Vino per Haiti | Solidarietà che ci piace

di Alessandro Morichetti

msfUndici giorni di totale solidarietà a Gianpaolo Paglia, produttore-blogger di Poggioargentiera. L’iniziativa annunciata stamani ci piace. Poche righe ben assestate raccontano “Vino per Haiti“: fino al 31 gennaio, il 100% degli incassi per vendite online di bottiglie aziendali verrà devoluto in beneficenza a Medici Senza Frontiere, associazione in prima linea per contenere la tragicità del sisma ad Haiti. Pochi sofismi, nessuna percentuale incomprensibile o specifiche particolari. Voi comprate su Internet, l’azienda gira in beneficenza un importo pari alla spesa. Stop e fine, nessun’altra condizione.

Considerazione di principio | Ben venga qualsiasi forma di aiuto. Semmai, il problema di noi italiani è che ci abbandoniamo troppo spesso ad una solidarietà pelosamente economica e poco umana. Insomma, l’sms solidale ci parte con una certa facilità, magari mentre stiamo chiudendo il finestrino per non essere disturbati al semaforo, ché non si sa mai i lavavetri mi spillino un euro. Dell’iniziativa “Vino per Haiti” apprezzo piace che ad essere devoluti siano tutti i profitti e che questo avvenga senza stucchevoli buonismi, con annesse parole melliflue di circostanza. Poche cose mi mandano in bestia come il business camuffato da solidarietà.

Considerazione pratiche | Qualcuno potrà sempre sentire puzza di marketing, mettiamolo in conto. Depone a favore dell’azienda l’esser ormai da lunga data in prima linea nell’utilizzo creativo del web ma soprattutto l’onestà intellettuale della proprietà. Singola istanza (Haiti), singola iniziativa, dal 1° febbraio si torna al business puro ma almeno qualcosa si è fatto, sottovoce. Anzi, con la voce di un blog. Chissà se i media mainstream ne parleranno con le stesse attenzione e foga che dedicano a siti pedofili e gruppi su Facebook anti-qualcuno.

Un dubbio però mi attanaglia: l’iniziativa mi piace perché promossa da un’azienda medio-grande dal volto simpatico come quello di Gianpaolo Paglia o sarebbe stato lo stesso se a muoversi in tal senso fosse stato un “colosso”, con ben altra potenza di fuoco e più corposi profitti-devoluti?

ps: alle ore 16 di martedì 19 gennaio sono arrivati i primi 40 euro di ordine.

Ultim’ora: segnaliamo un’iniziativa analoga (Leggere per Haiti) di Edizioni Estemporanee, che devolverà a Msf il ricavato netto di tutti gli acquisti di libri effettuati sul proprio sito nei mesi di gennaio e febbraio nonché della vendita su AppStore dell’edizione 2010 per iPhone e iTouch della guida “Le migliori 99 maison di champagne”. Se invece  avete gusti più “americani” ecco “Wine for Haiti” su PalatePress con asta apposita: sempre meno scuse per dare una mano.

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Alessandro Morichetti

Tra i fondatori di Intravino, enotecario su Doyouwine.com e ghost writer @ Les Caves de Pyrene. Nato sul mare a Civitanova Marche, vive ad Alba nelle Langhe: dai moscioli agli agnolotti, dal Verdicchio al Barbaresco passando per mortadella, Parmigiano e Lambruschi.

9 Commenti

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Simone e Zeta

circa 10 anni fa - Link

Il problema semmai è come mai il colosso, con ben altri numeri, ancora non si è mosso. Grande Giampaolo!!!

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Francesco Fabbretti

circa 10 anni fa - Link

Come sapete esistono iniziative, non così imponenti, seguite da alcuni produttori che aderiscono al progetto "wine for life" promosso in cooperazione con la comunità di S. Egidio di Roma (avete presente la colombina con la foglia di ulivo nel cerchietto adesivo presente su alcune bottiglie?). Purtroppo, quando ho provato a sensibilizzare i miei clienti, ho avuto un feedback negativo, come a dire: "l'iniziativa sarà anche lodevole ma io voglio piacevolezza e gusto, con o senza nobili cause!". Sperando che ci sia qualcuno che abbia miglior sorte di me nel tentativo nobile e lodevole di cui parlate vi saluto

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gianna ferretti

circa 10 anni fa - Link

E questa iniziativa su Twitter? la conosci? http://blog.taragana.com/index.php/archive/pinot-posts-twitter-wine-charity-project-is-social-cause-message-in-a-bottle/

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Annalisa

circa 10 anni fa - Link

Con tutto il rispetto per chi fa questi progetti, anche molto meritevoli, sono un po' allergica a queste cose: c'è anche chi dona dei propri soldi in privato, senza cercare ambigui ritorni di immagine.

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gianpaolo

circa 10 anni fa - Link

Io le mie donazioni in privato le ho già fatte, questa è una cosa che faccio insieme a chi vuole comprare il vino dell'azienda e al tempo stesso dare una mano, senza troppi dicorsi o complicazioni, alla gente di Haiti. Ho visto in TV, come tutti il dramma, e mi sono posto il problema di come dare una manon in piu', con quello che faccio io, il vino. Alla fine rimane il fatto che dopo solo un giorno questa iniziativa ha già procurato (già versati nel loro conto) € 135 a medici senza frontiere, che senza di essa non ci sarebbero stati. Non ho chiesto ne richiedo che se ne parli, non ho mandato emails ne fatto appelli su facebook alla mia mailing list o su twitter o altro. Chi vuole aderire lo faccia e chi non vuole pazienza. Chi vuole criticare lo faccia anche, ma io qui di ambiguo vedo solo il benaltrismo consueto che percorre la nostra società, poco importa che a medici senza frontiere sia probabilmente ben contenti di tirare su altri soldi, si deve comunque coltivare la dietrologia.

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gianpaolo

circa 10 anni fa - Link

Intervengo sul tuo post in generale. L'idea mi è venuta ieri mattina, dopo aver letto questo su Palate Press [http://palatepress.com/2010/01/haiti/#comments]. Mi sarebbe piaciuto partecipare, ma non potevo visto che i vini sono battuti all'asta in USA, problemi di spedizione. Subito dopo mi è venuto in mente che avevo già tutto sul sito per poterlo fare io da solo, negozio online compreso, cosi' d'istinto ho scritto quelle 4 righe. Sono un azienda, dono quello che ho o faccio (per es. Jancis Robinson ha appena donato, sempre su Palate Press, 10 accessi gratis alle sue purple pages http://palatepress.com/2010/01/jancis-robinson-purple-pages/). Naturalmente l'unico modo per donare vino è convertirlo in soldi, il che viene fatto attraverso la vendita online e poi da me direttamente per carta di credito a Medici Senza Frontiere. Palate Press ha cominciato il 14 Gennaio, ha ormai diversi lotti per valore di alcune migliaia di dollari che vanno all'asta. Nel post originale ci sono una cinquantina di commenti di varie aziende e persone che hanno promesso di contribuire donando vino, ma anche altre cose. La cosa interessante è che non ho letto da nessuna parte nessuno avanzare sospetti di volerci marciare sopra, ma solo entusiasmo e voglia di partecipare ad causa come questa. Mi spiace invece che qui, qualcuno possa interpretare una cosa come questa come un mezzuccio per far parlare un po di se', vuol dire che in questo paese il cinismo ha raggiunto il livello di guardia, e francamente ne sono amareggiato, sia a livello personale che a livello di paese.

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enofaber

circa 10 anni fa - Link

Personalmente, caro Gianpaolo, penso che tu stia facendo una gran cosa. Chi vorrà aiutare la popolazione di Haiti potrà farlo acquistando il tuo vino, oppure inviando un sms, oppure usando qualunque altro canale. L'importante è fare qualcosa. Purtroppo siamo così abituati al marcio ed alla dietrologia che riusciamo ad applicare pensieri distorti anche laddove non è necessario (come in questo caso)... a presto.

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Simone e Zeta

circa 10 anni fa - Link

Caro Giampaolo, invece di dire castronerie, qui dovrebbero farti i complimenti tutti! Come ho già avuto modo di dire qui http://www.intravino.com/persone/message-in-a-onehope-bottle-la-solidarieta-e-il-business-del-futuro/ la differenza sta tra il fare qualcosa ed il niente. Non perdere tempo a spiegare le tue buone intenzioni a chi "osa" criticare iniziative "benefiche"; a volte l'ignoranza va semplicemete ignorata! Bravo di nuovo.

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