Vinitaly 2010 | Dacci oggi la nostra guida quotidiana. Un’altra

di Fiorenzo Sartore

E venne il giorno della nuova  Guida Slow Wine. Durante la presentazione (or ora terminata, quasi un liveblog)  l’uso del termine “novità” ha rasentato l’abuso. Un libro è una cosa nuova? Certamente è nuovo QUESTO libro. L’innovazione c’è nelle inevitabili versioni per smartphone e smart-tuttoilresto, ovvero iPhone, iPad. Si chiamerà Slow Wine (inglesismo, vabbe’, ma si fa perdonare con il successivo “uomini vigne e vini”), ed esce il 20 Ottobre. Non userà punteggi, ma descrizioni. Parlerà del territorio, perché il vino deve essere descritto nella sua connessione forte col terroir che lo genera. Non sarà la guida al bio ma spiegherà qualche pratica di vigna – senza bisogno di fermarsi alle certificazioni, perché non servono. La guida nasce dalla conoscenza diretta, sul campo. I tantissimi collaboratori saranno sguinzagliati nel corso di circa duemila visite alle cantine.
Ma niente punteggi. Solo giudizi, formulati su criteri fondamentali, secondo SF. Primo: l’economicità del vino, in quanto quotidiano. Secondo: il concetto qualitativo puro (quindi spazio ai vini top). Terzo: la filosofia slow; l’ambiente, il rispetto per il territorio, e comunque il terroir e la riconoscibilità. Tra i collaboratori pure qualche nome ad effetto scelto nella categoria sociale (eh sì, così han detto) dei wine blogger. Franco Ziliani, per dire, è nel team. E’ lecito trasalire.

Bene, questo tutto il pappappero della presentazione. Che dire? Oltre a me c’era mezzo team intravinico, oggi, nella sala conferenze del Vinitaly. Tutti cipigliosi a chiederci: e dove stanno le novità? Terroirismi, prezzo/qualità, zero punteggi… tutto deja-vu e deja-sentito. Quando arriva il dibattito (non faremo la battuta) nemmeno Gianpaolo Di Gangi (Porthos) riesce ad essere originale: approva la mancanza di voti, e rimprovera la presenza di sponsor. Pure la polemica è già vista. Speriamo che qualche elemento della categoria sociale ci stupisca con effetti speciali.

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Fiorenzo Sartore

Vinaio. Pressoché da sempre nell'enomondo, offline e online.

24 Commenti

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RAMPAVIA

circa 10 anni fa - Link

Che l'ex Franco Tiratore fosse in procinto di convolare a nozze con SF si era capito da Brà. Toni pacati al posto delle dure polemiche, approvazioni esplicite delle cose slow. Staremo a vedere se il matrimonio durerà. Quanto alla novità delle guide SF (il fatto che sia stata sottilineata a più riprese non è quantomeno elegante. E' come dire: dovevemo arrivare noi di SF per fare una Guida diversa). A primo acchito mi sovviene la riforma scolastica di anni fa. Niente più voti ma giudizi, valutazioni dell'alunno che tengano conto di tante cose (ambiente famigliare, sociale etc.)non solo del merito.

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Franco Ziliani

circa 10 anni fa - Link

Solo per precisare che "l'ex Franco Tiratore" come lo definisce, non é affatto ex, ma é "franco tiratore" in servizio permanente effettivo. Non sono cambiato io, che ho accettato una collaboratore, piccola, ma credo significativa, con Slow Food, credo siano cambiati, di molto, loro. O meglio abbiano riscoperto le ragioni primigenie, l'ispirazione iniziale del loro agire...

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M. de Hades

circa 10 anni fa - Link

"Non sono cambiato io, si sono ravveduti loro". Bellissima questa! E' un po' come quel tale che, parlando degli extracomunitari, dice: "Non sono razzista io, sono loro che sono marocchini!" L'uscita di Ziliani si pone in chiave positiva, ma la logica di base è identica. Grandissimo come sempre, il nostro "franco tiratore"; mi sovviene quando uno dei suoi passatempo preferiti era quello di contare le foto di Terenzio Medri sulla rivista dell'AIS, tanto per stigmatizzarne il presunto egocentrismo e la gestione personalistica dell'Associazione da parte del suo presidente. Poi F.Z. si è ravveduto - anzi, no! - naturalmente si è "ravveduto" Medri e, dopo il consueto chiarimento "tra persone adulte e intelligenti", ecco che magicamente Medri è diventato persona avveduta, saggia, un vero paladino dell'enoico mondo. E sempre magicamente il nostro Ziliani e diventato stabilmente "una firma" della rivista AIS ed un assiduo animatore delle iniziative e delle degustazioni AIS. Tutto già visto, tutto già sentito.... ormai è una storia vecchia....

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Franco Ziliani

circa 10 anni fa - Link

storia vecchia come i commenti rancidi e prevenuti come il suo De Hades. Inutile perdere tempo a spiegarle come siano andate le cose: le persone intellettualmente oneste lo sanno e lo capiscono. Io non critico qualcuno perché poi questo, stufo delle mie critiche e per mettermi buono, mi coopti, critico quando c'é motivo di criticare. Se poi le persone adulte e intelligenti (ha idea cosa siano?) si confrontano, e dal dialogo aperto nasce la possibilità di una collaborazione, cosa c'é di male? Chiudo: io collaboro attivamente con A.I.S, ora comincio a farlo anche con Onav, ma non sono diventato lo stuoino ed il lecchino di nessuno. Non ho mai scritto che l'attuale presidente dell'A.I.S. sia, come lei dice, "un vero paladino dell'enoico mondo". Mi spiace per lei, si informi e vada a blaterare le solite cose sul forum di cui lei é un assiduo frequentatore, anzi una colonna...

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M. de Hades

circa 10 anni fa - Link

Vecchio, vecchio.... tutto sa di vecchio... anche la sua replica. Ma, contento lei, contenti tutti. Del resto le ormai poche persone "adulte e intelligenti" sanno bene dove stiano sia la sua tanto amata "onestà intellettuale", sia la dignità: mi fa piacere che anche lei si senta parte di tale sparuto gruppo... bontà sua...

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Vasco Amilasi

circa 10 anni fa - Link

rispondo al tale de Hades: qui l'elemento più vecchio in assoluto è il suo personaggio, quello dell'enosnob che la sa sempre più lunga degli altri e che non deve mai concedere nulla, figuriamoci riconoscere che una cosa, una cosa qualunque, possa rappresentare una novità. Una maschera conosciuta da anni e da anni noiosissima. Come scrive un critico inglese, è il 'puffo brontolone che se gli si stappa un Mouton 45 ci tiene ad affermare la superiorità del 47', o viceversa ovviamente.

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M. de Hades

circa 10 anni fa - Link

Guardi, tal Amilasi, a me personalmente della Guida Slow Food, se rappresenti qualcosa di nuovo, di utile o se sia semplicemente un'altra delle tante imprese editoriali nel settore poco mi cale: uscirà, la leggerò, capirò se mi piace o meno, se sia una vera novità o un déjà vu, come sempre senza pregiudizi. Tra me e Ziliani di tutt'altro si sta ragionando ed è evidente come lei, occupato a far l'arguto, non l'abbia capito. Non sono nè un enosnob nè tanto meno uno che la sa più lunga degli altri, solo sottolineo uno dei tanti corsi e ricorsi storici a cui spesso capita di assistere quando c'è di mezzo Ziliani. Se poi la cosa l'annoia, torni pure felice e gaudente al suo Mouton '45: mi auguro lei non debba mai accorgersi di quanto sia, in realtà, meglio il '47.... o viceversa, ovviamente...

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Francesco Fabbretti

circa 10 anni fa - Link

"Le guide le leggo tutte...per evitare che qualche vino premiato finisca in carta": questa la frase di un mio amico ristoratore enosnob al cubo (che condivido in grossa percentuale). Detto questo mi sembra divertente attendere per ossevare dove andrà a collocarsi la guida SF. Mi permetterà di individuare una nuova categoria di clienti oltre ai canonici "Pentagrappolisti", "trebicchieristi", "Espressisti","Parkeristi", "Uainspettatoristi" e "Maronisti" (i Maroniani sono un ordine religioso e non mi pare il caso di tirarlo in ballo...).

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onepablo dal fronte

circa 10 anni fa - Link

gentile Fiorenzo, due note per chiarire meglio il senso del mio intervento. 1) Era ironico dall'inizio alla fine (nessuna approvazione), Burdese lo ha capito molto bene. 2) La "polemica già vista" è purtroppo ancora di estrema attualità: è questione essenziale il rispetto, e quindi la trasparenza, che dobbiamo ai nostri interlocutori/lettori. Una riflessione collettiva su questo è d'obbligo, noi siamo partiti da qui: http://www.porthos.it/index.php?option=com_content&task=view&id=578&Itemid=411 Sempre disponibile al confronto (sui contenuti), saluto.

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Fiorenzo Sartore

circa 10 anni fa - Link

Gianpaolo (onepablo, se preferisci) la mia descrizione del tuo intervento è di tre parole, e non serve ad esaurire quel che hai detto. Credi, io lo so che a volte bisognerebbe riuscire ad andare oltre le tre parole per raccontare, ma io non l'ho fatto, volutamente, per desiderio di brevità. In realtà lo so che le cose sono complicate. Ma alle solite, nelle dinamiche virtuose della rete, il tuo link è un enorme aiuto per contestualizzare il tuo intervento. Spero che lo leggano, fino in fondo, pure quelli che hanno rumoreggiato contro i tuoi interventi, ieri pomeriggio. Se può servirti, io ho rumoreggiato contro di loro. C'è stato qualche attimo di curva sud, dove ero io. Notevole, eh? Ieri, come dicevo, c'è stato questo mantra della parola "nuovo", "novità". Perdonami, ma è vero che la polemica porthosiana sugli sponsor non è nuova. Ma al di là di questo dettaglio, ci sarebbe di più da dire sull'argomento. Ancora una volta è impossibile essere brevi, perché non me la gioco in tre parole, stavolta. Il fatto è che questa critica non consente repliche: in sostanza per Porthos la presenza di inserzioni da sola è già un discrimine, perché apre la porta a successive commistioni. Che dire? Io accetto, anzi io rispetto il vostro punto di vista. Eppure continuo ad abitare un luogo di conversazioni dove appaiono banner e sponsor. Secondo te la mia anima è salva? Potrei dirti di sì, ma appunto il discrimine che vi siete dati non consente troppe repliche. Pazienza. Lo stesso potremmo dire per Slow Food, eccetera. Anche qui, capisco che segnare linee nette di demarcazione a volte è più utile che esaminare, ogni volta, le infinite sfumature di grigio. Un abbraccio da un proto-porthosiano, comunque.

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onepablo dal fronte

circa 10 anni fa - Link

gianpaolo va benissimo, il onepablo mi serviva per dare continuità alla firma dell'editoriale (il link indicato nel post precedente). ancora una piccola precisazione: il vulnus è la commistione negata e risolta con troppa leggerezza, una questione strettamente legata alla trasparenza di cui sopra. Noi non siamo la santa inquisizione e non giudichiamo nessuno, ci mancherebbe, semplicemente osserviamo e raccontiamo, provando a farlo sempre sulla base dei fatti e non dei nostri umori. Quello che ho scritto è frutto di un percorso di osservazione del ritorno/transazione di SF al "calpestar le vigne" che mi hai visto partecipare, come osservatore, ai lavori di Vignerons del 2007 e del 2009 e a seguire con attenzione la nascita e i primi passi della FIVI. Non mi hanno convinto, l'ho scritto argomentando e, avendone l'occasione, ho chiesto loro di spiegare ai consumatori, al di là delle apparenze, alcune loro scelte. E' esercizio critico, nulla di più. Spero vorranno rispondermi nel merito alle questioni sollevate: offrirebbero un ottimo servizio alla comunità. Per il resto, massimo rispetto per le scelte e il lavoro di tutti.

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Niki Marsél

circa 10 anni fa - Link

Giampaolo, avevo già letto il tuo articolo e approfitto di questo spazio (grazie Fiorenzo) per farti i complimenti.

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onepablo dal fronte

circa 10 anni fa - Link

grazie.

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Giancarlo Gariglio

circa 10 anni fa - Link

Ho risposto come richiestomi da Giampaolo in questo post, direi istituzionale, sul nostro sito slowine.it. spero nel fare questo di non fare pubblicità gratuita alle cose che ho scritto, ma ritengo che siano un valido arricchimento alla discussione. http://www.slowine.it/pagine/ita/parliamodi.lasso?id_edit=106 Ciao Giancarlo

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onepablo dal fronte

circa 10 anni fa - Link

Una breve nota per un serio invito. La sua pubblicazione era prevista per la spedizione della nostra newsletter, programmata per domani sera. Mi piego ai tempi della rete e ne anticipo il link: http://www.porthos.it/index.php?option=com_content&task=view&id=583&Itemid=321 un saluto gianpaolo di gangi p.s.: un ringraziamento speciale a Fiorenzo, l’unico che finora ha scritto il mio nome e cognome in modo corretto! ☺

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giulio

circa 10 anni fa - Link

Questo post è talmente snob...ma talmente snob...da essere commerciale trito e ritrito...

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Francesco Fabbretti

circa 10 anni fa - Link

Fai una cosa, vieni a lavorare una settimanella in enoteca da me, vedrai quanto è snob ...

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giulio

circa 10 anni fa - Link

Cioè? non capisco il nesso...

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RAMPAVIA

circa 10 anni fa - Link

Forse non dovrei intervenire e farmi i cavoli miei ma mi sembra evidente, caro Giulio, che il termine snob (sine nobilitate) vieni usato dagli autori di questo blog in senso ironico. A mio parere risulta altrettanto evidente che questo blog, al quale mi sono da poco avvicinato ma che seguo con interesse, si differenzia da molti altri per un taglio giovanile, fresco, un poco irreverente ma sempre e comunque educato. In ogni caso ognuno è ovviamente libero e responsabile delle proprie opinioni ma è ugualmente libero di non frequentare blog che non gli piacciono. Lawrence Kroger

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Francesco Fabbretti

circa 10 anni fa - Link

aggiugerei, per completare l'infomazione, che la stragrande maggioranza di autori lavora "manualmente" e "quotidianamente" con il vino, quindi spesso, magari senza voler offendere nessuno, emerge un atteggiamento che può apparire cinico e snob. In realtà è solo un crudo realismo immediatamente comprensibile da chi sta in vigna, in cantina, chi lo rappresenta e chi lo vende. Purtroppo (e sono il primo a dolersene) il vino è principalmente un business redditizio ed anche chi si atteggia ad "anima pia" viene passato a raggi X con la diffidenza di chi ne ha viste e si chiede: dove sta e a chi giova il tornaconto?

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giulio

circa 10 anni fa - Link

Te pensa ad organizzare Toga Party...

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Francesco Fabbretti

circa 10 anni fa - Link

leggo di passaggio e noto che questo post contiene troppi interventi in cui è usato il vocaboo "snob". Ragazzi non inflazionate questo termine: l'abuso lo rende comune e privo di fascino e mi tocca trovare un altro aggettivo per autodefinirmi :-) p.s. visti gli ottimi risultati in campo commerciale (http://www.sommelier.it/archivio.asp?ID_Categoria=1&ID_Articolo=1877) mi raccomando: continuiamo a fare comunicazione a colpi di chi "ce l'ha più lungo" e diamocele di santa ragione

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