Più anni lui in botte che io su questa terra. Single Malt tasting al Waldhaus am See, St. Moritz

di Andrea Gori

Specchiarsi nel lago di St. Moritz in una tranquilla serata di ottobre non è abbastanza, perché fa freddo e perché siamo nell’albergo svizzero più famoso per il Whisky (oltre 2500 referenze!) e uno dei pochi al mondo gestito da un Keeper of the Quaich, gli eroici ambasciatori della magia del Single Malt nel mondo. La sera prima di un mega matrimonio, non ci siamo fatti mancare un whisky tasting con i fiocchi, per la maggior parte condotto con malti imbottigliati appositamente per il Waldhaus ed etichetta personalizzata in distilleria. Figo.

Tullibardine Highland + Lowland 15 yo (years old) Muscatel finish
Origine e  stile a metà tra le Higland e le Lowlands: è dolce e delicato, con note al naso di  miele frutta, mela cotogna e caramello, erica e orzo, bocca soffice con note di malto e di pesca, fresco e immediato, finale di prugna.

Edradour Port cask 10 yo
Dalla autodefinitasi “distilleria più piccola della Scozia” ecco un nasino di alpenliebe e caramello, bocca delicata molto persistente ma con il caramello davvero insistente, finale di resina e segatura.

Edradour 1997 58,5%
Fieno ed erbe di campo, lieve dolce caramello; bocca simpatica, delicata, tra la ginestra e la pesca, vira sul caramello solo nel finale, non male anche se non entusiasma.

Dufftown Speyside 25yo, 1984
Elegantissimo, rovere e smalti nobili, miele di castagno; agrumato, con resina e sottobosco, bocca sontuosa finissima e delicata, in punta di piedi pepe rosa, floreale di viola, uno dei migliori.

Auchentoshan 1984 55% 25 yo Bourbon barrel Lowland
Fieno e biancospino, anice e sambuco, fruttato quasi di pesca, in bocca ha bosso stile sauvignon, bel finale dolce e speziato , notevole sul serio.

Edradour vintage 98 highland Sassicaia finish
Naso impressionantemente bolgherese con note da cabernet, ciliegia e fruttato rosso, bocca complessa con sfaccettature fruttate e speziate. Un po’ costruito ma fa il suo dovere egregiamente.

Bowmore Islay malt 1972  36YO (!)
Affumicato ma tabaccoso e con un misto frutta e foglie d’autunno: incantevole. Pellame nobile, cera d’api e legno prezioso, orzo tostato, bacon, pepe nero, ambra, incenso, bocca sontuosa. Delicatissimo piccante senza esagerare, vien fuori la confettura di visciole, finale cioccolato amaro e cuoio, avvolgente come tutti i suoi 36 anni colti in un istante.

Difficile rimanere indifferenti dopo un viaggio del genere. La cosa più bella è starsene lì ad immaginare il prossimo trip tra i 2500 whisky presenti, da tutto il mondo (Cina, Svizzera, Giappone, Nuova Zelanda) e chiedersi come sarà il Macallan Roderick Kemp del 1878. Quando avremo 9 mila franchi svizzeri per assaggiarne 2 cl saremo qui a raccontarvelo.

Andrea Gori

Quarta generazione della famiglia Gori – ristoratori in Firenze dal 1901 – è il primo a occuparsi seriamente di vino. Biologo, ricercatore e genetista, inizia gli studi da sommelier nel 2004. Gli serviranno 4 anni per diventare vice campione europeo. In pubblico nega, ma crede nella supremazia della Toscana sulle altre regioni del vino, pur avendo un debole per Borgogna e Champagne. Per tutti è “il sommelier informatico”.

8 Commenti

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riccardo passoni

circa 9 anni fa - Link

settimana prossima Whiskyitaly a Milano!

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Nelle Nuvole

circa 9 anni fa - Link

Se c'é una cosa che mi piace più della Scozia sono gli scozzesi, a cominciare da Sir Sean Connery che per una donna della mia generazione rimane un punto di riferimento fondamentale per quello che considero l'Eterno Mascolino, un uomo che in gonnellino a pieghe riesce a spalmare di testosterone una buona metà della Google Map terracquea. Ma non divaghiamo, se c'é una cosa che mi piace più degli scozzesi e del loro accento cantilenante é un buon Single Malt, bevuto da adesso a Pasqua, a fine serata quando tuti i giochi sono giocati e devi solo decidere quale piede mettere avanti prima di schiantarti con soddisfazione a letto. Un grazie di cuore ad Andrea Gori, che come Virgilio continua a guidarci fra i gironi infernali e purgatoriali della nostra esistenza, regalandoci un linguaggio ed una comprensione nuova dell'argomento vino e in questo caso whisky. Mentre voi siete in giro a dragare le pupe la sottoscritta sta cercando di rintuzzare un raffreddore coltivato in giro per il mondo, il mitico AG mi ha appena fornito la soluzione, HOT TODDY! Se volete sapere cos'é cercate su wilkipedia, io sono troppo impegnata a danzare sul cadavere di quella schifezza di film chiamato BRAVEHEART, con Mel Gibson Culoperterra, che quanto a sexyness sta a Sean Connery come il Glen Grant a Caol Isla Double Mature.

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Antonio Tomacelli

circa 9 anni fa - Link

Caol Ila tutta la vita, NN!

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Nelle Nuvole

circa 9 anni fa - Link

Già, mi é scappata una "s" di troppo.

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gianpaolo

circa 9 anni fa - Link

L'altra sera per accompagnare i formaggi a cena: Port Ellen 1982, Ardmore 1979, Coilltean 1972, e l'introvabile Bourbon George.T.Stagg di Buffalo Trace http://www.buffalotrace.com/main.asp?page=product peccato poi alzarsi alle 6 di mattina e prendere un areo per andare a lavorare...

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kenray

circa 9 anni fa - Link

ero un whiskista tempo fa poi i punti patente e l'età hanno moderato la passione ma rimane un gran bel bere peccato che per gustare un whisky come si deve bisogna aspettare minimo 20anni

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Nelle Nuvole

circa 9 anni fa - Link

Sull'età del whisky avevo anche io i miei pregiudizi, poi un amico scozzese mi ha fatto assaggiare l'Ardberg 1998 Still Young e mi sono dovuta ricredere, spero di provare presto i passi successivi, Almost There e Renaissance.

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gianpaolo

circa 9 anni fa - Link

che problema c'e'? Basta comprarli già vecchi :)

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