Agli Oscar del Vino 2014 non ho trovato cose spassose come il 5 per 1000 alla FIS

di Antonio Tomacelli

Scusate tanto ma le news che ci arrivano da Roma ci mandano all’aria la solita inestimabile programmazione editoriale, quindi niente pornostar che bevono vino o verticali trentennali di Margaux, ci tocca riparlare di Ricci. E come dicono quelli bravi, “sulla cena di Gala della FIS riceviamo e volentieri pubblichiamo”. Ecco il contributo.

«Io te lo voglio dire, caro il mio presidente unico della Fondazione italiana Sommelier: ieri sera io c’ero, nascosto sotto i tavoli come una cimice ma c’ero, e ho visto cose che a noi umani non basterebbero tre vite per raccontarla tutta.

Passi l’annunciato divorzio tra Fede e Tinto (sarà dura farsene una ragione) e la premiazione di un libro di cui tu stesso hai scritto la prefazione. Sorvolo sui premi a pioggia per la Cotarella Family e su D’Alema, poverino, rimasto a becco asciutto. Passi anche a l’Oscar a Simonit&Sirch come migliori Simonit &Sirch e a Veronafiere come miglior Veronafiere. Mi ammutolisco per la presenza sul palco di un candidato alla Presidenza dell’Associazione Italiana Sommelier da premiare d’imperio come “Miglior Alieno 2014”

Mi taccio sui ballerini che hanno ballato la quadriglia che è di attualità almeno quanto Paola che ha lasciato Chiara per fare la Dj che nessuna delle due c’ha mai capito un caspita di musica. Mi astengo pure dai giudizi sul risotto ai carciofi duri, i due rigatoni al cacio e pepe (ehm, Vissani, pasta lunga per il cacio e pepe) e il rollè di vitello (contrabbandato, senza richiesta, per guancia) nonché sui piselli morti che nemmeno col Cialis risorgono.

Starò zitto anche sui 150 presenti scarsi (la metà accorsi per ritirare il premio) che l’anno scorso erano il quadruplo.

Insomma, Franco Ricci, passerò sopra tutto. Ma sul fatto che la Fondazione Italiana Sommelier abbia ottenuto l’abilitazione a chiedere il mio 5 per mille no, non passerò oltre.

Con che coraggio dovrei dare il mio 5 per mille a te che organizzi privatamente costose serate di Gala nelle quali bisogna vestirsi “esclusivamente in abito lungo per le signore e smoking per i signori”? Perché i miei soldi dovrebbero finire nelle tue tasche e non, per esempio, in quelle di un Gino Strada o di Medici senza frontiere? E poi il camice bianco è molto più figo dello smoking».