Fiere molto alternative | Critical Wine, per esempio

di Fiorenzo Sartore

Critical Wine a Genova, nel laboratorio sociale (okkupato, due cappa) Buridda, è la destinazione punitiva per quelli che si sono trastullati troppo visitando il Merano Wine Festival. E’ il contrappasso, è l’altra faccia della Luna quanto a fiere enoiche. Il centro sociale è talmente mal ridotto che perfino la minimalista kermesse di Fornovo, al confronto, pare Las Vegas. Per capire l’aria che tira basta leggere, sul sito di presentazione, queste righe, che descrivono le premesse ed il contesto:

Sismi finanziari e catastrofi come il disastro nucleare di Fukushima (2011), o l’esplosione della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon nel Golfo del Messico (2010) stanno mettendo a nudo tutte le contraddizioni e l’insensata corsa di questo modello di sviluppo imposto dagli organismi economici mondiali. Nel giro di un anno il mondo è cambiato. Le rivoluzioni in molti paesi arabi dove antichi modelli di società sono messi ora in discussione.
 La crisi economica e geo-politica degli Stati Uniti considerati fino a ieri la massima potenza mondiali, la conseguente ascesa di Cina, India, Brasile impegnati a governare una crescita di ricchezza che li spinge ad approvvigionarsi di territori e ricchezze materiali in paesi eternamente in via di sviluppo come l’Africa e alcune zone dell’America Latina. Stati Europei sull’orlo del fallimento le cui politiche e i cui politici vengono pesantemente criticati da movimenti popolari di partecipazione dal basso ‘indignati’ dall’inadeguatezza dei loro governanti. In questo quadro politico instabile si muovono lungo tragitti di morte e di speranza i profughi ambientali ed economici: milioni di esseri umani che premono su frontiere sempre più indefinite.

Letto bene? Come vedete, l’orizzonte è ampio. E militante. Può piacere o non piacere, ma a me piace, ed è per questo che domenica scorsa mi sono aggirato, felice, tra i corridoi cadenti della vecchia facoltà di Economia a Genova. Gli espositori, facce contadine assai poco glamour, sembrano provenire da un altro pianeta. Fanno lo stesso mestiere dei loro colleghi che espongono a Merano, ma è evidente che non è la stessa cosa. Certo, anche qui ci sono vini interessanti da provare. Tra pensionati con la borsa della spesa e ragazzi coi dreadlocks, nelle sale fredde e le scritte sui muri, ecco alcuni assaggi.

Ghio, a Gavi, presentava, tra l’altro, un notevole Gavi 2001, a rimarcare l’attitudine di questo bianco per i lunghi affinamenti. Il vino viene conservato presso la cantina del produttore e commercializzato quando ritenuto pronto. Questo giustifica il prezzo al pubblico (17 Euro), assieme al suo corredo aromatico ampio, quasi tropicale, ancora appena boisé ma davvero seducente. Solo la lunghezza un po’ scarna lo penalizza sul punteggio finale, 82/100. Il Gavi d’annata, 2010, scende ad un prezzo molto più vantaggioso, 6 euro, ed è freschissimo, frutta bianca ed acidità esuberante: 78/100. [Sito]

Le Marne, altro produttore dell’area di Gavi, esibiva un perfetto Marne Oro, un Gavi 2010 promettente ma già bellissimo da subito, con tanta frutta bianca polposa. 80/100, e costa (solo) 6 Euro. Io ho apprezzato soprattutto il Marne Rosso 2007, un uvaggio, con un curioso retronasale di china, dopo una salva di frutti rossi sotto spirito. Molto lungo, invitante e delizioso, 84/100. Prezzo: sempre sui sei euri, credo. [Sito]

Casale è un produttore di Certaldo (FI), che aveva in assaggio Trebbiano, Chianti, ed un Vin Santo irriducibilmente secco (ahimè). Tra le tante etichette voglio segnalare il suo Sangiovese IGT, un rosso assolutamente tipico già dal colore poco carico, con un naso spiccatamente floreale, delicato, che in successione apre a note di ciliegia e marasca. Beva perfetta, invitante nella sua leggerezza. Un vino da 79/100, che si comprava con 3,80 Euro. Direi che non servono altri commenti. [Niente sito]

Cinque Campi è stata una piacevole sorpresa in zona Lambrusco (Reggio Emilia): il Cinquecampi rosso 2010 ha un colore totalmente impenetrabile, effervescenza delicata, ed un naso profondissimo, denso di evocazioni: frutti neri, terra, davvero meraviglioso. 81/100, per un prezzo inferiore ai 7 euro. Assaggiato anche il 2009 con pari soddisfazione, meno ludico ma ancora più complesso. Infine molto bene (79/100) il Lambrusco fermo 2008, con tannini immensi. Nelle mie note: azienda da riassaggiare appena possibile. [Sito]

Rasicci, da Controguerra (TE), aveva un Rosato 2010 dal colore ramato scarico, floreale e morbidissimo. Pure troppo: dice che è stato bocciato dalla commissione per l’ottenimento della DOC. Mah. Un 80/100 che costa euri 3 e 80. Grazie, commissione. [Sito]

Taruna-Calcabrina si trova a Montefalco (PG), e da quelli ti aspetti di bere Sagrantino, giusto? Sì e no. Il rossone che presentano sarebbe, in effetti, un Sagrantino di Montefalco, ma essendo imbottigliato in una strana bottiglia a forma di anfora non ottiene la DOCG (il formato della bottiglia è uno dei requisiti previsti dalla legge). Perplessi dall’incomprensibile politica aziendale del produttore, ci consoliamo col vino: godurioso, masticabile, concentrato e coi tannini al posto giusto, un piccolo capolavoro da 84/100 che costa euri dieci la bottiglia. Gli amici con me acquistano compulsivi, e come dare loro torto? [Sito, alquanto vuoto].

[Qui l’elenco, in PDF, di tutti i partecipanti a Critical Wine 2011, a Genova]

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Fiorenzo Sartore

Vinaio. Pressoché da sempre nell'enomondo, offline e online.

27 Commenti

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Pasquale

circa 10 anni fa - Link

E PREPARATEVI AL BUONO CHE AVANZA... LA TERRA TREMA 2011 AL LEONCAVALLO IL 25,26,27 NOVEMBRE Milano 2011, un movimento sempre più crescente di agricoltori sta per raggiungere la metropoli… lungo il percorso risuonano le grida di battaglia! Qua l'elenco dei vignaioli-agriocltori-contadini partecipanti e tutte le info www.laterratrema.org

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Nic Marsèl

circa 10 anni fa - Link

Cinque Campi ha dei prodotti davvero interessanti, originali fino all'estremo. Non sono uno da punteggi, pero' definire il loro lambrusco "davvero meraviglioso" e poi assegnargli un 81, è una evidente contraddizione. Grazie della segnalazione sul cerasuolo di Rasicci che non mancherò di assaggiare a Milano a "la terra trema"

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Fiorenzo Sartore

circa 10 anni fa - Link

vero, su questo vino ho stretto troppo, dovrei dire almeno 83-84. e' che avevo segnato 85, che mi pareva molto, per il 2009 e volevo rimarcare piu' differenza col 2010. rileggendo le note avrei fatto bene a segnare di piu'.

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Federico

circa 10 anni fa - Link

Qulache anno fa si sarebbe detto che la location è davvero underground!! Davvero insolita e coraggiosa per il mondo del vino. L'ultima volta che hai azzardato un commento positivo su un lambrusco (come spesso accade qui su IV) è scoppiato un mezzo putiferio! Sei pronto vero?! :-)))

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Eleutherius Grootjans

circa 10 anni fa - Link

Concordo e allego una nota personale di apprezzamento per Vanni Nizzoli e i suoi vini. La sua è una zona in fermento, lui ne è interprete capace e onesto. Segnalo, a chi ne avesse ancora in cantina, Cinquecampi 2008 e Le Marcone 2007, oltre alla nuova arrivata Spergola con fermentazione in bottiglia. Non sono vini che vanno incontro ai gusti di tutti, ma a quei prezzi valgono una prova anche solo a fini autodidattici. Tra le caratteristiche salienti, giustamente evidenziata da FS, la grana e la forza dei tannini: duri, scabri ma giusti, perfettamente incorporati, mai "fuori" dal vino. Mi fa molto piacere anche la nota su Diego (Calcabrina) e il suo Sagrantino in esilio, generosissimo per sostanza e - accoppiata notevole - prezzo. Sintesi centratissima, mi fa piacere aggiungere che i Calcabrina si fanno rispettare anche con i formaggi. Seguiranno altri appunti?

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Fiorenzo Sartore

circa 10 anni fa - Link

ho tagliato un po' di cose per brevita'. pero' una la segnalo, anche se e' in zona conflitti di interesse; e' il mio dogliani del cuore. claudia revelli (azienda eraldo revelli) aveva in assaggio il dolcetto piu' "piccolo", il dolcetto "otto filari". l'ho ritrovato molto piu' precisino, piu' invitante e succoso di come lo ricordavo, il genere di assaggio che ti fa dire "ancora-ancora", e se ricordo bene stava sui 5 euro. un altro best buy. tutto il resto di revelli notevole come sempre.

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olimarox

circa 10 anni fa - Link

Molto alternative, queste fiere, troppo. Infrequentabili, direi. Però mi fa piacere che un esperto come Fiorenzo abbia apprezzato il 5campi. Io l'ho assaggiato lo scorso anno a Vicenza, e con tutta la buona volontà al naso era parecchio ridotto. Il produttore, un ragazzo che mi è parso onesto e simpatico, si lamentava che il mercato gli imponeva di uscire troppo presto con i suoi vini. Certo che uno che va al Buridda potrebbe anche impiparsene, del terribile Mercato. Scherzi a parte, ancora una volta emerge come sia la costanza qualitativa il problea di alcuni produttori naturali. Io continuo a pensare, sulla base degli assaggi fatti, che l'assenza di 'tecnica' (latu senso) sia possibile solo in regime di altissima qualità e - ahi ahi - quindi di prezzi importanti.

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olimarox

circa 10 anni fa - Link

La fretta, bannazione: lato sensu, volevo dire

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vinogodi

circa 10 anni fa - Link

...comunque, capisco che la fiera del settore sia una bella occasione per bere a sbafo un tot di alcool,fare caciara e poi avere anche materiale su cui dibattere, ma non è certo in queste kermesses né che si impara, né che si ha discriminante qualitativa. Vedo che non ne saltate una:quand'è che cominciate ad "investire" un pò di diné e comprarvele, le bocce, e bervele nella accogliente tranquillità delle vostre magioni con "compagnia ragionata"?... *** cillo, io ti voglio tanto bene, la tua naturale simpatia ti rende irresistibile, ma io sono uno che il vino lo compra, e lo vende, da decenni. si', non me ne perdo (quasi) una perche' mi piace quel che faccio. grazie per i consigli, che terremo in debito conto. un altro commento cosi' e ti faccio bere tura'. perdona la durezza. [f.s.]

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vinogodi

circa 10 anni fa - Link

...non c'era l'emoticon che ride perchè non ho potuto attingere dall'archivio del mio PC , sono in esterna, per cui la mia irresistibile simpatia non si è potuta estrinsecare. PS: ca**o che duro che sei ... addirittura "turà" mi farai bere : grazie , ne ho sentito parlare per cui pure io farò tesoro del tuo "consiglio" e vedrò di eliminare questa mia imperdonabile lacuna...

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Nelle Nuvole

circa 10 anni fa - Link

Con la speranza di non essere impallinata mentre continuo a muovermi lungo tragitti di morte, rischio un commento leggermente OT: l'elenco dei produttori mostra delle belle realtà produttive, ma perché il post si sofferma in modo quasi morboso su "i corridoi cadenti" "le facce contadine poco glamour", "nelle sale fredde con scritte sui muri"? Mi viene una tristezza, altro che felicità di aggirarsi un un luogo che mi ricorda i treni locali che partono dalla Stazione Termini. Vorrei anche aggiungere che pensionati con la borsa della spesa e ragazzi con dreadlocks frequentano pure altre manifestazioni, girano per cantine, sono clienti non forzatamente relegati in un ambiente da squatters. Questo detto con tutto il rispetto per i centri sociali e le grida di battaglia risuonanti dallo spostamento di un numero sempre più crescente di agricoltori (cit. Pasquale)

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vinogodi

circa 10 anni fa - Link

..che è poi quello a cui mi riferivo , in parte, nel precedente post censurato. Solo gli abitué delle manifestazioni possono godere del senso innato e evangelico di un'enoautoflagellazione come quella di partecipare ad una manifestazione vinicola all'interno di centri sociali. Ve lo dico apoliticamente perchè sono un "non schierato"...

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Adolfo

circa 10 anni fa - Link

Ma scusi, egregio, ma perché sente la necessità di intervenire anche quando non ha nulla da dire ed evidentemente rompe solo le scatole al prossimo. Cortesemente, non intervenga. Io vendo vino, a fiere come questa, a volte, trovi la cosa inaspettata. Ad esempio, per me, il Cataratto 2009 di Bosco Falconeria é stata una bella sorpresa (miglior bianco della manifestazione). Ho provato a prenderne un po', vediamo come va. Idem il Trebbiano di Rasicci. Se pensate di portare da soli avanti una piccola enoteca solo con bottiglie costose vi sbagliate.

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vinogodi

circa 10 anni fa - Link

...perdonami, è il concetto di "fiera specializzata", vieppiù sostenuta e schierata ideologicamente, che mi lascia perplesso, non le sensate proposte del buon bere a giusto prezzo...

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Fiorenzo Sartore

circa 10 anni fa - Link

Bosco Falconeria è un altro che ho tenuto fuori dalla lista solo per brevità: a me ha colpito anche di più il suo Falco Peregrino 2010 (zero solfiti, tra l'altro) che aveva uno strano timbro morbido, e grande leggerezza e facilità di beva.

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Nic Marsèl

circa 10 anni fa - Link

Ho visto la lista in PDF : assaggiato nulla di Lolmaia? A me son piaciuti sia il Nerolmo che il Biancolmo (mi resta in cantina ancora qualche piacevolissima bottiglia del 2006).

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Fiorenzo Sartore

circa 10 anni fa - Link

No, Lolmaia perso del tutto, purtroppo

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Nic Marsèl

circa 10 anni fa - Link

caro vinogodi "non schierato", che tu sia dannato tra gli ignavi di Dante :-)

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Pietro

circa 10 anni fa - Link

Salve a tutti, alcune cose sulle ultime considerazioni. I Critical wine, anche quello di Genova, nascono a Verona, al centro sociale 'La Chimica',sulla base di un progetto politico che vide il contributo e il sostegno attivo di Luigi Veronelli: "Le proposte di Terra e Libertà/Critical Wine: Il Prezzo Sorgente E' il prezzo indicato in etichetta, al quale il produttore vende al consumo diretto il suo pane, il vino, la pasta, l'olio, qualsiasi alimento sia naturale che trasformato. Il P.S. è quello praticato dal produttore prima di ogni altro ricarico della catena commerciale. Esso evidenzia, con un semplice dato sulla confezione (nel caso del vino, sulla retro-etichetta) i rapporti di produzione e le appropriazioni di ricchezza che avvengono nella filiera della circolazione dei prodotti. Permette la riduzione della 'distanza alimentare' e la trasparenza della catena produzione-consumo; promuove un maggiore investimento di fiducia tra acquirenti e venditori di un prodotto, ed è il passo decisivo verso la tracciabilità del prezzo oltre a quella del prodotto. Anziché imporre i prezzi, si vuole dare a beneficio del mercato le ragioni e la tracciabilità del 'percorso del prezzo' e individuare se l'elemento di fiducia – che il produttore, il commerciante, il distributore hanno costruito – sia corretto e perciò meriti l'acquisto. Denominazione Comunale (De.Co.) La De.Co. è la dichiarazione in etichetta del luogo di origine e trasformazione di quel vino, di quella frutta, della pasta, di quella verdura. Attraverso le Denominazioni Comunali si certifica la provenienza di ogni prodotto da un territorio; si contrasta il tentativo comunitario di annullare i 'giacimenti gastronomici' a favore dei prodotti industriali; si consente ai comuni di valorizzare le proprie risorse nel campo dei proidotti dell'agricoltura e dei suoi trasformati, per restituire agli abitanti le ricchezze del territorio. Tra i 'valori minimi' delle De.Co. ci sono la tracciabilità del luogo di produzione (l'origine); la protezione della biodiversità anche attraverso il contrasto agli organismi geneticamente modificati, per uno sviluppo compatibile con l'ambiente naturale; la valorizzazione delle pratiche contadine e artigianali contro quelle industriali. Autocertificazione Il principio di massima tracciabilità che si promuove si basa sull'etica della responsabilità. Non si propone pertanto di fondare un altro ente certificatore o di controllo, ma partendo dalla critica agli attuali sistemi europei di certificazione di fornire ai produttori la possibilità di far conoscere la cura, l'impegno, la correttezza, la cultura su cui si basa il loro lavoro. Si tratta di valorizzare il lavoro agricolo e ispirare nuove relazioni, un nuovo rapporto di fiducia e di scambio proficuo, con il mondo di 'consumatori' sempre più impoveriti (in che senso non solo materiale) dalla distruzione di ogni legame tra terra, cibo e uomini prodotta dall' 'agri-business'. Le De.Co., Il Prezzo Sorgente e l'Autocertificazione possono divenire così elementi fiduciari forti con cui il produttore e il cittadino potranno sostenersi, ispirando un circuito virtuoso che metta insieme qualità dell'ambiente, dei prodotti e delle relazioni sociali." Il progetto del Critical Wine, che attualmente si declina a livello territoriale con modalità differenti, si caratterizza ed è caratterizzato per i punti sopraindicati e i produttori che vi partecipano ne condividono i presupposti ed i contenuti. Quindi non si tratta di una fiera 'alternativa', ma di una fiera che, diversamente da altre, si caratterizza per alcuni punti specifici, ripeto politici. Secondariamente gli organizzatori, ma anche i produttori, così come i partecipanti non si fermano ai punti sopra-elencati, ma intrioducono di volta in volta altre tematiche politiche che riguardano i beni comuni: terra, ambiente, trasporti ecc. Il costo dell'ingresso è di 5 euro, che dà la possibilità di avere un bicchiere e di poter degustare i vini dei produttori (esattamente come in molte altre fiere vinicole). I produttori possono inoltre vendere direttamente al pubblico il loro vino. Infine moltissimi giovani e giovanissimi hanno l'occasione di avvicinarsi al vino, cosa che non è data per scontata nella società in cui viviamo e secondariamente hanno la possibilità di avvicinarsi al vino cercando di capirlo, ovvero hanno di fronte interlocutori che possono spiegare loro alcune nozioni base e sfido a trovare altre fiere in cui vi partecipano ragazzi e ragazzi sotto i 25 anni in maniera così numerosa. L'anno passato, a quanto ne so sono stati contati in due giorni oltre 2000 paganti. I produttori partecipano al Criticval Wine di Genova GRATUITAMENTE e possono lasciare in dono alcune bottilgie della loro produzione. I soldi ottenuti dalla fiera vengono totalmente reinvestiti nelle fiere successive e o in attività di solidarietà sociale (come anche l'alluvione). Poi, sì, il luogo non brilla più di tanto, ma tant'è... Ah, dimenticavo: le persone che frequentano il critical wine di Genova sono molto più 'comuni' di quanto si pensi e il numero di partecipanti ne è una sicura dimostrazione. Un saluto da un frequentatore abituale, ex espositore con un amico vignaiolo del Monferrato e che quando ha potuto ha dato una mano nell'organizzaione. Pietro

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Marino

circa 10 anni fa - Link

La città di Roma necessita di una fiera come questa!!!

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Cellar Tours

circa 10 anni fa - Link

c'era, al Forte Prenestino ...

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Marino

circa 10 anni fa - Link

Si, quella che fanno (Enotika) è abbastanza triste!!

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