Elenco quasi definitivo dei 7 vini che non bevo più


E’ ora di scegliere. Schierarsi. Decidere con chi stare, che così non si può andare avanti. Tranqui, non è un post politico, parlerei di vino (anche se). Parlerei di sette tipi di espressione enoica che ho smesso di bere. Colpa mia, colpa loro? Tutto passa, tutto se ne va: ecco la lista di quelli che proprio non riesco a bere più. Amori finiti – alcuni, mai iniziati.

1 – I turbomodernisti col botto. Quelli che puzzano di vernice. Rossi solo nella terminologia, in realtà neri come la pece, sparano quel profumo laccato, irreale. Metafora obbligatoria: femmina con bocca siliconata (the horror, the horror).

2 – I frizzantini. Esanimi, esangui, defunti dopo ogni possibile trattamento chimico-fisico. Vini allegri come una mummia trafugata ad un museo egizio. Irritanti, perché le bollicine disciolte nel vino son capaci di ben altre performance. Utili a rivalutare la birra (qualsiasi birra è assai meglio).

3 – I novelli italiani. E preciso italiani perché almeno i francesi ci provano, a fare un vin nouveau, tutto dell’annata nuova. Noi che siamo i più furbi ormai gabelliamo bevande incomprensibili, nemmeno davvero dell’ultima annata. Poi che capolavoro di marketing questa rincorsa al prezzo basso: anno dopo anno vendiamo novelli a euri tre, due, uno e novantanove… adesso fatemi sognare: questo novembre, alla Coop, pagherete ME un euro a bottiglia, se la porto via dallo scaffale.

4 – I vini figli di nessuno. Questo, lo ammetto, è anche pregiudizio. Ma i vini contoterzisti, imbottigliati da (inserire sigla incomprensibile di una Srl o Spa) per conto di (inserire nome finto, Barone Ciccillo, Poderi Tristanzuoli, eccetera) a me fan venire l’ansia. E chi lo fa? Dove, come? No, grazie.

5 – I botritizzati italiani. Ovvero i Sauternes-wannabe. Quelli che “ciò una vigna a fondovalle che c’è umidità e la nebbia mattutina e la botrytis“. Poi fa un vino sulfureo come un Sauternes, che costa più di un Sauternes. E allora, tantovale…

6 – I Franciacorta che costano (molto, molto) più di uno Champagne. Vale anche per altre denominazioni di metodo classico italiane, si intende, ma i franciacortini sono i migliori produttori di bolle da svenimento (alla cassa). Questo è un genere di considerazione, come al punto 5, più riferibile al rapporto prezzo qualità, che alla piacevolezza in senso assoluto. Ma l’effetto è lo stesso: non riesco a berle più, quelle bottiglie.

7 – I nani più alti del mondo. Avete presente i  lambruschi da meditazione, i prosecchi champenoise alloggiati sei anni sui lieviti, insomma quei vini che sacrificano la piacevolezza alla seriosità? Per dimostrare che, HEY, anche loro se vogliono sanno essere duri, austeri, cipigliosi. Ottenendo il famigerato effetto del nano più alto del mondo. Questo è di gran lunga il punto più soggettivo, in realtà auguro più successo a questi produttori. Magari la prossima volta conquisteranno anche me. La prossima volta.





46 commenti a “Elenco quasi definitivo dei 7 vini che non bevo più”

  1. Massimiliano Montes Massimiliano Montes commenta:

    Complimenti (bis!).
    Ci vuole più coraggio a dire quali sono i vini che non piacciono piuttosto che quelli che piacciono. Io ho difficoltà a dire ad un produttore “il tuo vino non mi piace”: di solito si inca..a (anche se dissimula).

    Per i novelli hai pienamente ragione.
    A parte che per me sono bibite e non vini, il disciplinare francese originale prevede che vengano prodotti al 100% con uve “gamay nouveau” da MACERAZIONE CARBONICA, escludendo quindi completamente i metodi di vinificazione tradizionali.
    In italia la normativa sul “novello” prevede invece che si possa utilizzare anche solo il 30% da macerazione carbonica (ed il 70% da vinificazione tradizionale) e si possano assemblare annate diverse.
    Insomma, il nostro “novello” in realtà non è un novello, ma una cosa strana indefinibile.

  2. Francesco Annibali Francesco Annibali commenta:

    Gli Oltrepò Pavese PN vinificati in bianco, più sulfurei di un girone dantesco.

    I Muscadet della Loira, ok lo so vanno di moda, ma non mi piacciono manco con le ostriche (si, si, ho bevuto anche quelli un sacco bio, un sacco naturali, un sacco importati da Velier, un sacco recensiti su Porthos, a 10 anni dalla vendemmia, tranquilli).

    I bianchi secchi fatti con Prosecco.

    Cheval Blanc 98, non lo bevo più da 3-4 anni. Mi ha sconvolto la vita (detto da uno che non ama bdx, e in particolare quelli di dx). Ma adesso tengo famiglia, quindi non lo bevo più :)

  3. Paolo Ghislandi commenta:

    Questo vuol dire che il vino in Brik continui a berlo ?
    LOL

  4. Nic Marsèl Nic Marsèl commenta:

    Quelli che il medico mi ordinerà di non bere più :-)

  5.  Fabio Cagnetti commenta:

    Sul punto 5: se proprio non li vuoi più, ritiro volentieri tutti i tuoi Buca delle Canne, i vecchi Scacco Matto e i nuovi AR di Zerbina, i Piasa Rischei di Silvia Scaglione (Forteto della Luja) e, facendo uno sforzo, gli Chardonnay “Botrytis Cinerea” 1991 e Vendemmia Tardiva 1992 di Tasca…

  6. Nelle Nuvole Nelle Nuvole commenta:

    Oggi, 24 febbraio 2011 non riesco più a bere

    - rossi, dolci, frizzanti profumati di rosa (Brachetto)

    - bianchi facili facili, siano essi Pinot Grigio, Verdicchio, Trebbiano, ecc. Sono un insulto ai veri e sudati Pinot Grigio, Verdicchio e Trebbiano, ecc.

    - rossoni intensi, allappanti e densi, da tagliare col coltello. Costano troppo e mi fanno fare una brutta figura con chi me li vuole per forza far apprezzare, dopo averli ordinati e pagati. Così alla fine devo scegliere, o l’uomo o il vino. Indovinate come va a finire.

    - Champagne, in realtà lo amo ancora ma lui non ama più me. Così quella che poteva essere una bella serata si sgonfia come un palloncino. Per questo lo evito.

    - Sauvignon blanc. Un amore finito dopo anni di passione intensa. Mi fa lo stesso effetto degli autori del cosiddetto “realismo magico”, tutte le emozioni che potevano regalarmi sono state già consumate.

    - La maggior parte dei vini da dessert. Spesso arrivano quando ho già dato, in termini di bevuta, e siccome non prendo quasi mai il dessert, preferisco continuare con quello che sto già bevendo. O passare ad altro, magari dopo un paio di ore.

  7. Angelo Di Costanzo Angelo Di Costanzo commenta:

    Non mi ritengo così drastico, penso sempre che una bevuta possa suggerirmi qualcosa di nuovo, pure quando un vino abbia fallato alla prima o seconda bevuta.

    Però, se proprio dovessi citarne, i vini di Paraskos – la mia faccia sotto i suoi piedi – una bella bottarella all’entusiasmo me l’hanno data e come! :-)

  8. kenray kenray commenta:

    champagne
    lambruschi

    no grazie

    i franciacorta non me li toccate o rischiate forti ripercussioni sul piano fisico

    i prosecchi devono essere veri prosecchi ma vanno benissimo.
    i trentini sono nettare degli dei.

    i novelli son peggio di champagne e lambrusco

    il vino in cartone, non nominato in post, lo do ai maiali.

    i passiti italiani..qualcuno si altri no.
    elena walch si benryè si sciacchetrà del consorzio mmmmmmmm ni.

    i francesi sauternes mi fanno venire la diarrea.
    come i porto, meglio il marsala o un bel anghelu ruju per non parlare di un buon recioto.

    son nazionalista e me ne vanto.

    per me i francesi farebbero la fame.

  9. tutti tranne i miei, per la serie gravner insegna!:)

  10. kenray kenray commenta:

    dimenticavo

    bella gnocca in foto
    ci farei una orizzontale

    e l’inter ha perso..stasera stappo un bel ca del bosco per festeggiare (28 euros)

    • enzopiet enzopiet risponde:

      Io ho già stappato ieri sera. Appena l’arbitro ha fischiato ho aperto una scatola di fichi secchi al cioccolato di Maglio e una bottiglia di Recioto Classico 06 di Zenato (28 euro).
      E ho dormito alla grande.
      Forza Milan.

      ps. sullo champagne ti do ragione relativamente al prezzo. Ma è un discorso che dovremmo estendere a qualsiasi tipologia di vino. Sono contrario a priori allo svenamento per una boccia.

  11. lespaul lespaul commenta:

    Mi piacerebbe sapere perchè Kenray detesta gli Champagne. (argomentando senza per forza il sottile piacere del periodare iperbolico)…
    Anch’io non amo i Sauternes, che trovo troppo e sempre sopravvalutati.
    Sulla gnocca barefoot fetish quoto per forza.
    Tifo, distrattamente, per la Roma. Ho deciso di soffrire.

    • kenray kenray risponde:

      anch’io simpatizzo per la roma.

      da tifoso milanista non posso non farlo. le liaison tra noi e voi sono innumerevoli.
      fin dai tempi dei “nostri” comuni grandi allenatori e giocatori.
      inoltre veneravo falcao

      bando ai convenevoli

      lo champagne è sopravvalutato e basta.
      costa troppo.
      il qui presente Dom costa 100 euros ed è svaporato.
      insipido incolore inodore.

      il krug gli somiglia tanto, troppo

      se scendiamo di prezzo l’unico accettabile è il taittinger
      i vari moet veuve bollinegr piper ecc ecc
      sono solo bollicine e niente più.
      a volte si sente in lontanaza il profumo che io chiamo storico di lieviti (ammesso che lo siano)

      i nostri seppur ruspanti e con meno cultura di quelli francesi hanno corpo e anima.
      non sono perfetti ma sono sinceri.

      i trentini i franciacorta a volte costano un po’ troppo rispetto alla media ma non rimpiangi certo quello che spendi mentre con lo champagne il più delle volte ti vien da piangere.

      i prefer

      abate nero millesimato (25 euros)
      ca del bosco prestige (26 euros)

      perfetta sintesi tra prezzo e qualità

      e se voglio stere nei 10 euros un bel prosecchino e via.
      soldi ben spesi e con risultati certificati

      e udite udite ma l’ho già scritto credo assaggiate il frizz wine monte delle vigne!
      26 euro di goduria con pizzarotti che gode pure lui per la pubblicità gratuita

      amen fratello

      • Vinogodi Vinogodi risponde:

        … beh , mi sembra un manifesto esaustivo che fotografa assai bene la tua statura enosnob …62.gif

      • Leonardo Leonardo risponde:

        ken, non ti offendere, ma dalla tua analisi dello champagne si capisce che non lo conosci affatto.

        abbi pazienza eh, non te la prendere ma la tua analisi fa acqua.
        meglio se continui a dire che non ti piace punto e basta.

        sfortunatamente i Franciacorta non sono affatto ruspanti. Sono belli costruiti e rileccati. Tecnicamente perfetti e piuttosto freddini. Con quanto li fanno pagare poi, meglio davvero uno champagne (che spesso costa anche meno).

        Mooolto meglio i Trento

        (A mio modesto parere eh)

        L.

        • kenray kenray risponde:

          che io sia un modesto conoscitore di champagne e un grosso bevitore degli spumanti è risaputo e mai mi sono spacciato per un fine intenditore.

          però bevo di tutto

          sia champagne, mio malgrado (sai com’è… in compagnia ha preso moglie anche un frate quindi il sottoscritto kenray si beve quello che passa il convento pur storcendo il naso)
          sia spumanti italici ( e si anche i lambruschi)

          che i franciacorta sia costruiti rileccati rilegati o incipriati avrai ragione tu.
          ma un ca del bosco prestigè a mio avviso non lo è
          forse un barone pizzini.

          che costino troppo non credo sia vero.
          un trentino ottimo costa sui 15/20 euro
          uno champagne decoroso meno di 35 te lo scordi
          un franciacorta siamo sui 25/30.

          • Leonardo Leonardo risponde:

            Andando sulle singole aziende (specie quelle da te citate) della Franciacorta posso essere d’accordo.

            Parlando in generale del livello medio della Franciacorta io rimango sulle mie posizioni.

            Riguardo ai prezzi: le cifre sono più o meno quelle, ma bisogna tener conto anche di come uno si approvvigiona.
            Dalle mie parti (Firenze) si trovano champagne, magari meno famosi, ma a prezzi anche inferiori a 35 euro. Se poi uno ha un canale diretto dalla Champagne si può anche arrivare a prezzi che vanno dai 15 ai 25 senza problemi.

            Un applauso te lo meriti solo per:

            “però bevo di tutto”

            mi pare un atteggiamento illuminato :-)

            L.

  12. Armando Treccaffé Armando Treccaffé commenta:

    sia lodato e sempre sia lodato
    il verbo di Ken sacramentato
    sia lodata ora et semper
    la ribolla gialla di gravner
    aaaaamen

  13. francesco piantoni francesco piantoni commenta:

    Quoto in pieno il punto 6.
    Osceni i prezzi di molti franciacorta: poi ci si chiede perche’ li beviamo solamente noi. o meglio voi, visto che io vivo a due ore di strada da reims…

  14. Giovanni Solaroli Giovanni Solaroli commenta:

    @kenray: sono d’accordo sul Monte delle Vigne, ogni anno e’ il mio vicino di stand al vinitaly e ” me gusta”. Sul resto aspetto di tornare a casa e disporre di una tastiera per presbiti. Ciao

  15. enzopiet enzopiet commenta:

    D’accordissimo sul punto 4. “Chi siete, da dove venite, cosa portate”?
    Condivido anche il punto 5 anche se, come dicevo a Kenray, è un discorso che applico a tutte le tipologie di vino. E non solo perchè sono un giovane precario condannato alla perenne precarietà. E’ che trovo assurdo spendere cifre folli per una boccia.
    E che credo di poter continuare a vivere tranquillamente senza aver mai benuto Romanèe Conti.
    Aggiungerei una categoria numero 8: non bevo più tutti quei vini superbiodinamici, superbiologiciecosostenibili che quando li apri puzzano da morire e mi fanno passare la voglia di bere.

  16. Gabriele Succi Gabriele Succi commenta:

    Sul punto 4 avrei qualcosa da dire…eccome:
    dunque, il sottoscritto imbottiglia, poche decine di ettolitri alla volta; siccome non ammortizzerei il costo di una linea d’imbottigliamento degna di essere chiamata tale, vado a nolo da un collega poco distante dalla mia azienda.
    Voi direte…”e i contoterzisti, che vanno in loco?” bene, i contoterzisti vogliono essere pagati per un tot di hl imbottigliati, se ne uno ne imbottiglia 1/2 di tot allora paga tot lo stesso! il che è piuttosto sconveniente. Quindi nella mia etichetta c’è scritto “imbottigliato per il sottoscritto da…” e poi la sigla che corrisponde al n. di registro imbottigliatori di colui che mi noleggia l’impianto.
    Quindi il vino, almeno nel mio caso, non è figlio di nessuno; visto che io lo trasporto con tanto di documento di accompagnamento e io stesso partecipo attivamente all’imbottigliamento (ormai conosco meglio la macchina del cantiniere dell’azienda che mi ospita).
    Per me, come sempre, è sbagliato fare di tutte le erbe un fascio. O no?

    @ Ken
    Occhio che la gnoccolona su nella foto non sia uno di quei trans che fanno le markette sulla via Emilia! :-)

  17. nicola a. nicola a. commenta:

    -Vini fatti con la Motosega, con pezzi di tronco e residui nel bicchiere.

  18. Vinogodi Vinogodi commenta:

    … bene …. non sopporto più:
    - I Barolo e Brunello turbomodernisti … non è una questione di struttura , quando di “chimica dei rapporti” fra le mie papille e la devastazione strutturale di questi capolavori del genio umano diabolico
    - I vini “bio” o “biodinamici” che sanno di merda o eiezioni in generali . Apprezzo l’agricoltura sostenibile , ma il vino è frutto della tecnica umana , quindi mettiamoci del “nostro” a non schifare i palati altrui … a caro prezzo.
    - I Surmacerati : subito sei attratto dall’originalità … che non è originalità , quanto una maniera arcaica di vinificazione . Dopo ore di sniffate , microsorseggi , seghe mentali sulla filosofia del produttore , ti accorgi di avere bevuto l’equivalente di 2,8 cc di vino e non riuscirai (o riusciresti) a terminare il bicchiere neppure se te lo presentassero bello fresco di frigo dopo 6 ore di marcia forzata sotto il sole nel deserto del Gobi con lo zaino da 30 Kg sulle spalle e l’elmetto in testa …
    - I già citati Novelli italiani , che il legislatore si da tanto da fare per regolamentare la salute pubblica o la valorizzazione e salvaguardia delle eccellenze del territorio italico e poi permette di mettere in commercio questi prodotti a forte rischio di salute pubblica … causa nausea continua che prova nel consumatore enoevoluto .
    - La Cuvée Catheline di Chave . Non capisco perchè non ci si possa drogare e la cocaina sia proibita , se poi si lasciano circolare bocce come questa , che se la bevi ti da dipendenza quasi immediata , quindi le ultime rimaste le berrò solo poco prima del grande meteorite del 2012 per obnubilarmi la mente e morire felice…

  19. PAF PAF commenta:

    Io da Velier compro solo lo sherry Lustau, spero di aver fatto una buona scelta……..

  20. hazel hazel commenta:

    Nella categoria dei nani piu’ alti del mondo ci metterei i barolisti di La Morra con la sindrome di “ce l’ho piccolo”.
    rovinano tutto qullo di buono,profumato e immediato il terreno gli ha donato.Meno male che c’e’ ancora il Cav.Accomasso!

  21. superciuk superciuk commenta:

    Concordo pienamente anche se spesso si cade nella vana speranza che tutti possano migliorare.

  22. Flachi10 Flachi10 commenta:

    Non sopporto più, ma proprio PIU’, i cabernet/carmenere/merlot/sirah/merdah cileni/australiani che riempono gli scaffali dei supermercati Koreni. Quando finisco di bere il secondo bicchiere mi hanno colorato/impestato la lingua di fucsia! Purtroppo qui sono gli unici reperibili appena sopra i 10€ a boccia…

    Non bevo il moscato frizzante del monferrato, sebbene lo produca con le vigne di famiglia da 40 anni, perchè odio il moscato.

    Non tollero il vermentino del levante ligure, amo il pigato del ponente. Ma il Pigato che dico io.

    Odio profondamente i barbera del monferrato barricati male e per 160 anni che snaturano il MIO barbera.

    Non bevo i vini siciliani di cantine conosciute che ti appesantiscono l’anima.

    Non sopporto chi odia i vini francesi e sostiene costino troppo perchè non ha ancora capito un cazzo sui vini francesi… posso dare 10/15 nomi tra i 10€ e 20€ da leccare la bottiglia una volta finita. Quindi non sopporto Kenray! :D

  23. vincenzo busiello vincenzo busiello commenta:

    il lambrusco può essere da meditazione.
    D’accordo per Franciacorta:molti franciacorta non meritano di essere comprati, alcuni per l’alto prezzo, altri per la bassa qualità;ho comprato random alle cantine di franciacorta 10 vini di aziende diverse che non conoscevo:30% per me esame superato.
    Comunque anche gli champagne costosi meritano di restare sugli scaffali (che si chiamino dom perignon, selosse,krug,salomon etc).

  24. vincenzo busiello vincenzo busiello commenta:

    per flachi10:dammi per favore 10-15 nomi di vini francesi tra 10 e 20 euro da leccare la bottiglia una volta finita.
    Dammi anche i nomi dei tuoi barbera.
    Grazie.
    Ma stai in Korea?

  25. Flachi10 Flachi10 commenta:

    Vincenzo per i francesi te li posso dare volentieri, anche il nome del grossista da cui comprarli! Per i barbera superbarricati no ! perchè fortunatamente li ho rimossi dopo averli bevuti! Poi c’è il Barbera superiore prodotto dalla mia cantina (affinato in botti grandi per 12 mesi e 6 in bottiglia). Ti scrivo in privato se mi dai la mail altrimenti qui sembra che faccio pubblicità! Se puede?

  26. lespaul lespaul commenta:

    Rispondo e ringrazio Kenrai per le pillole della “sua”saggezza. A Roma, da “Comptoir de France” nota enogastronomia francese tenuta da francesi, oneste Loire, Rodano, dai 10 ai 20 euro. Anche buoni Chablis. Certo anche noi abbiamo, per quei prezzi, vini altrettanto validi. Mi pare, però, che in Italia si indugi un pò troppo su vini molto, troppo, alcolici (che odio)e barricati; insomma molta omonigenazione del gusto.
    I Franciacorta li trovo mediamente giusti nel prezzo. Peraltro si trovano nelle principali catene di distribuzione.
    Lo Champagne mi piace sempre. Quello economico è spesso, però, di modesta qualità, ne convengo. Un pò di provincialismo mi spinge a comprarlo….

  27. Luca 88 Luca 88 commenta:

    L’unico punto in cui nn ti do ragione è quello che riguarda i Franciacorta. Non è vero che costano più degli Champagne, perché se alla cassa ti trovi a pagare 30 euro un Franciacorta,porti a casa un ottimo metodo classico, Monterossa, Uberti, Bellavista o Cà del bosco che sia, per citare i più noti. E comunque il Franciacorta lo paghi mediamente, se non sono cru particolari, intorno ai 20, 22 euro, a differenza dei 28, 30 base di uno Champagne. Sta di fatto che le migliori cru Franciacortine, o meglio il Vittorio Moretti di Bellavista e l’ Annamaria Clementi di Cà del bosco hanno il loro prezzo elevato, ma danno una sana mazzata alla Grande Dame di Veuve Cliquot e all’ Enotheque ‘95 di Dom Perignon. Questo è il mio parere, sono pronto a critiche e dibattiti:-)…..BUONA BEVUTA A TUTTI!!!

    • Vinogodi Vinogodi risponde:

      … sei sicuro , soprattutto a riguardo dell’Oenoteque ‘95 ? O non l’hai mai bevuto e parli per sentito dire oppure devi un pochetto aggiornare la taratra delle tue papille ; perdonami ma è la terza volta quest’anno e l’ultima volta , come introduzione ad una memorabile bicchierata , ha fatto sobbalzare tutti con un voto medio >96/100 , con il mio voto che abbassava la media perchè la bolla la sopporto solo se davvero supportata da una base di eccellenza …comunque la boccia sfortunata può capitare , non per questo devi generalizzare a tutto un comparto con paragoni ababstanza irriverenti , enologicamente …

  28. CavoloVerde Athos CavoloVerde Athos commenta:

    D’accordo per i punti da 1 a 5.
    Molto d’accordo sul 6
    Parzialmente o poco sul 7

    maremma…

  29. CavoloVerde Athos CavoloVerde Athos commenta:

    … ah scusa Fiorenzo, dimenticavo: ma se i frizzantini “corti” del punto 2 non li bevi più, come fai a sapere che sono corti?

    maremma…

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