Istruzioni per l’uso | Facebook e il marketing aziendale del vino

di Andrea Gori

Burde on FB
Ormai oltrepassati i 1600 amici, una cosa l’ho capita: su Facebook si può fare business seriamente. Allora rispondo qui, una volta per tutte, alla miriade di aziende vinicole (ma anche ristoranti, teatri, locali vari) che mi chiedono “amicizia” come fossero persone fisiche: state certi che rifiuterò. Non lo faccio per snobismo e per spiegarlo prenderò a prestito parole di altri, molto più esperti di me, offrendo una piccola guida  all’uso “aziendale” di Facebook. Premessa d’obbligo: Facebook è solo UNO dei tanti mezzi con cui fare “socialmente” promozione alla nostra azienda e andrebbe sempre integrato con gli altri, magari inesplorati – blog, YouTube, Flickr, Picasa, Twitter. Ecco la prima regola: create un profilo per voi – persone fisiche – e una pagina “fan” (o gruppo) per la vostra azienda. Per ogni Andrea Gori c’è un Burde, per ogni Anselmo Guerrieri Gonzaga c’è una pagina San Leonardo, per ogni Mattia Barzaghi c’è una pagina Agriturismo il Caggio, per ogni Giampaolo Paglia c’è una pagina PoggioArgentiera e via dicendo. Per capire la differenza vi rimando al libro di Luca Conti e al blog dedicato, sempre utile e interessante.

Fatta la pagina, come la uso? Come la mantengo viva, come aggiungo fan?
Banalmente, scrivendoci cose interessanti, copincollando articoli che parlano dell’azienda, di cantine adiacenti (terribile, eh?) o di eventi che la riguardano. Invitando amici di amici, organizzando concorsi, comprando spazio e promozione su Facebook (con 30 euro avrete addirittura 1 milione di visualizzazioni del bottone “diventa fan” su vari profili e circa 2-300 click sulla vostra pagina), oppure mettendo un bottone sul vostro sito e in calce alla newsletter.

Insomma la pagina Facebook dovrebbe diventare il repository di tutto quello che parla di voi, sia che venga scritto in proprio, sia che venga scritto da altri – eventualità ovviamente preferibile. Gli altri possono raccontare voi, o i vostri vini, in maniera molto più efficace per i nuovi clienti di quanto non fareste in prima persona. Quindi sotto con Google Alert o anche mezzi più raffinati per individuare chi sta parlando di voi sul web.

Sulla pagina Facebook, sotto i 500 fan è difficile che nascano discussioni stimolanti. Però non si può mai sapere cosa attiri la curiosità dei vostri appassionati. Ad esempio, è semplice monitorare “come state andando” perché Facebook lo fa per voi con statistiche molto utili, e anche dicendovi papale papale la qualità dei vostri post (misurata tenendo conto delle reazioni, “mi piace” e commenti che generano) con un voto da 0 a 5. Ecco altri link fondamentali (tutti da Robin Good, ma il ragazzo ha il dono della sintesi) per prendere confidenza con Facebook senza sprecare il tempo vostro e dei potenziali clienti.

Questione finale e sempre ricorrente nelle richieste: come si misura il mitico ROI Return On Investment, ovvero quanto mi ritorna in termini di clienti una certa spesa “sociale”. Devo dirvi che non esiste un sistema che davvero funzioni, tutto dipende ancora una volta da cosa vi aspettate e cosa volete ottenere. A tal proposito vi segnalo questa raccolta di info sul tema del Social ROI da Robin Good con vari saggi (nessuno però conclusivo) sull’argomento.

Per gli amanti delle statistiche sugli investimenti, qualche numero ve lo posso fornire: su 1228 video caricati su Youtube, 154 iscritti al canale, oltre 450.000 visualizzazioni, 1625 post sul blog, 3885 commenti, 600 lettori giornalieri di media, e 1500 fan su Facebook ho investito quasi 1400 ore di lavoro e poche centinaia di euro in promozione sul web. Tanto? Poco? Già capirlo sarebbe un mezzo miracolo… chi di voi lo sa calcolare mi chiami subito!

Andrea Gori

Quarta generazione della famiglia Gori – ristoratori in Firenze dal 1901 – è il primo a occuparsi seriamente di vino. Biologo, ricercatore e genetista, inizia gli studi da sommelier nel 2004. Gli serviranno 4 anni per diventare vice campione europeo. In pubblico nega, ma crede nella supremazia della Toscana sulle altre regioni del vino, pur avendo un debole per Borgogna e Champagne. Per tutti è “il sommelier informatico”.

3 Commenti

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emanuele c.

circa 9 anni fa - Link

Un altro modo è quello di condividere e fare traffico. Come sto facendo con questo post. Grazie.

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nelli

circa 9 anni fa - Link

ottimo articolo andrea, anche io lo condividero' :-)

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Paolo Cianferoni

circa 9 anni fa - Link

Andrea, uno splendido articolo. La Bocconi spende un sacco di più per arrivare alle tue conclusioni. :)

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