - Link

Non credo che oggi a farne le spese sia l'ultima ruota del carro. I punteggi centesimali furono un'invenzione geniale, rendevano comprensibile il complesso mondo del vino. Apparentemente, s'intende. Come naturale il successo ha generato inflazione, e più aumenta l'inflazione e meno funzionano. Oggi a farne le spese sono i produttori illusi, che investono (sopra o sotto il tavolo) per un qualcosa che vale sempre meno.

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Davide Tanganelli

circa 5 anni fa - Link

Mi sembra pure superfluo parlarne. Il punteggio "pubblico" nasce con l'obiettivo d'influenzare gli altri e quindi reagisco facendo spallucce. Inflazionati o no, tali punteggi non dovrebbero aver senso per un consumatore "attivo"

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Alessandro Morichetti

circa 5 anni fa - Link

Non sono del tutto d'accordo. Nasce con l'idea di restituire una istantanea di un prodotto, e di certo sono il primo a non fidarsi dell'80% delle fonti. Ma di alcuni mi fido e ritengo abbiano molto senso anche per un consumatore "attivo" che, per forza di cose, non arriva dappertutto.

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Tino Bolla

circa 5 anni fa - Link

Si però scommetto che se ti dicessi ah fantastico i girasoli di van Gogh, 97, bella esecuzione le ballerine di Degas 94... Oppure grande arpeggio e bel solo stairway to heaven (96) ma vince hotel California (98)... Mi diresti che ti ho dato un utile quadro sintetico oppure mi daresti del pirla?

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Alessandro Morichetti

circa 5 anni fa - Link

Il parallelo sembra azzeccato ma suona fuori fuoco associando prodotti culturali diversi per genesi e fattura. Nessuno ha mai punteggiato i quadri mi pare. Mentre ad esempio per musica e film è prassi comune e se dici a un appassionato che Mereghetti ha dato 4 stelle a Metropolis di Fritz Lang e una a Vacanze di Natale mi sa che non ti dà del pirla proprio nessuno.

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Marco

circa 5 anni fa - Link

Giustissimo. Secondo me, al netto di questo fenomeno di inflazione dei voti, il vero non sense sono i punteggi centesimali. Tra un 93 ed un 94, ma anche tra un 91 ed un 95 credo ci sia veramente poca significatività statistica; molto meglio scale più ridotte, che permettono di eliminare l'effetto. In effetti se ci pensate proprio l'esempio film è pregante: 4 stelle si, 86 no...

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Luca Proietti

circa 5 anni fa - Link

Sicuramente è l'ultima ruota del carro che ne fa la "spesa". Però la colpa è di chi utilizza i punteggi.

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Tino Bolla

circa 5 anni fa - Link

La verità é che i punteggi sono la fantozziana cosa pazzesca che tutti ricordiamo. E disfarsi di punteggi e marcatori demenziali é troppo "fuori dal coro" per accadere in un contesto comunque,diciamo così, commerciale. Non c'è comunque nulla di professionale nei voti ai film, per amore del parallelismo. Non a caso, mica danno oscar e leoni d'oro col voto in centesimi. Diciamo che sono più cose da rotten tomatoes e affini. Esattamente come i punteggi dovrebbero essere per il vino. Una cosa un po così tanto per. Non un cartellino che i cosidetti massimi esponenti in materia appiccicano al vino. Per venderlo.

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Patrizia www.wineandshop.it

circa 5 anni fa - Link

I punteggi influenzano eccome il giudizio che si può dare a qualsiasi cosa, in particolare se riguarda il gusto. Avendo a che fare quotidianamente con la ristorazione funziona esattamente allo stesso modo: una buona recensione o un buon punteggio portano chi lo legge a entrare in un ottica positiva e è invitato a provare il piatto piuttosto che il vino piuttosto che l'hotel etc....

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Alberto N

circa 5 anni fa - Link

Ciao Son andato sul tuo negozio online e non ho potuto fare a meno di notare che il Marai de marai é descritto come Prosecco.Non é così , basta andare sul sito dell'azienda per scoprire che si tratta di uno spumante generico,ovvero non a denominazione. Saluti

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Il Duca

circa 5 anni fa - Link

Roba da e per americani e per tutti quei polli, italiani compresi, che avendo rinunciato all'esercizio del palato: a)corrono dietro alle alte quotazioni pensando sia certezza inequivocabile di bontà assoluta (salvo poi stroncature); b)vogliono fare gli sboroni, classifiche e punteggi alla mano. Avanti così!

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