Cinque motivi per i quali sono più felice alle fiere satelliti che a Vinitaly (con filmato esplicito)

di Fiorenzo Sartore

Ritorni da Vinitaly con quella faccia un po’ così. Con l’espressione un po’ così di chi ha rivisto, anche quest’anno, tutto e il contrario di tutto: la fiera cult, la grande dimensione (che com’è noto conta). E poi la cattiva organizzazione, la struttura che non regge, appunto, sotto il peso della sua grande dimensione. Soprattutto, torni dopo aver passato un giorno anche a Cerea e a Villa Favorita.

Spiace fare confronti – anzi no, non spiace – ma insomma, quel che resta è l’abissale differenza tra due mondi: Vinitaly, e le fiere satelliti. Tanto che c’è da chiedersi se è davvero giusto fare paragoni. Ma di fatto, io sono stato più felice là. Posso dirlo? Ecco, l’ho detto. E non contento, ti elenco pure cinque buoni motivi, alla maniera di noi della internet moderna.

1. Le fiere satelliti sono la Splendida Cornice. Non avrei mai pensato di usare le due parole seriamente, ma ecco, è successo: Villa Favorita con le colonne e le volte affrescate è infinitamente meglio dei capannoni industriali della fiera di Verona. Poi, parlando di siti industriali, pure la fabbrica retrò di Cerea è un monumento, al confronto.

2. Le fiere satelliti hanno il parcheggio. Questa chiaramente è una boutade, anche Vinitaly ha i parcheggi: solo che sono a uno o due chilometri di distanza, a piedi.

3. Le fiere satelliti c’hanno i vini naturali. Ok, altra boutade. A Vinitaly c’era il Vivit – che, detto per inciso, m’è sembrato quasi l’unico buon motivo per andare a Vinitaly quest’anno. Ma Villa Favorita e Cerea hanno un’impostazione specifica su queste realtà, che finisce per condizionare il giudizio sulla fiera stessa: dimmi con chi vai, cioè.

4. Le fiere satelliti favoriscono l’assaggio. La disposizione logistica degli spazi consente di assaggiare con qualche facilità. Basterebbe l’esempio della sala assaggi messa a disposizione della stampa (e degli operatori) a Villa Favorita. Mentre a Vinitaly (ormai pare diventato un mantra) “non vai per assaggiare ma per fare pierre”. Ma allora.

5. Le fiere satelliti sono frequentate da bella gente. Che non è riferito alle signore – non solamente, ecco. Io per esempio scene come quella che vedete nel filmato qui sotto le vedo solo a Vinitaly. Nello specifico: capisco pure che l’ordine pubblico non sia materia dell’ente fiera veronese (uno fa quel che può) ma la ripresa è stata fatta sul bus navetta di Vinitaly che collega al parcheggio dello stadio. E’ tutto normale?

[Il filmato è stato ripreso da Elisa Mazzavillani].

avatar

Fiorenzo Sartore

Vinaio. Pressoché da sempre nell'enomondo, offline e online.

33 Commenti

avatar

Massimiliano

circa 8 anni fa - Link

Buon pomeriggio, non posso che essere d accordo con il post di Sartore, sono stato quest anno per la prima volta a Cerea e a Villa Favorita, mentre per la settima ottava volta a Vinitaly. La prima mi è piaciuta tantissimo, comoda con il parcheggio, alla mano, parto con una verticale di Coulee de Serrant tenuta personalmente da Joly, giro fra i banchetti senza ressa, con calma, si parla con i produttori ci si scambia qualche opinione, la disposizione è ordinata e logica, una bella giornata mi diverto imparando qualcosa in più. A V.F. lascio l auto nel parcheggio ricavato nel campo di calcio, tempo di arrivare alla strada e arriva il bus navetta che mi porta alla Villa, bella, la disposizione dei tavolini è un po meno organizzata ci si perde fra le varie stanze tutte piccoline come molto vicini sono i produttori, logisticamente più incasinata di Cerea e le cantine un po buie secondo me, alla fine mi soddisfa ma meno di vini veri. A Verona faccio una coda infinita in autostrada, parcheggio con una certa difficoltà entro e mi dirigo dritto dritto al vivit, mi piace, sembra un po Cerea se non per il fatto che dopo mezz ora si riempie come se tutti ipresenti si radunassero li, gli assaggi diventano complicati e le domande da rivolgere ai produttori rimangono in canna, vista la loro ovvia difficoltà a rispondere a tre persone contemporaneamente, ci rimango tre ore e mezza buone, poi esco faccio quattro produttori in Valle D Aosta, Ascione in Campania, Bele Casel in Veneto, Bolmida e Mascarello in Piemonte, I Clivi ed Edi Keber in Friuli, qualche altro che non mi convince pienamente ed esco, contento di esserci stato anche quest anno, ma molto più soddisfatto di aver fatto anche le altre 2 fiere i giorni precedenti.

Rispondi
avatar

graziano

circa 8 anni fa - Link

ma!! anche il Vinitaly i primi anni era uno spettacolo di vino e personaggi poi quando certi interessi spingono avviene il cambiamento, in Italia poi terreno fertile.

Rispondi
avatar

Pietro

circa 8 anni fa - Link

Effalli sti due km a piedi Sartore che ti fan bene! Non vedo perchè scegliere se si possono frequentare entretrambe (entrambe tre). Il grande plus del Vinitaly per un privato come me è che è comodissimo andarci in treno e non pensare a quanto puoi assaggiare. Non altrettanto si può dire di Villa Favorita... ma forse ero poco informato su eventuali navette dalla stazione... Infine a Vinitaly c'è ES. Non facile assaggiarlo in veneto per cui col cavolo che me lo lascio scappare.

Rispondi
avatar

Elisa Mazzavillani

circa 8 anni fa - Link

Pietro, mi creda se vuole che la situazione che si è verificata in quell'autobus non è normale, glielo dico da espositrice del Vinitaly che ha preso quel tram per 3 giorni, tram che al mattino era sempre, sempre in ritardo (l'ultimo giorno addirittura di mezz'ora) sempre affollati... nello specifico se mi fossi sentita male avrei addirittura avuto la fortuna di non cadere per terra tanto eravamo stipati. Detto ciò questo è un disservizio soprattutto per le persone che civilmente si recano a Vinitaly per lavorare o per fare degustazione, la sera in cui ho girato quel video c'erano ragazzi muniti di calici e bottiglie, urlano come ossessi, è angustiante e davvero avvilente, quindi no, non possiamo farci 2 km a piedi dopo che siamo stati in piedi un'intera giornata, piuttosto sarebbe cosa buona e giusta non offrire a queste persone un servizio gratuito di trasporto.

Rispondi
avatar

Pietro

circa 8 anni fa - Link

Ah beh condivido pienamente cara Elisa... parlavo dal punto di vista del semplice privato che ha la fortuna di dover solo assaggiare e non gestire un lavoro a tutti gli effetti :) Ma Sartore bighellonava proprio come me... Comunque puoi continuare a darmi del tu se vuoi. Ho notato che l'altro grande disservizio continuano ad essere le toilettes...mi chiedo le donne come facessero...

Rispondi
avatar

Elisa Mazzavillani

circa 8 anni fa - Link

Sapevo in quale toilette andare, rigorosamente nascosta. ;)

Rispondi
avatar

arnaldo

circa 8 anni fa - Link

Personalmente sono stato 1 giorno ai VINIveri e due al VINITALY. Beh, sara' perchè quest'anno sono tornati a Cerea una quindicina di francesi davvero molto interessanti.....ebbene sono rimasto piu' folgorato qui che neppure al Vinitaly. E si che a Verona ho bevuto un paio di CortonCharlemagne 2011, il clos de papes 2011, Monprivato e Ca'di Morissio 2006,e via discorrendo.....ma a cerea due folgorazioni totali: CLOS PERDUS e DOMAINE de JUCHEPIE. E nessuna delle due importata in Italia.

Rispondi
avatar

Alessandro

circa 8 anni fa - Link

Venga a Parma. Les Clos Perdus Mire la Mer e Extreme sono facilmente rintracciabili e bevibili in qualche bell'enoteca del centro. Sulla questione fiere, concordo pienamente con Sartore. Ma vuoi mettere farti un giro a Fornovo bevendo Pico e chiacchierando con il signor Maule in persona?Personalmente non lo paragonerei all'assaggio di nessun tipo di vino.

Rispondi
avatar

Romeo

circa 8 anni fa - Link

Les clos perdus ... Non facciamoli troppa pubblicità però ... :)

Rispondi
avatar

Romeo

circa 8 anni fa - Link

Prox anno ora che so che c'è ES lascio la macchina a Mantova ...

Rispondi
avatar

Stefano Cinelli Colombini

circa 8 anni fa - Link

Si, le fiere satelliti (e pure Merano e tante altre simili) sono ben fatte, ben organizzate e di grande soddisfazione per l'enoappassionato, ma io produttore cosa ci vado a fare? A parte la gratificazione per l'ego di sentirsi parte di una elite e il piacere di parlare con persone di buona cultura e che capiscono quello che bevono, tutte cose molto carine, manca il quid; chi il vino lo compra. Il Vinitaly ha ogni difetto possibile e anche qualcuno di più, ma raduna ogni anno molte migliaia di aziende italiane di ogni tipo, quasi tutte quelle che sono sul mercato. Per questo banale motivo, e solo per questo, chiunque al mondo voglia acquistare un vino italiano buono, cattivo, economico, costoso o magari in brick sa che al Vinitaly lo trova. Per cui ci va. E dato che ci va lui ci vado anche io, perché a pesca si va dove ci sono i pesci. Non vado alle fiere satelliti & simili perché il mio ego vive benissimo anche senza bisogno di sentirmi dire bravo e mi sono attrezzato per soddisfare l'enoappassionato in cantina mia molto meglio che li, per cui a me non serve a nulla andarci.

Rispondi
avatar

Maria

circa 8 anni fa - Link

Il vino lo vendi se lo fai buono. C'e` gente alle fiere naturali che ci va solo per il credo e la passione, perche` il vino l'hanno gia` finito e prenotato da un bel po'; e ci sono giovani bravi ed appassionati che cercano e trovano contatti da tutta Italia e da tutto il Mondo...ma che parli a fare?!? si moderi da sola, che io oggi sono pigro. [F.]

Rispondi
avatar

Stefano Cinelli Colombini

circa 8 anni fa - Link

Magari bastasse fare il vino buono per venderlo!

Rispondi
avatar

gianpaolo

circa 8 anni fa - Link

se il vino l'hanno gia' venduto e/o prenotato da un bel po', viene da chiedersi che ci fanno con tutti quei contatti dall'Italia e dal mondo.

Rispondi
avatar

Romeo

circa 8 anni fa - Link

Tutto vero ciò che dici , però magari alla fiera satellite ,ci va quel produttore che segue una propria filosofia, e che con quella filosofia si trova ad aver già venduto tutto il vino prima di averlo imbottigliato (Rinaldi per esempio) ... Poi se sei un colosso con 100 ettari fai benissimo ad andare a pesca...

Rispondi
avatar

Il chiaro

circa 8 anni fa - Link

Mah, Villa Favorita è una location pessima per farci un banco d'assaggio, le postazioni nell'interrato sono al buio, le scale strette e se è bello fermarsi un po' nel prato bisogna che non piova. Cerea è di tutt'altro livello come location, sicuramente la migliore delle 3, però dopo che ci sei stato 3 volte le novità non sono più tali. Vinitaly: - coda in autostrada: si parta prima al mattino - parcheggio: parti prima così trovi vicino alla fiera oppure a 5/600 metri, che a fine giornata 2 passi fanno bene. - ressa: ci si organizza un mese prima, si chiamano i produttori che si vogliono conoscere e si prenota un appuntamento in modo da poter entrare nello stand ed avere una sedia e l'attenzione del produttore o chi per lui. (certo se si vuole entrare nello stand dei Mascarello forse non basta neanche telefonare un mese prima) - ragazzi con bottiglie di vino in mano: qui sta ai produttori fare un po' i cani da guardia, si stia attenti che non spariscano bottiglie dal proprio stand, non si dia da bere a chi evidentemente è li a farsi per l'appunto una bevuta e i problemi sono finiti A me sembra che questa continua critica a Vinitaly sia una specie di snobismo per cui se sei alle altre fiere sei bravo e capisci di vino, se sei a Vinitaly sei un ubriacone che trangugia qualsiasi cosa.

Rispondi
avatar

Montosoli

circa 8 anni fa - Link

A Cerea sono stato una volta .....e mi e bastata......non e la mia Fiera Al confronto del Vinitaly sembra di tornare indietro agli anni 60..... Al Vinitaly ci vado dal 86.......e mai mi stanca......anzi l'ultimo giorno e sempre triste sapere di dovere aspettare ancora un anno..

Rispondi
avatar

Nelle Nuvole

circa 8 anni fa - Link

Ci vorrebbe un atto di coraggio, economicamente incosciente, da parte dell'Ente Fiera o di chi decide da quelle parti. Il coraggio di limitare VERAMENTE l'ingresso al Vinitaly agli operatori del settore. Questo avviene alla Prowein, dove se c'è un semplice appassionato è accuratamente mascherato ed invisibile. Vorrei poi vedere la reazione di chi si straccia le vesti, giustamente, per la disorganizzazione, le code, la pioggia, il sole, i parcheggi. La reazione di chi ancora si lamenta di una situazione che per quanto pessima ogni anno è un poco meno pessima. Coloro che vengono motivati ad assaggiare e poi, arrivederci e grazie. Molti che si fanno vivi con le aziende o gli amici degli amici per estorcere qualche biglietto, sarebbero tagliati fuori. Questo anno è la terza volta che vado a Cerea di sabato, gli altri giorni sono inghiottita dal nostro stand al Vinitaly. Mi piace molto, c'è un'atmosfera da sala parrocchiale unita ad un'offerta molto ben selezionata, ma piccola. Vedo visi amici, assaggio con calma e poi me ne torno a Verona. Fine. Suppongo che anche Villa Favorita sia così. Sì, ma addostà l'adrenalina? Dov'è il motore del nostro essere qui, nonostante le code e tutto quello già lamentato sopra? Nonostante la romba di gente, i politici in visita e mo anche produttori, le standiste cubiste, i ragazzi ubriachi sdraiati fuori? Stefano Cinelli Colombini spiega bene il desiderio legittimo mercantile, ma non è solo questo. Non lo è per me al sedicesimo Vinitaly, almeno non lo è completamente. Oltre alla possibilità di vedere in quattro giorni la maggioranza di chi si occupa di noi in luoghi lontani, oltre alla chance di trovare nuovi contatti e di chiudere contratti, c'è la sensazione tangibile di far parte come singolo di un unico corpo teso ed in corsa. C'è ritmo e c'è beat, oltre alla stanchezza. Ora, immaginate di vedervi il Derby in diretta giocato nel campetto dell' Oratorio. O assistere al Solo Concerto in Italia di Bruce Springsteen seduti in platea di un qualsiasi piccolo teatro comunale. Questo tipo di incontro e di spettacolo, deve essere amplificato stereofonicamente. I ragazzi di tutte le età fanno la coda, aspettano pazienti, sopportano i chiassosi e gli ubriachi, parcheggiano la macchina lontano, mangiano panini seduti per terra. Questo è anche il Vinitaly, un momento di quattro giorni, in cui, guarda un po', ci viene anche mostrato il vino nelle sue innumerevoli sfaccettature. Poi, ben vengano i vari satelliti che ci girano intorno, ma il centro è sempre la Fiera. Altrimenti non si spiegherebbe come mai tanti bravissimi produttori, piccoli e tendenzialmente sovversivi, si siano riuniti negli spazi del Vivit. PS un'azienda con 100 ettari di vigna NON è un colosso, bensì spesso solo un'azienda familiare ben gestita.

Rispondi
avatar

Klizia

circa 8 anni fa - Link

Intanto ciao a tutti! :) Ho letto tutto d'un fiato questo articolo mossa dalla voglia di sentire anche il parere altrui... Personalmente sono 4 anni che vado al VinNatur perché è vicino a dove abito e il prezzo è accessibile anche per chi è solo un frequentatore "amatoriale". Per la prima volta quest'anno sono stata anche al Vinitaly... Ne avevo sentito così tanto parlare! Mi è stato possibile perché sono un'aspirante sommelier (da febbraio) e il prezzo era ridotto altrimenti sarebbe stato proibitivo solo per "dare un occhiata", ma vista la grandiosità dell'esposizione e la cura degli stand probabilmente è il giusto prezzo. In ogni caso volevo condividere con voi l'esperienza a dir poco entusiasmante, e a tratti sconvolgente, a confronto nelle due fiere. Del Vinitaly mi ha spiazzata per la grandiosità, la quantità e la qualità degli espositori, un excursus italiano (e volendo estero) da nord a sud con tutte le varietà... Ero emozionantissima! Certo però che lì si è un numero. Io, da aspirante sommelier, avevo voglia di fare mille domande e conoscere mille cose nuove ma ho trovato persone ben disposte a fare una chiaccherata sui loro vini e sui loro metodi solo al VinNatur. Essendo più piccolo e vogliamo, confidenziale, mi sono sentita trattare in modo un po' più umano e meno orientato al mero business di vendita quindi l'ho trovato estremamente interessante anche per chi (magari non sommelier) vuole avvicinarsi alla cultura e all'amore del vino! So che trattandosi di fiere il fine ultimo è proprio quello di vendere, avere contatti ecc però continuerò ad apprezzare di più il VinNatur proprio per il modo più accogliente con il quale viene trattato il tutto... Alla fine se ho deciso di intraprendere la strada del Sommelier è proprio grazie a questa fiera! Spero l'anno prossimo di recarmi anche a Cerea visto che ne ho scoperto l'esistenza da poco :)

Rispondi
avatar

Romeo

circa 8 anni fa - Link

Hai ragione sono stato basso ... Un azienda che fa qualche milione di bottiglie rende meglio l'idea .. Ok?!?

Rispondi
avatar

Gian Piero Staffa

circa 8 anni fa - Link

D'accordo su tutto ma a Villa Favorita non si puo' piu' degustare due ore dopo l'apertura, Poi, sulla scala a chiocciola che separa i due piani i VdF avrebbero qualcosa da dire...

Rispondi
avatar

Romeo

circa 8 anni fa - Link

Vino e hi-fi ...

Rispondi
avatar

Alessandro

circa 8 anni fa - Link

Beccato! Ma facciamola questa pubblicità allora!

Rispondi
avatar

Romeo

circa 8 anni fa - Link

Oppure direzione fragnolo :)

Rispondi
avatar

Romeo

circa 8 anni fa - Link

... E' vero non basta... Però è già qualcosa ( di buono) ...

Rispondi
avatar

Romeo

circa 8 anni fa - Link

Non ho capito bene Gianpaolo ... Il mio comunque era solo un esempio ... So bene che in Italia chi fa vino fatica a venderlo e farselo pagare , però il produttore in questione il problema del vendere con ce l'ha ...dell'incassare non so ...

Rispondi
avatar

gianpaolo

circa 8 anni fa - Link

ma no, era solo per rispondere con una piccola provocazione. Io quando sento che uno il vino lo fa per passione son contento ci mancherebbe. Mai sentito dire nessuno, o quasi, che il vino lo fa per commerciarlo e guadagnarci, per carita'.

Rispondi
avatar

Rossano Ferrazzano

circa 8 anni fa - Link

Alcune considerazioni lampo. A Vinitaly c'è praticamente l'intera produzione nazionale, ci si può dedicare ad approfondire in maniera quasi esaustiva qualsiasi tipologia si abbia voglia di conoscere, cosa che se non si ha la facoltà di partecipare a tutte le commissioni locali (a quelle centrali arrivano le selezioni e manca tutta la base, importantissima) di una guida nazionale è cosa del tutto impossibile, a Cerea a Villa Favorita e in qualsiasi altro luogo e tempo. Per il primo anno da almeno un lustro il lunedì (e solo il lunedì) di Vinitaly è stato molto affollato. La leggenda metropolitana per cui a Verona non si riesce ad assaggiare un goccio di vino senza dover sgomitare nella calca è tale: una leggenda (snob). Idem la presenza dei beoni manifesti, da almeno un lustro io ne intercetto non più di una mezza dozzina, non prima delle tre-quattro di pomeriggio, e mi chiedo se ci voglia così tanto a capire che per risolvere il problema basterebbe una dozzina di multe per ubriachezza molesta, e far girare la notizia sui media locali. Le manifestazioni "satellite" sarebbe meglio definirle "parassita" (absit iniuria), aspetto che risulta di maggior rilievo data la forte connotazione etica di queste organizzazioni e di questi produttori. Il loro pubblico (appassionati, operatori, media) specie nelle prime edizioni di lancio è arrivato lì in grande parte avendo già pagato le spese maggiori per Vinitaly, e ha giustificato quelle spese con l'opportunità di incontrare i produttori presenti a Vinitaly, che per poter avere quel pubblico hanno pagato tanti bei soldini. Prima di sputare sull'aspetto business della fiera di Verona espositori e frequentatori di Cerea, Villa Favorita e simili dovrebbero forse riflettere un poco di più. Per questioni di impegni centrati a Verona non sono mai potuto andare a Cerea e Villa Favorita, ma me ne hanno parlato così bene quest'anno che l'anno prossimo almeno un giorno di andrò.

Rispondi
avatar

Rossano Ferrazzano

circa 8 anni fa - Link

"una mezza dozzina" si intende non di singoli ubriachi, ma di gruppetti di ubriachi

Rispondi
avatar

Romeo

circa 8 anni fa - Link

Domanda secca :Gianpaolo conosci il produttore Beppe Rinaldi ?

Rispondi
avatar

vinievino

circa 8 anni fa - Link

Qui una bella intervista di Angiolino Maule che ci introduce a cosa significa la "Fiera Satellite" Vinnatur....

Rispondi
avatar

vinievino

circa 8 anni fa - Link

http://disney.com/ oh, ma ancora esiste il termine "portale"? ma che e', il 1998? :D [F.]

Rispondi

Commenta

Rispondi a Alessandro or Cancella Risposta

Sii gentile, che ci piaci così. La tua mail non verrà pubblicata, fidati. Nei campi segnati con l'asterisco, però, qualcosa ce la devi scrivere. Grazie.