A Fornovo | Una domenica in famiglia, naturalmente

di Dan Lerner

Domenica 1 novembre. Entrando nel ben poco glamourus Foro 2000 di Fornovo di Taro per la 4° edizione di Vini di Vignaioli, non ho potuto fare a meno di pensare alle polemiche scatenate alcuni giorni fa dal nostro post sul vino Novello per l’accostamento fotografico di un minore al vino.

Zelige-Caravent
Nella foto che vedete – la provvidenziale bottiglia di Velvet, assemblaggio di syrah, grenache e carignan, evita l’applicazione di una pecetta censorea – Marie, produttrice francese, allatta il suo ultimogenito. Dopo avermi autorizzato con un sereno sorriso a ritrarla, mi racconta “Siamo in sei in famiglia e ogni anno sono qui con mio marito e i quattro figli, è davvero molto piacevole”. Poi saluto Elisabetta Foradori, e accanto a lei sgambetta uno dei suoi tre figli.

Mentre penso tra me e me quanto sia bello coinvolgere a volte i figli nel proprio lavoro, come io stesso amo fare, affinché sappiano dove sono i genitori quando non ci sono, volgo gli occhi e mi rendo conto che raramente ho visto tanti neonati, bambini e ragazzi tra il pubblico di una manifestazione vinicola specializzata; alla memoria allora mi tornano anche le parole di Andrea Gori su Vinitaly e Villa Boschi in aprile: “di là le veline, di qua gente di vigna e di vigneto e nessun fronzolo … di là lustrini e brillanti, di qua … bambini tra i banchi”.
Mi rendo così conto che nel bailamme di una “fiera” affollatissima e disordinata aleggia, e aleggerà fino a sera, uno spirito sereno sul quale non smetterò di interrogarmi durante la gran quantità di ottimi assaggi, tra scoperte e conferme.

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Partiamo dall’inizio. L’organizzazione, affidata a sorridenti volontari della pro-loco di Fornovo, è spartana assai: “comunicazione” essenziale, nessun programma stampato ma invece una lista degli espositori scritta a pennarello rosso come un tazebao anni ’70, no biglietti, basterà la tasca porta bicchiere a identificare i paganti, le sputacchiere? Secchi in plastica poggiati a terra tra le “postazioni”, essenziali tavolini di plastica bianca di misura minima; gli espositori disposti lungo quattro corridoi, Acqua, Fuoco, Luce, Aria, secondo un criterio che nessuno riuscirà ad identificare (forse il migliore di tutti, l’amicizia tra gli uni e gli altri), il “retro dello stand” (ve li ricordate alcuni stand del Vinitaly, vero?)… Fatevi un’idea con queste foto.

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Eppure. Eppure nulla fila storto. Il dialogo tra produttori e visitatori fluisce quieto e sempre appagante, così come le discussioni tra gli appassionati che nello spazio ridotto trovano il modo di scambiarsi opinioni tanto su quello che hanno assaggiato quanto sui problemi presenti e futuri. Già, perché la crisi è arrivata anche da queste parti, e le difficoltà di mercato che non sono mai mancate, non sono certo diminuite per i produttori “naturali”. Eppure. Eppure fatevi un’idea, ancora una volta, con qualche immagine.

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Qui il sorriso di Isabella Pelizzatti Perego (Ar.Pe.Pe.), di Francis Boulard (Champagne Raymond Boulard), e persino il solitamente corrucciato Franco Ziliani scherza allegro sotto gli occhi divertiti di Munsù Timorasso, Walter Massa.

C’è la vecchia guardia, ecco Pino Ratto, e qualcuno, come la bravissima Arianna Occhipinti che pare ancora nella categoria “figli al seguito” ma invece presenta battagliera il suo lavoro.
Nomi già noti come Stella di Campalto e altri che meritano di diventarlo come Massimiliano Croci con il suo incredibile icewine (e non solo questo) fatto a Castell’Arquato in provincia di Piacenza .
Proprio Croci ha ben argomentato in una lettera a Porthos il punto di vista di un piccolo produttore sulla produzione di vini naturali.
E tra i visitatori, oltre al già citato Franco tiratore, ho incontrato in ordine sparso (e senza pretesa di esaustività N.d.R.) il “prosecchista sur lie” Loris Follador, generoso nello sbicchierare en passant magnum di Casa Coste Piane, il nostro fedele commentatore Simone e Zeta…

Dei vini assaggiati si potrà parlare più tardi, e invito chi fosse stato a Fornovo a segnalare nei commenti le scoperte fatte (a questo servono le “fiere”, no?). Quel che a me resta è una grande piacevolezza e soddisfazione per una utile giornata spesa bene, e una mia personale risposta a domande che sempre più si fanno strada (anche qui e qui) sul futuro delle manifestazioni vinicole: io voto glocal.

12 Commenti

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Simone e Zeta

circa 10 anni fa - Link

Ciao Dan, mi ha fatto veramente piacere rivederti ed è stata una gioia vera bere qualche buon bicchiere di vino in tua compagnia; grazie per la dritta sull'azienda Croci, il loro Icewine è veramente memorabile. Come ha giustamente commentato il buon Gori, l'ambiente, l'allegria, il bere per stare insieme, tipici queste manifestazioni non hanno paragoni; come diceva un mio amico: "Non so se quello è il futuro del mondo del vino, ma certamente è da quella parte!" Spero che anche il tuo amico giornalista si sia reso conto che non sono il mostro accusatore che sembro on line!! CISI a Merano

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VignereiManonPosso

circa 10 anni fa - Link

Io vi pacco per merano ormai sai com'è viaggio solo su certi vini...... no, battute a parte. condivido la lettura di dan e la tua simone. E spero che tra qualche tempo si annullerà anche questo aut aut tra vini veri e vini finti(??) e che le fiere siano solo e sempre una festa

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Andrea Gori

circa 10 anni fa - Link

se la franci ci pacca, dopo che anche Giulia si è data al "vino vero", vuol dire che sono rimasto a sguazzare nelle manifestazioni fighette! Mi darò da fare, voi siete troppo alternativi per i miei gusti...;-)

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michele

circa 10 anni fa - Link

...simone allora..???......merano e' l'esatto contrario......!!!

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fabrizio scarpato

circa 10 anni fa - Link

Due cose: la prima, quasi una autocritica, è che troppo spesso ci lasciamo guidare dal marketing e dai lustrini che portano spesso a caravanserragli ansiogeni, mentre, per contro, disdegnamo manifestazioni che temiamo possano esser, come il più delle volte accade, triste vetrina per quattro gatti locali, sindaci, assessori e organizzazioni varie di produttori. Invece ecco che saltano fuori cose semplici, vere, interessanti e affollate da appassionati. La seconda cosa è che mi dispiace non averlo saputo.

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Lucia Barzanò

circa 10 anni fa - Link

Magnifica atmosfera hai evocato Dan con questo post. Mi tornano alla mente tutti i Vinitaly che ho fatto al nostro stand da bambina per stare vicina a mia madre (è passato qualche annetto, non dico quanti...). Com'era diversa l'atmosfera anche a Vinitaly allora, tutto più semplice ed autentico. Non per fare sempre quelli che "si stava meglio quando si stava peggio", ma speriamo tornino quelle atmosfere e quell'approccio al vino più umano e meno markettaro.

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Rinaldo Marcaccio

circa 10 anni fa - Link

Penso che c'è posto per tutti (Merano,Fornovo,ecc.)per soddisfare target o solo per diversificare lo stile della proposta. L'evento di Fornovo e quelli similari, confortano la convinzione dell'accessibilità del settore ad una più vasta platea di consumatori, evitando possibili arroccamenti elitari.

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Max-Wino

circa 10 anni fa - Link

C'ero anch'io domenica, e tra i vini che mi sono piaciuti di più cito: CLIVI - Brazan 05 - Galea 05 AURORA - Pecorino 08 NINO BARRACO (vera sorpresa, che non conoscevo) - Cataratto 06 - Grillo 06 e 05 - Zibibbo 06 - Pignatello 07 PRINCIC - Ribolla 05 - Merlot 02 TERPIN Collio 04 Pinot Grigio 05 OCCHIPINTI - SP68 08 - Frappato 07 STOPPA - Ageno 05 - Barbera 05 DOMAIN DE GRESSAC - Gressac Classic 06 STELLA DI CAMPALTO - Brunello 04 MARCO SARA - Piculit FORADORI - Granato 06 direi che bastano, ma anche altri erano notevoli :-)

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Francis Boulard

circa 10 anni fa - Link

Grazie Mille Dan, for your post, comments and photos. It was very busy on Sunday, many people, many different people : - basic consumers : who want to no more about wine, vine-growing, wine making, and then *terroirs*. - wine-enthusiasts : for growing their kniowledge. - wine-experts : to discover the last vintages and cuvées. It was quieter on Monday, it's was easier for speaking with all the visitors. All the best, Bien amicalement, Francis

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patrizia

circa 10 anni fa - Link

Ripeto ancora: Terpin fa vini straordinari da anni. Solo che non eradi moda. per fortuna ci sono enotecari coglioni che arrivano ...prima dichi legge le guide.

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