Era inevitabile. Cinquanta sfumature di grigio ora è anche un vino, anzi due

di Fiorenzo Sartore

Nella mia vita ho fatto anche cose disdicevoli come leggere Cinquanta sfumature di grigio. Ma non un romanzo solo, ho letto anche i due sequel (sfumature di nero, sfumature di rosso). La casalinghitudine ha preso il sopravvento su tutto e sì: mi è piaciuto. Mi è piaciuto staccare il cervello (niente battute, eh?) e lasciarmi trascinare nella totale sospensione dell’incredulità.

Per una volta, non sarò d’accordo con Wikipedia: Cinquanta sfumature non è un romanzo erotico. Non è nemmeno una storia dark sul BDSM. Voglio dire: ha un po’ di quello e un po’ di quell’altro, ma davvero poca cosa. In realtà è solo la vecchia favola del principe azzurro, una ricetta antica, amata da noi casalinghe, con l’aggiunta di poche speziature a base di sesso e sottomissione.

Serve solo sospendere l’incredulità: il protagonista, Christian Grey, è bellissimo. Ma di una bellezza ineffabile, accecante, il genere di bellezza che fa cadere a terra qualsiasi femmina. Chi incrocia il suo sguardo balbetta, arrossisce, va in trance. E, indovinate? Christian è ricchissimo. Di una ricchezza sfacciata, sconfinata, dispone di una quantità di denaro incalcolabile e il mondo è ai suoi piedi. Perché? Perché (ovvio) Christian Grey è un imprenditore di successo, Grey Enterprises macina fatturati stellari. Ah, scordavo: Christian è giovanissimo.

Ora, con queste premesse, come fate a non amarlo? Beh, basta essere come quella inconsistente smagrita di Anastasia Steele, che nel romanzo fa la difficile. Christian Grey in mezzo a tanta perfezione un difettuccio ce l’ha (e che sarà mai?). E’ appena un po’ sadico, del genere che lega e malmena la partner, con i rituali codificati del BDSM. Tuttavia, come dicevo: questo non è un romanzo erotico, praticamente è privo di amplessi. Ci sono pochi giochi sadomaso. E’ semmai una storia irreale, a tratti surreale. Basta crederci.

Lo stile di vita del ricchissimo Grey si manifesta in spese esorbitanti in auto, elicotteri, case, e naturalmente food-and-wine. E’ un romanzo che parla di vino – non più di quanto parli di Audi o di Jimmy Choo. Però è stato preso a manifesto da svariati (svariate) foodies come racconto che narra di cibo e sesso. Quindi, era inevitabile che l’autrice, E.L. James, lanciasse la sua linea di vini, che vanno ad aumentare la lista infinita di vini di ricchi-e-famosi.

Fifty shades of Grey bianco si chiama White Silk, e il rosso Red Satin. Il primo è un blend di Sauvignon Blanc e Gewürztraminer, il secondo è un Syrah barrique. Il mio sfavillante Christian Grey berrebbe un vino così plebeo e no logo? La mia sospensione dell’incredulità finalmente ha trovato un ostacolo.

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Fiorenzo Sartore

Vinaio. Pressoché da sempre nell'enomondo, offline e online.

4 Commenti

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maurizio gily

circa 8 anni fa - Link

prevedo un vino da cinquanta sfumature di noia. Esattamente come il libro.

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Gabriele

circa 8 anni fa - Link

E con ogni probabilità costerà anche 50 sfumature di euro... :-)

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Fiorenzo Sartore

circa 8 anni fa - Link

Dice 17 dollari e 99. Se va come la roba tech saranno 17 euro e 99. Nulla che crei problemi a Christian Grey, ad ogni modo

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Giovanni

circa 8 anni fa - Link

Perché siete così negativi con questi vini? -Parlerò solo de bianco- dati i due vitigni e sicuramente un famosissimo enologo io me lo immagino con un bouquet notevole, avvolgente e setoso al palato e sicuramente lungo .. insomma, sembra quasi che se non ci sia scritto su una famosa rivista .. gli "amanti" del vino stentino ad esprimere quello che pensano per davvero .. perché? Tutti possono sbagliare!!

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