Sia maledetto il vino, sempre sia lodato

di Antonio Tomacelli

torchioMaledetto sia il vino e chi l’ha inventato. Dico sul serio. Passi la vita a girare cantine, chiedi, t’informi, assaggi e quando credi di aver capito tutto (quasi tutto) basta un niente e ti crolla il mondo addosso. Spiego. Un amico scienziato, Vincenzo Verrastro, mi ha invitato a Gioia del Colle, ridente paesello a sud di Bari, “vieni” – mi dice – “ti faccio assaggiare un vino straordinario”. Mai fidarsi degli scienziati, specie se agronomi, ma io ingenuo accetto l’invito. Vincenzo è uno tosto, uno che a occhio indovina clone e portinnesto della vite, robe che tu a fatica conosci. Così, per evitare figuracce, il giorno prima l’ho passato a rileggermi tutti i manuali e i sacri testi sul vino, specie quelli con la parola Metodologia nel titolo. Dopo essermi letteralmente bevuto tre volumi sulla roto-macerazione-antocianatica-plurifiltrata vado sicuro all’appuntamento.

Siamo in quattro compreso Nicola Chiaromonte, il produttore, che inizia la visita in cantina spiegandoci il percorso produttivo. “L’uva coltivata col sistema ad alberello arriva e subito viene diraspata qui fuori con questo aggeggio portatile. Dal buco nel muro (!) entra il tubo che fa cadere il succo e gli acini giù giù fino alla cisterna. Lì fermenta per 10 giorni senza metterci niente. Quando è diventato vino, passo le bucce nel torchio a mano e le schiaccio finchè non esce tutto il succo. Poi, dopo qualche mese in botte lo imbottiglio e vinco i Tre bicchieri e tutte le madonne di premi in circolazione”.

Tutto qui? Ehi, un momento. Dove sono i le pigiadiraspatrici al plutonio e i lieviti della fata turchina? Qualcuno mi dica che fine hanno fatto le criomacerazioni controllate dalla Nasa! Io ho studiato e visitato cantine spaziali e so che non è così, non può essere così. Adesso lo bevo e vedrai che è tutto aceto, mi gioco la testa. Lui apre la bottiglia, versa una roba nera nel bicchiere e io bevo. E bevo la cosa migliore che mi sia mai capitata, bevo in un sorso cioccolato, prugne, ciliegie, spezie e tutto il ben di dio che ci può stare in un bicchiere di vino che ha 18 gradi di alcol invisibili. I sacri testi mi dicono che un vino così dovrebbe sapere di marmellata, di marsala o  spremuta di legno e invece niente. Solo un fantastico equilibrio frutto-freschezza-alcol che ti mette con le spalle al muro. In quel momento niente di quello che sai, niente di ciò che hai imparato vale più di questo maledetto bicchiere. Chiedi conforto all’amico scienziato, ma lui ti guarda zitto, con gli occhi lucidi. Sei solo tu e il vino, e dopo aver svuotato il calice, ti esce una sola parola di bocca: ancora.

Immagine 11Nella foto: Nicola Chiaromonte

________________________________________________________
Azienda Agricola Chiaromonte (biologica)
Primitivo Riserva D.O.C. Gioia del Colle 2006 (95/100)
3.000 bottiglie annue
(euro 65,00 in enoteca)
________________________________________________________

avatar

Antonio Tomacelli

Designer, gaudente, editore, ma solo una di queste attività gli riesce davvero bene. Fonda nel 2009 con Massimo Bernardi e Stefano Caffarri il blog Dissapore e, un anno dopo, Intravino e Spigoloso. Lascia il gruppo editoriale portandosi dietro Intravino e un manipolo di eroici bevitori. Classico esempio di migrante che, nato a Torino, va a cercar fortuna al sud, in Puglia. E il bello è che la trova.

13 Commenti

avatar

Nicoletta Tavella

circa 12 anni fa - Link

Che meraviglia dev'essere, mi è proprio venuta voglia di assaggiarlo. Non appena torno a Bari, l'enoteca De Pasquale è la mia prima meta "obbligata"... E poi un paio di persone speciali con cui condividere il mio vino "feticcio" in versione De Luxe e il gioco è fatto. :)

Rispondi
avatar

Vignadelmar

circa 12 anni fa - Link

Grande, immenso vino !!! Io ancora in cantina non ci ho fatto un salto ma Nicola già è preoccupatissimo perchè l'ho avvisato di una mia imminente visita.....sa cosa lo aspetta !!! Certo costa molto, fra i conterranei è il più caro, ma è parimenti molto buono. Sappiate che a Gioia del Colle nel 2006 sono usciti vari eccellenti primitivi. Non voglio stilare classifiche ma questo vino è sicuramente fra i primi tre. . Ciao

Rispondi
avatar

franco

circa 12 anni fa - Link

la cantina di nicola chiaromonte è una fabbrica di sapori,sensazioni,verità,prelibatezze,unucità,misteri e con la sua allegria, ispira a sorseggiare quel nettare che con sapienti mani da un decennio cerca sempre di dare tutto se stesso.

Rispondi
avatar

Vincenzo Verrastro

circa 12 anni fa - Link

Caro Antonio, i meriti che mi attribuisci sono ben al di là delle mie capacità e comunque ti ringrazio per l'apprezzamento. L'unica cosa che mi sento di dire sul tuo commento è che se esiste un SOLO segreto sul primitivo nel territorio della DOC Gioia del Colle è la bassa produzione per pianta. In annate particolari come la 2006, la 2007 e la 2008 la pianta ha dato poco ma quel poco è stato veramente fuori dell'ordinario. Chi ci ha sempre creduto, nonostante le enormi difficoltà di fare vino di qualità dalle nostre parti (Nicola è uno di questi), ha saputo cogliere l'occasione e produrre qualcosa che sfida il tempo e che, secondo me, sarà bevibilissima anche tra diversi anni (anche più di dieci) sfatando il concetto che il primitivo è un vino che va bevuto in fretta. E' anche per questo motivo che non abbiamo modificato il disciplinare della DOC Gioia del Colle sul Riserva (100% primitivo) e abbiamo individuato delle zone storiche in cui si potrà imbottigliare la tipologia "classico", proprio perchè la combinazione bassa produzione-clima-terreno permette l'ottenimento di questi grandi vini. Come ultima cosa ti ricordo che tra i vari assaggi abbiamo anche degustato una bottiglia di Riserva 2006 che era già aperta da 4 (!!) giorni e che (forse) è stata la migliore di tutte.......

Rispondi
avatar

Francesco Annibali

circa 12 anni fa - Link

@Tomacelli: uhm... mai assaggiato quel vino, ma quest'aria nuova che tira di naturalità/non interventismo/ecc... non mi convince proprio per niente. Mi ripeto per la ventesima volta: occhio, che da qui a sdoganare le puzze siamo a un filo, così come andiamoci piano con tutto 'st'elogio della finezza, che ad alzar le rese i produttori impiegano 5 secondi. Poi adesso arriverà l'appassionato italico di inizio millennio acid-mineral-mosel-giacosian-solderiano a sbranarmi, per carità. Nel frattempo scusa se ho preso il tuo post a pretesto.

Rispondi
avatar

Vignadelmar

circa 12 anni fa - Link

Francesco, onestamente non ho capito la correlazione fra questo vino, naturalità/non interventismo e lo sdoganamento delle puzze. Potresti essere più chiaro ? . Ciao

Rispondi
avatar

Francesco Annibali

circa 12 anni fa - Link

Pezzo d'un fascistone, ho scritto che ho preso il post a pretesto! E' che non mi quadra la nuova novella di quei produttori che descrivono la vinificazione come pratica ottocentesca. Chiaro che anche io preferisco un vino vino buono e salutare, ma sento un'aria di omologazione che la metà basta. A presto e non te 'bbeve troppo kurni che scurisce i denti.

Rispondi
avatar

Antonio Tomacelli

circa 12 anni fa - Link

D'accordo con te, ma quello che vedi nella foto è veramente il torchio di Nicola e se visiti la "cantina" ti rendi conto che non c'è nulla di tecnologico o particolarmente complicato. Aggiungici che abbiamo assaggiato tutte le annate disponibili compreso il 2009 che già dimostra una materia fuori dal comune. Sono io il primo a criticare gli eccessi e bere "l'aceto" non fa parte delle mie priorità, ma, cacchio, quando un vino è buono c'è poco da fà!

Rispondi
avatar

Vignadelmar

circa 12 anni fa - Link

Guarda che non sono d'accordo con il tuo ragionamento neanche se lo decontestualizzi da questo topic su questo vino. Io non vedo il tuo presunto automatismo come un pericolo reale e facilmente riscontrabile. Le puzze, puzzette, puzzettone ci sono nei vini di chi lavora male....indipendentemente dalle tecnologie arcaiche, moderne o post moderne che utilizza. . Ciao

Rispondi
avatar

Pasquale Porcelli

circa 12 anni fa - Link

Io la cantina di Chiaromonte l'ho visitata più di una volta, se non nasconde "macchinari" sotto il letto, quello che vedi e quello descritto nell'articolo. A proposito, quando si dice il caso! anch'io proprio oggi ho scritto di Chiaromonte, ma del suo vino "minore". Non è che si monta la testa e compra il rotomaceratore di ultima generazione?

Rispondi
avatar

Serena

circa 11 anni fa - Link

Grande Nicola! E' in gamba e riesce sempre bene in tutto! Praticamente mi ha cresciuta, era un bravissimo istruttore di equitazione... poi si è dedicato al vino, e con risultati a dir poco eccellenti!! Continua così!

Rispondi
avatar

Gianluca

circa 8 anni fa - Link

E' incredibile il piacere di fare un'improvvisata alla cantina e vedere Nicola che ti accoglie con una semplicità fuori dal comune ...Grazie

Rispondi

Commenta

Sii gentile, che ci piaci così. La tua mail non verrà pubblicata, fidati. Nei campi segnati con l'asterisco, però, qualcosa ce la devi scrivere. Grazie.