L’orrore è servito. Al bicchiere

di Antonio Tomacelli

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Davanti a simili cose, l’enofighetto che è in me urla come una bestia ferita. Per purificarmi berrò vino in brick per tutta la settimana, ma adesso, pliz, lasciatemi sfogare: il vino nel bicchiere di plastica che si apre come uno yogurth è una cagata pazzescaaaaaa! (cit.). Disponibile nei gusti Merlò, Cabernè e Sciardonnè.

P.s.: Dovrei ringraziare Stefano Caffarri per la segnalazione, ma poi perchè?

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Antonio Tomacelli

Designer, gaudente, editore, ma solo una di queste attività gli riesce davvero bene. Fonda nel 2009 con Massimo Bernardi e Stefano Caffarri il blog Dissapore e, un anno dopo, Intravino e Spigoloso. Lascia il gruppo editoriale portandosi dietro Intravino e un manipolo di eroici bevitori. Classico esempio di migrante che, nato a Torino, va a cercar fortuna al sud, in Puglia. E il bello è che la trova.

5 Commenti

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Francesco Fabbretti

circa 12 anni fa - Link

mi verrebbe da fare dell'ironia sul fatto che un vero degustatore non giudica mai senza avere assaggiato...... ma chi lo tiene o' 'ccore di bere da quella schifezz'? p.s. considerazione amara: se esiste un prodotto così è perchè (ahimè) esiste chi lo acquista...

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Francesco Fabbretti

circa 12 anni fa - Link

ah, dimenticavo, visto che sei stato così gentile da fornire il link non ho potuto fare a meno di notare che presto sarà disponibile anche in altri gusti ("With more Varietals coming soon"!!!).... vuoi mettere un bel nebbiolo COPA????

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Gabry

circa 12 anni fa - Link

Una trovata del genere non può davvero fare danni al mondo del vino. Mi sembra talmente assurda che mi ha strappato un sorriso. E se anche avrà successo (???) non penso che il mercato del vino che bevo tutti i giorni adesso (e ci metto lo sfuso delle mie parti anche) subirà anche il minimo contraccolpo... P.S.: le foto della sezione lifestyle sono imperdibili...

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giacomino

circa 12 anni fa - Link

da lafayette sono anni che circola un vin de pays monodose, nel bicchiere di vetro sigillato allo stesso modo, per la grande distribuzione non mi pare una cattiva cosa, vecchiette, single a dieta, il bacino d´utenza é vasto

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RAMPAVIA

circa 12 anni fa - Link

Mi piace tanto la definizione enofighetto, alla quale mi sentirei di appartenere a pieno titolo se non fosse per raggiunti limiti di età (dopo i 55 è forse più facile essere degli enotardoni). In ogni caso il fatto essere degli enofili ci impedisce di afferrare e giudicare serenamente il fenomeno. E' chiaro che queste trovate pubblicitarie, di mercato o come dir si voglia, che a noi paiono delitti di lesa maestà, appartengono a mondi che con il vino (quello vero) hanno poco a che fare. E allora è meglio lasciar perdere.

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