Giulio Ferrari ti lovvo. La verticale 1988-2001

di Alessandro Morichetti

Riceviamo, e molto volentieri pubblichiamo, questa verticale di annate del mitico Giulio Ferrari, performata da Vincenzo Donatiello, sommelier del Piastrino di Pennabilli. Al netto dell’invidia, lui c’era.

Giulio Ferrari è il Trento DOC cult delle cantine Ferrari, ed è probabilmente il miglior metodo classico italiano. Io lo amo pazzamente, d’un amore selvaggio e animale, istintivo come Tarzan e Jane, complice come Diabolik ed Eva Kant. Premesso questo, condensare in 6 bottiglie 23 anni di storia è come avvicinarsi al primo appuntamento con le ginocchia tremanti. Ecco la chiave del racconto: uno speed dating lanciato nello spazio-tempo del vino italiano, a tu per tu con l’orgoglio delle bollicine italiche.

2001 | Paglierino carico, toccato da riflessi oro antico, che si spostano su una leggera nota rosata. Perlage impettito e sugli scudi. Apre al naso su note di vaniglia, biscotto al malto, panna, cedro e pompelmo canditi e ricordi di dado da brodo. Il palato segue il sentiero tracciato dall’olfazione: note biscottate, particolarmente rotondo, la bollicina si sviluppa e si apre lungo tutto il sorso, elegantissima; chiude una discreta nota sapida e qualche spigolo di gioventù. Si farà. 88

1997 | Il colore è meno evoluto rispetto al 2001: paglierino di media intensità, poco vivace. Il perlage è minimale. Il naso parte dolce, su note di mandorle e miele, per poi fermarsi su frutta gialla sotto spirito. In bocca è morbido, virato sulla sapidità eD una leggera nota ossidativa in chiusura di palato. Si siede troppo presto. 78

1996 | Un campione. Una goduria. Libidine allo stato puro. Colore gioviale e giovanile, quella tinta paglierina che mira verso l’oro invoglia tantissimo. Perlage ESEMPLARE!!! Espressività al naso all’ennesima potenza: fiori bianchi, canfora, erbe aromatiche, tarassaco, vaniglia, crema pasticcera, ricordi vegetali di asparago e leguminose, salmastro. Palato alla “Giulio”: cremoso, dalla bollicina suadente, con profondi richiami biscottati, vira in chiusura su di una sapidità decisa, tracciata da un’insinuante sensazione di umami. 94

1995 | Parte timido, poco espressivo, ridotto. E poi… tappo. Avanti un altro. s.v.

1994 | Il colore comincia a farsi carico, intenso, qui decisamente dorato. Perlage misurato che sale nel bicchiere a piccoli passi. All’olfatto è decisamente evoluto: apre piacevolmente su leggere note ossidative, poi fungo, tabacco biondo, fogliame, biscotto al burro e gesso, chiude fumé. In bocca mostra ancora tutto il suo potenziale: tondo, ancora piacione e cremoso, chiude sapido; lo aspetti, ma si ferma un passo prima del dovuto. Una performance comunque esemplare. 88

1988 | Eccolo, l’anzianotto del gruppo. Si presenta nel bicchiere di una bella tonalità oro antico con riflessi ambra. Perlage con il “contabolle”. Naso elegante, completamente terziarizzato. Regala toni fumé, salmastri, ci trovi l’ostrica e lo iodio, note medicinali, cerotto, fungo, muschio e fogliame, caramella mou. La bollicina che sfuggiva alla vista è tutta nel calice che porti alle labbra, non aggressiva ma decisamente ben presente, di grande tonicità. Un colpo di coda esemplare. Il finale di bocca si distende su di una lunghissima scia sapida. 90

Un grande vino per meditare: medito di rifarlo, quanto prima.

Vincenzo Donatiello

avatar

Alessandro Morichetti

Tra i fondatori di Intravino, enotecario su Doyouwine.com e ghost writer @ Les Caves de Pyrene. Nato sul mare a Civitanova Marche, vive ad Alba nelle Langhe: dai moscioli agli agnolotti, dal Verdicchio al Barbaresco passando per mortadella, Parmigiano e Lambruschi.

42 Commenti

avatar

Marossi

circa 10 anni fa - Link

'Performata'. Performata. Dove diavolo ho messo il mio archibugio?

Rispondi
avatar

Marossi

circa 10 anni fa - Link

P.S. in tema enologico : "(...)Regala toni fumé, salmastri, ci trovi l’ostrica e lo iodio, note medicinali, cerotto, fungo, muschio e fogliame, caramella mou. La bollicina che sfuggiva alla vista (..)". Ecco. Ma se sull'etichetta ci fosse stato scritto 'Galestro', che votazione avrebbe preso questo fenomeno di vino, cui manca solo il 'callo di alluce valgo' per completare la gamma olfattiva?

Rispondi
avatar

Carlo Cleri

circa 10 anni fa - Link

Il cerotto mi mancava...

Rispondi
avatar

Fiorenzo Sartore

circa 10 anni fa - Link

non sei abbastanza skillato :D

Rispondi
avatar

Marossi

circa 10 anni fa - Link

1,2,3...bang

Rispondi
avatar

Antonio Tomacelli

circa 10 anni fa - Link

La solita violenza dei commentatori di Intravino :-D

Rispondi
avatar

Marossi

circa 10 anni fa - Link

Dei commentatori che si nascondono dietro l'anonimato, aggiungerei...

avatar

Fabio Cagnetti

circa 10 anni fa - Link

Gira che ti rigira, la bandiera delle bollicine italiane può portarla solo lui, il Giulio, e certamente non si rifiuterebbe di farlo. Le vecchie annate le bevo sempre con estremo piacere, tra l'altro sul 97 propenderei per una bottiglia sottoperformante, avendolo bevuto più volte con gradimento certamente superiore. Peccato per il 95 del quale conservo splendidi ricordi. Non mi stupisce infine la solida performance dell'88, versione che amo e che mostra bene come può evolvere IL nostro grande Blanc de Blancs. Nota per gli invidiosi e per chi medita di ripetere l'esperienza: sto organizzando un evento che arriverà dieci anni più indietro.

Rispondi
avatar

elisa pioli

circa 10 anni fa - Link

Gentile sig. cagnetti, mi chiamo elisa pioli sono una giovane sommelier marchigiana. Le scrivo perchè ho letto che lei sta organizzando una verticale di giulio ferrari ma con annate precedenti al 1988. Vorrei sapere dove e quando sarà organizzata e il costo per partecipare qualora fossi interessata. Grazie cordiali saluti

Rispondi
avatar

Fabio Cagnetti

circa 10 anni fa - Link

se mi manda una mail a fabio@ilpostvino.it la tengo aggiornata, in ogni caso dovrebbe farsi a Milano tra fine novembre e inizio dicembre.

Rispondi
avatar

Fabio Cagnetti

circa 10 anni fa - Link

confermo: Enocratia Milano 1 dicembre GIULIO FERRARI AND FRIENDS Villa Margon 1990 Villa Gentilotti 1990 Perlè 1985 Perlè 1983 Giulio Ferrari 1994 Giulio Ferrari 1993 Giulio Ferrari 1992 Giulio Ferrari 1991 Giulio Ferrari 1988 Giulio Ferrari 1978 quota vino: 65€ a testa quota cibo da annunciare ma stiamo tranquilli

Rispondi
avatar

Nic Marsèl

circa 10 anni fa - Link

Non ho mai avuto la fortuna nemmeno di assaggiarlo. Però per essere considerato "probabilmente il miglior metodo classico italiano" i voti sono davvero bassini, no? Se poi penso a quanto costa...

Rispondi
avatar

ivan

circa 10 anni fa - Link

se su 5 bottiglie..1 sa di tappo,una è in geriatria, 2 non raggiungono l'eccellenza e 1 sola si prende 90,certamente non sarà ricordata come una performance impeccabile del GIULIO.. poi a me sembra un discorso un tantino vecchiotto quello del "come il giulio un ce n'è!"..credo che qualche altra azienda abbia tirato fuori alcune cuveè prestige che potrebbero perlomeno contendergli lo scettro..

Rispondi
avatar

Fabio Cagnetti

circa 10 anni fa - Link

l'unica, a mio parere, è la riserva Hausmannhof di Haderburg.

Rispondi
avatar

ivan

circa 10 anni fa - Link

la degusterò al più presto!comunque a me piace moltissimo il giulio(ci mancherebbe!)..ma se ti rilanciassi col sublimis uberti rischerei di essere linciato da qualcuno??!

Rispondi
avatar

Pietro Caputo

circa 10 anni fa - Link

Linciato non credo, anche io amo Uberti, Faccoli e Ronco Calino, oltre all'estremo Sospiri di Cà del Vent... ma riconosco che il Giulio è ad un livello superiore. O forse anche io rischio di essere linciato per aver confrontato ostriche con angus?

Rispondi
avatar

sebelloni mazzancolle ribollito vien dal mare

circa 10 anni fa - Link

sempre meglio dello champagne. che poi ce ne siano altri buonerrimi è un fatto.

Rispondi
avatar

esperio

circa 10 anni fa - Link

Lo champage e' sempre lo champagne. Le bollicine nostrane per quando ottime possano essere rimangono un fenomeno limitato e casereccio. I francesi restano imbattibili e maestri e gli altri meri imitatori. Continuamo a rosicchiarci le unghie ma facciamolo in mesto e decoroso silenzio.

Rispondi
avatar

Pietro Caputo

circa 10 anni fa - Link

anche a me sembrano bassetti i voti, e l'impressione che ne traggo è che sia un tantino rischioso prepararsi una verticale in casa se poi le "statistiche" sono queste... stiamo pur parlando di una fascia tra i settanta e i novanta a bottiglia in enoteca giusto?

Rispondi
avatar

Marossi

circa 10 anni fa - Link

Ma no, ma no: è che il 'performatore' aveva tenuto per anni le bottiglie sul davanzale. Solo per questo il miglior spumante italiano fa questa figura.

Rispondi
avatar

Nelle Nuvole

circa 10 anni fa - Link

"To perform" in inglese britannico della middle class è anche un modo elegante per tradurre "pagare il proprio contributo alla natura". Detto ciò il post è bello, parla di qualcosa di diverso dei soliti vini e guide e lascia aperto un interrogativo: cosa diavolo è l"umami"? ps Marossi sei un palloso pignolo saccente sotuttoio come tutti i milanesi DOC. Lascia campare in pace i redattori di Intravino, stanno passando una settimana pesante.

Rispondi
avatar

Marossi

circa 10 anni fa - Link

Anche io ti stimo.

Rispondi
avatar

Marossi

circa 10 anni fa - Link

Ma..ho detto milanese? Volevo dire livornese.

avatar

Flachi10

circa 10 anni fa - Link

Oddio NN !! Non sai cosa è l'UMAMI!? perchè non leggi lo splendido blog sul BBQ di Gianfranco Lo Cascio !!! :P In pratica è il quinto senso, tradotto volgarmente il glutammato. http://www.dissapore.com/tag/umami/

Rispondi
avatar

Marossi

circa 10 anni fa - Link

NN, se quando leggi il link hai capito, per favore spiegamelo in toscano, perché io non ho afferrato. Grazie.

avatar

Nelle Nuvole

circa 10 anni fa - Link

Mi dispiace per il Sig. Lo Cascio, ma ha sprecato un monte di parole per convincerci a continuare a fare quallo che avevamo sempre fatto. condire l'insalata con olio, aceto e/o limone, sale. se si scelgono alternative è perchè le foglie di insalata sono vecchie e mosce, hanno bisogno di un Viagra, nel caso specifico Dressing. In toscano, caro Marossi, il termine UMAMI si tradurrebbe in TROIAIO. Da quello che capisco è un concentrato che sa di dado da brodo. In Inghilterra c'è un prodotto chiamato Marmite, che ha nutrito generazioni di Britannici prima che scoprissero l'olio d'oliva.

avatar

Marossi

circa 10 anni fa - Link

Ed ecco l'umami sciacquato in Arno. Grazie per la semplificazione, e per avermi riportato in mente che mio padre mi diceva che spesso la mia stanza era un troiaio.

avatar

suslov

circa 10 anni fa - Link

non ho capito grande ferrari, grande verticalita', grande di qui grande di la, ma poi: una e' andata, una lasciamo stare, una sa di cerotto e una sa di tappo. pero' ce n'e' una grandissima. non mi sembra proprio un successone di verticale. insomma stiamo parlando di una bevuta il cui costo complessivo si aggirera' minimo intorno ai 500 euro, e tutto questo per ciucciarsi un cerotto e un tappo ? a me girerebbero i maroni. davvero, roba da convertirsi al vinofrutto ...

Rispondi
avatar

Francesco Fabbretti

circa 10 anni fa - Link

Un amico che girovaga per la champagne almeno un terzo dell'anno (beato lui) mi diceva proprio qualche giorno fa che in quella terra i prodotti si fanno sostanzialmente con la stessa tecnica, con piccole differenze a seconda del fatto che si voglia un prodoto pronto o un prodotto da lungo invecchiamento. Non entro nei dettagli ma temo che il nostro mitico Giulio (che resta sempre un gran bel bere) possa competere anche con blasonatissimi champagne del primo tipo.... quanto al secondo temo ci sia ancora tanta strada da fare...

Rispondi
avatar

Marossi

circa 10 anni fa - Link

Fabbretti, faro di saggezza e commentator cortese (nonché competente quant' altri mai), orsù non farti pregare e entra, al contrario, nello specifico.

Rispondi
avatar

Francesco Fabbretti

circa 10 anni fa - Link

grande durata = raccolta il primo giorno stabilito dalla commissione, estrazione su pressatura soffice del 30% di succo dalle uve, liqueur de tirage con dosi zuccherine molto basse... è sulla percentuale zuccherina del liqueur de tirage che si gioca la partita, percentuale che ovviamente cambia da anno ad anno, da maison a maison, da terreno a terreno. Ma così lo champagne diventa acidissimo.... neanche per niente al massimo il perlage è molto più fine ... quanto alla "dolcezza" c'è sempre il liqueur d'espedition. Mi ha insegnato anche un piccolo trucco per capire la potenzialità di invecchiamnto: poco dopo aver bevuto lo champagne, aspirare aria dalla bocca tenendola leggermente socchiusa. Se si percepisce una dimensione citrina e eucaliptica vuol dire che lo Sciampàgn lo hanno fatto per farlo invecchiare.. ecco la minuscola perla di insaggezza

Rispondi
avatar

Marossi

circa 10 anni fa - Link

Della quale ti ringrazio e ti chiedo: dunque un dosaggio zero dovrebbe aver le carte migliori, a parità di partenza?

Rispondi
avatar

Francesco Fabbretti

circa 10 anni fa - Link

il dosaggio attiene al liqueur de expedition.... non cambierebbe nulla. La differenza sta nell'elaborazione del liqueur de tirage con la percentuale di zuccheri presenti per innescare la rifermentazione in bottiglia. Dopo la sboccatura che tu agiunga zero zuccheri o meno non cambia nulla

avatar

Marossi

circa 10 anni fa - Link

Certo che il dosaggio non c'entra col tiraggio, ma mi riferivo al fatto che il segreto starebbe nell'acidità complessiva, se non avevo inteso male, ma evidentemente avevo inteso male.

avatar

Baser

circa 10 anni fa - Link

Scusa se ti disturbo. Ok per la raccolta precoce (maggior acidità); ok per il 30% di "mosto fiore". Invece, come mai un basso tenore zuccherino nel liqueur de tirage dovrebbe essere funzionale ad una maggiore longevità del prodotto? Io non ci arrivo...

Rispondi
avatar

Fabio Bassani

circa 10 anni fa - Link

Francesco, ma la quantità di zucchero presente nel liquer de tirage non è fissa per raggiungere le canoniche 6 atmosfere di pressione in bottiglia? (4 grammi ogni atmosfera) Quindi diminuendo gli zuccheri andrebbe a discapito della bollicina e ne uscirebbe al più un saten (o cremant), prodotti molto più morbidi...

Rispondi
avatar

EnzoPietrantonio

circa 10 anni fa - Link

Togliendo la 97 senza voto la media delle 5 bottiglie è di 87.6 punti. Per me non è affatto poco... :)

Rispondi
avatar

Suslov

circa 10 anni fa - Link

Continuo a non capire 500 euro per bermi alcune bocce con media 87 ma una non devon considerarla e l altra pero' sa di cerotto ? Il vinofrutto non e' un reato Compagno lucamaroni sarai vendicato

Rispondi
avatar

vinogodi

circa 10 anni fa - Link

...caspita:l'AIS ci fa 'na pippa, da queste parti...

Rispondi
avatar

esperio

circa 10 anni fa - Link

Per il 150imo si brinda con l'italiano, comunque sia, per il resto champagne.

Rispondi
avatar

Raffaele Pagano

circa 10 anni fa - Link

Complimenti a Vincenzo, di cui apprezziamo, sia I'll lavoro che la passione nel farlo.

Rispondi
avatar

Marco Lombardi

circa 10 anni fa - Link

essendoci stato anche io alla verticale con Vincenzo non potevo non commentare: Vincenzo cattivo sei stato troppo basso con i punti ;-P scherzo!!!

Rispondi

Commenta

Sii gentile, che ci piaci così. La tua mail non verrà pubblicata, fidati. Nei campi segnati con l'asterisco, però, qualcosa ce la devi scrivere. Grazie.