Sotto torchio | 10 domande per Gariglio e Giavedoni, curatori di Slow Wine

di Alessandro Morichetti

Salone del Gusto 2010, si parte. E già domani, anteprima coi fiocchi: presentazione ufficiale di Slow Wine 2011, l’attesa guida ai vini di Slow Food, e pomeriggio di fuoco alla Reggia di Venaria Reale. Novità niente male: non si assaggiano i grandi vini premiati ma i vini delle cantine con chiocciola. Noi di Intravino ci saremo (insieme al resto del network) e metteremo sotto torchio per voi i due curatori di Slow Wine 2011 – Giancarlo Gariglio e Fabio Giavedoni (nella foto di Mauro Erro) – fino a che non confesseranno tutto.

Vogliamo da voi 10 domande stringenti, le migliori e senza filtro: niente roba tipo “siete contenti del lavoro svolto?”, certo che sono contenti. Facciamo qualche esempio: “Qualcuno è soddisfatto che i riconoscimenti abbiano un senso articolato, altri lamentano mancanza di coraggio per l’aver in qualche modo premiato tutti, dov’è il vero?” oppure “Date la chiocciola a produttori anche molto giovani come il cortonese Stefano Amerighi: investimento virtuoso o ravvedimento postumo?”, roba così , insomma. Ad aprile titolammo “Slow Wine, Porthos, i blog e il mondo del vino che cambia“, l’impressione è che stia davvero maturando una sensibilità diversa. Quale sarà il prossimo passo? Ora tocca a voi, avanti con le domande.

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Alessandro Morichetti

Tra i fondatori di Intravino, enotecario su Doyouwine.com e ghost writer @ Les Caves de Pyrene. Nato sul mare a Civitanova Marche, vive ad Alba nelle Langhe: dai moscioli agli agnolotti, dal Verdicchio al Barbaresco passando per mortadella, Parmigiano e Lambruschi.

24 Commenti

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Federico Orsi

circa 11 anni fa - Link

Leggendo le varie definizione e l'elenco pubblicato su questo blog delle cantine menzionate... Domanda 1: I Vini Slow sono un sottogruppo dei Grandi Vini? Cioè, hanno ottenuto stesso range di punteggio ma gli vengono dati una distinzione solo per come sono stati prodotti, o meglio un Vino Slow è Grande Vino ottenuto con metodi che piacciono a Slow Food? Domanda 2: Se una cantina ha un Vino Slow non dovrebbe avere anche la Chiocciola?

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Nic Marsèl

circa 11 anni fa - Link

Io una domanda l'avevo già fatta senza grande successo : non mi sembra ci siano sforzati valtellinesi premiati da nessuna guida (sicuramente non da slowfood). Annata sfortunata, casualità o nuova enotendenza (contraria ai "vinoni" da appassimento e favorevole al recupero dei vini di territorio come il valtellina superiore)? In quest'ultimo caso, come mai l’amarone non subisce la stessa sorte (a vantaggio del più radicato valpolicella)?

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Francesco Fabbretti

circa 11 anni fa - Link

Io farei una sola domanda: visto che intravino vi ha dedicato in dieci giorni otto articoli, non vi sembrerebbe il caso di renumerare in pecunia lo sforzo editoriale? se proprio non in pecunia, almeno qualche cassetta di vino chiocciolato

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kenray

circa 11 anni fa - Link

a proposito di remunerare nel caso posso avere un invito per l'assaggio?

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bacillus

circa 11 anni fa - Link

@Francesco Tranquillo, è già previsto nel contratto.

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bacillus

circa 11 anni fa - Link

...e pure, non c'è niente di male...

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Antonio Tomacelli

circa 11 anni fa - Link

Al solito hai perso una buona occasione per stare zitto :-) Hai la possibilità di fare le domande che vuoi ai curatori di Slowine (senza filtri o censure) e come sempre ti perdi in inutili battutine e insinuazioni. Se non hai niente da dire, la colpa non è nostra.

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bacillus

circa 11 anni fa - Link

...accidenti, su questi blog l'ennesimo richiamo a stare zitto (con tanto di faccine ridanciane)... una manifestazione di intolleranza in classico stile stalinista da incorniciare. Masi, sei un dilettante...

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Antonio Tomacelli

circa 11 anni fa - Link

Si, vabbeh...semmai era l'ennesimo invito a parlare, provocatore trotzkista che non sei altro

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Angelo Di Costanzo

circa 11 anni fa - Link

Questa è da standing ovation... :-)

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gianpaolo

circa 11 anni fa - Link

mi piacerebbe sapere se le visite le ripeteranno ogni anno, nelle stesse modalita', oppure cambiera' qualcosa.

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Tajarin

circa 11 anni fa - Link

1) la guida sembra il tripudio del buono pulito giusto e del pollice bioqualcosa, ma a ben guardare si scorgono parecchi nomi già cari ai tempi del gambero rosso, sacerdoti della tecnologia in cantina. una semplice svista? 2) quante aziende della FIVI hanno ricevuto premi? che percentuale sono sul totale dei riconoscimenti? 3) è possibile premiare come vino slow (ripeto, SLOW, mica finferli) un prodotto di una industria del vino il cui socio è anche finanziatore e grande sponsor di slow food? tre conflitti di interesse oltretutto in conflitto tra di loro. quelli di slow wine hanno ascoltato il gattopardo: occorre cambiare tutto affinchè nulla cambi. sciapò.

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Alessandro Morichetti

circa 11 anni fa - Link

Insieme a quelli di Federico Orsi e gianpaolo, contributo diretto e interessante. Potresti precisare chi hai in mente nei punti 1) e 3)?

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giulio

circa 11 anni fa - Link

In merito al punto 3 credo il riferimento sia a Mastrojanni a Montalcino.

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giulio

circa 11 anni fa - Link

No, mi sono sbagliato.

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kenray

circa 11 anni fa - Link

tajarin da tempo io mi affido a guide sui vini offshore. mi son rotto le palle di leggere pubblicazioni troppo glamour. sono diffidente per natura, colpa del mio lavoro, e quindi vado su roba meno pregiata ma sicuramente neutrale per la cronaca, inorridite ubriaconi, uso la guida dei vini di Altroconsumo, di cui sono una specie di socio fondatore. tiè. rosicate

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Francesco Fabbretti

circa 11 anni fa - Link

ammazza ken, più glamour di slow food??????

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Cantinetta

circa 11 anni fa - Link

Come far capire alla gente l'importanza di un evento come slow-wine e l'importanza di tutto il mondo che gira in torno, in parole povere come sdoganare il mito che c'è in Italia che intorno a questi movimenti ci girino persone un po "hippie", in realtà io credo che solo grazie a slow-wine, slow-food si può percorrere l'unica strada possibile per non perdere il senso del gusto e mangiare tutti orribili Mac-Chicken

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bacillus

circa 11 anni fa - Link

Bene, ecco alcune domande che forse alcuni potranno considerare scontate, ovvero superate, ma che secondo me dovrebbero trovare sempre risposta in una guida di questo genere. 1. Come avviene il processo di selezione delle cantine da sottoporre a giudizio? 2. Di ogni cantina vengono analizzati TUTTI i prodotti offerti dall'azienda oppure solo quelli che ritiene il produttore? 3. Si degustano i campioni forniti direttamente dall'azienda oppure si acquistano sul mercato così come farebbe un appassionato qualunque? 4. Come sono costituiti i panel di degustazione? 5. Visto che diamo per scontato che le sedute di degustazione si svolgano alla cieca, quali sono i protocolli adottati per garantire l'anonimato? 6. La valutazione di un prodotto è lasciata alla libera interpretazione del degustatore oppure si stabiliscono a priori criteri di giudizio verso cui orientarsi? 7. Come vengono giudicate eventuali situazioni di momentanea condizione anomala di ossido-riduzione che si possono verificare subito dopo la stappatura? 8. Dopo aver individuato i campioni meritevoli di comparire sulla guida, vengono effettuate successive degustazioni di conferma/rettifica? 9. Nel giudizio finale del/dei prodotti di eccellenza di una cantina, (e quindi del giudizio che si assegna alla cantina stessa) viene tenuto conto della rapporto tra il volume di produzione di tali eccellenze e la quantità totale della produzione? 10. Individuati i prodotti di qualità, nella guida Slow Wine si procede (a quanto pare) a valutare la filosofia produttiva, i caratteri di espressività del territorio, le misure di sostenibilità ambientale. Come si svolge questo processo di valutazione? Ovvero: 1.1 Si chiede di visitare l'azienda nella sua totalità (cantina e tutti i vigneti)? 1.2 Chi fa le visite sono gli stessi componenti dei panel di degustazione oppure vengono sostituiti/affiancati anche da tecnici esperti viticoli-enologici che siano liberi dai giudizi che sono stati dati sui prodotti finali? 1.3 Viene tenuto conto dei sistemi di allevamento e delle densità di impianto in funzione di quelle che sono le tradizioni del territorio in questo senso? 1.4 Quante volte e quando si fanno le visite? Si vanno a vedere i vigneti nel corso della stagione vegetativa? Il produttore accoglie volentieri visitatori durante le vendemmie? 1.5 Si pone adeguata attenzione alle pratiche rivolte alla conservazione dei terreni, oppure si privilegiano nel giudizio le pratiche “tradizionali” a prescindere? 1.6 Com'è giudicata l'eventuale presenza di impianti di irrigazione fissi? 1.7 Come sono giudicati vigneti posti su colline dove sono evidenti lavori di sbancamento e di stravolgimento dei profili dei rilievi? E' curato il mantenimento di zone rifugio per la la fauna e la flora autoctone? 1.8 Quando si scrive che i trattamenti sono effettuati solo con “rame e zolfo” e le fermentazioni condotte con lieviti “autoctoni” (sigh), ci si basa sulla parola o vengono richiesti in qualche modo riscontri oggettivi? Buon lavoro.

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Annalisa

circa 11 anni fa - Link

Bravo, molto preciso. Annalisa

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salva

circa 11 anni fa - Link

Ottimo questionario, bacillus! Talmente interessante che per qualcuna delle tue domande i due curatori potrebbero avvalersi della facoltà di non rispondere o, al limite, della "multiple choice"....

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kenray

circa 11 anni fa - Link

tu dovevi lavorare per la digos

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Simone Maglioni

circa 11 anni fa - Link

Sarebbe molto interessante poter leggere le risposte a tutte queste domande.

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Signora

circa 10 anni fa - Link

fuori il nome di chi ha ingaggiato pignataro. fuori subito il nome.

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