Scoprire il mondo della birra “viva”. Sembra facile…

di Manuele Colonna

manuele colonnaSembra facile. Massì, tanto una birra nella vita ce la siamo bevuta tutti, no? Ecco, partire dalle varie Peroni, Heineken e compagnia bella è forse il modo peggiore per avvicinarsi al mondo della Birra, quella “viva” intendo: di birre “morte” sono pieni supermarket e pub senz’anima. Permettetemi che ve lo dica, scoprire la birra vera, non pastorizzata e magari rifermentata in bottiglia, senza filtrazione, sembra facile ma facile non è. Affatto. Nell’immaginario collettivo la birra ha tutto da invidiare al vino, svilita e spesso sminuita da pensieri snob, trattata come una semplice bevanda giallastra piena di bollicine e poco più: in realtà, la birra che ci piace è una scoperta continua anche per i gusti più ricercati e non finisce mai di stupire chi vi si accosta con la giusta curiosità. Qui a Roma – come in altre parti d’Italia – si sta facendo un lavoro immane per creare luoghi di mescita attrezzati per soddisfare la sempre maggiore richiesta di birre artigianali, ampliando l’offerta di prodotti che nulla hanno a che fare col piattume delle lager industriali. Certo, è necessaria una maggiore competenza da parte di chi vende il prodotto artigianale ma la speranza è anche riposta nella capacità, da parte del consumatore, di acquisire sempre più consapevolezza, grazie ad informazioni che può raccogliere su internet o chiedendo ad amici esperti, conscio che spesso il barman o ristoratore di turno ne sa meno di lui.

La parola d’ordine è quindi consapevolezza. Il segreto del successo sta nell’assaggiare a ripetizione e senza pregiudizi, solo così si riesce a capire le potenzialità gutative di una birra, dalle fresche sensazioni maltate di una keller tedesca fino alle note mielate, fruttate e intensamente speziate delle ale belghe. Dove mettiamo poi il piacere di farci inondare il palato da una bitter ale inglese spillata a pompa, o l’astringente stupore che regala il primo incontro (non sempre pieno di goduria…) con un lambic? La Birra è tutto questo e molto di più, compresi invecchiamenti in botte o bottiglie che hanno sostato per svariati anni in cantina (alla faccia della data di scadenza). Tutto contribuisce a dare un’emozione impagabile, a patto che sappiate aprire la mente verso un prodotto che tutti bevono ma che veramente pochi conoscono.

Il mio consiglio – dopo anni di severo allenamento – è assaggiare con divertimento, affrontando i diversi stili birrari con consapevolezza e senza noiosi didatticismi. Prendete siti dedicati e fatevi uno studio sugli stili, scopritene provenienza e valenza storica, ricordando che tanti di essi nascono come rivisitazione di una necessità del passato. Divertitevi e siate pronti a stupirvi – il bello è tutto qui – cercate di capire se il vostro palato predilige gusti dolci o amari, partite dalle basi ma non precludetevi alcuna frontiera del gusto. Solo allora passate all’aspetto didattico degli stili, per dare a ogni birra che assaggiate un punto di riferimento, come fosse la punta di un iceberg il cui mondo sotterraneo è ancora tutto da scoprire. Poi partite, vi assicuro che sarà un bel viaggio.

Se volete cercare il Mago Merlino di turno che potenzierà la vostra consapevolezza, ecco qualche uomo-chiave da cercare su Google: Lorenzo Dabove in arte Kuaska, Marco Tripisciano, Andrea Turco, Luigi “Schigi” D’Amelio, Matteo Billy Billia, Lelio Bottero, Davide Bertinotti, Nicola Utzeri. Vi segnalo anche un paio di siti associativi, quello del Movimento Birrario Italiano (MoBI – la “casa” di tutti gli appassionati di birra, i consumatori consapevoli, gli homebrewers italiani) e Unionbirrai. Questi sono solo alcuni dei punti di partenza per una bella ricerca sul web. Ora scusate ma me ne torno in quel “buco” di posto dove lavoro.

[foto: una delle pose migliori di Manuele Colonna da Cronache di Birra]

14 Commenti

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Daniela (Senza Panna)

circa 11 anni fa - Link

Ricordo la mia prima Cantillon... devo dire che è stato amore e odio. Di sicuro non sono rimasta indifferente che è già qualcosa.

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Roberto Giuliani

circa 11 anni fa - Link

Direi che il passaggio dalla birra morta a quella viva non può lasciare indifferenti. Certo, i più fortunati come me, che sono troppo legato al vino per bere birra se non in occasioni particolari, di birra morta ne hanno bevuta davvero poca. Sono passato direttamente a quella artigianale, di varie parti d'Europa, ma debbo dire che dal Belgio ho assaggiato le cose migliori.

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Daniela (Senza Panna)

circa 11 anni fa - Link

Cosa intendi per occasioni particolari? Una curiosità, tu sei della scuola di quelli che con la pizza bevono vino? :-)

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Alma

circa 11 anni fa - Link

Devo ammettere che anche io, essendo appassionata di vino, non bevo spesso la birra e anzi ho sempre snobbato le birre dei supermarket e tutti i "birrozzi" da gruppo perchè davvero non riuscivano ad incontrare il mio gusto. E' stato solo con enorme pazienza e dedizione che un mio ex- fidanzato mi ha convinto ad assaggiare delle birre artigianali non pastorizzate e, anche se ancora per me rimangono un mondo abbastanza sconosciuto, devo ammettere che nelle poche occasioni in cui le bevo non posso negare il piacere che prova il mio palato.

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BirraZen

circa 11 anni fa - Link

Articolo che condivido in pieno. Se gli appassionati di vino snobbano la birra, peggio per loro, che sia frutto di una scelta o di un pregiudizio poco conta, si privano dell'esperienza meravigliosa di tuffarsi in un mondo tutto da scoprire e direi complementare a quello enogastronomico. La fama del "buco di locale" dove lavori è arrivata fino a Torino - vivissimi complimenti! Ci vorrebbe una succursale anche qui. Manca... e quest'assenza si sente, molto. Saluti, BZ

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Lelio Bottero

circa 11 anni fa - Link

Grazie della citazione...essere definito da te "uomo chiave" è un complimento di tutto rispetto. Condiviso appieno il discorso e la filosofia sull"anima", come ben sai "la differenza la fa chi è dietro al bancone", ma nontutti se ne ricordano!...ti devo una birra ciaoo

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ChiaraS

circa 11 anni fa - Link

Ohhh, finalmente qualcosa di fresco! Un sentito grazie da una appassionata (non fanatica) di vera birra: è come leggere nelle pagine di sport qualcosa di diverso dal calcio e ahimè dai suoi sfigati assatanati. E' l'inizio di Intrabirra?

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ChiaraS

circa 11 anni fa - Link

Sfigati è riferito solo a quelli assatanati del calcio, intendiamoci :)

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Antonio Tomacelli

circa 11 anni fa - Link

Veramente della birra ne parliamo già da un po', basta andare sul "cerca" e digitare la parola magica. Poi qui trattiamo anche di coktail, spiriti e di tutto ciò che abbia un grado alcolico in più dell'acqua. ;-)

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marco

circa 11 anni fa - Link

Mi sembra che manchi l'Associazione che ha fatto di più per la birra artigianale negli ultimi anni. Associazione degustatori birra www.degustatoribirra.it portando oltre 300.000 persone nei vari Italia Beer Festival

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Colonna

circa 11 anni fa - Link

Sono pensieri, opinioni...Pur rispettando Paolo Polli, il mio consiglio per un neofita è di approdare ad altri lidi, proprio perchè all'ultimo festival romano di ADB ne ho fatto parte. Al di là dei numeri di persone che sono entrate nei vari festival, penso che a Roma abbia fatto 10 volte più proseliti per il mondo artigianale della birra il festival di Birromania 2006, tirato su da ragazzi appassionati che hanno coinvolto 2000 persone in due giorni riempendoli anche di CULTURA e passione. Sono punti di vista, rispetto il tuo, ma cerca di entrare nel merito del mio, sono filosofie e modi di fare agli antipodi. Perchè non metterci anche Franco Re o Cesare Assolari, allora???

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dansan

circa 11 anni fa - Link

... e, tra gli "uomini-chiave" il Musso ed il Giaccone dove te li sei dimenticati?! ;.) buonadomenica danielesavi

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colonna

circa 11 anni fa - Link

Per versi diversi hai ragione, qui c'è stata una vera dimenticanza! Soprattutto Giacu è secondo me il vero uomo della Provvidenza, se lo meriti sicuramente ti appare strada facendo, illuminandoti come solo Lui sa fare...

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