di | ven 31 lug 2009 ore 9:32
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Vado a comprare lo sfuso | Miracoli a Loreto (Aprutino)

botteCe n’è voluto di tempo per capire cosa intendesse Luigi Cataldi Madonna, il produttore top abruzzese che è anche nobile e docente universitario, quando raccontava: “io mi scervello con l’enologo a studiare e testare le barrique migliori, Francesco Paolo (Valentini) magari impazzisce un mese per trovare un pezzo di legno per la sua botte dell’800”.

Passo indietro. Il nome Valentini nel mondo del vino evoca leggenda. Vini d’Abruzzo baciati da una longevità disarmante, trebbiano e montepulciano (rosso e cerasuolo) mitici, vera espressione di spontaneità contadina e senso della misura “tecnologica” intrecciati a tal punto da non capire dove finisca l’una per lasciare spazio all’altro.

Un esempio su tutti. Botte da 80 hl di rovere di Slavonia con 9 anni di stagionatura griffata Garbellotto e montata pezzo-pezzo in loco, NON tostata e detannizzata due volte, all’origine e in cantina con acqua e sale: è l’ultimo ritrovato tecnologico presente nella cantina di affinamento, per ora destinata a custodire il trebbiano più famoso del mondo in attesa che arrivi la gemella. Niente odori né sapori inconsulti che andranno a contaminare il vino, nessuna cessione tannica debordante e invasiva, micro-ossigenazione naturale e pazienza, cura, attenzione ai dettagli. A Loreto Aprutino  il vino del futuro è figlio del passato, di botti napoleoniche datate 1818 e di uomini dalla spontanea naturalezza abruzzese che sa di vino Valentini ben più dei premi raccolti intorno al mondo.

Prendi il cantiniere, ad esempio: Giovanni è di Loreto Aprutino, viaggia al ritmo di 40 Nazionali quotidiane e un soffio di brillantina ne colora gli -anta. E’ lui il direttore del traffico per chi come me è arrivato a comprare un po’ di sfuso. Mentre imbottigliamo mi offre un bicchiere, un bicchiere di quel trebbiano e uno anche di quel cerasualo. Avete presente tutta la serie di calici di cui parlavamo? Ecco, scordateveli! Bicchiere da osteria, quello storico, riempito fino all’orlo. Non per 1/4, 1/3 e frazioni. All’orlo. Roba che con un tremore ti giochi metà della dose.

Alla cassa, invece, ci aspetta la calma sorniona di Alfredo: è di Penne e ha l’occhio allenato e paziente di chi tratta da 20 anni con gli appassionati che vengono quasi in pellegrinaggio da ogni parte d’Italia, sebbene gran parte dei clienti vengano, muniti di dame, dal circondario. Alla prima visita ti registra nel database aziendale e fa strano leggere il proprio nome accanto a quello di clienti storici come i Santini di Canneto sull’Oglio. Solo all’uscita, verso casa, senti nitida la conferma di una grande realtà che risulta banale nella sua ingannevole semplicità: il segreto dei miracoli è una questione di dettagli.

Valentini
Via del Baio 2, 65014 Loreto Aprutino (PE)
Tel. e fax 085.8291138

[foto: botte di rovere da 2l fatta a mano da Albin Gamper]

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5 commenti a Vado a comprare lo sfuso | Miracoli a Loreto (Aprutino)

  1. Hai notato come questi miti si assomiglino un po’ tutti? io ritrovo lo stesso stile in Valpolicella da Zeno Zignoli, a Montalcino da Alessandro Mori, nel Soave dai fratelli Filippi…alla domanda cruciale “tu che ci fai al tuo vino?” rispondono invariabilmente “Io? niente!”

  2. avatar andrea beccaceci

    Sono stato la settimana scorsa ed è tutto come descritto. Una sola grande rivoluzione : un computer al posto della mitica Olivetti Lettera 32 che stampava le fatture di Valentini-mitiche come il vino- fino a qualche tempo fa. Ho rifiutato il bicchiere di vino offerto , pentendomi immediatamente , ma erano le 10 del mattino. Saluti

    • E pensare che l’ora consigliata per degustare sembra esser proprio quella.. Ma.. obiezione accolta: lì “se bbive” proprio!
      Fratello, non peccare più ;-)

  3. bel pezzo. Bravo Alessandro.

  4. avatar L. PELLEGRINI

    sono di Loreto Aprutino, credetemi un vero orgoglio

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