Villa Favorita | Così parlò Angiolino Maule: a cosa serve l’Associazione VinNatur

di Giovanni Corazzol

Mentre provo a chiudere questo post sono seduto all’ombra del grande larice rosso al centro del giardino di Villa Favorita. Anche oggi la fontana scroscia, gli uccellini cinguettano, voci straniere si sovrappongono, cani senza guinzaglio pisciottano felici un po’ qua e un po’ là. Appoggiata ad un mozzicone di colonna neoclassica il Master of Wine Isabelle Legeron picchietta sui tasti del computer sfidando i riflessi sullo schermo. Poco più in là un gruppetto di giapponesi in camicia azzurra, pantaloni kaki e occhiali impiegatizi approntano un’aka propiziatoria prima di cominciare il loro giro. Dentro alla villa intanto, l’Associazione VinNatur discute di sé, di un anno di lavoro, del bilancio da approvare. Il volto già normalmente tirato del Presidente sembra un brillante lavorato da un intagliatore di Amsterdam. La luce si riflette e fugge intimorita. C’è la tensione delle assemblee. Poi tutto si conclude con un’alzata di mano corale. Tutti d’accordo, tutto approvato. Viva la democrazia. La forma è salva.
Già, ma la sostanza? Il giorno prima, attorno alle 11.00, entravo intimorito in uno degli splendidi saloni della Villa. Angiolino è seduto ad un tavolo assieme a Isabelle, a Giampaolo Giacobbo di Porthos ed a Mario Plazio che dell’Associazione è consigliere di fiducia e curatore nella selezione dei produttori. E’ questo uno dei due momenti quotidiani dedicati all’incontro coi giornalisti. Escludendo Isabelle – che con VinNatur sta collaborando a diversi progetti – e me stesso – associato alla categoria “blogghisti”, tipologia umana condannata allo stesso girone infernale dei giocatori falliti diventati arbitri di calcio – di giornalisti competenti ed esperti di vino uno solo ce ne sta, e a me pare un po’ poco.

Ad ogni modo la sostanza c’è e sta nella delusione palpabile di Maule: “Ogni tanto bravo me lo dico da solo – traduco io per voi dal vicentino schietto – mi piacerebbe che qualche volta anche altri dicessero: ma come hai fatto a portare in assemblea tanti ricercatori e studiosi di livello? Dirsi bravo da sé è sbagliato però andrebbe riconosciuto da tutti che con l’Associazione abbiamo fatto cose eccezionali.”

E le spiega queste cose eccezionali, con l’emozione di chi sente che l’amarezza, le lacerazioni, gli strappi stanno per avere un senso. Sta per avere ragione lui, ne è convinto: “Dopo sette anni di ricerche condotte con Sauro Simoni del Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura (ndr: ente pubblico posto sotto la vigilanza del MiPAAF), abbiamo scoperto che i problemi di Montalcino causati dal ragnetto rosso e dal ragnetto giallo, si possono combattere con degli acari antagonisti, dei fitosei, che nelle mie vigne vivono in grandissime quantità. Per caso abbiamo scoperto che lo zolfo è un repellente di questi fitosei. Nell’ettaro di vigneto in cui per combattere l’oidio non ho usato lo zolfo abbiamo visto che questi fitosei si trovavano in quantità sei volte maggiori rispetto alle vigne trattate con lo zolfo. Portati a Montalcino si sono rapidamente moltiplicati. Questa è stata una scoperta impressionante! Abbiamo capito che lo zolfo non è un insetticida, ma un repellente per gli insetti utili. Abbiamo quindi fatto una ricerca sullo zolfo e abbiamo scoperto che il 98% di quello che viene utilizzato in vigna è scarto delle lavorazioni del petrolio. Nel 2011 poco prima della vendemmia, visti gli effetti dello zolfo sugli insetti, chiamo la microbiologa Michela Azzolini dell’Università di Verona e le chiedo di analizzarne l’effetto sulle uve. Al mattino presto prendo dei campioni di uva proveniente da due vigneti di cui uno non trattato con lo zolfo. Nell’uva proveniente dalla vigna in cui non l’ho usato, il risultato è l’80% di attività cellulare in più. Allora siamo sicuri che lo zolfo opera una selezione. Ma ragassi capite che così stiamo ribaltando i concetti dell’enologia e della viticoltura?

“E il rame?” – chiede non sazio l’unico giornalista presente.
Tutti i problemi della viticoltura – e ribadisce – tutti i problemi della viticoltura dipendono dal suolo. Il rame è un antibatterico che contrasta l’importante azione micotica nel vigneto. Con l’andare del tempo a forza di dieci, quindici trattamenti all’anno, il rame si adagia sul suolo facendo un velo. Se parli con tutti i produttori ti diranno che la Peronospora sta diventando un problema sempre più grave. È un fungo abituato a stare nel terreno e coi trattamenti glielo si impedisce; così facendo impazzisce causando danni enormi. Bisogna riequilibrare il suolo. Abbiamo scoperto che con degli estratti vegetali facilmente producibili con distillatori da trecentocinquanta euro, possiamo ottenere ottimi risultati. In Irpinia con l’Aglianico, in Toscana col Sangiovese, in Emilia con la Malvasia di Camillo Donati, in Veneto con la mia Garganega e in Piemonte col nebbiolo di Principiano, stiamo conducendo degli esperimenti incoraggianti; ma non basta, bisogna estendere la sperimentazione. Insomma siamo quasi arrivati al punto di eliminare tutta la chimica sia in vigna che in cantina. Ma se io andassi a Vinitaly a fare la fiera chi mi darebbe i soldi per fare questa ricerca? Mi volete al Vinitaly? Benissimo! Datemi i soldi per fare questo lavoro di ricerca e nel 2013 se ci volete entriamo tutti al Vinitaly. Noi i soldi per fare queste attività li facciamo con Villa Favorita. E’ qui in questi giorni che ci paghiamo le attività dell’Associazione di tutto l’anno. E ancora a chiedermi di fare le fiere assieme, del perché siamo divisi, dei litigi con Giampiero Bea. Basta! Se continua così prendo cinque produttori amici, mi metto una botticella sulla spalla e durante il Vinitaly verso da bere a chi mi viene a trovare.”

Poi rincara: “Pensa che c’è gente che mi attacca condannando il fatto che coinvolgo il mondo scientifico. In questo modo farei il gioco delle multinazionali a cui regalerei i risultati delle nostre scoperte. Ma magari dico io! Più siamo meglio è no? Invece mi dicono: devi andare alla ricerca dei vecchi saperi. Ma quei saperi sono spariti. La generazione di chi è nato ai primi del novecento è sparita. I disastri si sono compiuti negli anni sessanta. In una degustazione che ho organizzato da Giovanni Conterno quando era ancora vivo, abbiamo assaggiato dei Monfortino dal ’55 al ’90. Fino agli anni settanta c’erano dei sentori, dagli anni settanta in poi tutta un’altra storia. E sto parlando di Conterno. No di cicicocò, sto parlando di un grande. Il fatto è che sono cambiati i suoli dagli anni settanta in qua. Anche Conterno, per quanto poco, negli anni settanta qualche concimazione chimica l’avrà fatta, ed era uno attento, ma è cambiata completamente la microbiologia del suolo. Ed è sul suolo che bisogna lavorare, e per farlo non serve sbandierare la biodynamie e il cosmique come fanno i francesi. No, bisogna rimboccarsi le maniche e lavorare sul suolo coi compost vegetali, coi sovesci. Poi non è questa la strada giusta? Benissimo. Misuriamo i risultati scientificamente e cambiamo. Oggi possiamo farlo con il metagenoma, il DNA del suolo. Oggi abbiamo la possibilità di poterle fare queste analisi se solo lo vogliamo, ma se non uniamo il mondo scientifico al mondo agricolo non ce la facciamo. E un singolo vignaiolo non potrà mai farcela da solo. Ecco allora a cosa serve l’Associazione.”

Infine chiarisce uno dei motivi dell’allontanamento da Nicolas Joly e da Vini Veri: “Un giorno a Villa Favorita ho avuto una discussione con Nicolas Joly. Lui sosteneva che dovevo far certificare tutti i produttori italiani, così da delegare agli enti certificatori la responsabilità dei risultati. Io invece dicevo che prima – per inciso io ero certificato – bisognava fare un lavoro di convincimento graduale, prima sensibilizzarli al tema e poi la certificazione. Ragazzi parliamo del 2003, di mille anni fa! Io non ero d’accordo anche perché invece tutti dicevamo che le certificazioni non andavano bene e che in termini di controlli non ci soddisfacevano. Così ho risposto a Joly: Tu diventerai il presidente dei biodinamici industriali e a me questo non interessa.”

Arriva Francesco Maule a richiamare Angiolino ai suoi doveri di rappresentanza. “Ci sono i norvegesi, dai vién, su”. Ci alziamo. Spengo il registratore, stringo quelle mani grandi e saluto quest’uomo asciutto nel fisico e forte nelle idee. Infilo la strada per il giardino, cerco una posizione sotto il larice rosso al centro del prato, metto le cuffiette, riavvolgo il nastro, accendo il computer per iniziare a scrivere questo post. La fontana scroscia, gli uccellini cinguettano, voci straniere si sovrappongono, cani senza guinzaglio pisciottano felici un po’ qua e un po’ là.

avatar

Giovanni Corazzol

Membro del Partito del progresso moderato nei limiti della legge sostiene da tempo che il radicalismo è dannoso e che il sano progresso si può raggiungere solo nell'obbedienza.

65 Commenti

avatar

Tommaso Farina

circa 7 anni fa - Link

Come sarebbero gli occhiali impiegatizi?

Rispondi
avatar

Francesco Amodeo

circa 7 anni fa - Link

Non entro nel discorso generale, ma sul Monfortino forse la spiegazione più semplice è che dal 1974 è cambiata la vigna da cui provenivano le uve (non più da Monforte ma dal vigneto Francia che si trova a Serralunga).

Rispondi
avatar

Riccardo Campinoti

circa 7 anni fa - Link

O magari invecchiando i vini cambiano? Forse....??

Rispondi
avatar

Olimarox

circa 7 anni fa - Link

Corazzol, nonostante qualche tic citazionista sei un bell'acquisto alla causa intravinica. Ricordo che l'anno scorso nessuno di IV scrisse una riga sulla fiera di Villa Favorita, e toccò a un frequentatore di queste pagine, poi bannato - un tal Maroxxi - stendere un parzialissimo reportage. Interessante questa intervista. Da tempo sono un attento osservatore della Mauletudine e debbo dire che mi convince assai il suo approccio. E' uno sperimentatore popperiano delle pratiche vinicole, animato dal sacro fuoco della ricerca della pietra filosofale dei vini naturali. Ma, a differenza di tanti, tantissimi altri vignaioli apparentemente simili, non si nasconde dietro metafisiche esoteriche. Estrapolo due frasi esemplari: "(...)farei il gioco delle multinazionali a cui regalerei i risultati delle nostre scoperte. Ma magari dico io" e "(...) non è questa la strada giusta? Benissimo. Misuriamo i risultati scientificamente e cambiamo". Tanto di cappello, e un sincero augurio. A te, ora, chiedo però un bel resoconto di assaggi sui vini di Villa Favorita. Un ultimo sforzo, suvvia. Ringrazio in anticipo

Rispondi
avatar

Davide Tanganelli

circa 7 anni fa - Link

"Escludendo Isabelle e me stesso di giornalisti competenti ed esperti di vino uno solo ce ne sta, e a me pare un po’ poco" (Giovanni Corazzol). Tanto da non trovare nulla (nemmeno in questo articolo) sulla discussione tra Maule e Alberto Carretti-Podere Pradarolo, emersa durante l'assemblea e proseguita successivamente. Sarebbe interessante e pure trasparente rendere pubblici i diversi punti di vista discutendo pubblicamente le eventuali divergenze. Mi limito a constatare che parlando con "tutti" i singoli produttori mi sembra che ci sia tutto tranne la "corale" unanimità.

Rispondi
avatar

Alessandro Morichetti

circa 7 anni fa - Link

Davide, sembri informato. Perchè non inizi tu ad articolare le voci fuori dal coro a beneficio di chi non c'era?

Rispondi
avatar

Davide Tanganelli

circa 7 anni fa - Link

Non penso che debba essere un curioso osservatore ad articolare il pensiero dei produttori, bensì loro stessi. Quello che intuisco è che ognuno vorrebbe farsi un proprio singolo "manifesto". Se poi vi può interessare il mio singolo punto di vista, pur non contando niente, sono contrario a *qualsiasi* associazione. Nei giorni scorsi non mi sono perso niente tra Cerea, Vinnatur e Vivit. In ognuno dei singoli eventi riconosco/seleziono aziende di valore rispetto ad altre. Il fatto che stiano in una o l'altra associazione mi sembra che sia quasi casuale o in ogni caso dovuto a motivazioni che poco hanno a che vedere con il "manifesto".

Rispondi
avatar

Luka B.

circa 7 anni fa - Link

Sono d'accordissimo!! Aggiungo che le idee di Maule mi piacciono, ma i suoi vini degustati a Villa Favorita (era la prima volta che assaggiavo i vini di Maule) non mi hanno convinto.

Rispondi
avatar

Alessandro - VinNatur

circa 7 anni fa - Link

certo, siamo un'associazione in cui ci sono idee diverse, magari discordanti, dove ognuno è libero di esprimerle! poi si và per maggioranza chiaramente!

Rispondi
avatar

Mario Plazio

circa 7 anni fa - Link

Dico subito che sono collaboratore di VinNatur e presente a tutte le conferenze di Angiolino Maule. Non posso che rimanere deluso dalla sostanza dei commenti, siamo sempre italioti. Con tutto quello che abbiamo detto e fatto cosa ci viene a dire il sig. Tanganelli? Che c'è stata una polemica tra Maule e Alberto Carretti. Di tutti i vini assaggiati, delle ricerche, dell'enorme lavoro portato avanti tutto l'anno, niente. Del fatto che non abbiamo niente da nascondere, che siamo aperti a tutti, che mettiamo a disposizione tutto quello che facciamo, niente. Quello che filtra è l'insignificante discussione di cui sopra. Noi andiamo avanti per la nostra strada, non vogliamo insegnare niente a nessuno. Però ci piacerebbe che qualcuno parlasse dei vini, della loro sostanza e di quello che stiamo faticosamente facendo. Se poi ci sono degli investigatori che ne sanno più di noi di come lavorano i nostri produttori, bene, vengano a collaborare con noi.

Rispondi
avatar

Davide Tanganelli

circa 7 anni fa - Link

Sinceramente non comprendo. Anche rileggendomi non mi pare assolutamente di aver voluto innestare la benchè minima polemica. Ho notato solo durante il Vinnatur, che ho apprezzato, questo fastidio nei confronti di un "tentativo" di discussione. Non essendo ben informato ho cercato lumi per farmi un opinione possibilmente obiettiva. C'è qualcosa di male?

Rispondi
avatar

Alessandro - VinNatur

circa 7 anni fa - Link

non c'è niente di male, nella Sua richiesta di informazioni, lecita e doverosa. La discussione con il signor Carretti nasce a Novembre in occasione di uno scambio di opinioni in merito alla sperimentazione sui lieviti indigeni che stiamo portando avanti in questo momento. Nonostante diverse spiegazioni e delucidazioni (anche in occasione del convegno di Bologna) Alberto non è ancora convinto di ciò che stiamo facendo e non condivide la cosa! Ognuno è libero di avere le Sue convinzioni, ma anche di tenersele per sé ogni tanto, e visto che la cosa era ormai uno strazio è plausibile che nascono alcuni nervosismi! Spero di essere stato esaustivo....

Rispondi
avatar

Davide Tanganelli

circa 7 anni fa - Link

Certo Alessandro e ti ringrazio della risposta. Se umanamente comprendo il nervosismo nel gestire le diatribe, dico solo che non si deve dar per scontato che tutti ne siano informati. Fare le domande ai diretti interessati mi pare sia una cosa corretta. Penso che rispondere con il sorriso quando si è orgogliosi del proprio operato sia sempre la cosa giusta da fare. Faccio presente che lunedì è stata una giornata molto piacevole e si è avuto il modo di conoscere dei validi produttori in un posto meraviglioso.

avatar

Stefano Legnani

circa 7 anni fa - Link

Buongiorno a tutti, sono Stefano Legnani, un piccolo produttore, e faccio parte del Consiglio Direttivo di VinNatur. Vorrei evidenziarvi che non può esistere democrazia senza il confronto. Nella nostra Associazione regna la democrazia, abbiamo un manifesto, uno statuto e un regolamento che permette a tutti noi di considerare VinNatur la nostra casa comune. In ogni casa o famiglia se preferite nascono discussioni sono il sale e il condimento della vita. La discussione sui lieviti di cantina è appassionante e può vederci discutere animatamente nelle sedi preposte ma questo non permette a nessuno di noi partecipanti ai lavori di pensare nemmeno lontanamente che chi, come Alberto Carretti del Podere Pradarolo, si dichiara dubbioso su questa o quella ricerca scientifica intrapresa da VinNatur voglia rimanere "ignorante" ( nel senso di ignorare)relativamente al tema dello sviluppo dei lieviti e sulle loro influenze sui nostri vini. Con i lieviti e i batteri di cantina conviviamo tutti tutti i giorni dell'anno, abbiamo il dovere di approfondire la nostra conoscenza a riguardo. La ricerca sui lieviti, che abbiamo condotto e che conduciamo, potevamo permettercela, ricordo che ci autofinanziamo e che gli istituti di ricerca giustamente si fanno pagare. Continueremo con la ricerca per aumentare le nostre conoscenze sia in vigna sia in cantina con l'obiettivo di eliminare la chimica e i metalli pesanti dai nostri vigneti e dalle nostre cantine. Solo la ricerca e la conoscenza può permetterci di puntare ad un obiettivo così ambizioso. Appartenere a VinNatur, pur nel rispetto di ogni singola peculiarità produttiva, vuol dire proprio questo: aumentare la conoscenza, supportarla scientificamente e diffonderla al mondo. Null'altro. Ciao Stefano

Rispondi
avatar

Alberto G.

circa 7 anni fa - Link

Bravo,mi e' piaciuto.Magari ha ragione A.Maule,almeno da quello che ho letto,e specialmente sul fatto che e' necessario associarsi ,condividere esperienze,successi,ricerca scientifica. Questo per incrementare il numero dei vignaioli bravi,che non facciano errori grossolani di inesperienza che poi portano a mal giudicare tutti i vini bioqualche. Bisogna aiutare il suolo,a spurgarsi di tutta quella spazzatura chimica di cui e' stato irrorato e ed incrementarne la vita di tutto cio che e' annientato al disotto e di sopra di esso.

Rispondi
avatar

Nic Marsél

circa 7 anni fa - Link

Che uomo!

Rispondi
avatar

Giacomo

circa 7 anni fa - Link

Il discorso di Maule è molto trasparente, sia nel spiegare il suo approccio che le problematiche avute con le altre associazioni. Avanti così!

Rispondi
avatar

BRUNA FERRO

circa 7 anni fa - Link

..io, comunque, resto sempre affascinata da chi fa qualcosa di utile per la comunità, e Maule è uno che nonostante l'età, (siamo quasi coetanei, non è una offesa), ha ancora l'entusiasmo che molti ragazzi non hanno più nel difendere il difficile mondo contadino, il nostro mondo contadino! ..le critiche o le "chiacchiere" fanno parte di quelle briciole che si fanno quando si mangia..alcuni proverbi di inizio 900 si tramandano ancora, ed uno di questi, appunto, dice " chi non mangia non fa briciole".. ..buon dopo Villa Favorita/ Cerea / Vinitaly a tutti..

Rispondi
avatar

Claudio - Il Cancelliere

circa 7 anni fa - Link

Ciao Bruna, mi dispiace non essere nemmeno riuscito a salutarti!!! Sono dovuto partire in fretta e furia per problemi di lavoro. Spero di rivederti presto. Claudio

Rispondi
avatar

BRUNA FERRO

circa 7 anni fa - Link

A PRESTO!!:)) UN ABBRACCIO A TUTTI!!

Rispondi
avatar

Giulia Cavalleri

circa 7 anni fa - Link

Complimenti a Giovanni, bellissimo articolo.

Rispondi
avatar

Francesco Maule

circa 7 anni fa - Link

Solo a rimarcare una questione molto importante: VinNatur, oltre a fare ricerca, sia in campo agronomico che in campo enologico, controlla ogni anno i propri associati con le analisi dei pesticidi, della solforosa totale e dei residui di rame. Quest'anno il laboratorio ricercherà ben 103 principi attivi di pesticidi con cui si producono anticrittogamici, funghicidi ed erbicidi. http://www.vinnatur.org/strumenti/pesticidi-free/ Andiamo avanti per la nostra strada, che la maggior parte degli associati condividono e sostengono con convinzione. Le critiche ci tocca ascoltarle, ma preferiremmo sentire proposte concrete e collaborazione. E' chiaro che su 140 produttori non tutti possono dirti solo bravo e bello, non sarebbe neanche normale. Di certo con queste analisi un po' di selezione la stiamo facendo.

Rispondi
avatar

Paolo Rusconi

circa 7 anni fa - Link

Francesco, senza nessun spirito polemico,come la mette Vinnatur con i partecipanti che usano diserbo chimico?

Rispondi
avatar

Francesco Maule

circa 7 anni fa - Link

se leggi bene, ho scritto anche erbicidi. ovvero diserbanti.

Rispondi
avatar

Paolo Rusconi

circa 7 anni fa - Link

A vinnatur c'erano produttori che usano diserbo chimico. Tanto di guadagnato se le sostanze che usano non lasciano residui.

Rispondi
avatar

Francesco Maule

circa 7 anni fa - Link

te l'hanno detto loro o sei andato a vedere? e poi chi sono?

avatar

Alessandro - VinNatur

circa 7 anni fa - Link

Paolo, una curiosità. Su quale base vengono scelte le aziende di Sorgente del vino?? Vi affidate alle certificazioni? o all'onestà del produttore?

avatar

Francesco Maule

circa 7 anni fa - Link

o su chi va alle fiere bio e naturali?

avatar

Francesco Maule

circa 7 anni fa - Link

ah, grazie Bruna. Angiolino ringrazia! anche per l'età!

Rispondi
avatar

BRUNA FERRO

circa 7 anni fa - Link

Bhe! Noi siamo di quelli che in 8 anni con VinNatur abbiamo tratto MOLTI benefici. Lo scambio c'è stato, a dire il vero impari, perchè noi abbiamo più tratto che dato..perchè non dirlo? Ho molto apprezzato anche la mia posizione di tavolo, vicina ad un carissimo amico produttore che, per distanza ecc, non riusciamo mai a beccarci, e, sono sicura che non era casuale!! con Julian della Botega Ecologica di Bruno Ruiz abbiamo proprio commentato questo fatto e, a entrambi ci è molto piaciuto!! Le critiche sono necessarie ed importanti se costruttive, ma non dovrebbero avvelenare l'entusiasmo di chi si impegna per fare qualcosa per tutti! Sono particolarmente "tarda", e, spesso, non comprendo l'intenzionalità dei commenti, specialmente di quelli dove si parla e critica in generale e non si fanno nomi e cognomi..mha! ..ripeto, sono un po' tarda e lenta per il "mondo" attuale :) non a caso vado d'accordo con gli Asini!Equus asinus s'intende..

Rispondi
avatar

Paolo Rusconi

circa 7 anni fa - Link

@ francesco, alla prima domanda rispondo me lo hanno detto e ho visto. I nomi quando pubblicherete i positivi alle analisi.

Rispondi
avatar

Andrea Petrini

circa 7 anni fa - Link

Francesco so che avete cacciato via alcuni produttori perchè avevano del vino con del pesticida, minime tracce si intende. Perchè non pubblicate i nomi? Te l'ho chiesto già una volta, tempo fa, non ricevendo risposta

Rispondi
avatar

Olimarox

circa 7 anni fa - Link

Voglia di gogna?

Rispondi
avatar

enrico togni viticoltore di montagna

circa 7 anni fa - Link

A villa favorita ci sono andato, mi piace vedere le cose di persona e dopo gli "scazzi" col Maule F. ero curioso. Onore al merito, l'evento è veramente ben organizzato, la villa è bellissima e gli spazi decisamente vivibili. I vini assaggiati mi hanno confermato ancora di più che chi il vino lo sa fare, lo sa fare. Se poi è anche ecosostenibile, molto meglio, anzi molto ma molto meglio. Di qualcuno ho apprezzato i vini e l'onestà intellettuale, di altri nè gli uni nè l'altra, ma questo è un problema personale. Cmq mi piacciono le parole di Maule A., pianemente condivisibili e se avrò occasione (come già detto in privato a Francesco) andrò a trovarlo perchè penso sia una persona che abbia molto da dire, e a me piace ascoltare. Complimenti vivissimi

Rispondi
avatar

Olimarox

circa 7 anni fa - Link

"Screzi", si dice "screzi"

Rispondi
avatar

enrico togni viticoltore di montagna

circa 7 anni fa - Link

no, no "scazzi" è la paiola giusta, "screzio" presuppone discordia, lo "scazzo" invece solo dissenso e, quindi, tanta voglia di confrontarsi!

Rispondi
avatar

Francesco Maule

circa 7 anni fa - Link

e non ti sei presentato! come minimo dovevi presentarti con una bottiglia. Non so se te la perdono!

Rispondi
avatar

enrico togni viticoltore di montagna

circa 7 anni fa - Link

ti ho cercato, la boccia ce l'avevo, ma non ti ho trovato infatti a chi mi accompagnava ho chiesto, ma maule non c'è? poi vedrai che ci sarà tempo e modo, con calma

Rispondi
avatar

Francesco Maule

circa 7 anni fa - Link

che cazz! ero tutto il tempo murato dietro al banchetto, tranne che per mangiare e fare i bisognini, ogni giorno dalle 9 e mezza alle 18, o quasi... troppa calma a volte non va bene! :-)

Rispondi
avatar

answer

circa 7 anni fa - Link

niente nomi quindi??? chi sono quelli coi pesticidi?

Rispondi
avatar

salva

circa 7 anni fa - Link

The answer, my friend, is blowin' in the wind......sshhhhhh!

Rispondi
avatar

Francesco Maule

circa 7 anni fa - Link

Sarebbero domande da fare all'associazione, non a me! Comunque VinNatur non può farli, non siamo autorizzati. Poi, è un'indagine interna, per controllarci ed imparare a migliorarci e non fare i furbi, o non raccontare frottole. Di certo sarebbe un tantino diffamatorio come gesto, e fioccherebbero le querele...

Rispondi
avatar

Mauro ArdeCore

circa 7 anni fa - Link

Solo per puntiglio, gli acari sono fitoseidi, non fitosei.

Rispondi
avatar

Alessandro - VinNatur

circa 7 anni fa - Link

è vero, è una tara di Angiolino.. accorcia sempre questa parola, ormai gli è entrata in testa così :)

Rispondi
avatar

qb

circa 7 anni fa - Link

..mi rimane una certa aporia socratica sui giocatori di calcio falliti diventati arbitri di calcio

Rispondi
avatar

Nicoletta Bocca

circa 7 anni fa - Link

 Grande sconforto sotto il cielo leggendo le dichiarazioni di Maule nel pezzo di Corazzol, e non mi resta che sperare che Giovanni sia stato cattivo cronista. E’ dall’inizio degli anni Ottanta che ricercatori e tecnici hanno lavorato sui Fitoseidi, valutandone la presenza in vigneto, valutandone la sensibilità ai vari principi attivi, insetticidi e fungicidi ed effettuando introduzioni in vigneti squilibrati con enorme efficacia. Chi sono questi ricercatori? Molti dell'Università di Padova,  come la Ivancich Gambaro, Duso, Girolami, ecc., lombardi come Lozzia, piemontesi come Corino. Tra tutti gli studi fatti basta ricordarne solo uno: anno 1986,  Atti Giornate Fitopatologiche, titolo: INTRODUZIONE DI FITOSEIDI NEL VIGNETO PER LA LOTTA BIOLOGICA CONTRO GLI ACARI FITOFAGI Panonichus ulmi e Tetranichus urticae, di Lorenzo Corino e Paolo Ruaro, che ha lavorato molto su questo argomento. Nella nostra zona Gian Piero Romana ha fatto introduzione di Fitoseidi andandoli a prelevare nel 1989 e 1990 nei vigneti di Cavallotto alla scacchiatura (prelievo dei germogli doppi e polloni) per introdurli in vigneti a Monforte e La Morra. E' una pratica che funziona e che è abbastanza banale, ma che negli ultimi 15 anni in Piemonte non si è più fatta perchè, nonostante gli insetticidi dati contro la flavescenza dorata, di Fitoseidi e Tideidi nei nostri vigneti ce n'è a sufficienza, per non parlare di Toscana e Marche dove sul Verdicchio, a inizio stagione, se ne trovano a bizzeffe. La ricerca è una cosa importante. E seria. Forse a informarsi prima si troverebbero persone che è una vita che ci lavorano sopra a certe cose e che condividono le loro esperienze, senza farle passare come straordinarie scoperte fatte grazie a Vinnatur con l’impiego dei proventi di una irrinunciabile Villa Favorita. A ribaltare i concetti dell’enologia e della viticoltura, come dichiara Angiolino, credo ci voglia altro che scoprire che lo zolfo, sopratutto quello in polvere, ha effetto acarofrenante. Ci sono tecnici che provengono dall’università e che lavorano su questi argomenti e ci sono viticoltori che hanno piacere di capire come funzionano queste cose, cercando di utilizzarle al meglio nei loro vigneti, e che si sono informati. Quando sono arrivata alla biodinamica e all’interesse per il lavoro delle associazioni di vini naturali, queste cose le sapevo già, erano anni che lavoravo in una zona dove si muovono e fanno ricerca agronomi che non sono ‘ servi prezzolati dalla Monsanto o della Bayer’ ma persone degne di rispetto, bravi ricercatori, intelligenti e legati alla pratica concreta del lavoro. Mi sono avvicinata perchè cercavo altro, volevo scoprire e percorrere un’altra agricoltura, qualcosa che affiancasse quello che già si sapeva, e ora vedermi proporre queste cose note come rivelazioni, mi lascia alquanto perplessa. Credo che siano perplessi anche molti viticoltori che stanno osservando il lavoro di ricerca che Vinnatur fa senza chiedersi se veramente gli associati siano interessati a quegli argomenti, suscitando il pensiero che le decisioni siano prese un po’ verticisticamente e a questo punto anche con un impiego di denaro ‘pubblico’ dell’associazione che forse, in alcuni casi, potrebbe essere risparmiato. Da qui anche il dissenso sulla famosa ricerca sui lieviti in vigna e cantina che ha turbato gli animi sin dalla manifestazione di Zurigo NEW, pratica peraltro diffusa presso diverse aziende, una per tutte l’azienda di Soldera che si seleziona i lieviti in vigneto, nelle annate più difficili, con l’aiuto dell’università di Firenze. Io credo che ci sia una consapevolezza nelle pratiche e agronomiche ed enologiche, nella parte migliore della viticoltura, produttori che hanno studiato all’enologica, che hanno tradizioni familiari, consapevolezza e informazione a cui si dovrebbe guardare con attenzione, sapendo che anche loro guardano noi e capiscono assai bene quando parliamo di cose che non sappiamo, in vigna come in cantina. Parlare senza conoscere le cose, ma credendo di saperle benissimo è un atteggiamento che potrebbe rivelarsi autolesionista e catastrofico per la serietà e la consapevolezza di tutto il movimento dei vini naturali , che deve spostarsi su un altro terreno, proprio perchè quello della scienza lo ha già attraversato e vuole integrarlo, se non superarlo, con una visione del tutto diversa.

Rispondi
avatar

ERNESTINO

circa 7 anni fa - Link

L'associazione ha scoperto che grazie alla fermentazione alcolica il mosto d'uva si trasforma in vino. Grazie Corazzol: ho capito solo ora il significato delle tue parole "blogghisti, tipologia umana condannata allo stesso girone infernale dei giocatori falliti diventati arbitri di calcio – di giornalisti competenti ed esperti di vino uno solo ce ne sta, e a me pare un po’ poco". Maule sembra il Partito Democratico dei Vini Naturali. Il Bersani della Gambellara.

Rispondi
avatar

Massimiliano Montes

circa 7 anni fa - Link

Ti sbagli Nicoletta. La scienza può essere usata per produrre bombe atomiche o per produrre lampade a basso costo, aerei, prospezioni geologiche che evitino di costruire su terreni cedevoli, etc. Se qualcuno non avesse costruito dighe in posti dove "scientificamente" era dimostrato l'alto rischio geologico, oggi avremmo qualche morto in meno. Nonostante le ingenuità di Angiolino l'unica via al vino naturale passa attraverso la scienza. La stessa scienza che avrebbe impedito, se correttamente usata, l'ecatombe dell'Aquila. Esoterismi e misticismi da pesone depresse ed angosciate li lasciamo a chi beve vini puzzosi senza sapere il perché.

Rispondi
avatar

Carlo Tabarrini

circa 7 anni fa - Link

Io sono entrato da poco in VinNatur, tante cose non le sapevo, tu sei colta e fortunata, l'associazione non avrà il "merito" di aver scoperto, ma di aver condiviso sicuramente si, le università fanno ricerche ma poi, resta tutto tra gli addetti ai lavori o va a finire ad uso di multinazionali... correggetemi se sbaglio.

Rispondi
avatar

Stefano Legnani

circa 7 anni fa - Link

quoto 100% Carlo

Rispondi
avatar

Claudio

circa 7 anni fa - Link

Quoto in pieno!!

Rispondi
avatar

Luka B.

circa 7 anni fa - Link

COMMENTO MITICO!

Rispondi
avatar

maurizio gily

circa 7 anni fa - Link

Grazie, Nicoletta. Non faccio polemica con Vin Natur, stimo Angiolino e penso che facciano delle buone cose. Ma le tue osservazioni sono perfette. Se poi qualcuno vuole considerarmi un servo delle multinazionali può accomodarsi. Devo avere anche un berretto della Monsanto, da qualche parte.

Rispondi
avatar

Francesco Maule

circa 7 anni fa - Link

Maurizio, non capisco il tuo commento! Nicoletta, uscendo da VinNatur e' chiaro che la pensassi in questo modo. Ma come avresti investito energie e capitali tu, visto che sai gia' tutto?

Rispondi
avatar

Stefano Legnani

circa 7 anni fa - Link

Francesco ..Francesco...

Rispondi
avatar

ERNESTINO

circa 7 anni fa - Link

Sei un furbacchione, stai spostando l'attenzione del l'argomento da un'altra parte. Ti sei accorto che Intravino ha anche rimosso un tuo commento razzista e poco sensibile nei confronti dei ragazzi diversamente abili? Sei un ragazzino *******. Se non sei capace a moderarti da solo, la prossima volta vai nel cestino diretto [ale]

Rispondi
avatar

Alessandro - VinNatur

circa 7 anni fa - Link

chiunque volesse approfondire il punto di vista di Angiolino ecco un'altra interessante intervista. http://www.slowfood.it/slowine/pagine/ita/parliamodi.lasso?id_edit=1052 Spero che la cosa non disturbi gli autori di Intravino. Solo un appunto per Nicoletta che forse si è persa un passaggio; sappiamo benissimo che aziende prestigiose come quella di Soldera stanno portando avanti studi riguardo al lieviti aziendali (forse è proprio guardando i migliori che abbiamo preso l'iniziativa). Ma vorrei specificare che la nostra sperimentazione prevede anche il TOTALE INUTILIZZO DI ANIDRIDE SOLFOROSA, in tutte le fasi di vinificazione! Ognuno è libero di tenersi la Sua opinione in merito.

Rispondi
avatar

Francesco Maule

circa 7 anni fa - Link

Niente di nuovo insomma. Mio padre era un po' deluso per le critiche di pochi, tra i produttori. Questo video chiarisce il clima, le volonta' e gli intenti! E da' nuova forza all'associazione e al suo presidente. E bravo a Mauro Fermariello! http://vimeo.com/39624253 ah, e il video non e' stato ne' commissionato ne' pagato ne' preparato a tavolino, sia chiaro! E' un video di un professionista fotografo (e regista novello) appassionato di vino.

Rispondi
avatar

Nicoletta Bocca

circa 7 anni fa - Link

Francesco, non mi ero accorta di essere uscita dall'associazione! Semplicemente non ho partecipato a Villa Favorita, come non ho partecipato a Vino Vino Vino ne a Vi Vi T, per dare un segnale personale di disagio nei confronti di questa frammentazione priva di visione politica -  nel senso alto di questo termine. Disagio che avevo colto peraltro anche nell'assemblea di Villa Favorita dell'anno scorso. Credo bisognerebbe avere il coraggio di ripensare alle formule consolidate, alle fiere come sono nate dieci anni fa, ed essere un organismo più metamorfico, più capace di cambiare ed evolvere. Personalmente mi assocerei a tutto quello che promuove e sostiene i vini naturali. Le considero visioni diverse di un unico insieme: maggiori le visioni maggiore la complessità. E non lo farei certo  per partecipare al maggior numero di fiere possibili. Il mio secondo nome è Solo Una. Capisco anche che, leggendo commenti come quello di Massimiliano, legato ad un'idea positivista e rassicurante di scienza, la tentazione dei produttori di vini naturali di sfatare la relazione fra misticismo e puzza sia forte. Ma questa relazione, prima che confutata, mi pare vada ancora dimostrata, intuitivamente  come scientificamente. Io non avverso la scienza, penso semplicemente che quella che abbiamo non riesca ancora a spiegare tutto con gli strumenti che ci sono, che la possibilità di studiare l'infinitamente piccolo ci abbia allontanato dall'osservazione delle relazioni con il grande. I contadini stanno perdendo la loro cultura dei fatti e dell'intuito, la loro capacità di osservazione. Ed è un peccato, perchè la scienza nasce dall'osservazione e dall'intuizione. E' necessario  capire che piani di realtà diversi hanno bisogno di strumenti di lettura diversi, e penso sia su questi che dovremmo lavorare. Un esempio fra tutti : la medicina antroposofica è un ampliamento della scienza medica: non vuole sostituirla.  Il nostro compito dovrebbe essere ampliare i piani di osservazione, essere più attenti alle loro relazioni, non escluderne alcuni o replicarne altri come la scienza tende invece a fare,  nelle sue espressioni  peggiori.

Rispondi
avatar

Massimiliano Montes

circa 7 anni fa - Link

Cara Nicoletta, prima di tutto lasciami esprimere stima sincera nei tuoi confronti. Non ho nessuna volontà polemica. Non credo in una "scienza positivista" (definizione dei filosofi, ma non di chi la scienza la pratica realmente). Semplicemente non credo nel misticismo e nell'esoterismo. La mia è una visione scientifica molto pragmatica ed applicativa, e meno filosofica della tua.

Rispondi
avatar

Davide Tanganelli

circa 7 anni fa - Link

Come mia abitudine ho fatto molte domande tra i 140 produttori, per la mia curiosità e per un'informazione a 360°. Domani sarebbe nelle mie intenzioni pubblicare i miei semplici racconti, magari esponendo l'opinione personale che mi sono fatto. Adesso però dopo l'intervento di Mario Plazio mi sento in difficoltà. Vi chiedo senza polemica, ma per capire il vostro punto di vista: come si comporta il non "italiota"? Chiede l'autorizzazione sulla lista degli argomenti "migliori" da trattare?

Rispondi
avatar

Stefano Legnani

circa 7 anni fa - Link

Italiota? Nemmeno con l'ausilio della mia mitica quanto inutilizzata Trecani e un Gatto riesco a comprendere il riferimento di Mario...Scherzi a parte, nessuno deve chiedere l'autorizzazione a nessuno ci mancherebbe!!. Se non siamo riusciti a dare visibilità all'immane lavoro che facciamo in VinNatur è solo colpa nostra.Se nei blog si leggono le presunte diatrive tra le varie associazioni è solo colpa nostra. Se il mondo pensa che questa o quella associazione ( o peggio manifestazione) in fondo sia casuale è solo colpa nostra. Mario anche mia e tua non credi... Un consiglio spassionato: Se date retta a me fate come vi pare!!! ciao stefano

Rispondi
avatar

Manilo

circa 7 anni fa - Link

L'italiota è il sig. Mario, comportandosi tale, siamo stufi delle cose dette a metà

Rispondi

Commenta

Sii gentile, che ci piaci così. La tua mail non verrà pubblicata, fidati. Nei campi segnati con l'asterisco, però, qualcosa ce la devi scrivere. Grazie.