Argentina mundial | Un brindisi a Diego Armando Maradona

di Giulia Graglia

I sondaggi parlano chiaro. Con la nazionale italiana a casa, noi italiani tifiamo per l’Argentina. Vuoi perché in squadra ci sono nomi come Demichelis, De Maria e Pastore, che suonano vagamente familiari, vuoi perché in panchina c’è quel Diego Armando Maradona che ha incantato Napoli e il mondo dribblando i difensori più forti e anche il fisco. Uno che affida la formazione a Lionel Messi, “la pulce”, si permette il lusso di lasciare fuori Diego Milito, uno che in Italia di questi tempi sarebbe già Santo.

Ma cosa bevono i nostri cugini d’oltreoceano per festeggiare i successi della Selección? Mentre da noi esplode l’estate, dall’altra parte del globo è pieno inverno, il momento migliore per un buon Malbec, il rosso più diffuso e rappresentativo d’Argentina. Chi ne conosce soltanto la declinazione francese, potrebbe stupirsi di fronte a un vitigno che si è ambientato in terra latino-americana addirittura meglio che in patria. Giunto con l’emigrazione dall’Europa, si è subito ambientato alle pendici delle Ande e anche oltre i duemila metri. Il risultato di tanto sole e terra latina è un mix di frutto rosso concentrato, tannini morbidi, corpo esuberante e calibrata acidità. Purtroppo da quelle parti amano parecchio il legno e non è facile trovare un vino che non abbia forti note di vaniglia. Il vero carattere del Malbec emerge quando si incappa in vini che non hanno visto la barrique, restituendo il dinamismo delle migliaia di ettari vitati. A pensarci bene, è un vino che somiglia proprio a Diego Armando Maradona: scuro, intenso, talento puro, capace di espressioni geniali ma fragile di fronte alle lusinghe di lusso e sofisticazione.

E come tanta parte dei biancocelesti, anche gli altri rossi argentini hanno origine europea. Così le bodegas (aziende vinicole) possono spaziare fra la produzione di cabernet sauvignon, merlot, sangiovese, barbera e tempranillo, qui noto come tempranilla. Lo stesso vale per i bianchi come chardonnay, chénin blanc e moscatel de Alejandria. Punta di diamante è però il torrontès, un vitigno dall’origine incerta, probabilmente incrocio di un’uva autoctona con una varietà importata, da cui si ottiene un vino dai profumi freschi, di fiori e frutta bianca, con una tattilità non troppo accentuata, ma acidità e sapidità spiccate. Insomma, Dieguito, guadagna la semi-finale e bevi poco ma bene, mi raccomando!

[immagine: Manodedios]

9 Commenti

avatar

carolina di lorenzo gatti

circa 10 anni fa - Link

:) tifo dieguito mi sà..

Rispondi
avatar

MAurizio

circa 10 anni fa - Link

Cioè, praticamente, gli italici, con la classica coerenza che li contraddistingue, fanno il tifo per una squadra guidata da un noto evasore (per non parlare di altri trascorsi) e che rappresenta un paese che è in debito con oltre 180.000 italiani rimasti vittima degli omonimi bond ?

Rispondi
avatar

patrizio mengozzi

circa 10 anni fa - Link

Quotone.

Rispondi
avatar

Bernardo Conticelli

circa 10 anni fa - Link

L'Argentina ha perso...non resta che consolarsi aprendo un buon Malbec e far passare la delusione godendo di un vitigno che adoro...possibilmente della zona di Mendoza....

Rispondi
avatar

busiello vincenzo

circa 10 anni fa - Link

Maurizio, che sicuramente non è napoletano,ha un punto di vista che va rispettato;tuttavia se sei innamorato di una persona, le perdoni tutto. E i napoletani sono innamorati di Diego perchè quello che egli ci (confesso,sono napoletano) ha intimamente dato (scudetti a parte)è qualcosa di inimmaginabile..... Mi dispiace per Maurizio e per tutti quelli che non hanno potuto "vivere da napoletani" quel periodo. I bond argentini li hanno venduti le nostre banche che sapevano;le evasioni fiscali di Diego.....c'è gentaglia in Italia che comanda,dirige, predica (in tutti i sensi),...altro che l' evasione fiscale di Diego....

Rispondi
avatar

MAurizio

circa 10 anni fa - Link

La questione di fondo è che pur di vincere ..... va bene chiunque (e infatti l'entusiamo attuale è in gran parte legato all'ipotesi di un eventuale ritorno a Napoli come allenatore ... oddio, magari sfumata dopo la partita con la Germania). Maradona è un "cattivo maestro" a tutti i livelli (familiare, di comportamento, di "frequentazioni", di "hobbies" e, dulcis in fundo, fiscale) e, perdippiù anche sul campo (ricordate "la mano di Dio"). Ma pur di sperar di vincere ...

Rispondi
avatar

Giulia

circa 10 anni fa - Link

Io sono juventina e Maradona mi ha rovinato l'infanzia. Per quanto facesse Platini, lui era sempre meglio. E ora mi sono ritrovata a tifare per lui in questi mondiali, proprio perchè era sempre meglio. Per quanto riguarda i debiti con il fisco, non mi pronuncio, perchè ripeterei quello che ha già detto Vincenzo, però facendo nomi e cognomi.

Rispondi
avatar

armin

circa 10 anni fa - Link

certo che maradona "ha dato intimamente" moltissimo ai napoletani: ha risolto i loro problemi di micro e macrocriminalità, disoccupazione e tanti altri problemi che affligano la città partenopea. e se sarebbe rimasto avrebbe risolto anche l'emergenza rifiuti.

Rispondi
avatar

Lucio

circa 10 anni fa - Link

Mea culpa, ho letto solo ora con enorme ritardo il post. Ma che commenti della cippa fate? Maradona doveva eliminare la criminalità a Napoli? La disoccupazione? Un calciatore?? Allora Trapattoni quando allenava la juve doveva evitare i licenziamenti alla Fiat? Un calciatore deve giocare a pallone.Punto. Se poi umanamente è una merda, francamente me ne frega assai poco. è un evasore fiscale? beh andrebbe perseguito ovviamente, ma è in ottima compagnia, con altri sportivi, cantanti, attori, politici, commercianti, industriali, liberi professionisti, eccetera eccetera, basta leggere i giornali. Ah, non c'entra Maradona ma "se sarebbe rimasto" è un orrore di grammatica, si dice "se fosse rimasto", si chiama congiuntivo.

Rispondi

Commenta

Sii gentile, che ci piaci così. La tua mail non verrà pubblicata, fidati. Nei campi segnati con l'asterisco, però, qualcosa ce la devi scrivere. Grazie.