Barolo, l’annata 2011 in Langa cominciando da Massolino

di Andrea Gori

Quando una grande annata segue un’annata storica e celebratissima il fenomeno piuttosto frequente è che venga sottovalutata, perché continuamente confrontata con quella che l’ha preceduta. E’ successo per il 2006 a Bordeaux e succederà per la 2011 in Langa, che per adesso ha solo colpa di arrivare sul mercato (in questi giorni, alla spicciolata) dopo la mitizzata 2010 che tanti conti in banca ha sanato in Piemonte (e pure in Toscana).

Giunge quindi propizia la discesa di Roberto Massolino in Toscana, regione da sempre affascinata dai suoi vini e dal Barolo in genere, per capire cosa ci dobbiamo aspettare nei bicchieri prossimamente. La 2011 è temuta  principalmente per le grandi ondate di calore quasi senza soluzione di continuità che si sono succedute in agosto, e prolungate fino all’autunno inoltrato, soprattutto al centro sud con vendemmie anticipatissime da Firenze in giù.

Guardando al Piemonte invece scopriamo un giugno discreto, luglio con pioggia e temperature sotto la media, e poco sole, che non annunciavano niente di buono. Poi ad agosto il grande caldo fino alla prima settimana di settembre, con qualche segno di cottura e disidratazione sui versanti esposti a sud per barbera e dolcetto soprattutto, mentre il nebbiolo cresceva tranquillo. Infine due temporali (assenti altrove in Italia) il 4 e 5 settembre hanno fatto dimenticare la paura dello stress idrico, e consentito con gradualità le maturazioni ideali. Di certo un’annata meno complessa e classica (qualsiasi cosa voglia dire) con un tocco di acidità inferiore che magari scontenterà qualche appassionato in deriva acidistica ma di cui in ben pochi si accorgeranno. Un’annata non certo accomodante come il 2000 o il 2007, con un tannino fine e incalzante che ha bisogno di bottiglia ma che già in alcuni assemblaggi rivela una parte della sua grandezza: valuteremo meglio in autunno, quando il vetro avrà fatto la sua parte.

Con la vendemmia 2011 esordisce qualche nuova produzione: Claudio Fenocchio che imbottiglia il Castellero, e in casa Massolino seconda vendemmia per il Parussi, frutto di una vigna nei pressi del Bricco Boschis, 1,3 ettari a Castiglione Falletto.

Barolo 2011. Mostra integrità di frutto e balsamicità incredibile, vispo e luminoso, esplosivo e solare, con tannino acceso e divertente: ci si fa un’idea precisa ed entusiasmante dell’annata. almeno su questo registro. 90

Barolo Margheria 2011. 1,7 ettari di viti con circa 40 anni di età media a Serralunga con una buona presenza di sabbia, naso fumé e china, durone e amarena, in genere il Barolo più espansivo e quello che viene fatto assaggiare per primo, ma oggi invece è ancora crudo e sotterraneo, con note scure di sottobosco e menta, la spezia è sempre ben presente: molto difficile da valutare ma la grana del tannino è notevole e dal lungo passo. 90-92

Barolo Parafada 2011. Sempre a Serralunga sul versante nord (ma con vigneto esposto a sud), calcareo marnoso: ha lamponi in confettura e visciole, sapido e floreale, bocca di soddisfazione e croccantezza, alloro, mirtillo, prugne e balsamico, lungo ma contratto in bocca: i muscoli ci sono ma flettono bene, il tannino è chiuso e ficcante, promettente e molto largo. 91-93

Barolo Parussi 2011. Quasi 2 ettari a Castiglione Falletto su un bricco che guarda verso Alba: appare molto balsamico, finissimo e nitido, frutta come un’eco lontana, sandalo, liquirizia, tabacco, pece e camemoro, bocca incalzante con tannini inca**ati e rabbiosi, sapido e salato: bizzoso e cattivo adesso ma tremendamente affascinante e succulento. 92-94

Barolo Vigna Rionda Riserva 2009. Annata completamente diversa e sottotono, ma le quasi centenarie vigne del Rionda non temono siccità e calori prolungati tanto che il vino si presenta sottile e insinuante, con forza e passione decise presenti in nuce, note di miele di castagna e ribes rosso, bocca fittissima e con una struttura impressionante, lunghissima e tridimensionale che rilanciano nel balsamico. 94-96

Andrea Gori

Quarta generazione della famiglia Gori – ristoratori in Firenze dal 1901 – è il primo a occuparsi seriamente di vino. Biologo, ricercatore e genetista, inizia gli studi da sommelier nel 2004. Gli serviranno 4 anni per diventare vice campione europeo. In pubblico nega, ma crede nella supremazia della Toscana sulle altre regioni del vino, pur avendo un debole per Borgogna e Champagne. Per tutti è “il sommelier informatico”.

2 Commenti

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Montosoli

circa 6 anni fa - Link

Grazie Andrea; Diciamo che se quello che e successo piu a nord....cioe un grande 2011 Barbaresco....e in passato eccellenti 2011 Langhe Nebbiolo....si verifichera' anche zona Barolo allora si che saremo messi bene.. Massolino era l'unico a presentare Barolo 2011 ?

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Andrea Gori

circa 6 anni fa - Link

Non era un banco di presentazione, era un visita molto gradita in trattoria da me! la maggior parte dei 2011 saranno in assaggio a maggio a Nebbiolo Prima e a Grandi Langhe per il trade...

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