Vi piacciono i vini delle Marche?
Mai dire mai. Per esempio, io sono marchigiano, e mai avrei pensato di leggere il più piacevole racconto delle Marche da un inglese. Sto parlando di vino, ovvio, e di Anthony Rose, collaboratore del quotidiano britannico The Independent, e della rivista Decanter. Cos’ha di tanto speciale il suo racconto? Parte dagli unici 5 minuti di pioggia di un fine-settimana che si prevedeva piovoso (un miracolo per un inglese), caduta a Serrapetrona, il cui spumante rosso, la Vernaccia di Serrapetrona, è stata la prima Docg delle Marche. Non che siano moltissime, infatti l’altra è il Rosso Conero riserva, mentre al verdicchio, il vino più famoso delle Marche, la Docg è stata garantita a partire dall’annata 2009.
La storia continua con un’acuta osservazione di Rose. Le Marche hanno scelto la propria individualità e sono rimaste autentiche, sfuggendo alla trappola di farsi sedurre dai voti e dalla eccessiva fiducia verso i vitigni internazionali del critico americano Robert Parker, come invece hanno fatto altre regioni italiane (la Toscana?). Per chi ama le cifre, la produzione annuale è intorno ai 200 milioni di bottiglie ottenute da 20.000 ettari di vigne, dei quali più di un terzo sono Doc e meno della metà danno vino rosso. Il resto è quasi tutto verdicchio nelle 3 Doc di Jesi Classico, Jesi, e Matelica.
Non tutto è perfetto nelle Marche del vino. Il mercato conosce e apprezza poco il Rosso Conero, il rosso migliore. Mentre il verdicchio è sottovalutato perché spesso all’estero viene venduto il più economico, dando l’immagine di un bianco sempliciotto surclassato dal Pinot Grigio.
In realtà, non solo il verdicchio è un ottimo vitigno quando è trattato bene, ma è anche molto versatile. Può dare bianchi sorprendentemente ricchi da abbinare al pesce, bianchi invecchiati che ricordano la Borgogna, perfino gloriosi spumanti e vini passiti.
Un tot di complimenti a Anthony Rose e qualche domanda per voi. Vi piacciono i vini delle Marche? Quali, in particolare? Avete scoperto di recente un verdicchio promettente, o un Rosso Conero?
Imamgine: Flickr/Utente: Gigi62








Ciao, ma avete mai assaggiato il Kurni, uno di quelli che appartiene alla categoria di quelli che emozionano…
Verdicchio di Matelica di Collestefano…
O il Falerio della cantina Aurora (AP), ma anche il rosso piceno vigna Monteprandone di Saladini Pilastri (AP)
…Adamantea (passerina di Offida) della Cocci e Grifoni (AP),
sempre di Offida il Rugaro (Pecorino in purezza) della Cantina dei Colli Ripani (AP)…
Mi dicono bene anche di ciuciù sempre a Offida (AP) devo andare a provare Prosit
Anche questi non scherzano…
Az. Aurora: Barricadiero
Az. Umani Ronchi: Pelago
Az. Carminucci: Paccaosso
Brachetti Peretti: Il Pollenza
Oltre al grande Kurni e al V. di Matelica di Collestefano, trovo eccezionali i V. di Jesi San Michele di Bonci e il Podium di Garofoli. E anche il suo Agontano è davvero un ottimo Conero.
Senza lasciarsi scappare il Mirum della Moncesca e il Gaiospino della Fatt. Coroncino.
Confermo l’articolo: vini sottovalutati per la loro qualità.
Grandi vini !!!!! Complimenti per le scelte ,……..manca solo IL CUPO solamente 3150 bottiglie prodotte ma sicuramente uno dei migliori rossi marchigiani bevibili (tra i 22/25 Euro circa), meno marmellate e più vinosità , un perfetto equilibrio di quello che ancora “in vino veritas” !
Diavolo, potrei scrivere per ore, per ora mi limito a piccoli cenni !!!
Personalmente considero i verdicchi di Jesi come mediamente i migliori vini bianchi italiani con alcune vette assolute, leggasi Villa Bucci. Poi Podium (Garofoli)e San Michele (Bonci, che ritengo essere un produttore molto fedele al classico verdicchio). Sono vini da aspettare anni, anche i produttori dovrebbero capirlo, da bere maturi dopo un lungo affinamento in bottiglia. Ma da questa griglia è impossibile lasciar fuori Sartarelli ed Umani Ronchi.
La Garofoli fa anche un buonissimo metodo classico con 100% verdicchio che secondo me in sapidità, freschezza e bevibilità a tutto pasto non ha rivali in regione.
Un tratto comune a tutti i verdicchi è il comune ottimo rapporto tra qualità e prezzo; vini di forse pari valore in altre regioni costano molto di più.
Conero, Rosso Conero e Rosso Piceno sono denominazioni di buon appeal, purtroppo poco conosciute ma di grande eleganza e con una positiva poliedricità espressiva rispecchiante le varie sensibilità dei bravi Produttori che vi operano.
Il sopracitato Kurni è un altra cosa, fa storia a parte. Per me rientra a giustissimo titolo nella ristretta cerchia dei grandissimi vini rossi italiani….e non solo.
Ciao
Si ma non dirlo a Ziliani:
http://www.winereport.com/winenews/scheda.asp?IDCategoria=14&IDNews=490
dai pero’ e’ un pezzo ben scritto quello dello ziliani, s’ha da ammettere
Secondo me il pezzo di Ziliani è più una critica della “critica” che del Kurni; oggettivamente il vino questo è: iperbolico. Buon per il consumatore(…chi se lo può permettere) che ha la possibilità di esperienze diversificate o estreme. Tanto per dare concretezza alle parole, ricordo ai Tre Bicchieri del Lingotto di qualche anno fa, degustai la ‘03 in successione a tre grandi Barolo ‘01: Vigneto Arborina, Cannubi di Sandrone e Vigna del Gris di Conterno Fantino: teneva il confronto.
Come non ricordare il Verdicchio di Matelica Bisci, ma io sono di parte, essendo nato a Matelica
come marchigiano vorrei aggiungere il verdicchio classico superiore sabbionare,il priore di sparapani e il cantorì di accadia,il serrapetrona rosso di colli,anche da ferma la vernaccia è un supervitigno e il conero grigiano di malacari
Da questa parte tirrenica dell’Appennino i vini marchigiani non godono di particolare notorietà. Forse è più difficile per loro affrancarsi dai tempi della bottiglia ad anfora di Fazi Battaglia, e si scontrano coi vari Vermentini liguri e sardi, Pigato e bollicine varie.
Io stesso, sebbene conosca Umani Ronchi e Villa Bucci, non ho cercato né avuto particolari occasioni di assaggio.
Tranne al pranzo da Uliassi dove i piatti sono stati accompagnati da bollicine, bianchi e rosso marchigiani: per la verità non ricordo le etichette, tuttavia mi sembrarono assolutamente in tono e per nulla banali.
un pochino di wine-storming:
cantina Montecappone, vicino jesi, piccolina, Sauvignon 100% e Chardonnay 100% dove i vitigni internazionali riescono meglio delle doc.
cantina Antonucci Santa Barbara, ben conosciuta, certamente con il “super-marchigian” Pathos poi non costosissimo alla fonte (cantina), ma soprattutto i “base” ottimi nel rapporto qualità prezzo, verdicchio stefano antonucci, Rosso Piceno Maschio da Monte.
verdicchio santa maria d’arco, classico superiore
confermo l’ottimo Brut Garofoli da 100% verdicchio
mi piace la vernaccia secca di Mauro Quaquarini
tutti i vini di Lucio Canestrari della Fattoria Coroncino
Dezi, ottimo, premiato da un po’ di tempo, forse ha alzato un po’ i prezzi.
il Kurni mi è piaciuto ma l’ultimo bevuto era un 1997… dovrei fare un update; però da Marco Casolanetti dell’Oasi degli Angeli, produttore del Kurni e oste, ho bevuto altri ottimi vini piceni, poderi san lazzaro, e altri, quindi ottimo posto per mangiare (solo weekend) e per assaggiare con o senza la sua guida qualche piccola/nuova cantina locale.
paolo
sorry, OT: vicino Jesi, sotto i colli del verdicchio vi consiglio un caseificio: Azienda Agricola Piandelmedico. Speciali prodotti a base di latte bufala e vacca. Dai freschissimi agli erborinati, almeno 10 formaggi da top. http://www.caseificiopiandelmedico.it/homepage.htm
Il grande amico Stefano Antonucci (Santa Barbara a Barbara) ha condotto la prima delle serate di degustazione dell’allora neonata Vigna del Mar a Monopoli !!!
Dei suoi a me piace anche il “semplice” Le Vaglie, un verdicchio leggermente atipico ma di grande piacevolezza e piccolo costo.
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Ciao
Grande vino il verdicchio, è già stato detto e ripetuto, non mi dilungherò dunque. Una prova della sua versatilità? Il San Lorenzo 1997 di Natalino Crognaletti (che ha da poco tirato fuori dalle vasche di cemento anche il 2002), in una vecchia pubblicità il fu Guido Angeli diceva “provare per credere!”… Anche il Vigna delle Oche Riserva di Fattoria San Lorenzo in un bicchiere nero spiazza e spezza ogni pregiudizio.
Ooops, vedo che l’immagine è enorme, scusate e rimuovete.
Mi dispiace ma non sono assolutamente d’accordo. Il San Lorenzo 1997 di Crognaletti le due volte che l’ho bevuto mi ha deluso ampiamente; mi riservo di assaggiare la 2002 ed emettere così un giudizio meglio ponderato.
Quello che voglio dire è che non è facile trovare un verdicchio che regga bene i 10 anni; fra questi ricordo una monumentale annata 97 di Serra Fiorese (Garofoli) del quale ho ancora una bottiglia. Per andare sul sicuro bisogna provare il Villa Bucci che sfodera tranquillamente risultati formidabili anche più invecchiato.
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Ciao
Ed il 1991 imbottigliato solamente due anni or sono… E’ spaziale!
A mio avviso uno dei piu’ grandi bianchi italiani, molti sarebbero da citare…..vado a memoria ( ormai labile…) :
Jesi
Bachero-Pontemagno
Sabbionare di Paoloni Donatella
Le Vele della Moncaro
Il Tralivio di Sartarelli
Cantori’ di Accadia
Grestio e Collinetto di Zannotti Armando
Frati Bianchi di Sparapani
La Scappia di Benigni
Santa Maria d’ Arco di Ceci Enrico
Podium di Garofoli
Salmariano di Marotti Campi
Matelica
Belisario
ed uno dei piu’ grandi che ho degustato in senso assoluto:
Alarico2008 – azienda Filippo Maraviglia-STREPITOSO-
Buone degustazioni
CAMBRUGIANO 2006 Verdicchio di Matelica doc riserva -BELISARIO
MERIDIA 2006 Verdicchio di Matelica doc – BELISARIO
MIRUM 2006 Verdicchio di Matelica doc riserva – LA MONACESCA
COLLESTEFANO 2008 Verdicchio di Matelica doc -COLLESTEFANO
CAVALIERI 2006 Verdicchio di Matelica doc -CAVALIERI
MACCAGNANO 2006 Verdicchio di Matelica doc Riserva – GAGLIARDI
ALARICO 2008 Verdicchio di Matelica doc – MARAVIGLIA
VIGNETO FOGLIANO 2004 Verdicchio di Matelica doc -BISCI
TERRA VIGNATA 2005 Verdicchio di Matelica doc -BORGOPAGLIANETTO
non hanno prezzo….per tutto il resto c’è mastercard!
http://www.facebook.com/VerdicchiodiMatelicaDOCG
Si è svolta recentemente ad Offida (AP) “Di Vino in Vino”, l’annuale rassegna delle produzioni più rappresentative del sud delle Marche; ogni anno è sempre più difficile trovare vini non all’altezza; non solo Verdicchio quindi, ma anche Pecorino, un vitigno adatto all’invecchiamento e che da vini di struttura, o anche qualcosa nella doc Falerio; vini rossi veramente buoni sia nella doc Offida che in quella Rosso Piceno o a igt.
Secondo me l’unica difficoltà è la reperibilità di questi vini sul territorio nazionale.
Consiglio disinteressato per “Bacco” che vuole sperimentare Ciu Ciu dei fratelli Bartolomei: prova, se riesci a trovarlo, Offida doc Esperanto (montepulciano,cabernet).
Ammetto senza riserve di non essere preparato sul Pecorino, pero quei pochissimi assaggiati non mi hanno assolutamente entusiasmato. Mancavano di un profilo territoriale e di una identità comune. Forse la strada per trovarne il giusto filone interpretativo è ancora lunga.
Puoi consigliarmi qualcosa da bere per farmi un’idea?
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Ciao
La caratteristica del Pecorino è la sua spiccata acidità: per limitarla, in genere si preferisce far sovramaturare leggermente, aumentando nel contempo il grado alcolico; anche un uso adeguato del legno aiuta. Quattro vini da uve Pecorino frutto di diverse scelte d’affinamento: Marche igt bianco Ale (az. Fausti)- Offida doc Pecorino Ciprea(Poderi Capecci San Savino)- Offida doc Pecorino Fiobbo(Aurora)- Offida doc Pecorino Iosonogaia(Le Caniette); tra 8 e 13 € in azienda.
Vini di sostanza più che di freschezza: il primo è senz’altro il più gentile, il quarto nella versione ‘07 arriva a 15% di alcol.
Grazie, vedrò di provarli…15°, mette un po’ paura, solo pochi grandi possono permetterseli.
Comunque vedremo.
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Ciao
Luciano, ti consiglio davvero di assaggiare quei Pecorino (Ciprea, Fiobbo, Iosonogaianonsonolucrezia), sono interpretazioni assai diverse ma interessanti. Le Caniette potrebbe offrirti qualche Kurni in versione, per così dire, “femminile”, e sapendo le tue inclinazioni..
[...] 20 set 2009 Ciao! Se sei nuovo di qui, ti consigliamo di iscriverti al feed RSS per rimanere aggiornato sulle novità.1 – Okay, meglio non trovarcisi. Ma dovendo proprio prevederla questa ultima cena, voi, cosa scegliereste? Le risposte. 2 – Questa settimana vi abbiamo chiesto quali cereali da colazione contengono più calorie di un uovo fritto e più zuccheri di una Coca Cola. 3 – A un anno dal fallimento della Lehman Brothers, abbiamo finalmente scoperto cosa prenderà il post della fast-economy, il modello finanziario degli ultimi 30 anni. Slow Food. 4 – Anvedi! Mangiare il wurstel come una porno-star non è cosa da Alessia Marcuzzi. Vuoi mettere la classe di Angela Merkel? 5 – Non lo sapevamo. Scrivere su internet che il pesce di un ristorante è “fritto con olio da motore”, porta in tribunale. Sia chi lo ha scritto, che il sito (anche se pubblica contenuti degli utenti). 6 – Rondismo | “Che cazzo vuoi, fammi vedere il permesso di soggiorno”, ha detto il militante leghista al cameriere albanese di un ristorante veneziano. Poi sono arrivati altri tre che hanno rovesciato tavoli e sedie, sfasciato mezzo locale e picchiato il cameriere. 7 – Vi abbiamo raccontato il passaggio dello spritz da aperitivo dei veneziani a mania nazionale. 8 – Scopri le differenze | Okay, ci sono blog che copiano e incollano dai siti dei grandi quotidiani. Ma quando i siti dei grandi quotidiani (Repubblica.it) copiano e incollano dai blog, fa sempre un po’ impressione. 9 – Quando il blog è uno stato mentale non esistono condizioni estreme. Traction-man immobilizzato all’ospedale, fotografa, pubblica e chiede ai suoi lettori cosa c’è nel piatto. Cosa c’è? Cose che voi umani… 10 – Dicono tutti che Le Marche sono la nuova Toscana. Specie per i vini. I nostri consigli. [...]