Chi è contro il vino delle cantine sociali parli ora o taccia per sempre

di Antonio Tomacelli

Ma se io dico “Cooperativa”, fuggite a gambe levate o possiamo affrontare serenamente l’argomento? Ve lo chiedo perchè leggendo l’ottimo articolo di Wine Economist sulle cooperative italiane a me qualche dubbio è venuto. Prendi ad esempio il Tavernello: lo produce la più grande cooperativa italiana e rientra nella categoria merceologica “vino”, ma lo è anche  quello della Cantina Sociale dei Produttori del Barbaresco. Vogliamo parlare del nettare che spilla dalla Cantina Sociale Valle Isarco? Sempre cooperativa è, ma siamo distanti anni luce dal Tavernello.

La verità è che sotto questa definizione generica si nasconde la maggior parte del vino prodotto in Italia e in questo mare magnum non sono rarissime le perle. Io, per esempio, ho le mie due o tre cantine sociali di riferimento anche in Puglia, una regione che storicamente non ha mai brillato per costanza e qualità nel tempo. Ne ho viste tante imbottigliare per uno o due anni e poi ripiombare nel tunnel della cisterna autostradale.

Quelli della Cantina Vecchia Torre di Leverano invece, sono “di coccio” e da anni si ostinano a tirar fuori bottiglie di qualità a prezzi commoventi. Il Rosato Salento a 3,50 euro ha innaffiato più di un’impepata di cozze e d’inverno ho la mia piccola scorta di Salice Salentino doc Riserva sempre a portata di cavatappi per i casi più gravi. Otto. Euro. In. Enoteca. Salendo più a nord, trovo nella zona di Andria il Rosato Vignuolo Castel del Monte doc, da pochissimo diventato docg! Chettedevodì, sul sito aziendale 6 bottiglie di ottimo bombino nero vengono via che è un piacere per soli 3,60 euro! Goduria allo stato puro. Potrei continuare con qualche bel Nero di Troia della Cantina Sociale Teanum vicino Foggia, ma mi fermo qui e vi lascio la parola: avete un vostro vino cooperativo preferito o dobbiamo buttare a mare le cantine sociali? Orsù, diamo fiato alla speranza e facciamo un po’ di nomi.

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Antonio Tomacelli

Designer, gaudente, editore, ma solo una di queste attività gli riesce davvero bene. Fonda nel 2009 con Massimo Bernardi il blog Dissapore e, un anno dopo, Intravino e Spigoloso. Lascia il gruppo editoriale portandosi dietro Intravino e un manipolo di eroici bevitori. Classico esempio di migrante che, nato a Torino, va a cercar fortuna al sud, in Puglia. E il bello è che la trova.

54 Commenti

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marcantonio

circa 5 anni fa

il Capo Ferrato Cannonau rosato della Cantina Sociale di Castiadas (CA) non è niente male, secondo me.

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Claudia Donegaglia

circa 5 anni fa

Buongiorn, Mi chiamo Claudia Donegaglia e sono enologo di Cantina Sociale e sono contenta di esserlo. Lavoro a Modigliana per Cantine Intesa da undici anni e il mio cuore professionale è diviso fra massa critica e percosì di vino di qualità. Il nostro lavoro è quello di valorizzare al massimo le uve dei produttori dell'areale collinare in modo da impedire che la viticoltura diventi sono una conservazione del paesaggio. il mio vino del cuore : il Merlot Poderi delle Rose fatto con le uve dell'Azienda agricola Boscona. Buono , buo nissimo anche perchè l'ho fatto io

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Massimiliano Montes

circa 5 anni fa

Gentile Claudia Intanto complimenti per il tuo lavoro. Bellissimo. Io sono solo un appassionato bevitore goloso. Dici che il tuo vino del cuore è il Merlot Poderi delle Rose, ma susciti inevitabilmente una curiosità in me, da semplice appassionato. Quali sono i tuoi vini preferiti? Le migliori bevute della tua vita? Ovviamente oltre a quello già citato :-) Grazie

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Claudia Donegaglia

circa 5 anni fa

Le mie bevute di adesso MErlot di Carolina Gatti Ribolla di Jermann Traminer passito del Borgo delle oche Ahimè nessuna Cantina sociale,spero di no essere licenziata poi la bevuta della vita è quella che deve venire Saluti claudia

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Massimiliano Montes

circa 5 anni fa

Grazie per avere soddisfatto la mia curiosità. Baroli? Quale hai bevuto? Brunelli? Che ne pensi dei Borgognotti, quali hai provato? P.S. Da quanti anni fai vino?

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Claudia Donegaglia

circa 5 anni fa

Tutti i Baroli del bruppo dei produttori minori dei Barolo Boys Brunelli , tutto quello che esce da Nicolo' D'afflitto per l'onestà enologica faccio vino dall' 1988 sugh claudia

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carolina

circa 5 anni fa

onorata tosa, vediamo come viene quest'anno, se sarà fratello del 2008, che il 09 e 10 erano ciofeche...

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Massimiliano Montes

circa 5 anni fa

Scusa se mi sono permesso di invadere la tua privacy, ma ho sempre la curiosità di sapere cosa beve chi il vino lo fa... Avevo voglia di sapere qual'è il tuo toscano preferito, quale il piemontese, ed ovviamente i tuoi francesi preferiti (Bourgogne? Medoc?). Ma va bene lo stesso, non ci sono problemi ;-)

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esperio

circa 5 anni fa

Cari ignorantoni, con il termine "Enologo" si definisce colui o colei che studia la storia dei vini. Invece, "Enotecnico e' colui o colei che fanno il vino grazie alle loro conoscenze tecniche.

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Alberto Cantarello

circa 5 anni fa

Da economista, dico che la cantina sociale - se fondata su persone e valori seri - è un ottimo metodo per produrre vini di qualità (stipendio di un ottimo enologo "spalmato" su più soci, piuttosto che non duplicazione di enologi di bassa qualità, uno per ogni produttore), a basso prezzo finale, e (soprattutto!) con una remunerazione per i contadini adeguata all'impegno che ci mettono. Da bevitore, piemontese, vi segnalo: - produttori del barbaresco (il miglior rapporto, a mio avviso, di qualità / prezzo per questo vino) - produttori di carema a dimostrazione che, se fatte da persone serie, i risultati (anche in termini di prezzo) dimostrano la bontà delle cantine sociali.

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Simone e Zeta

circa 5 anni fa

Hai ragione su tutto, soprattutto sulle risorse destinate ai soci. ;-)

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Francesco

circa 5 anni fa

Da toscano confermo i grandi produttori piemontesi del barbaresco e del carema (bevuto il base 2006 ieri sera, yum). Qui da noi il geografico ha qualche linea decente, ma il livello dei piemontesi è inarrivabile.

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Marco Lugli

circa 5 anni fa

Un nome su tutti: CANTINA TERLANO Bravissimi, riserve di P.Bianco e Chardonnay strepitose.

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Federico

circa 5 anni fa

In Alto Adige ci dimostrano che la formula cooperativa nel vino può funzionare, ma li funziona tutto meglio! Buoni vini da parte di tutte, con punte ottime. Il Emilia Romagna tavernello&co ci dimostrano che la formula cooperativa nel vino può funzionare, ma li sono emilianoromagnoli! Vini sufficienti, di basso profilo, economicissimi e sempre esenti da qualunque difetto. In Puglia le cantine sociali ci dimostrano che la formula cooperativa nel vino può funzionare, anche dove le cose funzionano non sempre al meglio! Vini buoni a prezzi giusti grazie a brava gente e materia prima eccezionale. Cambia il target di riferimento del prodotto finale, ma la formula funziona, anche se non sempre. Del resto qualsiasi formula non funziona sempre, non è matematica. Inoltre pensiamo a cosa ne sarebbe l'eccezionale varietà eno-geografica senza la microframmentazione produttiva tipica dell'Italia con appezzamenti di vite piccolissimi che senza le realtà cooperative faticherebbero a sopravvivere (anche se non solo grazie a queste).

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lupin

circa 5 anni fa

Cave de morgex et la salle, Cave de once communes, Crotta de Vigneron ,Cave de Donnas, Produttori di Carema, Iuli, Coenfer

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Luciano

circa 5 anni fa

In Piemonte, nel Roero, a pochi chilometri da Alba, buoni vini presso la Cantina del Nebbiolo di Vezza d'Alba

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valentino

circa 5 anni fa

Io sono parte in causa perche sono socio con una cantina sociale pugliese in un progetto che sta portando grandissimi risultati per i soci e per il mercato, questa dovrebbe essere la missione delle cooperative ma.... Purtroppo il mondo della cooperazione presenta delle grosse criticita' e tranne rarissimi casi, lo spirito saggio, con il quale sono state create queste strutture, con leggi che le agevolano enormemente, viene costantemente disatteso nei fatti. Con le pochissime eccezioni di rito, le cooperative hanno disatteso lo scopo per le quali sono state giustamente create ed oggi erodono quei bassissimi compensi che il mercato del vino sfuso da agli associati, divenendo solo regno di protettorati della politica che ha occupato queste strutture rendendole dipendenti da contributi regionali che non risolvono alcun problema ma creano i presupposti per il ricattto politico. Ci sono cooperative che, dimenticando la missione della valorizzazione del prodotto degli associati, oggi commercializzano vini di altre regioni (vedi cooperative trentine), solo perche' in queste zone trovano prezzi bassissimi e sfruttando la loro immagine territoriale possono realizzare qualche soldino in piu'. Vi sono tantissime cooperative che si sono dissanguate in investimenti inutili ed insensati solo perche' vi erano contributi regionali da spendere ma, a spesa fatta non hanno saputo far rendere l'investimento. Tutto questo ha portato i soci a vivere una crisi senza precedenti, i bilanci sono gravati da indebitamenti pesantissimi con le banche (ma possono indebitarsi le cooperative per liquidare le uve ai soci???) e tagli a quelle che possono essere le spese per migliorare la qualita'. So bene che ho disegnato un quadro pessimo ma, guardando la massa (ben oltre il 90% delle cooperative), questo e' quello che traspare e la qualita' dei prodotti ne risente in modo pesantissimo. Io credo che il futuro di queste strutture debba passare per una drastica riorganizzazione, dalla quale devono restare fuori politici e politicanti, la gestione deve passare a dei veri manager ed i contadini devono cominciare ad essere compensati in base alla reale qualita' delle uve, cosa che oggi avviene solo in apparenza. Di fatto oggi, chi piu' produce, piu' guadagna e cosi' non si va da nessuna parte.

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Federico

circa 5 anni fa

Certo che le cose quando le si guardano dall'interno hanno un aspetto sicuramente diverso che dal solo vederle attraverso un bicchiere di vetro. Punti di vista (nell'accezione letterale della frase) differenti che vanno valutati nella loro complessità.

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enrico togni viticoltore di montagna

circa 5 anni fa

finalmente qualcuno che parla chiaro, e non sai quanto piacere m faccia sapere che sei un socio di una cooperativa. lungi da me il generalizzare, ma la situazione così come l'hai esposta è una perfetta fotografia, anzi radiografia di quello che in alcune zone e in alcune situazioni può diventare un problema. quando sento parlare di giusta remunerazione e poi chiedo i prezzi delle uve, mi si accappona la pelle, quando vedo certi prezzi dei vini, mi viene più di un sospetto. non tutto purtroppo è rose e fiori, credetemi che poi il tutto si risolve in una concorrenza che non sempre è troppo leale.

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Carmine Capacchione

circa 5 anni fa

Sempre non lontani dalle parti tue Antonio ma in Basilicata Cantina di Venosa che imbottiglia moli buoni aglianici del vulture e non solo a prezzi commoventi.

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Mario Crosta

circa 5 anni fa

Guai a chi mi tocca la Cantina Sociale di Santa Maria La Palma in Alghero, la Cantina Sociale di Santadi, la Cantina Sociale del Vermentino, ecc. ecc. in Sardegna, ecc. ecc. in tante altre parti d'Italia come la Cantina Produttori del Barbaresco o la Cantina Sociale di Santa Maria La Versa in Oltrepo. Non ci sono soltanto l'Alto Adige o la Caviro. Di Cantine Sociali valide, serie, capaci, con una funzione importante per il territorio ed i piccoli che non saprebbero altrimenti come fare, ce n'e' una marea. Complimenti! Piu' si allunga l'elenco dei commentatori e piu' noto che ce ne sono davvero centinaia e fa piacere leggere qui i loro nomi, come se questo post fosse un albo degli esempi positivi. Posso soltanto convintamente applaudire. In tutte le greggi ci sono anche le pecore nere, ma "chi e' senza peccato scagli la prima pietra..."

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anonimo

circa 5 anni fa

confermo tutta la sardo-connection. aggiungo per nostalgico ricordo la cantina sociale dorgali. ahhh sospiro...

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Marco

circa 5 anni fa

Concordo. Un grandissimo vino cooperativo infatti è il magnifico, straordinario TERRE BRUNE Carignano del Sulcis DOC Superiore della Cantina Sociale di Santadi.

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Lizzy

circa 5 anni fa

Da quando lavoro nel mondo del vino (quasi vent'anni, ormai), ho sempre avuto a che fare più a che fare, professionalmente, con cantine sociali che con aziende. Quelle delle mie zone le conosco meglio di molti dei loro stessi soci. Alcuni dei miei migliori amici enologi sono direttori di cantine sociali e tuttora svolgo consulenze in alcune di esse. Ciò premesso, concordo con la maggior parte dei commenti espressi fin qui, compreso quello di Federico. Un particolare mi piacerebbe segnalare, che finora non è stato citato, anche se Claudia Donegaglia ne ha accennato parlando della conservazione del paesaggio. Nel mio territorio (la provincia di Verona), gli anni 70-80 hanno visto autentici, indiscriminati saccheggi di territorio rurale ad opera degli speculatori edilizi: all'epoca la campagna non rendeva, il richiamo della città era forte, la sensibilità ambientale era di la' da venire e il piccolo vignaiolo preferì vendere vigneti e campi, sui quali presto sorsero tante belle (si fa per dire) case, casette, ville, villette, villotte e condomini e strade, fabbriche, industrie.... Colline intere videro sostituire alle vigne colate impressionanti di cemento. Oggi si depreca a quelle scelte (politiche, economiche, sociali) dissennate e miopi, ma all'epoca i sindaci che "davano case" ai loro cittadini erano considerati dei benemeriti dalla gente (che infatti continuava a votarli), anche se per fare case azzeravano centinaia di ettari di vigneti. Laddove però operava una cooperativa forte, con una base sociale di centinaia e centinaia di soci, questo scempio del paesaggio non avvenne, perchè la cooperativa diede da vivere ai suoi viticoltori anche nei tempi peggiori. E se oggi tante aziende (anche celebri), esistono, è perché l'altro ieri una cantina cooperativa è riuscita a impedire ai nonni e ai padri degli attuali produttori di disfarsi di terre e vigneti in cambio di un pugno di soldi (sia pure più o meno consistente)...

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Manilo

circa 5 anni fa

Per una su tutte la Cantina Terlano, mentre i posteri ricorderanno la Cantina Sociale di Cerveteri, una volta un vanto del territorio, ricordo quando partivano i tir per la Francia, ora tutti stanno espiantando, anzi prima ancora fecero togliere tutti i tendoni, finanziarono chi metteva i filari con monovitigno, mentre adesso da circa 5o6 anni i nostri bravissimi politici son riusciti quasi a farla fallire,calcolando che gli ultimi dipendenti son ben 3 mesi che non prendono stipendio ed ora sono in cassa integrazione ed il loro futuro non è per nulla roseo. Ho saputo che è stato assunto come consulente l'onnipotente Cotarella..... sarà la mazzata finale?

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Riccardo Francalancia V. S.

circa 5 anni fa

Cantina Duca della Corgna (Umbria): DOC Trasimeno Gamay "Divina Villa" etichetta nera (Gamay 100%) IGT Umbria Grechetto "Ascanio" (Grechetto 100%) Cantina dei Colli Amerini (Umbria): IGT Umbria Ciliegiolo "Ciliegiolo di Narni 30 anni" (100% Ciliegiolo) IGT Umbria Ciliegiolo "Ciliegiolo di Narni" (100 Ciliegiolo) Cantina Cinque Terre (Liguria): DOC Cinque Terre Bianco "Costa de Sèra di Riomaggiore" (70% Bosco, 20% Vermentino, 10% Albarola)

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Federico G.

circa 5 anni fa

Come sopra più volte detto, la Cantina Produttori di Carema, commovente la bonta dei vini e fin troppo basso il prezzo che non rende onore e soprattutto "sussistenza" a quella viticultura eroica in via di estinzione ahimè!! E' un problema serio lassù, devono alzare i prezzi così che saremo sicuri di poter bere in futuro ancora Carema. Provate chi può il loro magnifico Tournet Rosato 2010, solo nebbiolo da salasso del Carema, mi pare di ricordare intorno ai 3 o 4 €, provoca dipendenza sul serio! Finito il primo cartone in un amen. Tra l'altro quei 12,5% d'antan davvero fanno godere. Anche Donnas con la cantina sociale lavora bene però, molto bene, gran bel nebbiolo anche da loro.

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Ruggero Romani

circa 5 anni fa

voglio ricordare anche una coop marchigiana:la Terre Cortesi Moncaro:molto buono il verdicchio Ca'Ruptae e la riserva Vigna Novali,ottimo il passito Tordiruta.

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Luigino Bertolazzi

circa 5 anni fa

Lavoro da parecchi anni come enologo resonsabile alla vinificazione, in Cantina di Soave. Noi da tempo ci siamo fissati l'obiettivo di cercare di fare bene tutto quello che facciamo,naturalmente non sempre ci riuciamo. Per fare questo, che sembrerebbe una boutade, abbiamo strutturato l'azienda in modo da ottenere il massimo da ogni tipologia esistente in azienda. E' stato portato ai massimi livelli il progetto qualità, ma sopratutto il controllo di tutte le uve in conferimento in tempo reale. I riconoscimenti non sono e non mancano. Perchè ci si possa conoscere utiliziamo il nostro blog, vino 365, nel quale tutte le funzioni aziendali che gestiscono l'azienda scrivono in prima persona sul blog medesimo. per verificare se valga lapena a parlare male di cantina di Soave, o tacere per sempre, in soave presso il punto vendita di Borgo Rocca Sveva è possibile effettuare una wei-probe tale da chiarire al meglio le curiosità di ciascuno. Buona giornata e buon lavoro

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Emanuele

circa 5 anni fa

Si tenga tutto, soprattutto il trattino nella Wein-probe. E non se la prenda, è una boutade: Die Sprache Wittgensteins haben Sie selbst wachgerufen...

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Gianni Piubello

circa 5 anni fa

Il nostro Luigino Bortolazzi, che non perde un colpo. Buongiorno, direttore.

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Luigino Bertolazzi

circa 5 anni fa

Buon giorno a Gianni Piubello, buon lavoro, e buona vendemmia. Quando passi ti vedo sempre volentieri.

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ag

circa 5 anni fa

Argomento bellissimo per la sua complessità, questo delle cantine sociali. Qui dalle mie parti (e sono parti importanti in questo campo) le cantine sociali brillano fondamentalmente per incapacità. Incapacità reddituale, incapacità gestionale, incapacità commerciale, incapacità produttiva. Un vero esempio da non seguire.

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marcocolombara

circa 5 anni fa

Il vermentino di Gallura Canayli, della Cantina Sociale Gallura. Uno dei bianchi che bevo più volentieri.

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vinogodi

circa 5 anni fa

..il La Tacca della Cantina Sociale di Romano Conti è uno dei miei preferiti...

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Massimiliano Montes

circa 5 anni fa

Già il nome ispira. Uno che si chiama "Romanò Conti" non può che fare vini buoni

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Mike Veseth

circa 5 anni fa

Interesting discussion! The Wine Economist has a new post on this topic. You can read it here http://wineeconomist.com/2011/08/09/unhappy-families-wine-cooperative-failure-and-success/

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Massimiliano Montes

circa 5 anni fa

"The road ahead depends on the path you have already taken" I agree with you Mr. Veseth. But italian wine production is often not that simple as it appears. The “unhappy family” cooperatives are often too involved in their social and political background to have hopes of changing path. Thanks Mr. Veseth

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Nelle Nuvole

circa 5 anni fa

@Mike Veseth, I read both posts, thank you for writing clearly and deeply about such an interesting subject.

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Emanuele

circa 5 anni fa

Produttori del Barbaresco merita l'ennesima menzione. Tra le cooperative piccole - e a maggior ragione per non esser stata fin qui citata - Paterna e i suoi 15 ettari in Valdarno, con il Chianti Colli Aretini che meriterebbe maggior diffusione: popolare per il prezzo, rimarchevole per onestà e qualità.

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Rinaldo

circa 5 anni fa

Nelle Marche segnalerei oltre alla Moncaro, altre due grosse realtà cooperative localizzate nel sud della regione in provincia di Ascoli Piceno, caratterizzate dall’ottimo rapporto qualità prezzo dei vini: Cantina dei Colli Ripani (circa 1000 ettari) e Cantine di Castignano (circa 600 ettari). La prima sembra aver superato un momento difficile dal punto di vista delle finanze e quest’anno cerca di ripartire alla grande, presentando un’edizione del Rosso Piceno superiore Castellano (circa € 7) veramente interessante. Della stessa segnalerei anche il Passerina passito Anima Mundi e soprattutto il muscolare Khorakhanè (circa €23) da uve montepulciano e cabernet sauvignon, senz’altro da annoverare tra migliori rossi regionali fin dalle sue prime edizioni. Della seconda cantina, molto interessante e tipico il Falerio ‘10 (trebbiano, passerina, pecorino) premiato qui: http://avvinatorebloggato.blogspot.com/2011/07/falerio-damare-2011.html. Di buon livello anche: Marche bianco igt Gramelot, Offida pecorino Montemisio e Offida rosso Gran Maestro (circa € 13) da uve montepulciano,cabernet, merlot: vino di spessore e consistente, sempre affidabile in tutte le annate.

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Ruggero Romani

circa 5 anni fa

ho dimenticato di citare la cantina Belisario di Matelica: fa gli stupendi Cambrugiano e Meridia a prezzi straordinarii.

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valeriano

circa 5 anni fa

La Moncaro la conosco pure io e posso garantirvi che per le Marche ha fatto molto piu' danni di una grandinata che rade tutto al suolo. Hanno una politica dei prezzi sui mercati esteri che e' semplicemente vergognosa (ampiamente sotto un Euro a Bott.), dove non regalano con i prezzi intervengono con contributi promozionali da vergogna, pur essendo cooperativa imbottigliano e svendono anche vini di altre regioni e come cigliegina sulla torta hanno un indebitamento vergognoso che solo i politicanti di bassa lega possono togliergli dal groppone, soprattutto se si pensa in che condizioni versa il nostro paese. Concordo che molti vini sono buoni ed hanno un eccellente rapporto qualita' prezzo ma, di questo passo quello che risparmiamo noi, lo pagheranno anche gli astemi, purche' aventi reddito e di cittadinanza italiana.

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ag

circa 5 anni fa

Ecco, più o meno quello a cui mi riferivo sopra.

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Luigino Bertolazzi

circa 5 anni fa

A Emanuele rispondo che tutto è accettato, nell'ambito del corretto confronto. Ludwig Wittgenstein è un autore che non conoscevo ma per Suo merito ho saputo esistere, qundi grazie. Un rammarico sull'aspetto,si tenga tutto, che mi sembra un poco il nostrano menefrego. Buon lavoro ad Emanuele .........

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ChemRob

circa 5 anni fa

Viticoltori Associati Vinchio-Vaglio Serra (Vinvhio, AT; Piemonte) Ottimo rapporto qualità/prezzo per la Barbera d'Asti Superiore Tre Vescovi.

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Er Plastichino

circa 5 anni fa

Esperio,ma cosa hai bevuto , trementina del Sannio rettificata?

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esperio

circa 5 anni fa

Er plastichino, con uno pseudonimo come il tuo e' chiaro che la trementina ai incominciato a prenderla fin da bambino. Dimmi un po' cosa non ti e' piaciuto del mio commento? Ciao

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rudy "basilico" turturro

circa 5 anni fa

Il bue che dice cornuto all'asino: prima invoca l'Accedemia della Crusca, poi dimentica un'accca.

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Er Plastichino

circa 5 anni fa

Esperio: Enologo e' chi ha conseguito la laurea in Enologia, vale a dire lo studio del vino dalla vendemmia alla bottiglia, cioè chimica biologia e microbiologia. La storia e' marginale. Io credo che tu scherzassi. Sic!

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raffaelezago

circa 4 anni fa

Aggiungerei la Cantina di Nizza Monferrato (per gli spumanti e la barbera), la Moncaro anche se già citata ("Verdicchio Ca'Ruptae" e il Rosso Conero "Cimerio")pure la cantina di Torrevilla nell'oltrepo pavese (Sangue di Giuda, Pinot Grigio). La Cantina di Custoza produce un Cabernet davvero ottimo "Val dei Molini" a un prezzo imbattibile.

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Simone

circa 2 anni fa

Credo che sia riduttivo credere che se un prodotto sia di cooperativa sia di bassa qualitá, anche quando il prezzo ce lo suggerisce. Tanto per citare esempi extra vitivinicoli pensiamo al parmiggiano, ai vari prosciutti e formaggi anche essi prodotti da delle cooperative. Se analizziamo la parola cooperativa, la intendiamo come un associazione di diverse persone atte a promuovere o produrre bene e/servizio. Quindi come possiamo dire che le cooperative siano errate??? Tanti nostri agricoltori senza di esse sarebbere allo sbaraglio senza un reddito sicuro, oltretutto dovrebbero impiegare il propio tempo pre vendere ciò che producono e purtroppo il tempo è sempre poco. Allora perchè credere che una cooperativa dove all'interno operano più proffesionisti all'interno di diversi settori possa essere considerata di meno rispetto ad altre realtá. Quante cooperativa hanno svolto studi di microzonazzione a favore di se stessa, madando tutte queste informazioni a chi coltiva direttamente il fondo per ottenere prodotti migliori. (Vedi Lavis, Kellerei Bozen, Caldaro, Valle isarco)Certo non dico che tutte le cooperative siano eccelse ma non si può dire nemmeno il contrario. Tornando sull'esempio tavernello credo che non si comprenda i milioni di HL elaborati da questa azienda e che da Bolzano a Pantelleria tu apri un brick di tavernello ed e trovarai sempre lo stesso prodotto. Questo non è sinonimo di cura e dedizione al lavoro???

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carlo viora

circa 1 anno fa

prego inviare numero sei cartoni da sei bottiglie di vino rosato al seguente indirizzo viale beata vergine del camelo 186 00144 ROMA interno 10 scala B .non sono sicuro che l'ordine va bene .notiziatemi per la conferma dell'ordine stesso.

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carlo viora

circa 1 anno fa

prego inviare numero sei cartoni da sei bottiglie di vino rosato al seguente indirizzo viale beata vergine del camelo 186 00144 ROMA interno 10 scala B .non sono sicuro che l'ordine va bene .notiziatemi per la conferma dell'ordine stesso.Incolla il link ed iserisci una v dopo http(es httpv://www.)[img]inserisci qui il link tra i due tag[/img][img]inserisci qui il link tra i due tag[/img]

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