Radikon va al Vinitaly. Fine di un ciclo. Il sequel è sconosciuto

di Jacopo Cossater

Gli stati generali del vino naturale italiano coincidono con il Vinitaly, in due differenti manifestazioni esterne. La prima, promossa dal Consorzio Viniveri e da La Renaissance des Appellations di Nicolas Joly, si tiene all’interno dell’Area Expo di Cerea, una mezz’ora a sud di Verona. La seconda, a cura dell’Associazione VinNatur, a Villa Favorita in provincia di Vicenza. Col tempo molti addetti ai lavori hanno sostenuto la necessità di unire questi due momenti di incontro in un’unica grande manifestazione capace di attirare maggiormente l’attenzione di pubblico e buyer. Purtroppo, le diverse posizioni dei protagonisti sembrano inconciliabili.

Non è sempre stato così, però. La prima volta che i produttori naturali decisero di creare dal nulla una manifestazione durante i giorni del Vinitaly, era il 2004, erano estremamente uniti e compatti. Tutti a Villa Favorita. Solo successivamente una lunga serie di dissidi interni al Gruppo Vini Veri ha portato alla definitiva rottura con Angiolino Maule (produttore e proto-fondatore del movimento) ed alla nascita di un nuovo gruppo con relativa piccola fiera.
Tuttavia, e forse la notizia è passata sotto silenzio, durante l’ultima edizione di VinoVinoVino spiccava l’assenza di una star del Gruppo Vini Veri: Stanislao Radikon. Recentemente intervistato da Lavinium, Stanko (per gli amici) ha dichiarato:

La stupidità umana a volte raggiunge vette impensabili. Si sarebbe dovuto unire le forze per lanciare un messaggio comune contro l’industria del vino. Invece mi sono accorto che ultimamente si sono solo disperse le energie e alle varie manifestazioni hanno iniziato a girare sempre le solite persone, pochi ristoratori e rappresentanti, clientela affezionata e molti amici. L’effetto mediatico non c’è, e con esso la possibilità di far conoscere di più la nostra filosofia. Ecco perché da poco, notevolmente a malincuore, sono uscito da Vini Veri, e mi sono ripresentato a Vinitaly, dove almeno il flusso di contatti è maggiore e con esso la possibilità di uscire dai nostri angusti confini che erano diventati quasi settari.

Un padre fondatore del movimento dichiara di trovare più utile l’onerosa presenza alla Fiera di Verona (affollata) piuttosto che alla “sua” manifestazione, visitata dai soliti noti. Mi chiedo se sia un campanello d’allarme o solo la scelta commerciale di un produttore di rilievo. Ad Intravino piacerebbe vedere tutti i vin-naturisti sotto lo stesso tetto. Accadrà mai?

Jacopo Cossater

Comunicazione digitale ed e-commerce, è tutta una questione di vino, di birra e di trail running. Vive in Umbria, a Perugia, per motivi diversi ha un debole per NYC e per Stoccolma ma non potrebbe mai fare a meno dei ritmi dell'Italia Centrale. Su Intravino dal 2009.

11 Commenti

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Fabio Cagnetti

circa 9 anni fa - Link

scelta fatta anche dall'ottimo Alessandro Dettori all'ultimo Vinitaly, e mi piacerebbe sentire da lui se la considera felice; a me ha fatto molto piacere ed è certamente la degustazione di quella fiera cui ho dedicato più tempo e che mi ha lasciato di più. Peraltro alcuni produttori, tra cui ben rammento per qualità dei vini proposti Haderburg, si sono fatti in due, nel caso specifico tra Vinitaly e Cerea. Nel mio mondo perfetto, per incantevole che sia la cornice di Villa Favorita e funzionale quella di Cerea, probabilmente ai produttori naturali sarebbe riservato un intero padiglione di Vinitaly, cosa che certamente massimizzerebbe le visite ricevute oltre a rendere più facile la vita a tutti quegli operatori che per necessità devono prendere parte a tutti i tre (quattro con Summa) eventi della settimana.

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gianpaolo

circa 9 anni fa - Link

C'e' una fiera, che nel bene o nel male rappresenta un punto focale eccezionale per il vino, cerchiamo semmai di utilizzarla al meglio, anche per favorire i visitatori che dovrebbero essere l'oggetto delle nostre attenzioni (e mentre dico cio', sto pagando l'acconto per il Vinitaly 2011).

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Michelangelo Tagliente

circa 9 anni fa - Link

La questione non è semplice ma trovo perfetta una citazione di Nanni Moretti tratta da Ecce Bombo: "Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente? Vengo. Vengo e mi metto, così, vicino a una finestra, di profilo, in controluce.".....

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Maurizio Fava

circa 9 anni fa - Link

Questa è una buona notizia. Le fiere si fanno per motivi commerciali, e non ideologici. E i vini sono buoni o non buoni, semplicemente, a prescindere dai partiti presi. Le sette non portano da nessuna parte, forse servono solo a qualcuno per cavalcare gli altri in malafede. E Radikon lo dice esplicitamente.

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lido

circa 9 anni fa - Link

non finiscono le cose, si trasformano mutano cambiano, è vero piacerebbe a tanti poter avere tutti i produttori che mettono l'anima nel vino, racchiusi in un solo ambiente, dove ipoteticamente potrebbero essere organizzati dei convegni dei miting delle degustazioni guidate delle assemblee ecc. dove si puo assaporare anche dei cibi degni di tali vini, questa location dovrà essere sicuramente il vinitaly, un capannone a parte una zona ben visibile e delineata ma dentro un sistema italia, perchè se Dio vuole il sistema Italia produce pure questi bei VINI.... e per sistema Italia non mi riferisco al sistema politico assolutamente, mi riferisco all'enorme patrimonio naturale di vitigni autoctoni e non ad un territorio straordinario e variegato, e a tante ottime persone che ci mettono l'anima e si giocano tutto in prima persona, in situazioni economiche come le attuali e sicuramente quelle che verranno, perchè non diamo retta ai nostri ALTI politici la crisi non è finita, Clienti, enotecari ristoratori bayer ecc. non possono girare come trottole per Verona e Dintorni ad un pullulare di piccole e Medie manifestazioni, Punto 1° le cose non vanno benissimo e sono sfavatissimi Punto 2° i rimborsi spese sono sempre più ridotti non possono stare fuori più di 2-3 giorni Punto 3° dopo un paio di giorni di aria respirata dentro Vinitaly dopo bevute ecc. e dopo anni di niente di nuovo che palle ..... TUTTI INSIEME AL VINITALY seppur con le dovute distinzioni.

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M.Grazia

circa 9 anni fa - Link

Radikon prende atto di una progressiva tendenza (nei produttori del cosiddetto "naturale più avveduti) a non ghettizzarsi ulteriormente ma ad accettare anche il confronto aperto con altri. Non so se l'ipotesi dell' "unico tetto" a Vinitaly sia realizzabile, anche per ragioni di spazio. Io personalmente me lo auguro. Saranno sempre i produttori, il loro modo di pensare, di coltivare e di operare a fare la differenza, sotto qualsiasi tetto. E' indubbiamente un segnale, questo di Radikon, per me positivo MG

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Simone e Zeta

circa 9 anni fa - Link

Qualcuno subito dopo la manifestazione di Cerea diceva le stesse cose, ma allora eravamo brutti e cattivi ;-) http://vinodaburde.simplicissimus.it/2010/04/12/perch_il_vino_biodinamico_non_vende_vinovinovino_e_vinitaly_a_confronto/ http://iovino.wordpress.com/2010/04/19/le-difficolta-dei-produttori-vinitaly-la-soluzione/

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M.Grazia

circa 9 anni fa - Link

Ne avevo colto avvisaglie già nell' aprile 2009, http://undiwine.typepad.com/soavemente/2009/04/viaggio-nella-costellazione-degli-organic-wines-vin-natur-e-vino-vino-vino-2009.html Altri invece dissero, mai e poi mai...

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Alessandro Dettori

circa 9 anni fa - Link

Il Vinitaly per me è stato positivo e molto felice dal punto di vista umano (aver incontrato vecchi amici ed aver iniziato il rapporto con delle nuove e belle persone) e dal punto di vista lavorativo (ho consolidato le vendite e venduto a nuovi importanti contatti). Per il futuro mi piacerebbe vedere al Vinitaly tutti i produttori di vino italiani assieme, senza padiglioni dedicati ai vini "bio-qualcosa...". Vorrei poi vedere durante il resto dell'anno tutta una miriade di "eventi" dedicati specificatametne al Vino "bio-qualcosa" (come già abbondantemente accade). Inutile porsi come antagonisti al Vinitaly, è un dispendio enorme di energie e risorse oltre che apparire presuntuosi, antipatici sopratutto quando puoi i fatti deludono le attese. Meglio tutti insieme, come è giusto che sia, ognuno nel proprio padiglione regionale. Semmai i produttori "non industializzati" potrebbero realizzare un "percorso" una sorta di Strada del Vino (chiamatela organico, biodinamico, naturale, vero, ecc. ecc.) all'interno del Vinitaly. Percoso da promozionare con tutti i mezzi di marketing possibili ed immaginabili.

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Simone e Zeta

circa 9 anni fa - Link

Alessandro, ti faccio i complimenti per le tue parole, che indicano acume e lungimiranza. L'idea del percorso a mio modo di vedere è fantastica, spero che la tua lucida analisi smuova un pochina di ruggine. Abbiamo tutti da guadagnarci molto da persone come te che oltrepassano vecchi e mal funzionanti stereotipi.

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Andrea Toselli

circa 9 anni fa - Link

Mi associo alle parole di Simone e Zeta nella condivisione delle idee di Alessandro, anche se è facile prevedere l'assalto alla diligenza da parte di molti "industrializzati" che riscopriranno una vocazione più bio che mai.....

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