Un sommelier al ristorante cinese

di Andrea Gori

Dici ristorante cinese ma sai nel cuore che laggiù, in Cina, le questioni gastronomiche sono un pò più complicate di come ce le raccontano qui. Altro che “quattro scuole” – Shandong, Jiangsu, Sichuan, Guangdong – poi diventate otto o dieci a seconda delle provincie considerate. A noi arriva una versione addomesticata e omogeneizzata della vera cucina cinese, sintesi ricca e intrigante di stili anche molto diversi tra loro. Certo, parlare di abbinamento nella patria del tè suona ardito, ma state certi che un tocco di made in Italy non guasta mai.

Chi non ha in mente i comunissimi ravioli di carne al vapore, gli involtini primavera e i wanton fritti? Saranno perfetti con un bianco floreale e fruttato come il Vermentino di Sardegna – l’Opale di Mesa andrà bene – piuttosto che abbinati a un vino bianco dai toni erbacei come potrebbe essere il Friulano. Il discorso si complica con un piatto-simbolo come l’anatra alla pechinese, laccata al miele e servita con salsa di porri e brodo con aceto. Direi che ce la possiamo cavare con un orange-wine (così gli americani chiamano i bianchi macerati) fermentato e affinato in anfora. Sù nel Collio ce ne sono di ottimi, io scelgo quelli di Gravner – Breg più minerale o Ribolla dai toni fruttati.

La soddisfazione, poi, aumenta con piatti più strutturati come il montone farcito di pollo o diverse preparazioni di manzo con porri e cipolle. Con l’agrodolce ci spingiamo su rossi di carattere e qualche bella sorpresa viene dalla Campania felix con vini tutti da scoprire come Falerno del Massico e Roccamonfina. Aglianico e piedirosso regalano sensazioni balsamiche, speziate e fruttate che si integrano a meraviglia con certi piatti: provate il Gladius di Tenuta Adolfo Spada poi ne riparliamo. Certo, al solo pensiero di questo ben di Dio ho già l’acquolina, ma voi avete mai visto una bottiglia di vino decente al ristorante cinese?

Andrea Gori

Quarta generazione della famiglia Gori – ristoratori in Firenze dal 1901 – è il primo a occuparsi seriamente di vino. Biologo, ricercatore e genetista, inizia gli studi da sommelier nel 2004. Gli serviranno 4 anni per diventare vice campione europeo. In pubblico nega, ma crede nella supremazia della Toscana sulle altre regioni del vino, pur avendo un debole per Borgogna e Champagne. Per tutti è “il sommelier informatico”.

2 Commenti

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carolina

circa 10 anni fa - Link

no, al cinese io non ho mai trovato una bottiglia decente, anzi... mi chiedo chi gliele rifornisca così schifose!

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renzo

circa 10 anni fa - Link

Semmai c'è da pretendere un buon te verde

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