Certo, se il Prosecco fosse italiano e non francese sarebbe un trionfo. E invece

di Alessandro Morichetti

La notizia è a dir poco strabiliante e in un certo qual modo destabilizza categorie di pensiero consolidate. Da anni, come poche altre denominazioni/tipologie, quella del Prosecco aggrada il grande pubblico e fa storcere il naso alla critica, sempre parca di riconoscimenti. Grande vino cheap, spesso industrializzato al limite del tollerabile (vero), il Prosecco non piace alla gente che pensa di piacere ma a tutti gli altri piace eccome.

Scrive Angelo Peretti: “Sul mercato inglese c’è un effetto sostituzione: al posto dello Champagne “ordinario”, i britannici bevono Prosecco. Crescono invece le marche francesi più affermate.” Articola poi bene nel suo articolo su Internet Gourmet (blog che ho troppo a lungo sottovalutato) Il Prosecco è il killer dello Champagne:

Le vendite di Prosecco hanno ampiamente superato quelle dello Champagne sia in volume, sia in valore. Lo dice l’IRI, che è una società di ricerca specializzata nel monitorare la grande distribuzione, ed è appunto nella gdo che si concentra la parte più ampia del mercato del Regno Unito. Nei fatti, secondo i dati dell’IRI resi noti dal quotidiano The Guardian, a metà luglio le vendite di Prosecco avevano messo a segno una crescita del 72% in valore e del 78% in volume, raggiungendo la ragguardevole cifra di 339 milioni di sterline di incassi, a fronte di 37,3 milioni di litri venduti ai sudditi di sua maestà la regina. Lo Champagne invece è sceso leggermente come volumi, piazzandosi a 9,8 milioni di litri, in calo dello 0,4%, anche se gli incassi per le vendite delle bolle francesi hanno visto una crescita dell’1,2%, portandosi a 250 milioni di sterline.

Come sottolinea Peretti riportando le considerazioni dell’IRI citato dal Guardian, due rilievi sono necessari per inquadrare il fenomeno:
– con buona bace di quelli per cui metodo classico e Charmat non sono comparabili, “il Prosecco è una bevanda alla moda che fornisce un’alternativa più economica e di eccellente qualità allo Champagne”: in pratica i due metodi sono comparabili eccome e a farlo è chi compra, scegliando uno al posto dell’altro. Come si dice dalle mie parti: “piglia e porta a casa”.
–  Lanson e Moet, i due brand di Champagne più famosi in Uk, stanno aumentando le vendite. Traduzione: tra uno Champagne “base” e un buon Prosecco, gli inglesi scelgono Prosecco.

Non so voi ma tutto questo è terribile: trovarsi a registrare che una tipologia così poco nelle corde degli esperti abbia un successo nel mondo a dir poco scandaloso è orripilante, cavoli. Ma vuoi mettere? Se il Prosecco fosse stato francese, c’avremmo trovato una quantità di motivi d’interesse che la metà basta per invadere la doc Gutturnio.

PS: ho fatto i conti e tra Giustino B. 2014 di Ruggeri e qualche “col fondo” buono, in termini di quantità e goduria il mio vino dell’estate sapete come si chiama?

[Credits: Internet Gourmet]

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Alessandro Morichetti

Tra i fondatori di Intravino, enotecario su Doyouwine.com e ghost writer @ Les Caves de Pyrene. Nato sul mare a Civitanova Marche, vive ad Alba nelle Langhe: dai moscioli agli agnolotti, dal Verdicchio al Barbaresco passando per mortadella, Parmigiano e Lambruschi.

8 Commenti

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vinogodi

circa 6 anni fa - Link

... Prosecco (buono) , Moscato d'Asti (buono) , Lambrusco (buono) ... siamo davvero sicuri che il mondo debba necessariamente rivolgersi al ... terzo mondo enologico (Sudamerica, Sudafrica, Australia) per bere davvero piacevolmente spndendo il giusto?

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Alessandro Morichetti

circa 6 anni fa - Link

Citi tre tipologie/denominazioni che meriterebbero un approfondimento perché profondamente italiane, irripetibilmente italiane e terribilmente di successo. Mentre ho letto cento volte che non si possono comparare tipologie diverse per metodo ecc ecc ecc, il sorpasso a destra avviene proprio in UK dove mr. Winegood invece che lo Champagne base compra Prosecco e gode. Vagli tu a dire che il metodo è diverso :)

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Stefano

circa 6 anni fa - Link

In Belgio e Paesi limitrofi ad occhio e croce c'è una discreta correlazione con l'andamento delle vendite di Aperol, che fino a qualche anno fa qui non esisteva proprio.

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alessio

circa 6 anni fa - Link

Quali sono i confondo che scalzano Giustino b?

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Andrea'S

circa 6 anni fa - Link

Che sia un successo del prosecco (di qualità spero) è indubbio. Parlare di effetto sostituzione con lo champagne mi sembra invece un po' ardito. Se vuol essere invece una provocazione ok... Ma quanti consumatori inglesi (e non inglesi) sono cosapevoli che il metodo è diverso???

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bruno

circa 6 anni fa - Link

Credo che al netto delle considerazioni sul consumatore riportate sopra, sul fenomeno pesi indubbiamente il fattore economico.

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Andrea'S

circa 6 anni fa - Link

Cosa intendi per effetto economico? intendi forse che il prosecco è più cheap e quindi piu' "accessibile"? Vero. Ma e'altrettanto vero che gli inglesi che hanno bevuto champagne hanno speso di più dell'anno precedente (anche se ne hanno bevuto di meno!).

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Andrea'S

circa 6 anni fa - Link

Cosa intendi per effetto economico? intendi forse che il prosecco è più cheap e quindi piu' "accessibile"? Vero. Ma e'altrettanto vero che gli inglesi che hanno bevuto champagne hanno speso di più dell'anno precedente (anche se ne hanno bevuto di meno!)

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