Verticali Cult | La degustazione dei dieci migliori film della storia

di Adriano Aiello

Dopo cento post su Dissapore si viene promossi editor di Intravino. Diamo il benvenuto ad Adriano Aiello, caporedattore della rivista Total Film Italia

The Heat – Dom Perignon: Il più grande film della storia del cinema – secondo l’arrogante parere di chi scrive – merita l’accostamento con qualcosa di indiscutibile. Per Mann all’epoca era tempo di ricerca psicologica e di umanesimo sconfinato. Alla fine si tratta di scegliere pezzi di vita da raccontare e renderli vivi ed è un po’ come perdersi nell’adozione della cuvée. Il risultato è indimenticabile come le migliori annate di questo imprescindibile champagne. Conosco chi lo rivede ogni primo giorno dell’anno come buon auspicio. Non lo faccio anch’io solo per non essere imitativo ma potrei sostituirlo con una bottiglia.

Irma la dolce – Chenin Blanc: Billy Wilder è Dio e ci vorrebbe una seconda classifica di abbinamenti solo per i suoi capolavori ma, se dobbiamo scegliere, entriamo in un film animato da un bistrot e dal calore dei sentimenti e dei cibi francesi del contiguo mercato: dalle arance, agli asparagi, dall’agnello bretone al salmone della Loira. Se ci siamo innamorati di Irma, rimaniamoci in Loira e pensiamo a lei come a un Chenin Blanc mieloso e mai stucchevole. Puliti anche quando finiscono in cattive acque, come la dolce Irma.

2001 Odissea nello spazio – Vin Santo: Le scimmie, le astronavi, i viaggi visuali. E quel dannato monolite. Dove inizia il sapere, dove ci porta e a che conseguenze. Ambizioso, affascinante, criptico, filosofico: arriva lentamente al cervello e la meditazione è il suo terreno. Ha in sé tutta l’arte e la cultura costruita e levigata nel tempo, tramandando i saperi. Bisogna  però assaporarlo con pazienza.

I soliti ignoti – Brunello di Montalcino: Guascone e ridanciano. Perfettamente equilibrato, lo si riconosce all’istante. E’ particolarmente longevo come tutta la migliore commedia italiana. Stracelebrato internazionalmente, specie in America dove è un film di culto e hanno riprovato con scarso successo a riproporlo. Temiamo il remake cinese.

Apocalypse Now – Blanc De Morgex et de la Salle: Cuore di tenebra in Vietnam. Marlon Brando pazzo e rasato, Martin Sheen ubriaco balla la morte al tempo di The End dei Doors. Arte e spettacolo, magniloquenza wagneriana e profondità concettuale. Portarlo a termine è stata un’impresa. Come coltivare un vino eroico. Ma in ballo c’era la sopravvivenza economica e mentale di Coppola.

Quarto potere – Barolo: Ogni anno, lustro o decennio invecchia migliorandosi. La prova del tempo non lo scalfisce, ma ne mostra invece tutto il suo valore. Proiettatelo a un cineforum o a un’università e otterrete ancora l’attenzione di tutti, perfino dei nuovi barbari. Inossidabile, sontuoso, sempre capace di sorprendere. Seminale si (ab)usava dire una volta in campo musicale. Ma per i capolavori gli abusi sono necessari.

Milano Calibro 9 – Cabernet Franc: Quando si pensa al poliziesco l’Italia non è il primo paese che viene in mente. E troppo spesso si fa bene a pensar male. Ma c’è stato un tempo in cui, mischiato ad altre suggestioni, la nostra variante trovava degli equilibri mica male. Falliva quando cercava di catturare – senza riuscirci – la grande profondità della tradizione francese e della scuola melvilliana, ma niente da dire in quanto a dinamismo.

Pulp Fiction – Merlot: E’ stato discusso, amato fin troppo e quindi spesso cattivo maestro e tanti hanno finito per ripudiarlo per partito preso, ma ha il suo posto di diritto nell’immaginario collettivo. Come il Merlot, il suo creatore ha talento da vendere e tira fuori il meglio in specifiche circostanze, specie quando non cerca consensi facili e derivativi.

Toro scatenato – Malvasia: Non una qualunque però ma quella mitica di Bosa, di Columbu. Un film duro, autentico, in stato di grazia come il prezioso vino sardo. Scorsese non ha preso un Oscar per questa pietra miliare e per tante altre gemme e poi l’ha preso per il remake di un film di Hong Kong. Però il suo l’abbiamo candidato anche noi.

I sette samurai – Porto: Lungo, complesso, stratificato e con un’umanità straripante. Il cinema come grande affresco, spettacolo, ricerca formale e studio sociologico. D’altronde Kurosawa è un po’ come Springsteen; c’è chi ama il suo cinema e chi non ha mai visto i suoi film.

25 Commenti

avatar

Armando Castagno

circa 7 anni fa - Link

Apprezzo il coraggio. Uno che ha visto "Quarto Potere", "I sette samurai" e e "Apocalipsinàu" (cit. "Paz"), e alla fine della fiera definisce "Heat" il più grande film della storia del cinema, embè, ha del fegato.

Rispondi
avatar

she-wolf stanislavsky

circa 7 anni fa - Link

Undoubtebly drinking Dom reduces the Heat. What's wrong with it?

Rispondi
avatar

margherita

circa 7 anni fa - Link

sono d'accordo, secondo me, HEAT è una gran cag..... una gara a chi ha più inquadrature.....

Rispondi
avatar

Rossano Ferrazzano

circa 7 anni fa - Link

Una recensione sintetica di "Heat" tua, da comparare a quella di Alessio Aiello. Diamo spessore al post ferragostano, forza. Se passa le eleminatorie lo mandiamo in finale con quello di Fabio che accostava al vino i giocatori della Nazionale impegnati negli Europei di calcio.

Rispondi
avatar

Alessio Pietrobattista

circa 7 anni fa - Link

Sono sempre nei tuoi pensieri Rossa'! :-D

Rispondi
avatar

Francesco Amodeo

circa 7 anni fa - Link

Ti giuro, ho pensato LA STESSA COSA. :D

Rispondi
avatar

Nelle Nuvole

circa 7 anni fa - Link

Reservoir Dogs - Hermitage Rouge Più sangue di così se more, letteralmente. Complessità scespiriana (cit. me stessa) speziata senza sbavature da una sceneggiatura immensa e attori al massimo. In attesa di trovare il giusto abbinamento vinoso a "Beasts of the Southern Wild", prossimo sugli schermi italiani, spero non martoriato dal doppiaggio.

Rispondi
avatar

Adriano Aiello

circa 7 anni fa - Link

Doppiaggio e martorizzazioni sono sinonimi storici, quindi non c'è speranza. Probabilmente anche di vederlo in sala, ma ê molto bello. Ottima segnalazione

Rispondi
avatar

Carlo Tabarrini

circa 7 anni fa - Link

Grande Adriano !

Rispondi
avatar

Tommaso Farina

circa 7 anni fa - Link

Milano Calibro 9! Aiello mitico.

Rispondi
avatar

Francesco Beghi

circa 7 anni fa - Link

4 su 10 non è male, Aiello.

Rispondi
avatar

Adriano Aiello

circa 7 anni fa - Link

Gente, cmq al di là di forzature, cazzeggi e delle serie turbe alberganti a chi non riconosce uno status di grandezza assoluta a Heat, è ovvio che questi non sono i miei 10 film di sempre eh (non riuscirei a produrli nemmeno in anni di torture e non potrei tenere fuori la Francia per dire), ma dei grandi titoli a cui mi è venuto facile abbinarci dei vini. Figurarsi se metto Irma la dolce di Wilder che ne ha fatti almeno 8 superiori! E figurarsi se non metto un horror

Rispondi
avatar

Rossano Ferrazzano

circa 7 anni fa - Link

Secondo me l'horror è il genere più facilmente accostabile a certi vinoni nazionali di qualche anno fa, nonché a certi vinozzi bioqualcosa di questi anni qua... ;-)

Rispondi
avatar

Adriano Aiello

circa 7 anni fa - Link

La case delle finestre che ridono peró lo metterei con la Garganega

Rispondi
avatar

Nelle Nuvole

circa 7 anni fa - Link

@Adriano Aiello. Sei cortese nella risposta anche se temerario in certe dichiarazioni. Ti meriti un ulteriore aggiunta The Eternal sunshine of the spotless mind - Fiano d'Avellino Provare a cancellare certe emozioni e sensazioni è inutile, queste ritornano più intense anche se difficilmente catalogabili.

Rispondi
avatar

Adriano Aiello

circa 7 anni fa - Link

Troppo lisergico per essere un fiano. Quest'ultimo non ha bisogno di complicarsi così tanto la vita per raccontare una bella storia d'amore. Ottimo film cmq ma cattivissimo maestro

Rispondi
avatar

Rossano Ferrazzano

circa 7 anni fa - Link

Pochi vini al mondo possono essere lisergici quanto il Fiano. Ovviamente bisogna capire quali Fiano si abbiano in mente...

Rispondi
avatar

Alessandro Bocchetti

circa 7 anni fa - Link

Il vangelo secondo Matteo - Montepulciano d'Abruzzo (solidità) Nightmare - pecorino (affilato) The pusher - grenache (commovente) Rosetta - Aglianico (verità) Finalmente domenica - Borgogna (eleganza) Urlo di pietra - riesling (mineralità) Bel gioco! ;) Ciao A

Rispondi
avatar

Nelle Nuvole

circa 7 anni fa - Link

OT ma non troppo. L'ho appena visto, l'ennesimo film sulla boxe. Il riscatto del povero, la rivolta contro i disonesti, il sogno olimpico, l'amico che si sacrifica, l'allenatore come un padre. Persino la bellezza dell'allenatrice. Poteva essere una ciofeca di film smielato. Invece è molto bello. E' una storia vera ed una storia italiana che io che non guardo la televisione non conoscevo. Non sarà certo paragonabile al capolavoro di Scorsese, l'interprete non vincerà l'Oscar come il bravissimo Christian Bale di "The Fighter", ma TATANKA è un film italiano che si merita un abbinamento adeguato. Il primo che mi viene in mente è il Taurasi, si accettano variazioni e suggerimenti.

Rispondi
avatar

Nelle Nuvole

circa 7 anni fa - Link

Vabbé, andiamo avanto col gioco al massacro eno-cinematografico IL SESTO SENSO stavolta non da abbinare ad un vino, ma a un folto gruppetto di degustatori. Si comportano da vivi, non sapendo di essere morti.

Rispondi
avatar

Elena

circa 7 anni fa - Link

Il padrino Etna rosso...

Rispondi
avatar

Cristiana Lauro

circa 7 anni fa - Link

Adriano ho letto in ritardo, problemi di connessioni da qui. Complimenti, mi piace molto il post. Hai aggirato con grazia il rischio di esibizionismo saccente, affettato e stanco. :-)

Rispondi
avatar

OK MORANDO SERGIO Crocefieschi Genova Malpotremo Lesegno Italia Argentina San Morando

circa 7 anni fa - Link

Ci sono Film e filmetti, come ci sono Vino e vinelli ma il buon vino è sempre Italiano speriamo solo che NON venga usato in certi filmetti :-) ma solo per i grandi Film Morando Sergio.

Rispondi

Commenta

Sii gentile, che ci piaci così. La tua mail non verrà pubblicata, fidati. Nei campi segnati con l'asterisco, però, qualcosa ce la devi scrivere. Grazie.